Campioni sì ma che fatica!

Il trio iridato spiega che sono stati due i problemi che hanno rallentato la loro 919

Campioni sì ma che fatica!
Partenza: #17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley e #18 Por
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
Il campione 2015 Mark Webber festeggia con Matthias Müller, CEO di Volkswagen AG
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
Il campione 2015 Mark Webber festeggia sul podio
Timo Bernhard e Brendon Hartley, Porsche Team festeggiano il loro campionato 2015
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
Polesitters #17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley

Per ironia della sorte i nuovi campioni del mondo piloti WEC hanno conquistato il titolo nell'unico giorno in cui non sono riusciti a salire sul podio. "Era dalla corsa di Silverstone che non accadeva una cosa del genere- ha ricordato Mark Webber- perchè da Spa in poi avevamo sempre centrato l'obiettivo. Ma le corse sono queste e adesso siamo campioni del mondo. Poteva sembrare facile dall'esterno perché le ultime quattro vittorie ci indicavano come i favoriti. C'è stata poi la pole position di ieri qui che ci ha assicurato un punto che alla fine si è rivelato fondamentale. Ma la corsa è stata molto più dura di quanto potessimo immaginare. Siamo partiti bene, siamo precipitati nelle retrovie, a un certo punto il titolo sembrava sfuggito. Brandon ha effettuato dopo Timo una grande rimonta e quando ho preso la macchina cercavo di guidare in sicurezza, sapendo che là davanti i tre ragazzi della numero 18 stavano dandoci una mano concreta. Poi all'improvviso ho perso totalmente il sistema ibrido e a quel punto ho pensato davvero che fosse finita. Sono rientrato ai box e i meccanici hanno effettuato un miracolo in pochissimi minuti, risistemando il tutto per consentirmi almeno di tagliare il traguardo nella stessa posizione. Credo che per tutti noi sia una grande giornata ed è ancora troppo presto renderci conto di cosa abbiamo conquistato".

Sono stati quindi due guasti differenti a rallentare la Porsche 919 numero 17. Perché Timo Bernhard ha vissuto invece un problema differente,relativo al fissaggio dell'attuatore,  che ha pregiudicato la corsa e messo in dubbio la conquista del campionato: " Ero partito al comando e cercavo di non prendere rischi. Poi ho iniziato a perdere potenza ed ho iniziato a comunicare con i box per spiegare agli ingegneri cosa stava succedendo e quale era la natura del guasto in modo che una volta rientrato ai box si potesse ovviare. E i ragazzi sono stati stupendi, velocissimi, perché hanno risolto il guaio e quando sono ripartito tutto è tornato normale. Certo c'era tensione ma non si doveva perdere la testa. Penso che non dimenticherò mai nella mia vita la gioia, la soddisfazione che mi offre guidare questa vettura e di far parte di questa Casa.Il finale di gara, poi, è stato un momento speciale. Festeggiare fino alle lacrime con la squadra, sapere che tutti noi avevamo vinto è stato impagabile. Siamo campioni del mondo".

La carriera di Brendon Hartley è passata dall'essere un grande talento delle monoposto al campionato del mondo endurance in relativamente poco tempo. Il più giovane del terzetto iridato è quello che ha parlato meno, forse perché il più emozionato tra tutti :"È stata una corsa incredibile anche dall'esterno con tanta tensione. La prima sosta, quella di Timo, ha dimostrato ancora una volta quanto siano bravi i nostri meccanici che hanno sistemato il guasto in pochissimo tempo. E sono stati perfetti anche nel mio rifornimento. È un piacere lavorare con Timo e Mark e assieme alla squadra essere riusciti a raggiungere un traguardo così importante per le nostre carriere"

 

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