WEC | Jakobsen freddissimo: "In testacoda il cuore si ferma, la Hyperpole è di chi non si arrende"
Il giovane Malthe è l'eroe di Peugeot regalando la prima partenza al palo al Leone dopo aver rischiato per un errore al Raidillon, ma sottolineando che tutta la squadra ha lavorato duro per questo momento. Che ora va consolidato in gara, anche considerando la situazione dei rivali...
Foto di: Jakob Ebrey / LAT Images via Getty Images
La prima Hyperpole della Peugeot arriva a Spa-Francorchamps, al termine di una delle sessioni di Qualifica più tirate e incerte viste nel FIA World Endurance Championship.
Purtroppo, di incerto ci sono anche i valori in campo legati ai famigerati parametri del Balance of Performance, che per scelta di Federazione e ACO non vengono più comunicati e, di conseguenza, immaginabili solamente valutando tempi cronometrati e le velocità di punta registrate dalle vetture.
Detto ciò, Peugeot si era già dimostrata veloce ad Imola nell'attacco al miglior crono, ma stavolta i rivali non sono stati Toyota e Ferrari, relegate più indietro per gli immaginabili sopracitati motivi e che prenderemo in considerazione a parte, bensì Cadillac e Alpine.
A fare la grande differenza, ed è bene sottolinearlo, è stata la freddezza di Malthe Jakobsen, bravissimo a mantenere basse le temperature del proprio sangue visto il testacoda che gli aveva fatto rischiare grosso durante i 15' iniziali di Qualifica. Un errore commesso a gomme fredde in uscita dai box che se ha visto la 9X8 #94 piroettare senza andare contro le barriere, ha però fatto perdere tempo prezioso al danese, tornato in fretta ai box per cambiare le Michelin spiattellate e tornare in azione con meno tempo rispetto ai rivali per passare il turno.
#94 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Loic Duval, Malthe Jakobsen, Theo Pourchaire
Foto di: Paul Foster
"Volevo gestire il distacco dalle auto davanti a me, sapevo che Genesis cercava di essere più cauta nella procedura di riscaldamento delle gomme perché lo avevo notato nelle Libere; quindi ho cercato di lasciare un po’ di spazio fra me e loro, aumentando leggermente la velocità arrivato sul 'Raidillon'", spiega Jakobsen a fine sessione.
"Il dosso che c'è in cima alla curva mi ha colto di sorpresa e sono finito in testacoda. Per fortuna non ho colpito nulla e volevo riportare la macchina in traiettoria, ma ho sentito immediatamente delle vibrazioni, che normalmente non dovrebbero esserci con quelle gomme".
"Avevo sicuramente spiattellato i pneumatici anteriori, quindi col team abbiamo deciso di rientrare immediatamente ai box, montare un nuovo set e ripartire da zero. Fortunatamente avevamo ancora tempo a sufficienza per completare l’intera procedura con i due giri di riscaldamento e tentare un vero giro veloce in qualifica".
"Sono stato piuttosto fortunato ad aver fatto due buoni giri in Qualifica e in realtà sono riuscito anche a migliorare nel secondo. Nel momento in cui si va in testacoda, il cuore si ferma per un attimo e poi, quando riprendi a correre, ti rendi conto che è il momento di fare un respiro profondo e ritrovare la concentrazione”.
#94 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Loic Duval, Malthe Jakobsen, Theo Pourchaire
Foto di: Jakob Ebrey / LAT Images via Getty Images
Riuscita questa cosa, al giovane alfiere del Leone si è palesata la ghiotta occasione di giocarsi la partenza al palo per la gara di sabato e il suo ottimo 2'00"653 gli ha consentito di precedere per 0"043 la Cadillac di Will Stevens e per altri pochissimi centesimi la coppia di Alpine condotte da Charles Milesi e Jules Gounon.
"Naturalmente la pausa tra la sessione di Qualifica e l’Hyperpole è stata ottima per scambiare qualche parola via radio e confrontare i dati con l’altra vettura, dato che anche il mio compagno Stoffel Vandoorne aveva passato il turno. Poi, ovviamente, devi solo cancellare tutto dalla mente, ripartire da zero, scendere in pista, goderti il momento e spingere al limite".
Un limite che Jakobsen è riuscito a trovare tanto da balzare al comando, mentre Vandoorne ha faticato maggiormente terminando al nono posto. Ma adesso viene il momento di concretizzare il risultato con una bella gara, dato che ad Imola le 9X8 erano pian piano sparite dai radar, con Malthe che tiene a ringraziare la squadra per il grande lavoro svolto fin qui.
"Sono davvero molto felice per tutti nel team. Soprattutto perché questa è l’ultima gara prima di Le Mans, è una grande spinta per tutti, compresi i meccanici, in termini di motivazione per continuare a lavorare duramente in officina. Anche se l’inizio di stagione a Imola è stato difficile e gli ultimi due anni si sono rivelati molto impegnativi, oggi credo che abbiamo dimostrato che tutto è possibile e che non bisogna mai arrendersi".
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