Per Ferrari l'unica gioia è italo-russa

Bertolini-Basov-Shaytar iridati GTE AM. Ma brucia la sconfitta beffa tra i costruttori

Per Ferrari l'unica gioia è italo-russa

Ferrari...la soddisfazione è russa. Alla fine l'unica gioia per i colori del Cavallino è arrivata dalla conferma che Andrea Bertolini, Aleksey Basov e Victor Shaytar hanno conquistato il campionato piloti GTE AM. Un'impresa importante perché come sottolinea Andrea, ormai abituato ai titoli iridati, "siamo partiti da un progetto, avvicinandoci al WEC dopo l'esperienza nell'ELMS. È stato bello vedere crescere gara dopo gara i miei due piloti russi e arrivare con loro fin qui, regalando alla 458 che è una delle migliori Ferrari di sempre, un altro campionato del mondo. Ed ora siamo pronti con la squadra a ripartire con i test della nuova 488 per un'altra stagione, dove credo la vettura sarà molto competitiva. Quanto alla gara di oggi ho poco da commentare. Non è stata la nostra migliore prestazione. Da un lato pensavamo soprattutto a concludere la corsa ma dall'altro c'è stato un notevole problema con lo sfruttamento delle gomme che ci ha impedito di essere costanti. Ma abbiamo raggiunto il nostro obiettivo".

Aleksey Basov è riuscito dalla felicità persino a parlare in inglese, lingua che per il gentleman russo è sempre stata molto ostica: "Io ringrazio tutti quanti perchè questo è davvero un giorno speciale. È il compleanno di mio figlio e io sono diventanto campione del mondo". E Victor Shaytar ha aggiunto:" Chiaro che io mi senta benissimo ora. Ma sono felice per tutti, per Andrea soprattutto che per me non è solo un maestro ma anche un fratello nel mondo delle corse. È stato un anno importante, credo di essere migliorato molto nella guida, mi sono divertito a lottare"concludendo con una battuta in russo che significa più o meno "e dopo questo portatemi da bere".

Ma in casa Ferrari c'è stato anche il rovescio della medaglia che andrà analizzato in profondità nei prossimi giorni. La perdita del titolo piloti era prevedibile, perché nonostante gli sforzi di Calado e Rigon e di Bruni e Vilander era chiaro che Lietz avesse un vantaggio tale in classifica prima del Bahrain da poter essere certo della vittoria. Per il titolo costruttori, invece, le possibilità erano alte. La Ferrari era la favorita, non solo per i cinque punti di vantaggio sulla Porsche, che aveva al momento del semaforo verde della 6 Ore. Purtroppo anche in Bahrain come in altre occasioni, il risultato d'assieme- le due 458 ufficiali si trovavano al secondo e terzo posto quindi aritmeticamente iridate-, è evaporato vuoi per problemi connessi alla pista, consumo delle gomme e  dei freni- che hanno messo in crisi sia la Porsche 919 vincitrice di Dumas-Lieb-Jani, sia l'Audi di Duval-Di Grassi-Jarvis alla quale è addirittura esploso un disco-, vuoi per qualche disattenzione di troppo. La perdita della ruota sulla 458 in quel momento pilotata da Rigon, che con Calado era risalito molto bene dalla penultima posizione di partenza, dovrà essere analizzata perché sembra che il problema non sia stato di natura tecnica. Ci sono state occasioni, vedasi la penalizzazione a Bruni mentre stava vincendo la corsa di Spa o i guai con il fissaggio della portiera ad Austin quando Bruni e Vilander lottavano per il podio, che dimostrano come sia mancato qualcosa nella gestione delle corse. Strano sia accaduto alla squadra che fino al 2014 era il punto di riferimento del settore. Perdere un mondiale così fa rabbia soprattutto perché la sconfitta è giunta ad opera di un avversario che conoscendo le proprie debolezze ha cercato di ottimizzare i propri punti forti: ovvero l'affidabilità e la perfezione nel gestire i propri equipaggi e le vetture. Ma ora si volta pagina:spazio alla 488, che nei test sta confermando il proprio potenziale , e inizio di una nuova avventura.

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