WEC | Toyota, la gara peggiore in tutto: "Troppi errori in condizioni proibitive"
Ad Austin le GR010 Hybrid non sono state in grado di risalire la china, ma stavolta gli sbagli di scelte strategiche e anche da parte dei piloti hanno influito parecchio. Da tempo non si vedeva la squadra giapponese così male, ora si punta a fare meglio al Fuji.
Foto di: FIAWEC - DPPI
La Lone Star Le Mans di domenica scorsa ha cominciato ad emettere i primi verdetti stagionali, almeno per quanto riguarda chi, da qui in avanti, non potrà ambire ad un titolo del FIA World Endurance Championship.
Tra questi, c'è la Toyota, che nel 2025 ha ancora una minima possibilità i aggiudicarsi la classifica Costruttori (dove attualmente resta Regina in carica), ma senza che nessuno dei due equipaggi iscritti possa lottare per quella Piloti.
La 6h andata in scena ad Austin è stata una gara durissima per tutti, ma in particolare le GR010 Hybrid non sono riuscite a giocarsela con gli altri. Tanto per cominciare, va ribadito che il BoP continua a non essere tenero con le LMH giapponesi, ma stavolta anche chi le guida e le gestisce ci ha messo del suo.
In entrambi i terzetti si sono visti sbagli a ripetizione, certamente dettati dalle condizioni del Circuit of the Americas che hanno messo in serissima difficoltà ogni concorrente, in quella che si è tramutata una gara di sopravvivenza.
#7 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: José María Lopez, Kamui Kobayashi, Nyck De Vries
Foto di: James Moy Photography via Getty Images
Sulla #7, probabilmente rimasto per troppo tempo a secco di uscite con i prototipi, José María López è risultato il più 'falloso' e il suo insabbiamento ha causato la perdita di un paio di giri che ha automaticamente tagliato fuori lui, Kamui Kobayashi e Nyck De Vries, anche se già nelle Qualifiche del sabato la vettura era già incappata in difficoltà quando il muretto ha scelto di montarle le gomme da bagnato su tracciato semi-umido, relegandola in fondo allo schieramento.
Solo Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa hanno quindi raggiunto la zona punti domenica, ma anche loro non privi di nei nel corso degli eventi, mentre cercavano con pazienza di recuperare terreno a centro gruppo.
Se in Brasile era andata male, qui forse il computo finale è pure peggiore, anche perché la squadra ha sbagliato l'assetto delle macchine pensando che la pioggia fosse meno intensa e duratura, e nemmeno l'azzardo di mettere le slick sulla #7 nei 30' finali con pista fredda e in fase di asciugatura ha pagato, cosa che hanno ammesso gli stessi vertici della Casa nipponica, nel momento più duro da diversi anni a questa parte.
“È stata una giornata difficile per noi. Abbiamo lottato per l'ottavo posto per un po', ma sapevamo che con il nostro ritmo non avremmo potuto ottenere molto di più. Ovviamente, quando siamo rimasti bloccati nella ghiaia, non abbiamo più avuto alcuna possibilità e abbiamo potuto solo portare a casa la vettura. È stata una settimana ostica per noi", ammette Kobayashi.
López fa onestamente mea culpa: “Non è stato facile per nessuno dei due equipaggi, non riuscivamo proprio a trovare aderenza con la vettura. Non è stata la gara che volevo, ma non ho rimpianti; correre in queste condizioni dopo un anno lontano dalle piste è stato estremamente difficile".
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