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Intervista

WEC | Rossi: "Ho preso una penalità che ci è costata la vittoria"

A Imola la BMW #46 di Rossi/Al Harthy/Van Der Linde centra in rimonta la piazza d'onore e sfiora il successo dopo aver condotto a lungo, ma Valentino si rammarica per l'errore del tamponamento alla Ferrari di Mann e chiede scusa.

#46 Team WRT BMW M4 LMGT3: Ahmad Al Harthy, Valentino Rossi, Kelvin Van Der Linde, #21 Vista AF Corse Ferrari 296 LMGT3: Francois Heriau, Simon Mann, Alessio Rovera

#46 Team WRT BMW M4 LMGT3: Ahmad Al Harthy, Valentino Rossi, Kelvin Van Der Linde, #21 Vista AF Corse Ferrari 296 LMGT3: Francois Heriau, Simon Mann, Alessio Rovera

Foto di: Andreas Beil

Salire sul podio è sempre bellissimo, ma stavolta quello della 6h di Imola ha un sapore agrodolce per Valentino Rossi, che nel secondo round del FIA World Endurance Championship è stato protagonista nel bene e, purtroppo, anche nel male.

Il 'Dottore' era stato il grande eroe del sabato sull'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, centrando la sua primissima Hyperpole in Classe LMGT3 con la BMW #46 che, nella prima parte di gara, Ahmad Al Harthy ha condotto alla perfezione, tenendo benissimo il primato fino a quando non si è ritrovato a combattere con la Ferrari #21 dell'ottimo François Heriau.

Il duello è proseguito anche nella parte centrale che ha visto il pilota di Tavullia prima gestire bene il primato senza commettere alcuna sbavatura, per poi ritrovarsi a rincorrere quando le neutralizzazioni e le strategie alternative hanno portato davanti alcuni rivali.

Uno di questi era Simon Mann, che ha dato il cambio ad Heriau sulla Ferrari, ma la M4 del Team WRT in questo fine settimana era oggettivamente un missile e Valentino ha presto raggiunto e cominciato a pressare l'americano di AF Corse, che ha stretto i denti come poteva fino ad una lieve sbavatura alla 'Rivazza', dove è finito leggermente largo.

Rossi ha visto il pertugio provando ad infilare la 296 argentata, che però è rimasta davanti andando a chiudere la traiettoria; con il muso della BMW ormai infilato, il contatto è stato inevitabile e Mann si è girato andando a sbattere contro le barriere esterne, mentre alla #46 è stato comminato l'inevitabile Stop&Go per l'episodio.

Qui è salito in cattedra Kelvin Van Der Linde, autore di due ore finali stratosferiche che lo hanno visto recuperare velocemente posizioni fino a riprendersi prima la Top5 e poi raggiungendo anche il podio. Infine il sudafricano si è issato secondo attaccando negli ultimi due giri il primato, difeso però ottimamente dalla Porsche di Richard Lietz.

La piazza d'onore è quindi un gran bel risultato nel complesso per il trio Al Harthy/Rossi/Van Der Linde, ma Valentino è onesto ad ammettere l'errore e di avere il dovere di porgere le sue scuse a Mann e AF Corse.

Podio LMGT3: #46 Team WRT BMW M4 LMGT3: Ahmad Al Harthy, Valentino Rossi, Kelvin Van Der Linde

Podio LMGT3: #46 Team WRT BMW M4 LMGT3: Ahmad Al Harthy, Valentino Rossi, Kelvin Van Der Linde

Foto di: Andreas Beil

"Sono sensazioni miste quelle che sto vivendo perché il podio è un bel risultato, ma avremmo anche potuto vincere", dice il marchigiano, che ai box era sostenuto da famiglia e amici della VR46 Academy, tra cui Pecco Bagnaia e Franco Morbidelli.

"E' un peccato perché il team ha fatto un lavoro fantastico, l'auto era molto veloce e abbiamo gestito le gomme davvero bene".

"Ahmad e, soprattutto, Kelvin hanno guidato brillantemente, Kelvin ha combattuto fino alla fine portando a casa il podio".

"Sfortunatamente ho commesso un errore colpendo la Ferrari davanti a me nel tentativo di superarla, di conseguenza è arrivata la penalità che ci è costata la vittoria. Mi dispiace per questo e chiedo scusa".

Anche il Team Principal di WRT, Vincent Vosse, rimane con un po' di amarezza: "C'è frustrazione perché la #46 ha condotto per gran parte della gara e aveva la velocità per vincere, se non avesse preso la penalità. Comunque un podio è sempre soddisfacente, ora pensiamo alla prossima gara di Spa-Francorchamps, che è quella di casa per noi; vedremo cosa potremo fare".

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