WEC | Imola: un giro di pista con la Ferrari 499P di Giovinazzi
Dopo Lusail, i protagonisti del Mondiale tornano in azione tra una settimana per la 6h di Imola: ecco la pista del Santerno vista dall'abitacolo della Rossa #51 e raccontata dal pugliese.
#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi
Foto di: FIAWEC - DPPI
Il secondo atto del FIA World Endurance Championship si disputa all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.
Antonio Giovinazzi, pilota della 499P numero 51 condivisa con Alessandro Pier Guidi e James Calado, descrive le caratteristiche della pista, tra le più iconiche del panorama internazionale, e le ambizioni della squadra Ferrari – AF Corse.
“Imola è il nostro circuito di casa ed è un tracciato che ci ha sempre visti competitivi. Cercheremo quindi di conquistare un ottimo risultato per i nostri tifosi”, racconta il pilota Classe 1993.
#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi
Foto di: JEP / Motorsport Images
Il layout
“Il tracciato di Imola è ‘vecchio stile’, con molti saliscendi e curve impegnative. La pista è abbastanza stretta quindi non è facile effettuare i sorpassi e bisogna tenere in considerazione diverse variabili, incluso il traffico: a Imola è essenziale essere molto concentrati visto l’alto numero di Hypercar e LMGT3 in pista”.
“Il rettilineo principale non è un rettilineo in senso stretto visto che presenta due ‘mezze’ curve ed è difficile effettuare sorpassi”.
Tra gli aspetti-chiave per ottimizzare le prestazioni sui 4,909 chilometri imolesi Giovinazzi sottolinea quanto segue.
“Alla Chicane del Tamburello si usano moltissimo i cordoli per fare meno metri possibili e quindi arrivare alla Variante Villeneuve, un’altra chicane dove è essenziale sfruttare al meglio i cordoli, specialmente sul lato sinistro”.
“Al tornante della Tosa è importante preparare al meglio l’uscita che porta su un altro rettilineo in salita e quindi alla Piratella, una curva a sinistra molto veloce dove si percepisce al massimo la velocità della vettura. Poi si scende verso le Acque Minerali, la curva più difficile, dove è essenziale gestire al meglio la frenata".
Tra i punti più complessi anche la Variante Alta: "Si salta sui cordoli come se si guidasse un go-kart, poi ci sono le due curve in discesa della Rivazza dove il segreto è lavorare al meglio con la frenata prima di immettersi sul rettifilo principale”.
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