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WEC | Porte girevoli: l'addio di Alpine mitigato dall'arrivo di Honda-Acura?

Confermata la notizia che il programma A424 si fermerà a fine 2026, c'è ovviamente grande sgomento per una scelta sportivamente assurda presa dai nuovi vertici di Renault, ma il Mondiale non è a corto di marchi e il vuoto potrebbe essere colmato dall'arrivo dei nippo-americani, unici mai stati a Le Mans con la loro LMDh.

#93 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Renger van der Zande, Nick Yelloly, Alex Palou, Kaku Ohta

Foto di: James Gilbert / Getty Images

Da quando il FIA World Endurance Championship è ripartito alla grandissima con l'avvento delle nuove regole Hypercar-LMDh, la griglia di partenza si è velocemente rimpolpata, ma ha anche avuto un discreto via-vai dal 2021 ad oggi.

In soli 5 anni, infatti, abbiamo visto arrivare e andarsene - ognuno con una storia differente - parecchi marchi: Glickenhaus, Vanwall, Lamborghini, Isotta Fraschini, Porsche ed ora anche Alpine, che nella giornata di giovedì ha confermato le voci iniziate a circolare da qualche tempo su una possibile chiusura del programma.

Se per Glickenhaus, Isotta Fraschini e Vanwall i saluti erano arrivati per mancanza di fondi, Lamborghini ha scelto di lasciare quando il cambio regolamentare ha imposto la doppia vettura iscritta alla Classe HYPERCAR (cui hanno fatto seguito le diatribe con Iron Lynx e tutto ciò che ne è scaturito), mentre Porsche ha preferito concentrarsi sull'IMSA mascherando il tutto con le dichiarazioni di cambi strategici e di investimenti, quando era invece ben risaputo dei malumori e dissidi avvenuti con FIA e ACO.

Alpine A424, Portimao test

Alpine A424, Portimao test

Un calcio al motorsport

Ma per Alpine la questione è ulteriormente differente rispetto alle colleghe, partendo da un cambio al vertice e di visioni strategiche: l'avvicendamento dell'Amministratore Delegato, Luca De Meo, che tanto si era speso per rilanciare pazientemente il marchio sportivo di Renault Group, ha fatto mancare le basi su cui poggiava l'intero sistema.

In estate gli è subentrato François Provost, il quale - a dispetto dell'essere stato a lungo il suo braccio destro - ha scelto di voltare completamente pagina, disinteressandosi all'ambiente sportivo tranne la solita F1, dove Alpine resterà nonostante ora monti una power-unit Mercedes, avendo chiuso il reparto motori al termine del 2025.

E così Provost, appoggiato dai colleghi chiaramente, ha deciso di dare un bel calcione al secchio del latte munto con grande impegno e sacrifici, mandando in museo il progetto A424 pur fresco di prima vittoria ottenuta alla 6h del Fuji del settembre scorso. Una LMDh che aveva inizialmente sofferto la mancanza di competitività del motore nel 2024, per poi riuscire a compiere piccoli passi avanti fino a toccare il podio e il successo.

Ma a questo punto vengono mandati a monte anche tutti gli sforzi profusi per aggiornarla e renderla migliore, spendendo tempo e denaro per presentarsi al via di una stagione 2026 dove la A424 diventa una sorta di 'morto che cammina', con lo scopo di cercare un'uscita a testa alta a fronte di una partecipazione che addirittura poteva rischiare di non pervenire, salvo ricevere un via libera per un'ultima annata.

Sicuramente le scelte di Provost e soci sono tutt'altro che meritevoli di applausi a livello di piano sportivo, nel quale il telaista Oreca - che equipaggia la Alpine - adesso si vede privato della sua ammiraglia di casa, ma con la possibilità di assistere meglio un potenziale nuovo interessato.

#93 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Renger van der Zande, Nick Yelloly, Alex Palou, Kaku Ohta

#93 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Renger van der Zande, Nick Yelloly, Alex Palou, Kaku Ohta

Foto di: Brandon Badraoui / Lumen via Getty Images

Un nuovo piano A...cura?

Da qualche anno cominciava ad esserci preoccupazione riguardo problemi di abbondanza sulla griglia del WEC, tanto che nel nuovo regolamento per il 2025 era stata ampliata la soglia dei partecipanti fino a 40 unità. Al momento ciò non è avvenuto per via del dietrofront di alcune Case sopracitate e anche con l'addio di Alpine possiamo dire che le problematiche di fare spazio non dovrebbero esserci.

Attualmente la Classe HYPERCAR annovera 19 vetture e il vuoto lasciato dai francesi può essere colmato da Acura. Fino ad oggi il marchio americano di Honda Racing ha corso solamente in IMSA SportsCar Championship e dal giorno d'esordio diversi addetti ai lavori hanno chiesto (fino allo sfinimento!) ai vertici giapponesi se ci fosse l'interesse di uno sbarco nel Mondiale e, chiaramente, a Le Mans.

Il Presidente del marchio nippo-americano, David Salters, ha sempre ribadito la propria ammirazione per la 24h francese, ma sottolineando che il tutto era legato ad un'eventuale voglia di ampliamento dei propri impegni al di fuori dell'America da parte della Casa madre, dunque di una relativa strategia a livello di impronta e promozione sul mercato dell'automobile.

Per intenderci, Acura è per Honda quello che è verosimilmente Genesis per Hyundai: una Casa gemella utilizzata e conosciuta solamente in alcune zone del mondo e per una gamma di prodotti. Potrà quindi esserci uno scenario simile a livello strategico per avere una ARX-06 LMDh nel WEC?

La risposta, oggi, è molto più vicina al sì di quanto non lo sia mai stata prima. La Acura è anch'essa telaiata Oreca, come dicevamo prima, e se Honda volesse approfittarne, potrebbe già disporre in Europa di materiali comuni condivisi da chi ha scelto questa piattaforma di prototipo, semplicemente prendendoli da Alpine.

Quel che rimane da capire è se dall'Estremo Oriente vorranno impegnarsi in Classe HYPERCAR con due vetture e come esse verranno battezzate; se Acura ARX-06 oppure direttamente Honda ARX-06, come era avvenuto ad esempio per la NSX GT3, con marchio differente sul cofano a seconda delle zone di competizione.

Le prime indiscrezioni trapelate indicherebbero che ad assumersi la responsabilità sarebbero gli uomini di Inter Europol Competition, che militano in LMP2 da diverso tempo e a Le Mans hanno già vinto. Ma la compagine polacca non sarebbe l'unica interessata e con gli uomini del team Signatech appiedati da Alpine è possibile che si scateni il mercato, nel quale piombano di conseguenza anche i piloti stessi.

Confermando l'impegno in IMSA con le vetture della Meyer Shank Racing, ad Acura-Honda servono sicuramente pedine per mettere insieme la scacchiera completa di un potenziale impegno nel WEC: da questo punto di vista, da Alpine escono pezzi pregiati come Charles Milesi e Jules Gounon (che è legato anche a Mercedes per il GT3), l'esperto Frédéric Makowiecki e il rientrante nel WEC Antonio Félix Da Costa, più Ferdinand Habsburg che è sempre stato indicato dal team francese come una certezza e un uomo squadra preziosissimo, mentre andrà valutato l'esordiente Victor Martins.

A questo si aggiungono tutti i tecnici, ingegneri e via dicendo che hanno operato nell'ambiente fin dai tempi di Signatech-Alpine in LMP2 sotto la direzione dell'ottimo Team Principal, Philippe Sinault, che da un anno è affiancato da Nicolas Lapierre come Direttore Sportivo, ex-pilota che coi giapponesi ha già avuto modo di lavorare negli anni in Toyota.

La stagione 2026 non è ancora iniziata e le nuove regole del futuro sono ancora in discussione, ma i prossimi mesi diverranno ancor più caldi ed interessanti sul fronte del mercato e di ciò che potrebbe diventare la griglia di partenza fra 365 giorni, quando sicuramente avremo in più McLaren e Ford. E, a questo punto, probabilmente non solo...

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