WEC | Genesis: motore V8 Bi-Turbo, ma non sarà una 'prova' di F1
Dopo la presentazione della nuovissima GMR-001, emergono alcuni dati tecnici interessanti che legano il propulsore ibrido alle tecnologie già sperimentate nel WRC, senza però voler gettare basi su un possibile ingresso in F1, attualmente non nella strategia di Hyundai.
Genesis LMDh
Foto di: Genesis
La Genesis monterà un motore 3,2 litri bi-turbo V8 sulla sua GMR-001 che dal 2026 debutterà nel FIA World Endurance Championship.
Il marchio di lusso di Hyundai ha svelato la propria LMDh in una presentazione avvenuta a Dubai, alla quale era presenta anche Motorsport.com, mostrando un modellino in scala e alcuni disegni di come sarà l'auto.
Il telaio, come vi avevamo anticipato già tempo fa, sarà della Oreca e la base del team - che si appoggerà ad IDEC Sport - verrà allestita proprio vicino a quella del Costruttore francese, presso il Circuit Paul Ricard di Le Castellet.
Durante il lancio del prototipo ibrido non erano state svelate particolari informazioni tecniche, ma parlando con il Direttore Tecnico di Hyundai Motorsport, François-Xavier Demaison, sono emersi alcuni dettagli interessanti, cominciando dal fatto che l'unità nasce sfruttando l'esperienza acquisita in questi anni nel WRC.
"La componente a combustione interna del propulsore ibrido è stata sviluppata a partire dalla tecnologia impiegata nel 4 cilindri in linea da 1,6 litri turbo montato sulla Hyundai i20 N Rally 1", ha detto Demaison.
"Possiamo dire che i pistoni, le canne dei cilindri, le bielle, la camera di combustione e tutta l'area delle valvole sono un mix tra il motore da rally e il V8 LMDh, ovviamente modificati per l'occasione. Dovremo cambiare la spaziatura dei cilindri, per esempio, ma le parti principali del motore saranno molto simili proprio per evitare qualsiasi problema".
"I tempi brevi del progetto hanno portato alla decisione di utilizzare una tecnologia collaudata con un 8 cilindri da 3,2 litri, che avrà una capacità doppia rispetto a quella dell'unità a 4 cilindri della Rally 1. Progettare un motore da zero non sarebbe stato possibile visti i 16 mesi che ci separano dall'esordio".
"Il 1° settembre abbiamo annunciato il progetto, poi dovremo fare i test e arrivare all'omologazione entro fine 2025, dato che il debutto in gara nel WEC sarà nel 2026. Il tempo che abbiamo a disposizione è questo e sarebbe stato troppo rischioso virare su altro: abbiamo deciso molto rapidamente di andare sul sicuro".
Genesis LMDh
Foto di: Genesis
Da tempo si parla anche della F1 nel futuro di Hyundai Motorsport e che il programma LMDh servirebbe per creare una base di motore su cui poi puntare per sbarcare nel circus. A quanto detto, però, dai diretti interessati, quel mondo è ben lontano dall'essere nel mirino in tempi brevi ed ogni passo dovrà essere fatto con estrema cautela, sempre a beneficio del ritorno per il marchio.
"Ovviamente, quando si parla di alte prestazioni e si discute di un'eventuale partecipazione agli sport motoristici, è ovvio che si arrivi a discutere con persone chiave che hanno una certa esperienza, anche in F1. Abbiamo però deciso di puntare sull'endurance, poi vedremo cosa dirà il futuro", ha spiegato Luc Donckerwolke, direttore creativo di Hyundai Motor Group.
"Prima di tutto abbiamo una missione, quella delle corse endurance, poi ne riparleremo tra qualche anno e forse arriveremo anche lì. La partecipazione al WEC presenta dei vantaggi fondamentali che non sarebbero possibili in F1, come avere un rapporto diretto con la nostra gamma di auto".
"È molto più vicino al pubblico, che a sua volta è più vicino al tipo di auto che vendiamo. Abbiamo pensato che le gare di durata sono compatibili con i valori del nostro marchio. Non vogliamo fare sempre le stesse cose, siamo più di un marchio automobilistico, abbiamo molta tecnologia e potenziale che vorremmo applicare non solo ai veicoli, ma anche all'ambiente e alla sostenibilità".
Genesis LMDh
Foto di: Genesis
E qui si aprono gli scenari che in futuro toccheranno anche il mondo del WEC, come ad esempio il passaggio ai motori ad idrogeno, tecnologica sulla quale Hyundai lavora già da parecchio tempo.
"Puntiamo ad avere, ad esempio, un sistema logistico più sostenibile con l'idrogeno. Abbiamo la Boston Dynamics attraverso la robotica, con l'obiettivo di semplificare e migliorare la vita dell'equipaggio supportandolo con la robotica. Ci sono molte cose che vogliamo applicare. Non si tratta solo di uno strumento di marketing, ma di un discorso serio, perché vogliamo aggiungere un ulteriore valore al nostro programma di motorsport".
"Per noi è molto importante correre e ottenere un ritorno sull'investimento. E con questo non intendo il marketing o altro. Intendo anche la conoscenza tecnologica e l'ispirazione per il design. Stiamo entrando in una fase in cui tutto è possibile con i nuovi propulsori, quindi questo è il momento giusto per ottenere qualcosa di diverso, per ispirarci".
"E questa è una delle grandi motivazioni che ci hanno spinto a entrare in questa categoria di corse automobilistiche. Inoltre c'è anche la ricerca aerodinamica che stiamo facendo, che è più applicabile rispetto a quella che si fa, per esempio, con le monoposto delle formula. Si tratta di una disciplina completamente diversa, in cui è difficile trasferire gli insegnamenti alle auto normali, che sono la nostra principale attività finanziaria".
"È per questo che crediamo nell'endurance, e anche perché abbiamo sempre identificato le nostre auto come le GT, quindi con un gentleman driver. E questa è l'essenza delle gare endurance, crediamo che ci sia un'assoluta compatibilità anche da questo punto di vista".
La stessa cosa l'ha sottolineata il Presidente di Hyundai Motorsport e Team Principal di Genesis Magma Racing, Cyril Abiteboul: "Un programma in F1 al momento è molto lontano, si tratta di una strategia del marchio. Penso che quello che stiamo facendo e quello che stiamo annunciando ora abbia completamente senso sotto questo punto di vista. E credo che questo sia l'obiettivo di questi giorni, di questi anni, e che sia più che sufficiente farlo bene".
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