WEC | Novità BMW: il nuovo naso basterà a respirare aria di successo?
La Casa bavarese ha mostrato le prime immagini della nuova aerodinamica anteriore studiata con Dallara: la M Hybrid V8 ora punta a migliorare il comportamento su tutte le piste e il raffreddamento, e dopo il Joker Evo speso sui freni questo è l'aggiornamento più importante.
BMW M Hybrid V8 2026
Foto di: BMW
Nella giornata di martedì, la BMW M Motorsport ha annunciato un'altra evoluzione della sua M Hybrid V8 che verrà introdotta per la stagione 2026 di FIA WEC ed IMSA, dove la Casa bavarese aveva confermato la propria presenza anche negli anni a venire.
A gennaio era già arrivato il primo 'Joker Evo' speso per migliorare l'impianto frenante, fin dall'esordio rivelatosi uno dei talloni d'Achille della LMDh bavarese, che in questi mesi ha continuato a lavorare con il collaboratore tecnico Dallara per capire dove e come compiere altri passi avanti, prima con i calcoli tramite CFD e poi entrando in azione in pista.
I test sono iniziati la settimana scorsa al Paul Ricard con Marco Wittmann e Raffaele Marciello al volante, e ovviamente sono ancora in corso, con ulteriori prove fissate ad Austin dopo lo svolgimento della Lone Star Le Mans del 7 settembre, per cui potranno arrivare anche altre modifiche alle forme che hanno evidenziato le prime immagini mostrate.
Da queste, appare subito evidente quanto sia cambiato l'aspetto della... faccia: il muso è stato decisamente modificato, soprattutto nella sezione centrale delle grandi prese d'aria che ricordano le tipiche calandre delle BMW stradali.
Negli ultimi anni, i prodotti di serie del marchio tedesco hanno visto allargarsi enormemente questa parte (la M4 fu uno dei principali esempi, poi rivisti anche sulla GT3) e il regolamento tecnico LMDh impone ad ogni prototipo di riprendere alcuni stilemi utilizzati sulle auto che vediamo tutti i giorni in giro.
Possiamo citare i fanali a Y della Lamborghini e il profilo del faro anteriore Cadillac, e anche in BMW hanno voluto adottare una delle caratteristiche principali, ossia le grandi 'narici' del muso. Ma già nelle prime uscite in gara, questa soluzione - tanto amata dal reparto marketing, chiaramente a sposare una linea di riconoscimento immediato della macchina a prima vista - si era rivelato un problema in termini aerodinamici.
Ecco, dunque, che con grande calma si è pensato a come rivedere i piani, senza però stravolgere esteticamente la M Hybrid V8. Le feritoie, che prima si estendevano fino ai fanali, circondando anche le due fessure per il raffreddamento dei freni, ora sono più strette lasciando a parte quest'ultima sezione, assumendo una forma leggermente più alta come ampiezza nella parte centrale, proprio tra il logo BMW e il fondo, dove sono rimaste le altre due aperture più piccoline.
Di conseguenza, l'altro grandissimo intervento riguarda lo splitter anteriore, di forma molto più arquata e sollevato da terra, andando a schiacciarsi proprio in prossimità della parte centrale e, a seguire, inclinando la stessa presa d'aria verso l'auto nella parte bassa, come si può apprezzare dall'immagine laterale.
Questo comporterà flussi incanalati in maniera differente sul fondo vettura, sia nella parte superiore che in quella inferiore, nonché verso le feritoie delle fiancate, tant'è che è sparita la bandella aerodinamica (denominata 'flick') fissata sotto ai fanali, anch'essi di nuova concezione.
Infine, nella parte superiore dei passaruota sono state lievemente modificate le feritoie, mentre tra questi e la parte centrale del muso - in prossimità della calotta dell'abitacolo - appare un nuovo profilo.
BMW M Hybrid V8 2026
Foto di: BMW
Da BMW M Motorsport affermano che tutte queste modifiche, oltre ad essere figlie delle esperienze raccolte dal debutto in IMSA del 2023 ad oggi, serviranno a rendere più efficiente il comportamento aerodinamico della vettura sui vari tracciati del mondo, nonché a migliorare l'effetto raffreddamento generale ed eliminare i punti deboli.
La M Hybrid V8 ha infatti faticato moltissimo in termini di prestazioni nelle gare d'apertura della sua avventura nel mondo delle corse di durata, prima a livello di affidabilità e poi a livello di messa a punto meccanico-aerodinamica.
Successivamente, sono arrivate le prime Pole Position e vittorie in IMSA (l'ultima a Road America), mentre nel WEC i passi avanti sono stati enormi, anche se per ora il miglior piazzamento resta il podio, con l'ottimo Team WRT come sempre ad adottare strategie fantastiche per combattere contro i rivali agguerriti.
In questo caso non sono stati dichiarati quanti 'Joker Evo' verranno spesi, anche perché il tutto è ancora in fase di sviluppo e l'omologazione definitiva avverrà entro fine anno, per portare le novità in pista alla 24h di Daytona. Ogni cosa lascia comunque pensare che si arriverà a tirare fuori dalle tasche il secondo gettone, dopo quello utilizzato sui freni, senza avere ulteriori premure di rivedere l'auto, anche perché l'impegno a lungo termine sopracitato impone cautela nel compiere altri passi avanti per non arrivare a corto di soluzioni prematuramente.
"Da quando abbiamo iniziato a gareggiare in IMSA nel 2023 e nel FIA WEC nel 2024, abbiamo imparato molto sulla nostra BMW M Hybrid V8. Dopo aver ottimizzato i freni per la stagione in corso, è giunto il momento di una versione aerodinamicamente migliorata della vettura", ha dichiarato Andreas Roos, Capo di BMW M Motorsport.
"Con questi aggiornamenti, stiamo rispondendo alle conoscenze acquisite nelle nostre precedenti uscite in gara. Dopo i test che abbiamo già condotto, siamo fiduciosi che le modifiche ci consentiranno di competere nelle prime posizioni con maggiore costanza su tutti i tipi di pista, compiendo un ulteriore passo verso la vetta".
"Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al duro lavoro. Nei prossimi mesi, continueremo a lavorare intensamente per garantire una preparazione ottimale per l'inizio della stagione 2026, a Daytona, a gennaio".
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