Sakhir: Porsche cannibale! Ha vinto tutto

Titolo piloti per Bernhard-Webber-Hartley, costruttori e piloti GT, vittoria in gara per Jani-Lieb-Dumas

Cannibali: sarà stata la presenza ai box di Mathias Mueller, il CEO del gruppo Vokswagen che fino a due mesi fa era il grande capo della Porsche ma è certo che quello che ha conquistato in Bahrain il marchio di Zuffenhausen ha dell'incredibile. Non solo una vittoria, più faticosa del previsto da parte della 919 Hybrid di Jani-Lieb-Dumas, ma anche il titolo mondiale piloti con Webber-Bernhard-Hartley, quello costruttori GT con le 911 RSR e il titolo mondiale piloti GT con Richard Lietz.

Un successo drammatico, arrivato da una corsa nella quale i grandi favoriti della vigilia, vincitori degli ultimi quattro appuntamenti iridati Bernhard-Webber-Hartley si sono visti costretti ai box dopo pochissimo per un problema all'attuatore. In quel momento i tre avevano consegnato il titolo nelle mani dei rivali Lotterer-Faessler-Treluyer che sembravano poter controllare con una certa comodità sia i compagni di squadra DiGrassi-Duval-Jarvis sia la seconda Porsche, stranamente impacciata nelle prime fasi, di Romain Dumas.

Tutto è cambiato alla terza ora, quando prima Lieb e poi Jani si sono resi protagonisti dell'affondo decisivo, approfittando sia del maggior numero di soste dei rivali, sia di qualche problema di troppo che ha afflitto la R18 e Quattro dei tre sfidanti che avevano vinto in precedenza le prime due corse di Silverstone e Spa-Francorchamps.

Con Webber-Hartley-Bernhard risaliti al quinto posto tutto sembrava filare liscio. Invece ancora un problema con l'attuatore ha costretto di nuovo Mark Webber ai box quando mancava poco più di un'ora alla conclusione della corsa. Nuova riparazione e finale di corsa in apnea per un pilota che sembrava specialista nel perdere all'ultima corsa il campionato del mondo, spesso per pura sfortuna.

Non è andata così perchè nel giorno più importante dell'anno le Audi non sono riuscite nella loro tattica, nonostante gli sforzi di André Lotterer, che tra i piloti di Ingolstadt resta indubbiamente il più completo e non solo il più veloce.

Ma la Porsche non si è limitata a questo: nel giorno del doppio titolo in LMP1 ha portato a casa anche un alloro che avrà un peso, laureandosi campione del mondo costruttori GT, cosa che alla vigilia pareva impossibile. Ma la 911 RSR di Makowiecki-Pilet ha compiuto una corsa strepitosa, riuscendo dapprima a rimontare sulla Ferrari di Toni Vilander e Gimmi Bruni e poi mantenendo un vantaggio di relativa tranquillità di fatto dallo scoccare della prima ora fino a quella conclusiva. È un successo storico perché la Porsche, almeno tra le GTE PRO, con molta probabilità non si presenterà in via ufficiale nel 2016, delegando ai team satelliti la gestione delle modificate 911 RSR per farle correre tra le GTE AM e utilizzando di conseguenza i piloti che hanno reso grande questa stagione. Come Richard Lietz, che ha trionfato nella serie iridata piloti con merito e intelligenza, o Makowiecki, Pilet,Christensen.

Per la Ferrari il Bahrain invece ha rappresentato una delusione che solo parzialmente viene lenita dal titolo tra le GTE AM conquistato da Andrea Bertolini-Victor Shaytar-Aleksei Basov, peraltro abbastanza scontato. Le 458 GTE non sono state inferiori alle rivali. Ma ci sono stati nel corso dell'anno troppi intoppi, l'ultimo dei quali capitato all'incolpevole Rigon che si è ritrovato nel momento cruciale della corsa, quando le due 458 erano certe del titolo, senza una ruota anteriore. Una beffa, forse l'ennesima, che chiude una stagione iellata e manda in pensione una tra le più belle GT mai realizzate da Maranello.

Infine in LMP2 il titolo è andato alla Ligier della G Drive di Bird-Canal-Rusinov, meritato anche questo per ciò che i tre hanno dimostrato nel corso dell'anno

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