WEC | Incredibile: il BoP non verrà più pubblicato. "Ci proteggiamo da speculazioni"
FIA e ACO hanno spiegato in un incontro ad Imola coi giornalisti il perché quest'anno non verranno resi noti i parametri di livellamento delle prestazioni scelti per ogni vettura. "La gente non conosce i dati che abbiamo in mano per applicarli, quindi si rischiano interpretazioni sbagliate".
Auto in pitlane
Foto di: FIA WEC / DPPI
Il Balance of Performance del FIA World Endurance Championship non verrà più pubblicato per evitare speculazioni, come hanno spiegato i vertici di Automobile Club de l'Ouest e Federazione nel giovedì mattina di Imola.
Mentre le squadre stavano ancora arrivando in circuito, presso l'hospitality WEC un gruppetto di giornalisti - fra cui Motorsport.com - ha potuto ascoltare le parole di Bruno Famin e Marek Nawarecki riguardo questa incredibile decisione presa subito prima del via della stagione 2026.
L'incontro è cominciato con una panoramica riguardo il perché è stato scelto il BoP per il campionato, cercando di preservarlo da aumenti di costi esorbitanti con sviluppi continui e consentire a vetture di differenti specifiche di poter partecipare, con la garanzia che ci sia un livellamento delle prestazioni che dia a tutti la possibilità di giocarsela ad armi pari.
Di conseguenza, ecco che i parametri di ogni auto vengono raccolti prima in fase di omologazione (basandosi su aerodinamica, peso e baricentro, consumo specifico del carburante e tipologia di motore e trazione), poi in pista analizzando sul campo come si comporta ogni mezzo.
Già nel corso della giornata del Prologo, però, erano cominciate a circolare nel paddock voci sul fatto che quest'anno le tabelle con tutti i parametri del BoP da rispettare ad ogni gara non sarebbero state pubblicate, il che ha subito fatto storcere il naso in vista della 6h di Imola che scatterà domani con le prime Libere.
Nei test le vetture hanno girato con il BoP applicato, ma nessuno in questo momento - squadre a parte, chiaramente - sa in dettaglio pesi, potenze e quantità di energia che ogni marchio ha a disposizione.
"Vogliamo evitare ogni incomprensione, anche perché è difficile spiegare alla gente i dettagli e le differenze che vengono adottati per ogni vettura e le rispettive caratteristiche", ha spiegato Famin, appena entrato in ACO.
"Il primo bilanciamento viene fatto in fase di omologazione, dopo di che si va in pista e lì vediamo esattamente quali sono i reali valori della vettura, il consumo di carburante e gomme, la qualità dei piloti e così via. Ma i piloti sono anche bravi a gestire le situazioni, quindi le variabili si moltiplicano".
"Il BoP è solamente una piccolissima parte del risultato finale che ottiene una vettura, dobbiamo prendere in considerazione anche assetti, strategie e momenti particolari in gara che si possono verificare".
"Sulle prestazioni finali ci sono tante cose che possono fare la differenza e non è detto che possiamo farci qualcosa. Il risultato è figlio anche di bravura dei singoli, meritocrazia e ottimo lavoro del team. Quello che possiamo fare noi, applicando i regolamenti, è garantire ciò nella stessa maniera per tutti, evitando che vengano spesi milioni come visto in passato con le LMP1".
Nawarecki, Direttore FIA degli sport in circuito, aggiunge: "Dobbiamo 'sanificare' i dati per analizzarli correttamente, secondi i parametri citati da Bruno. Ogni pista è diversa, ogni pilota affronti ciascun settore a suo modo, tagliando più o meno le curve sui cordoli in base alla gestione del consumo gomme, la scia sui rettilinei e via dicendo".
"Alla fine il problema non è parlare dei tempi sul giro, ma di come viene ottenuto. E se diciamo al pubblico che uno ha 20kg in più o in meno in macchina, questo può portare ad interpretazioni sbagliate. Anche perché il pubblico non conosce i parametri di omologazione e i dati che raccogliamo, quindi non può capire e decisioni assunte".
"Quest'anno le vetture sono tornate in galleria del vento per la nuova omologazione, ma questo non influirà più di tanto sull'applicazione. Conosciamo le variazioni di omologazione che ci sono state dallo scorso anno a questo, ma non sono così diverse. Abbiamo comunque preso in considerazione che ci sono nuove gomme".
Altro argomento di discussione è stata la possibilità di introdurre un Success Handicap anche per la Classe HYPERCAR, in un primo momento annunciato nella bozza dei regolamenti 2026 e poi abbandonato.
"Abbiamo già parecchie variabili con il BoP abbiamo scelto di non introdurne di ulteriori. Con sole 8 gare, si rischia che la gente cominci a nascondersi e vogliamo che tutti spingano al limite sempre", sottolinea Nawarecki.
"Esisteva nel WTCC, ma erano 16 gare e quindi poteva far parte del gioco gestire i risultati in un certo modo, qui non ha senso".
Anche riguardo i cambiamenti di BoP nell'arco della stagione, il fatto di avere solo 8 gare ha avuto il suo peso.
"Abbiamo solo 8 eventi in calendario, fossero 20 avremmo un BoP stagionale, probabilmente. Ma nel nostro caso è più difficile fare una cosa del genere e credo che sia anche logico, vista la natura diversa di ogni pista. Per questo abbiamo scelto di adattare il BoP ad ogni circuito", ha detto Famin.
"Non ci saranno cambiamenti nel corso di un fine settimana di gara, al massimo subito prima se ci sono dei test dedicati, vedi Le Mans. Ma per la 24h al momento non vogliamo esporci, è presto per poter dire qualcosa, aspettiamo di vedere come andranno queste due gare, la cosa importante è che i Costruttori sanno come funziona il processo".
"Anche qui, non vogliamo speculazioni e correre il rischio che qualcuno si nasconda a Imola e Spa, o che pensi che anche noi possiamo nascondere qualcosa per Le Mans. Per questo, al momento, non vogliamo parlarne, vedremo in futuro come evolveranno le cose".
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