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Ecco come Hyundai ha involontariamente reso il WRC il feudo Toyota

L'arrivo di Abiteboul alla guida di Hyundai Motorsport ha fatto crollare la competitività del team coreano, perdendo personale qualificato o spostandolo sul progetto WEC con Genesis. E ora Toyota può continuare a dominare in lungo e in largo il WRC senza avversari credibili.

Esapekka Lappi, Enni Malkonen, Hyundai World Rally Team Hyundai i20 N Rally1

Esapekka Lappi, Enni Malkonen, Hyundai World Rally Team Hyundai i20 N Rally1

Foto di: Hyundai

16 rally vinti da Toyota Gazoo Racing sugli ultimi 20 disputati nel WRC. Una statistica che, anche presa singolarmente, potrebbe scattare una perfetta fotografia del momento che sta attraversando il Mondiale Rally. Dalla fine del 2024 a oggi, il team diretto da Jari-Matti Latvala (e nell'ombra, ma nemmeno troppo, da Kaj Lindstrom) ha cambiato marcia, distruggendo non solo la concorrenza, ma anche l'incertezza che sino al 2024 - in quantità differenti di anno in anno - avevamo potuto vivere.

Non si può parlare di monomarca Toyota solo per l'effettiva presenza nelle speciali di Hyundai Motorsport - o di quello che ne rimane - e di M-Sport Ford. Ma le uniche vetture competitive che possono realmente ambire a vincere un rally mondiale sono le GR Yaris Rally1. Nell'ultimo anno e mezzo Hyundai ha vinto 4 rally, 2 con Thierry Neuville e altrettanti con Ott Tanak, senza però mai dare l'impressione di poter dire la propria.

M-Sport Ford è difficile da giudicare. Nel corso degli ultimi giorni sui social è apparso un meme satirico che fa sorridere, ma che spiega davvero le difficoltà di una squadra che non vince un rally dal 2023, ossia dall'ultima stagione di Ott Tanak in Cumbria al volante delle Ford Puma uscite dagli stabilimenti britannici. Il meme in questione è spietato: Matteo Fontana, pilota che corre con una piccola Rally3, ha vinto 2 prove speciali a Monte-Carlo, mentre M-Sport che corre con 2 Rally1 semi ufficiali è ancora ferma a zero dopo 2 rally.

Chiaramente deve essere valutata la situazione con cui Fontana è riuscito nella duplice impresa, ma spiega bene le difficoltà di un team che, anno dopo anno, è sempre più in declino. Ma se l'impresa diretta da Malcolm Wilson viene ormai considerata da contorno al dualismo tra Toyota Gazoo Racing e Hyundai Motorsport, la caduta verticale della Casa coreana ha radici recenti, nascoste appena sotto la terra, ma che hanno già infettato da dentro un team che funzionava e che ora, invece, ha solo la corazza del team che fu ed è un albero corroso nell'anima.

Il titolo Piloti nel 2024 con Thierry Neuville è stato l'ultimo sussulto di una squadra capace di migliorare in modo esponenziale dal 2017 in poi. Ma già quell'anno avevamo assistito a una scelta sportiva che, a posteriori, possiamo definire come incredibilmente sbagliata. Arrivando al Rally del Giappone con solo i propri due piloti (Neuville e Tanak) in grado di vincere il Mondiale, Hyundai ha gettato il titolo Costruttori per lasciare a Tanak flebili speranze di agguantare il secondo iride.

Proprio un errore dell'estone mentre Neuville si stava involando verso il titolo ha reso un incubo quello che sarebbe dovuto essere un fine settimana da sogno, alimentato dal "double" mai fatto nel WRC. Una scelta che già appariva sorprendente in negativo e tale si è rivelata.

Cyril Abiteboul, Team principal Hyundai World Rally Team

Cyril Abiteboul, Team principal Hyundai World Rally Team

Foto di: Austral / Hyundai Motorsport

Quello è stato l'ultimo sussulto di un team in dismissione. Tutto è nato dalla stagione 2022, quando a gran voce piloti e team chiedevano di trovare una persona in grado di guidare la divisione motorsport dopo l'addio di Andrea Adamo (e 2 titoli iridati Costruttori). Il bisogno era vero, ma si è tramutato in coltello dalla lama a doppio taglio. O un boomerang, se preferite.

La scelta ricadde su Cyril Abiteboul, che mai aveva avuto modo di lavorare nei rally e reduce da esperienze tutt'altro che memorabili in Formula 1. Il manager parigino ha ereditato un team ancora solido arrivando a vincere il titolo Piloti descritto sopra. Da quel momento in poi, le cose sono andate nel peggiore dei modi. Come abbiamo detto all'inizio, appena 4 vittorie negli ultimi 20 rally e soprattutto la sensazione di aver perso tanto terreno a livello prestazionale rispetto a Toyota.

Sintomi di una corrosione del team, che mese dopo mese ha perso figure di assoluto rilievo come - tra i tanti - Pablo Marcos (poi tornato) e Christian Loriaux. Non solo, perché l'arrivo di Abiteboul ha coinciso con l'idea poi divenuta realtà di portare il Gruppo Hyundai nel WEC con il marchio Genesis. La realizzazione del team e della LMDh ha eroso risorse economiche e di personale. Diverse figure hanno lasciato il team di WRC per passare al nuovo progetto per il WEC, distruggendo così una certezza per creare qualcosa che si dovrà scontrare con marchi già molto esperti di endurance, vincenti e influenti dal punto di vista politico.

Il team di WRC si è trovato depauperato di diverse certezze e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dal canto suo, Toyota non ha dovuto fare altro che ringraziare. La GR Yaris Rally1 funziona molto bene su tutti i terreni, gli equipaggi sono validi e, pur avendo perso Kalle Rovanpera, ha avuto modo di ingaggiare Oliver Solberg, che nelle prime due uscite del 2026 ha fatto vedere di essere pronto a ricevere il testimone dal finnico vincendo a Monte-Carlo e facendo vedere cose importanti anche in Svezia pur essendo entrato in prova per primo nel corso della prima tappa.

Una gestione oculata che è sufficiente a piazzare triplette su triplette e, spesso, anche poker o pokerissimi che non lasciano nemmeno le briciole agli avversari. Dopo 2 dei 14 eventi del WRC 2026 è già lecito attendersi un'altra stagione dominata da Toyota, che sta realizzando una sorta di involontario monomarca volto a comandare le posizioni che contano delle classifiche e a demolire gli avversari, inermi nelle rispettive situazioni in cui imperversano.

Insomma, Abiteboul non solo non ha dato i frutti sperati nel WRC per Hyundai, ma ha addirittura peggiorato le cose in modo evidente. E al WRC, tutto questo, non può certo fare piacere, considerato il momento delicato che sta attraversando dal punto di vista tecnico e dello spettacolo. Per ora ringrazia solo Toyota, ma se dovesse confermarsi un dominio senza diritto di replica, sul lungo periodo converrà anche alla Casa giapponese? Meditiamo...

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