Stanaway vuole restare in Aston Martin

Nonostante le buone prestazioni in GP2, il giovane neozelandese punta al rinnovo nel WEC

Con quattro corse ancora da disputare e un potenziale bottino di punti di 100 punti conquistabili-ma sarà impresa dura- Richie Stanaway ha ancora una piccola speranza di aggiudicarsi il titolo piloti GT del WEC, dove è al primo posto assieme ai suoi compagni di guida Fernando Rees e Alex MacDowall tra coloro che guidano le Aston Martin Vantage e al sesto assoluto con 49 punti dietro al capoclassifica Richard Lietz, salito al primo posto dopo la 6 Ore del Nurburgring, che ne ha 73 ai ferraristi Rigon-Calado,72 punti, Bruni-Vilander, 62,5, al trio GTE AM Bertolini-Basov-Shaytar, 58 e all'altro porschista Michael Christensen.

Neozelandese come Bamber e Mitch Evans, Stanaway è uno dei giovani più interessanti dell'automobilismo mondiale. Va forte ovunque. Quest'anno, in GP2 ha vinto gara 2 a Montecarlo, è stato al comando a Silverstone in gara 1 prima di addormentarsi alla ripartenza e di ritirarsi per la rottura della sospensione. A Monza, due settimane fa, ha agguantato due quarti posti con la Dallara della Status Grand Prix, grazie ai quali ha chiuso un periodo buio in cui per problemi alla vettura non riusciva a esprimere le proprie potenzialità.

Il ventitreenne di Tauranga, compirà gli anni il 24 novembre, sarà uno dei protagonisti della 6 Ore statunitense. Questa è una pista che lui ama profondamente e che dovrebbe ben adattarsi alle caratteristiche della vettura britannica che al Nurburgring, dopo i buoni risultati delle qualifiche, non ha fornito le prestazioni che si attendevano. Così per l'ennesima volta nell'anno Richie, personaggio molto modesto, si ritroverà a riabituarsi a un altro ambiente e a un altro modo di pilotaggio. Insomma per lui le vetture non sono tutte uguali come sostiene Nick Tandy nell'intervista pubblicata su omnicorse.it e motorsport.com.

È difficile per te passare da una vettura all'altra e quanto ne soffrono le prestazioni individuali?

"È chiaro che se avessi la possibilità di concentrarmi soltanto su un programma andrei meglio perché quando gareggi in categorie così diverse come la GTE e la GP2 devi proprio avere approcci mentali non identici. Tutto quindi rischia di diventare un compromesso. Quando salgo sulla Vantage devo innanzitutto confrontarmi con il resto dell'equipaggio e lavorare molto nelle prove libere per trovare l'assetto giusto e i parametri ideali di prestazioni e di consumo generale adatti a una corsa lunga 6 Ore. Con la GP2 invece cambia l'ottica: hai poco tempo nelle prove libere e in qualifica ti giochi buona parte delle possibilità di gara 1. Se non sei in una delle squadre di punta il lavoro diventa molto complesso. Quindi per un giovane come me si tratta di acquisire il massimo di esperienza in entrambe le categorie, cercando di trasferire gl insegnamenti all'una e all'altra, anche se ripeto sono due mondi quasi agli antipodi. Arrivare dalla GP2 e salire su una GTE all'inizio è abbastanza traumatico. Però mi va bene così: essere impegnato su un doppio fronte tiene aperte varie finestre per il mio futuro professionale. E sono finestre importanti".

A proposito del 2016 continuerai la doppia esperienza, punterai solo a una opzione o cercherai anche tu un posto per gareggiare in Formula 1?

 "Voglio essere sincero: la Formula 1 non rappresenta una ossessione. So che per arrivarci oltre ai finanziamenti, che non ho, devo migliorare tantissimo assieme al mio team. Le premesse in GP2 ad inizio stagione erano diverse ma poi mi sono accorto che in questo campionato se non fai parte di un top team difficilmente riesci ad emergere con costanza. A Monza le cose sono cambiate ma dobbiamo ancora fare tanto per portare la squadra tra le primissime. Il discorso nel WEC, invece, è più sereno: sono un pilota ufficiale dell'Aston Martin, ci sto benissimo e vengo trattato con i guanti. Ho un contratto solido ed è molto probabile che proseguirò l'avventura  con loro anche nel 2016. A fine anno potrò essere più chiaro. Ora ci dobbiamo concentrare sulla conclusione del WEC che per noi si è fatto difficile , anche per via di un balance of perfomance che dal Nurburgring non ci agevola di sicuro. E allo stesso tempo mi impegnerò tantissimo nel finale di campionato in GP2 perché so che è una vetrina importante per altre cose, tipo il DTM o la LMP1 che rappresenta di sicuro uno dei miei obiettivi. Quello che mi interessa è diventare pilota professionista".

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A proposito di questo articolo
Campionati WEC
Evento Austin
Circuito Circuito delle Americhe
Piloti Fernando Rees , Alex MacDowall , Richie Stanaway
Articolo di tipo Intervista