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WEC | Ferrari, tanti episodi vanificano gli sforzi: "Persi punti importanti"

Il brutto fine settimana giapponese in termini di risultati vede le 499P incalzate dai rivali, nonostante in più di una occasione il piazzamento a centro gruppo fosse sembrato raggiungibile. Ora testa al Bahrain per concludere con quel primato che resiste da inizio anno.

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen, #51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen, #51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

Foto di: James Moy Photography via Getty Images

La Ferrari sapeva benissimo che in Giappone l'obiettivo era prendere il maggior numero di punti possibili e la 6h del Fuji è stato un continuo saliscendi di situazioni, buone e controverse.

C'erano altresì i presupposti per poter chiudere in anticipo la rincorsa ai titoli Mondiali, ma anche la stagione 2025 del FIA World Endurance Championship si deciderà per l'ennesima volta in Bahrain, in una 8h lunga e incerta considerando le forze in campo.

La Toyota è ormai fuori dai giochi, ma il brutto passo falso nipponico del Cavallino Rampante l'ha messo ora nella condizione di giocarsi il tutto per tutto calcolatrice alla mano, con Porsche che si è rifatta sotto e Cadillac pronta eventualmente ad approfittarne.

Nel Sol Levante, come detto, c'era la consapevolezza che la 499P non avrebbe goduto un gran che per le caratteristiche del tracciato, ma questa trasferta lascia ferite ancor più dolorose rispetto, ad esempio, a quello che era accaduto a San Paolo, dove le Rosse non hanno mai avuto modo di giocarsela.

Qui, invece, in più di un momento durante i 360' di gara ricca di colpi di scena e rimescoli, sia il trio #51 Pier Guidi/Calado/Giovinazzi che il #50 Fuoco/Molina/Nielsen le possibilità di entrare nei duelli di centro gruppo li hanno avuti e pure sfruttati per quel che potevano, con una vettura pesantissima (la più zavorrata del lotto assieme a Toyota e Porsche, che aveva 4kg in meno), ma anche quella dotata di meno potenza ed energia.

Il risultato è che oltre col già indigesto terzo settore, la Ferrari ha dovuto fare i conti con la mancanza di spinta immettendosi nel rettilineo, venendo più volte affiancata dalle rivali e messa sotto attacco.

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen, #10 Racing Spirit Of Leman Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Anthony McIntosh, Eduardo Barrichello, Valentin Hasse Clot

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen, #10 Racing Spirit Of Leman Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Anthony McIntosh, Eduardo Barrichello, Valentin Hasse Clot

Foto di: Andreas Beil

A questo si è aggiunta pure una serie di errori dei propri alfieri (una 'giornata no' può sempre capitare): Giovinazzi nel suo stint ha cercato di limitare i danni e il passo è stato tutto sommato buono, fermandosi a quasi 0"3 dal migiore realizzato da Earl Bamber con la Cadillac, ma Pier Guidi è stato punito con due Drive Through (contatto con la Porsche-Proton #99 e track-limits non rispettati) e 30" di Stop&Go (ancora track-limits), il che ha fatto crollare la #51 fuori dai punti.

“Questo è stato un fine settimana complesso e non possiamo esserne soddisfatti", ammette onestamente Calado, che coi compagni resta sempre primo in classifica piloti, ma con distacchi ridotti dagli insegutori.

"Dobbiamo voltare pagina, cercando di pensare positivamente al prossimo round, la gara in Bahrain, dove ci presenteremo ancora da leader sia del Mondiale Costruttori sia del Mondiale Piloti. Abbiamo un grande obiettivo e cercheremo di coronarlo all’ultima corsa".

Con un Fuoco indiavolato, la #50 era addirittura riuscita ad agguantare la terza piazza, ma nelle ultime due ore di Safety Car a raggruppare tutti non ne sono più uscite e questo ha messo a nudo le difficoltà nel reggere il passo dei rivali.

Impietoso il distacco di 1'10" e l'11° posto al traguardo, che ora mette il trio nelle condizioni di dover aiutare i compagni nella rincorsa all'iride, essendo ormai matematicamente fuori da ogni speranza.

“Abbiamo cercato di sfruttare a pieno il potenziale a disposizione. La gara è stata davvero dura e non potevamo ambire a un risultato di alta classifica", si rammarica Nielsen.

"Tante interruzioni, inoltre, hanno condizionato la corsa e cercare di recuperare posizioni è diventato impossibile. In Bahrain dovremo fare sicuramente di meglio, dando il nostro contributo alla Ferrari nella lotta per il Campionato del Mondo Costruttori”.

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

Foto di: Andreas Beil

A Maranello si cerca già di guardare avanti pensando a preparare bene il Bahrain, dove lo scorso anno la 499P dotata di aggiornamenti era andata piuttosto bene, ma senza tralasciare quanto accaduto al Fuji che meriterà una analisi per fare tesoro di errori e lezioni.

“Sapevamo fin dal principio che sarebbe stata una gara difficile, ma con una prova attenta e grazie ad un assetto che ci ha permesso di sfruttare al meglio l'aderenza offerta dagli pneumatici nelle fasi iniziali e centrali della corsa, eravamo riusciti a portare le vetture nelle posizioni di vertice", sottolinea l'Ingegner Ferdinando Cannizzo, Capo delle vetture endurance.

"Purtroppo, le fasi di Full Course Yellow e le Safety Car hanno cambiato completamente il volto della classifica e l’inerzia della gara che, unite ad alcune sbavature, hanno vanificato l’ottimo lavoro svolto fino a quel momento".

"Abbiamo perso punti importanti rispetto ai nostri inseguitori, dunque dobbiamo rapidamente analizzare ciò che non ha funzionato, voltare pagina e preparare bene l’ultima gara in Bahrain".

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

Foto di: Andreas Beil

Dello stesso tenore anche il grande capo, Antonello Coletta, che vuole tenere alta la concentrazione in vista dell'ultima sfida: “Alla partenza della gara e nelle prime due ore siamo stati autori di un’ottima prova con Giovinazzi e Nielsen, un avvio che ci aveva fatto ben sperare, arrivando sino alla terza posizione con la 499P #51".

"Poi sono successi tanti episodi che hanno causato interruzioni della corsa, complicandola e cambiandone la storia. Episodi che non siamo stati abili a sfruttare come hanno fatto altri avversari".

"In vista dell’ultimo round in Bahrain dovremo tornare in pista determinati per disputare una gara all’altezza delle nostre aspettative, per concludere al meglio un campionato del mondo che ci vede in testa sin dal primo evento”.

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