Biasion: "WRC? Servono costi minori e maggiori libertà alle Case"
Miki Biasion, 2 volte iridato WRC con Lancia, dà il proprio parere a Motorsport.com sullo stato di salute del Mondiale e cosa dovrebbe cambiare per riportarlo in auge come un tempo.
Presentazione Lancia Ypsilon Rally4 HF, Miki Biasion
Foto di: Giacomo Rauli
Quando sembrava ormai tutto deciso, almeno sino al termine del 2026, il WRC si è ritrovato per l'ennesima volta in mezzo a un guado, senza sapere se fare un passo avanti, o preferire un passo indietro. Nel corso delle ultime settimane è tornato in bilico l'utilizzo dell'ibrido, che potrebbe addirittura sparire a partire dal 1 gennaio del prossimo anno dopo aver incassato invece la conferma a inizio estate.
Questa incertezza regala un'istantanea molto fedele di cosa sia il WRC oggi e quale momento stia attraversando. La sensazione è che debbano essere prese delle decisioni, buone o sbagliate che siano. Perché rimanere fermi potrebbe essere la cosa peggiore da fare.
Mentre attendiamo con trepidazione le decisioni del prossimo Consiglio Mondiale del Motorsport, così da capire quale sarà la direzione che prenderà il WRC nel 2025, Motorsport.com ha interpellato sul presente e il futuro del Mondiale Rally niente meno che Miki Biasion.
Il 2 volte campione del mondo WRC, oggi uomo immagine e tester Lancia, ci ha dato la propria panoramica sullo stato di salute del Mondiale. Un parere autorevole, che mette a nudo in pochi ma chiari concetti cosa non stia funzionando e cosa, invece, i promotori del campionato dovrebbero fare per portare alla ribalta uno dei campionati più amati e spettacolari tra quelli FIA.
“A livello di passione e spettacolo è davvero in ottima salute", ha attaccato Biasion ai nostri microfoni. "Vediamo migliaia di persone che accorrono ancora a vedere le prove speciali, e le vetture Rally1 fanno grande spettacolo. Anche le Rally2. Le vetture di oggi hanno raggiunto un alto coefficiente di sicurezza, ma anche di velocità di percorrenza in curva".
Miki Biasion, Lancia Ypsilon Rally4
Foto di: Lancia
"Per quanto riguarda i partecipanti, i costruttori, non è assolutamente in salute, perché i costi sono esorbitanti. Solo costruttori enormi o grossi come Toyota e Hyundai possono permettersi di prendere parte a tutto il campionato. Però, ad esempio, Hyundai sembra che stia per annunciare la sua uscita. Per cui in FIA dovranno fare un reset, dimezzare i costi e mantenere comunque il Mondiale. A quel punto si avvicineranno sicuramente altri costruttori, tra i quali, il mio sogno essendo anche appassionato, potrebbe esserci anche Lancia".
A questo punto è stato inevitabile porre a Biasion un'altra domanda. Con i costi da tagliare, sarà necessario fare lo stesso anche su aerodinamica, tecnologia e ricerca? Miki s'è detto contrario. Anzi, proprio queste aree andrebbero incentivate. Ecco come.
"Credo che nel motorsport sia giusto avere ricerca, dunque potenze e aerodinamica fanno parte dello sviluppo delle vetture. Logicamente ci vorrebbe una categoria dove potessero correre a parità di condizioni le Rally2 con le Rally1".
"Se si facesse un tipo di vettura unica, dove anche un privato potesse mettersi in mostra, allora potrebbe essere una bella soluzione. Stesso discorso vale per le motorizzazioni. Se ogni costruttore potesse portare nelle competizioni la soluzione del propulsore più interessante per lui sia a livello di ricerca che di mercato automotive, ben venga questa opportunità. E poi probabilmente i rally potrebbero tornare ad avere i costruttori che avevamo con le vetture Gruppo B o le Gruppo A".
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