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WEC | Ford annuncia Priaulx-Rockenfeller-Sargeant per la LMDh con motore V8 aspirato

La Casa dell'Ovale Blu ha annunciato i primi tre piloti per il programma in Classe HYPERCAR del 2027, per il quale si sta lavorando all'allestimento del propulsore Coyote da 5.4 litri che punta ad avere un suono distintivo. Quest'anno il team di meccanici e ingegneri sarà in azione in ELMS con una LMP2 per imparare.

Sebastian Priaulx, Mike Rockenfeller, Logan Sargeant

Foto di: Ford

Ford Racing ha svelato altre novità in vista del debutto in Classe HYPERCAR del FIA World Endurance Championship per la stagione 2027.

In occasione della presentazione ufficiale di tutti i programmi sportivi per l'annata 2026, la Casa dell'Ovale Blu in quel di Detroit ha annunciato i primi piloti e alcuni dettagli della vettura LMDh che verrà costruita su telaio Oreca.

Partendo da quest'ultimo punto, il marchio statunitense ha scelto di lavorare in casa e in collaborazione con la squadra che sta operando anche per la Red Bull in F1.

Il risultato derivato dalla base del motore Coyote, che già e montato sulle Mustang da corsa, è un V8 aspirato da 5.4 litri che punta ad avere un suono riconoscibile da tutti gli appassionati, ovviamente abbinato al sistema ibrido come prevede il regolamento.

"Un anno fa abbiamo promesso di tornare ai vertici delle gare endurance: oggi mancano esattamente 12 mesi al momento in cui saremo sulla griglia di partenza e nel mondo degli sport motoristici globali, si tratta di un lasso di tempo da brivido", sottolinea Dan Sayers responsabile del programma Hypercar di Ford Racing.

"Costruire un programma Hypercar partendo da zero e arrivare alla linea di partenza di Le Mans in soli due anni è, oggettivamente, quasi impossibile. Ma in Ford Racing, rendere possibile l'impossibile è l'unico modo in cui sappiamo lavorare".

"Abbiamo trascorso l'ultimo anno in trincea e, sebbene l'evento principale sia ancora davanti a noi, l'anima di questa macchina sta già iniziando a ruggire. Quell'anima è il motore. È più di un semplice componente: è l'identità dell'auto. Quando sentite una Ford sfrecciare sul rettilineo di Mulsanne alle tre del mattino, non dovreste guardare il marchio per sapere di chi si tratta".

"Ecco perché abbiamo scelto il Coyote. La nostra LMDh è alimentata da un V8 aspirato da 5,4 litri. Quando hai un motore così iconico nel tuo arsenale, un propulsore che già definisce i nostri programmi Dark Horse R, GT4 e GT3, non cerchi alternative. Ti affidi al tuo DNA".

"Questo V8 è un ponte tra le leggende del 1966 e il futuro del 2027. Per la prima volta nella nostra storia, questo motore da competizione è stato sviluppato interamente in casa, con il nostro team di Dearborn che ha lavorato a stretto contatto con Red Bull Ford Powertrains per unire la tecnologia ad alta tensione alla potenza pura nata a Detroit".

L'altro aspetto che ha contraddistinto la serata riguarda i nomi dei primi piloti pronti a lavorare allo sviluppo della vettura e dell'intero team, che ricordiamo essere composto da persone scelte direttamente da Ford Racing e non in appoggio ad una squadra con cui collaborare in pista.

Sebastian Priaulx e Mike Rockenfeller sono ormai padroni di casa del Costruttore americano, essendo impegnati con le Mustang GT3 in IMSA, mentre viene rispolverato Logan Sargeant, che inizialmente pareva essere nell'orbita di Genesis, salvo poi uscire dai programmi della Casa coreana per fermarsi per alcuni mesi.

"Una macchina così ambiziosa richiede più della semplice ingegneria, ma anche un tipo specifico di pilota, che sia pure uno specialista. Li abbiamo trovati in Sebastian, 'Rocky' e Logan", prosegue Sayers.

"Seb e Rocky fanno già parte della famiglia Ford, avendo dimostrato il valore della Mustang GT3 con due vittorie nell'IMSA lo scorso anno. Seb è un talento puro e naturale; Rocky è il veterano che ha visto tutto e vinto tutto".

"A loro si aggiunge Logan, che arriva fresco dalla F1, portando con sé un livello di sofisticazione tecnica e un'esperienza di vetture con alto carico aerodinamico, fondamentali per un programma di questa portata".

"Avere un americano di nuovo su una Ford a Le Mans è la cosa giusta. È un omaggio a giganti come Dan Gurney e A.J. Foyt, che nel 1967 hanno mostrato al mondo cosa succede quando la grinta americana incontra l'ambizione globale".

Logan Sargeant

Logan Sargeant

Foto di: Ford

Come dicevamo, Ford Racing ha allestito una squadra personale e dunque il 2026 servirà come stagione di lavoro non solo nella progettazione e sviluppo della vettura, ma anche della fase di apprendistato in pista.

Per questo, imitando tante altre realtà che si sono mosse in tal senso negli anni scorsi prima di fare il salto in Classe HYPERCAR del WEC, è stata scelta la partecipazione alla European Le Mans Series con una LMP2, in modo da conoscere bene regolamenti e procedure adottate da ACO, e anche come lavorare con gli uomini di Oreca.

"Non aspetteremo fino al 2027 per iniziare a lottare. Per preparare la nostra squadra corse interna, Seb e Rocky gareggeranno nella classe LMP2 dell'ELMS nel 2026. Stiamo creando una squadra, perfezionando i nostri processi e guadagnandoci i galloni nel mondo reale, prendendo gli elementi costitutivi di questo programma e sottoponendoli ad una bella prova nelle condizioni più impegnative", aggiunge Sayers parlando della compagine che verrà battezzata Venture Motorsports.

"Abbiamo il motore, i piloti, la visione. Essere in grado di alzare il sipario alla presentazione della stagione 2026 è una pietra miliare, ma il lavoro è lungi dall'essere finito. Stiamo costruendo più di una semplice auto; stiamo costruendo un'eredità. Stiamo riconquistando il nostro posto al tavolo dei grandi delle gare endurance. Siamo la squadra d'America e stiamo arrivando per conquistare il mondo".

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