WEC | Peugeot, dura partire da zero: "Perfezione impossibile, ma la vittoria si avvicina"
I piloti Peugeot si mostrano molto motivati per la nuova sfida che li attende nel 2026 e pur non disponendo di aggiornamenti sulla 9X8 c'è la convinzione della grande crescita della squadra e che pian piano si possa ambire al vertice, come sottolineano Di Resta e Duval, mentre Vandoorne spiega il suo ritorno.
#93 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Paul Di Resta, Stoffel Vandoorne, Nick Cassidy, #94 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Loic Duval, Malthe Jakobsen, Theo Pourchaire
Foto di: Peugeot Sport
La livrea 'Hypergraphs' è di fatto l'unica grande novità che Peugeot porterà in pista sulla 9X8 per la stagione 2026 del FIA World Endurance Championship.
La Casa del Leone ha mostrato la nuova colorazione del suo prototipo a Parigi, alla presenza di Motorsport.com, e con essa anche le due formazioni rinnovate e formate da Paul Di Resta/Stoffel Vandoorne/Nick Cassidy e Loic Duval/Malthe Jakobsen/Théo Pourchaire per le vetture #93 e #94.
Come indicato dal Team Principal, Emmanuel Esnault, in entrambi i terzetti la scelta primaria era mettere i due veterani del programma, e Di Resta è sicuramente tra quelli che possono descrivere meglio la situazione del marchio transalpino fra passato, presente e futuro.
“Penso che tutto sia costruito su una base solida, le persone hanno decisamente sottovalutato quanto sia stata la grande sfida rappresentata dal dover costruire un programma da zero e una propria auto, senza l'appoggio di un Costruttore come Oreca o Dallara", ha sottolineato Di Resta parlando coi giornalisti, fra cui Motorsport.com.
"All'inizio era tutto completamente nuovo e un team molto giovane, ma affiatato e divertente. In certi momenti tutto matura e si raccolgono frutti, penso che l'anno scorso siamo riusciti ad arrivare in pista nella migliore forma possibile e alla fine abbiamo sfruttato al massimo questa situazione. Mi auguro si continui anche quest'anno".
Peugeot 9X8
Foto di: Peugeot Sport
Fino ad ora, la Peugeot ha faticato ad essere nel gruppo di testa, ma secondo il 39enne non è una cosa così automatica riuscirci, anche se si hanno buoni mezzi a disposizione.
"Non dirò che saremo lì a lottare per la vittoria, ci sono molti fattori esterni, come il BoP. La macchina è omologata e sei bloccato con quello che hai, dunque non puoi stravolgere le cose con particolari sviluppi. Michelin porta anche una nuova gomma che non abbiamo ancora provato, quindi finché non scenderemo in pista e vedremo a che punto siamo, non posso fare previsioni".
"Dopo il Bahrain, nessuno ha girato più ed è stato il periodo più lungo di inattività di questo programma. Dovremo riprendere il lavoro velocemente e adattarci alle situazioni, mentre altri avranno un vantaggio in più fin dall'inizio. Ma faremo del nostro meglio e vedremo a che punto siamo".
"L'obiettivo è eccellere e raggiungere la perfezione, ma questa è impossibile da raggiungere; non credo che nulla sia perfetto nella vita. Si può sempre fare qualcosa di meglio, qualcosa di diverso, qualcosa di più ottimale. E penso che negli sport motoristici, onestamente, discuti più degli aspetti negativi che di quelli positivi. Non per essere autocritico, ma è questo che ti fa crescere e migliorare. Guidando le auto".
"Gli ultimi anni sono stati difficili per noi e non poter lottare per la vittoria ti mette alla prova, come pilota. Si spera che, dato il successo ottenuto in passato da Peugeot, considerando le infrastrutture e ciò che sono, col tempo potrò far parte di un team in grado di combattere in prima linea per qualcosa come la vittoria a Le Mans".
Peugeot 9X8 unveil
Foto di: Peugeot Sport
Infine Di Resta ha anche affrontato il tema del futuro del WEC, che attualmente gode di ottima salute e vedere altri marchi aggiungersi alla Classe HYPERCAR. Ma anche qualcuno andarsene, come Alpine...
"Penso che il campionato stia crescendo sempre di più. Naturalmente, senza Le Mans, penso sarebbe molto diverso. Le attuali normative per le Hypercar non le trovo perfette, ma questa è la mia opinione personale. Oggi le auto sono sottodimensionate, molto pesanti e non sono divertenti come una volta. Ma la realtà è che questa è la normativa e tutti devono rispettarla".
"Sono ancora divertenti da guidare, ma se potessi decidere, vorrei ottenere un tempo sul giro in modo diverso. Guardando al passato, credo sia chiaro cosa erano in grado di ottenere le vetture e lo possiamo apprezzare con altre auto in altre classi a Le Mans".
"Non sto a fare nomi, ma la cosa più importante è che mantengano il coinvolgimento dei Costruttori. Che si tratti di ricerca, sviluppo o marketing. È necessario avere questo concetto e visione. Senza interesse e visibilità, non saremmo qui a fare il nostro lavoro e a godercelo".
"Alpine? È un peccato perderla. Certo, arriveranno Genesis, Ford e McLaren, mentre per loro è un caso sfortunato che sia durata così poco l'avventura. Mi rendo conto che c'è qualcosa di più della pista che viene dall'alto, bisogna rispettare la decisione. Quando si corre in F1, immagino sia molto difficile combinare questo con un programma WEC".
"La maggior parte dei Costruttori che partecipano seriamente al WEC non sono coinvolti in entrambi. Ferrari a parte, ma penso che abbia un DNA molto diverso. E' triste perdere Alpine come lo è anche perdere Porsche; è un Costruttore molto rispettato. Ma la Classe Hypercar continua a crescere, è ovviamente un momento molto diverso per quanto riguarda le regole e i diversi concetti".
"LMH, LMDh, non ibrida, ibrida; cercare di riunire tutto questo e far gareggiare tutti in modo competitivo e mantenere tutti felici è la sfida più grande che credo il campionato abbia per garantire che le persone continuino a essere interessate. Parlo da appassionato di questo sport e da persona che è stata coinvolta nelle corse per molto tempo. Le cose belle non durano per sempre".
#94 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Loic Duval, Malthe Jakobsen, Theo Pourchaire
Foto di: Peugeot Sport
L'occasione del rilancio per Pourchaire
Per Théo Pourchaire il 2026 rappresenterà un anno molto importante, come una sorta di rilancio dopo la quasi totale inattività.
Ingaggiato come titolare da Peugeot Sport, il francese ha affrontato l'ultima gara della passata stagione in Bahrain coi suoi compagni della #94, Loic Duval e Malthe Jakobsen, per cominciare a capire il funzionamento della 9X8 e le varie procedure da adottare, ma anche per scrollarsi di dosso polvere e ruggine.
"È molto importante poter avere un po' di stabilità in carriera e penso sia una grandissima opportunità diventare pilota professionista; rappresentare un marchio automobilistico francese significa molto per me", ha detto il 22enne francese, che ora è deciso a rilanciare nel WEC la propria carriera dopo aver rischiato di vederla terminare anzitempo.
"Non so perché faticassi a trovare un'opportunità. La prima che ho avuto è stata in IndyCar con la McLaren, ma per alcuni motivi non abbiamo potuto continuare insieme, anche se avrei voluto continuare. Penso sia il destino, non avevo praticamente nulla in mano e poi ho ricevuto una chiamata dalla Peugeot. Ci siamo incontrati a Versailles, ho fatto il Rookie Test e il rapporto è stato davvero ottimo fin dall'inizio".
"Nel 2024 mi hanno mostrato un ottimo piano ed è la migliore opportunità che ho avuto, davvero ottima. Ora sono titolare e mi trovo davvero bene, mentre per la Citroën in Formula E ho fatto alcuni test, quindi faccio parte della famiglia Stellantis".
"Consigli per i giovani? L'unico che posso dare è di prepararsi prima al dopo F2. Io non l'ho fatto e non avevo alcun aiuto dagli sponsor, né un adeguato sostegno da parte di una Academy. Ero perso, ho fatto una gara di Super Formula, ma non avevo budget per farne altre. Ho avuto la fantastica opportunità in IndyCar, poi di nuovo niente. Quindi bisogna prepararsi e fare più ricerche".
"Ci sono alcuni campionati davvero buoni al di fuori della F1, e quando sei in F2, di solito sei ancora giovane. Ho finito la F2 tre anni fa, ho ancora 22 anni e ora ho molte opportunità. E forse un giorno, non si sa mai cosa può succedere, potresti avere una possibilità di arrivare in F1. Non si può mai sapere".
"Obiettivi per il 2026? La prima gara in Bahrain è stata un'ottima esperienza, facendo un ottimo lavoro con una macchina in grado di arrivare tra le prime cinque, fino alla sfortuna con la Safety Car. Siamo stati l'unica squadra a cascarci, ma a volte succede. E' stata una buona preparazione per quest'anno, abbiamo la stessa formazione e mi trovo bene coi miei compagni e la squadra".
"Il Qatar probabilmente non è molto adatto alla nostra vettura, ma non si sa mai. E se la gara non sarà positiva, sono sicuro che il resto della stagione andrà meglio. Non abbiamo speso Joker Evo come le altre squadre, quindi all'inizio potrebbe essere un po' complicato, ma possiamo sfruttare al massimo la nostra vettura e potenziale, e penso che con questo abbiamo la possibilità di salire sul podio".
#93 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Paul Di Resta, Stoffel Vandoorne, Nick Cassidy
Foto di: Peugeot Sport
Ritorno al futuro per Vandoorne
Chi è appassionato di Simpson conoscerà benissimo la scena in cui nonno Abe entra in casa, appende il cappello, fa un giro su sè stesso, riprende il cappello ed esce nuovamente.
Questo, di fatto, è ciò che è accaduto a Stoffel Vandoorne quando ha annunciato l'addio a Peugeot per accasarsi in Genesis Magma Racing, entrando e trovando una situazione che non gli era particolarmente congeniale.
Nel giro di poche settimane, il dietrofront è stato tanto clamoroso quanto obbligato per il belga, che ha - per sua fortuna - trovato ancora la porta aperta nel Gruppo Stellantis e anche un sedile a disposizione, dato che nel frattempo Jean-Eric Vergne aveva scelto di prendersi un anno di pausa dal WEC.
L'idea di Vandoorne era continuare a lavorare anche in altre realtà, come in FE e F1, dove è rispettivamente riserva di Jaguar e Aston Martin, cosa che non poteva offrirgli il marchio coreano, a differenza del Leone che lo ha riaccolto a braccia aperte per salire sulla #93 con Di Resta e Nick Cassidy.
"Mi sono trovato in una situazione un po' difficile, c'erano diverse possibilità per diversi programmi quest'anno e una era l'opzione più facile. Ma non necessariamente quella che volevo personalmente, dato che desideravo continuare in Formula E. Dall'esterno magari non è sembrato così, ma da parte mia mi sono sempre sentito abbastanza a mio agio con la scelta che avevo fatto. E alla fine ora ho i miei programmi in FE, nel WEC e anche con Aston Martin in F1", racconta Vandoorne.
"C'erano molte situazioni diverse. Uno dei problemi era che Maserati ha smesso di partecipare alla FE e questo ha avuto un certo impatto sull'intera vicenda. Alla fine avevo bisogno della libertà di seguire la mia strada e vedere quali altre opzioni erano disponibili; come piloti, dobbiamo anche fare ciò che è meglio per la nostra carriera".
"Una di queste, come detto, avrebbe potuto essere più facile e comportare un po' meno seccature e caos intorno a quella situazione; alla fine non ho scelto la strada più facile, ma ciò che volevo personalmente. C'era già una discussione in corso durante quel periodo, quindi entrambi sapevamo che era una possibilità per noi".
“L'addio di JEV non credo sia legato alla mia scelta, probabilmente tornerà l'anno prossimo, ma chissà quante cose possono cambiare in un anno. Ci sono le possibilità di continuare anche oltre il 2026, ma molto dipenderà anche dagli altri programmi e da cosa succederà con la FE e dalle concomitanze col WEC".
"E' sempre un punto delicato: se si vogliono combinare entrambi i campionati, allora non devono esserci coincidenze di date, un po' come quest'anno. Nel momento in cui si verificano, diventa molto più difficile per tutti i piloti che partecipano a entrambi. Quindi sono molto contento di essere tornato in Peugeot, non ho nessun rimpianto".
Peugeot 9X8
Foto di: Peugeot Sport
Duval: "Ci stiamo avvicinando alla vittoria"
Oltre a Di Resta, l'altro veterano del gruppo è Duval, che fin dai primi vagiti della 9X8 ha cercato di fornire il suo contributo al progetto.
Si tratta, infatti, di uno dei più esperti piloti del panorama endurance, nonché cresciuto nel riuscitissimo programma Audi Sport in LMP1 e poi impiegato in tante altre realtà che lo hanno portato ad essere una delle primissime scelte del Leone.
"Penso che i primi tre anni ci abbiano aiutato a crescere come squadra, a fare esperienza, a migliorare, a capire le cose in modi diversi; all'epoca avevamo brave persone nel teeam, ma giovani e con poca esperienza, mentre ora sono in grado di competere con chiunque in termini di strategia, di gara, di operazioni da svolgere. Sono davvero felice e mi sento privilegiato di poter lavorare con queste persone", dice il francese.
"Abbiamo attraversato momenti difficili e una cosa che dimostra la qualità delle persone che abbiamo all'interno del team è che a volte, quando si incontrano difficoltà come quelle che abbiamo affrontato in alcuni momenti, la testa va in tilt, ma noi siamo rimasti tutti uniti e ci siamo impegnati. C'è ancora un ottimo feeling tra le persone, quindi l'atmosfera è fantastica e questo dimostra la qualità delle persone che abbiamo coinvolto".
Adesso è venuto il momento di vincere e il primo gradino del podio è l'unica cosa che ancora manca a Peugeot, ma anche per Duval si tratta solamente di attendere il momento propizio, perché i numeri e le possibilità ci sono tutte.
"Ci siamo andati vicini lo scorso anno in Giappone, purtroppo per diversi motivi non è arrivata. Ma penso che se saremo in grado di sfruttare la spinta avuta nella seconda metà di stagione, dopo Le Mans, e sfruttare al 100% il potenziale che abbiamo facendo le scelte giuste, prima o poi ce la faremo".
"Non sarà un anno facile perché non abbiamo molti aggiornamenti sulla vettura, mentre altre squadre sì. Ma la qualità non ci manca e siamo fiduciosi, dobbiamo solo fare tutto bene; ne siamo capaci, quindi i risultati arriveranno".
"Come posizione, penso che saremo più o meno dove siamo stati nella seconda metà del 2025, non colmeremo il divario in termini di velocità. Il punto interrogativo sono le nuove gomme; oltre che noi piloti, anche la macchina dovrà adattarsi tecnicamente ad esse, quindi possono fare una grande differenza durante la stagione. Vedremo come saremo in grado di capire, imparare e ottenere il meglio dal tutto".
Peugeot 9X8 2026
Foto di: Francesco Corghi
In questo modo, diventa difficile porsi obiettivi particolari e Duval si trova d'accordo con il Team Principal, Esnault, che ha detto di voler un 2026 privo di errori.
"E' anche il mio obiettivo, penso che in squadra ne siamo capaci, ma sappiamo che le gare sono molto combattute, le prestazioni sono molto simili e bisogna dare il massimo senza commettere errori. Quest'anno ho due ragazzi giovani come compagni e dobbiamo fare un buon lavoro, in modo da provare ad essere fra i primi sei. Da lì, si potrà provare a lottare per il vertice, mi piace essere sotto pressione per ottenere risultati; è qualcosa che sarà davvero importante per il futuro".
"Dovessimo riuscire a vincere Le Mans, sarebbe già sufficiente, ma l'obiettivo che abbiamo ora come squadra è assicurarci che, quando avremo a disposizione il pacchetto completo, saremo in grado di vincere. Quando la squadra sarà in grado di vincere le gare e il campionato, mi riterrò soddisfatto del mio lavoro. Sono certo che quel momento arriverà e penso che ci stiamo avvicinando".
Dichiarazioni raccolte da José Carlos De Celis e Laurens Stade
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