Sakhir, Qualifiche: nemmeno il buio ferma le Porsche

Dominio delle due 919 nelle prove caratterizzate da una sospensione di venti minuti per l'illuminazione saltata. Pole Ferrari in GTE

Sakhir, Qualifiche: nemmeno il buio ferma le Porsche
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
Timo Bernhard and Mark Webber, Porsche Team
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#1 Toyota Racing Toyota TS040 Hybrid: Sébastien Buemi, Anthony Davidson, Kazuki Nakajima, #2 Toyota
#1 Toyota Racing Toyota TS040 Hybrid: Sébastien Buemi, Anthony Davidson, Kazuki Nakajima
#1 Toyota Racing Toyota TS040 Hybrid: Sébastien Buemi, Anthony Davidson, Kazuki Nakajima
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#2 Toyota Racing Toyota TS040 Hybrid: Alexander Wurz, Stéphane Sarrazin, Mike Conway
#2 Toyota Racing Toyota TS040 Hybrid: Alexander Wurz, Stéphane Sarrazin, Mike Conway
#7 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Marcel Fässler, Andre Lotterer, Benoit Tréluyer
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley

Nemmeno un black out durato venti minuti e la conseguente sospensione delle prove ha impedito alle due Porsche 919 di conquistare i primi due posti sulla griglia dell'ultima corsa del WEC, la 6 Ore del Bahrain. A prendersi la pole sono stati coloro i quali domani sperano di portare a casa il titolo mondiale piloti endurance, ovvero Brendon Hartley e Timo Berhnard con Mark Webber che è stato il pilota << spettatore >> di queste qualifiche. Secondi Romain Dumas e Marc Lieb, con Neel Jani rimasto ai box mentre al terzo e quarto posto, come nelle previsioni, sono finite le due Audi R18 e tron quattro di Faessler-Lotterer-Treluyer e di Duval-Jarvis-Di Grassi.

Sono state qualifiche per quanto riguarda le LMP1 senza storia: le Porsche hanno dettato legge dall'inizio alla fine dall'alto di una superiorità che nessuno sembra riuscire a mettere in discussione  anche su un tracciato complesso come quello di Sakhir. La corsa che presenta problemi sia di gomme sia di freni potrebbe essere diversa ma le prospettive per la Casa di Weissach di conquistare un ialtro titolo iridato dopo quello costruttori sono più che concrete.

Diverso il discorso per quanto riguarda la situazione in GTEPRO:con la pole di Bruni-Vilander la Ferrari ha conquistato un altro punto nei confronti della Porsche che mai qui come in questa occasione sembra essere in crisi. Le due 991, infatti, non sono riuscite a ottenere la prestazione. Addirittura quella di chi comanda il mondiale piloti, Richard Lietz sempre in coppia con Christensen, è ultima, penalizzata anche dal fatto che in Bahrain con le modifiche al BOP le Aston Martin sembrano avere un altro passo rispetto alle corse precedenti.

Le qualifiche iniziano con  con le GTE che prendono il via. Vilander e Rigon sono i primi a salire sulle loro 458, Lietz e Pilet sulle RSR del team ufficiale Manthey. Ma nessuno fa in tempo a completare il giro di lancio- Vilander e Rigon erano ancora ai box- perché viene esposta la bandiera rossa: è accaduto che le luci nella seconda parte della pista si spengono. È un black out che impone l'interruzione dell'attività per venti minuti, l'esatta durata della sessione. Si riparte quindi da zero alle 17,20 con Hall, Lamy, Roda e Basov che sono i primi ad uscire dalla pitlane.

Il primo tentativo vede l'Aston Martin di Marco Sorensen al comando con 1'58"984 davanti alle Ferrari di Rigon e Vilander accreditate di 1'58"020 e 1'58"187. Più staccata la Porsche di Pilet, l'Aston di MacDowall e, ultima, tra le GTEPRO la Porsche di Lietz. In GTEAM Lamy è davanti a Hall e a Basov che precede Roda e Perrodo. Invece dei due giri previsti ognuno ne percorre uno, perché le gomme non riescono a fornire la stessa prestazione . Al cambio pilota la situazione si modifica: Niki Thiim non riesce a ottenere un tempo importante e questo consente a James Calado e a Gian Maria Bruni di andare a prendersi i primi due posti davanti alle due Vantage di Thiim-Sorensen e di Stanaway e Mac Dowall. Primo dei porschisti è Makowiecki,quarto,mentre restano in ultima posizione tra i PRO Lietz e Christensen. A pochissimo dalla fine Bruni piazza il colpo:riuscendo a girare con regolarità sul piede dell' 1'58"5  che per la media dei tempi dell'equipaggio porta la 458 che divide con Vilander in pole davanti ai compagni Calado-Rigon e alla Aston Martin di Thiim-Sorensen. Per la Ferrari è un altro punto guadagnato sulla Porsche in classifica marche. In GTEAM la pole va a DallaLana-Lamy con l'Aston Martin ma ottima è la prestazione sia di Ruberti sia di Roda che si piazzano al secondo posto con la Corvette davanti alla 458 di Bertolini-Basov, sempre più vicini alla vittoria iridata tra coloro che sono iscritti in GTEAM.

Subito dopo tocca alle LMP1 e 2. A qualificare per primi Porsche e Audi sono Dumas, Hartley, Duval e Faessler. È Hartley che piazza subito il tempo: 1'39"802, cinque decimi e sei davanti al compagno di team in Porsche mentre Faessler si conferma il migliore tra i piloti Audi piazzandosi terzo con Duval alle spalle  ma staccato . In LMP2 la Ligier di Derani va in testa davanti a Dillman con l'Alpine e alla Gibson di Jonny Kane.

Sosta per tutti quanti e cambio pilota anche per i prototipi. Bernhard e Lieb sostituiscono i compagni, imitati da Lotterer e Jarvis. Timo subito riesce a ottenere 1'39"670 , scendendo di due decimi dal tempo di Hartley e confermando lo stato di grazia della 919 numero 17, vincitrice delle ultime quattro corse del WEC. Buono anche il tempo di Marc Lieb, 1'39"838 che conferma il secondo posto della numero 18. Le Audi restano in terza e quarta posizione davanti alle due Toyota di Nakajima e di Sarrazin mentre la Rebellion di Kraihamer vince la sfida in famiglia con l'altra Rebellion in LMP1 privati.

Grande la lotta in LMP2: alla fine, grazie al tempo di Dillman e alla buona prova di Paul Loup Chatin l'Alpine va in pole  davanti ai duellanti per il mondiale, ovvero l'Oreca di Tandy-Howson-Bradley  e alla Ligier di Bird-Rusinov-Canal.

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