WEC | Peugeot: la 9X8 è sempre un compromesso, arriverà la nuova?
Anche dopo l'importante aggiornamento del 2024, la LMH del Leone rimane un'auto che si tira dietro un'eredità di un certo tipo: il responsabile Motorsport, Jean-Marc Finot, spiega perché questa base continua a non funzionare a dovere.
#93 Peugeot Totalenergies 9X8: Paul Di Resta, Mikkel Jensen, Jean-Eric Vergne
Foto di: Shameem Fahath
Nonostante i profondi cambiamenti introdotti per la stagione 2024, la Peugeot 9X8 resta figlia di un regolamento che non è mai stato applicato in questa forma dal FIA World Endurance Championship.
Il direttore di Stellantis Motorsport, Jean-Marc Finot ammette apertamente: questo modello di Hypercar continua ad essere un compromesso, anche dopo l'aggiornamento.
"In questa vettura abbiamo ancora il DNA dei regolamenti originali. Originariamente, la 9X8 era stata sviluppata in base ad un regolamento con requisiti diversi, in particolare per quanto riguarda la trazione integrale", ha detto Finot durante un incontro con alcuni giornalisti, tra cui Motorsport.com.
"All'epoca, era necessario raggiungere una distribuzione del peso 50:50 con la trazione integrale. Abbiamo progettato l'auto di conseguenza.
Peugeot scelse quindi un compatto V6 da 2,6 litri, il cui scopo era distribuire il peso nel modo più uniforme possibile tra l'asse anteriore e quello posteriore. Da allora, tuttavia, il regolamento tecnico è cambiato radicalmente, con la convergenza LMH-LMDh, quando la 9X8 era già completamente sviluppata.
Nonostante le voci insistenti su una GR020 Hybrid, Toyota è riuscita a rivedere radicalmente l'attuale GR010 Hybrid per conformarla alle nuove normative. Ma questo non sembra essere stato il caso della Peugeot, ormai avanti con i lavori.
#94 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Loic Duval, Malthe Jakobsen, Stoffel Vandoorne
Foto di: Andreas Beil
Il motore piccolo impedisce una corretta distribuzione del peso
Il Balance of Performance limita fortemente l'uso ibrido dell'asse anteriore: la trazione elettrica può essere attivata solo a velocità superiori a 190 km/h. Inoltre, le attuali norme impongono pneumatici più larghi sull'asse posteriore, il che favorisce uno spostamento del peso verso il retrotreno.
"Per un nuovo arrivato che entra nel 2026 o nel 2027 con un insieme di regolamenti fissi, è più facile progettare un'auto perché le norme sono chiare e definite rispetto a quando bisogna adattarsi costantemente a nuove regole in continua evoluzione", spiega Finot.
"Se oggi partissimo da un foglio bianco, non utilizzeremmo mai un V6 da 2,6 litri, ma installeremmo un motore più grande per spostare il peso più indietro."
Il concetto originale della Peugeot si concentrava sul rendere il gruppo propulsore il più leggero possibile, ma poi fu necessario aggiungere del peso di zavorra per ottenere la corretta distribuzione secondo le normative vigenti: "Non ha senso", ha aggiunto il manager francese.
Tuttavia, per Peugeot un'uscita dal WEC è fuori questione. L'impegno è attualmente fissato fino alla fine del 2026 e l'estensione del ciclo di omologazione fino al 2029, molto probabilmente fino al 2032, giustificherebbe addirittura un design completamente nuovo.
#94 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Loic Duval, Malthe Jakobsen, Stoffel Vandoorne
Foto di: Paul Foster
Peugeot si vede nel WEC a lungo termine
Al momento, un ritiro dal Mondiale non è un problema che si pone: "Vogliamo continuare in questo campionato", chiarisce Finot.
C'è anche il sostegno dei vertici. Alain Favey, AD del marchio Peugeot dal 2023, sostiene l'impegno dell'azienda nel motorsport. Il francese, che ha lavorato per molti anni per il gruppo PSA, oltre che per Volkswagen ed Europcar, sottolinea il valore del marchio nel motorsport.
"Credo nella forza che il motorsport conferisce ad un marchio. Questo valeva per Audi a suo tempo, ma vale anche per Peugeot e Citroën", afferma Favey, che ha vissuto da vicino i grandi successi rally dei marchi PSA negli anni 2000 e ha assistito agli ultimi grandi successi di Audi durante il suo periodo di lavoro alla Volkswagen.
"Peugeot è un marchio emozionale che ha sempre avuto successo nel motorsport. Il motorsport fa parte della nostra identità e prendiamo la cosa sul serio. Veniamo da una regione dove la gente lavora sodo, vicina alla Germania e alla Svizzera, nella sede di Souchaux".
Favey lo spiega chiaramente: la partecipazione ufficiale alla 24 Ore di Le Mans e al WEC è pensata per il lungo termine: "Quando Peugeot ha deciso di tornare, si trattava di un progetto a lungo termine. Lo stiamo portando avanti con la massima serietà, sapendo che le condizioni e la concorrenza possono cambiare".
"Non cerchiamo un successo rapido, ma lavoriamo passo dopo passo sui miglioramenti che ci porteranno al nostro obiettivo a lungo termine."
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