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WEC | Ferrari: non ha vinto la 499P sbagliata e non è stata una passeggiata

Il terzo successo di fila a Le Mans di Maranello sottolinea quanto buono sia il progetto nelle mani di ufficiali e clienti, proprio come avveniva già in passato. I vari problemi accusati, però, sono un'ulteriore prova e lezione che non bisogna fermarsi sul lavoro, anche perché i rivali sono sempre forti e numerosi.

#83 AF Corse Ferrari 499P: Robert Kubica, Yifei Ye, Philip Hanson

#83 AF Corse Ferrari 499P: Robert Kubica, Yifei Ye, Philip Hanson

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Tre su tre alla 24h di Le Mans dal debutto del 2023 ad oggi: questo è il traguardo tagliato dalla 499P domenica scorsa nel quarto evento stagionale del FIA World Endurance Championship 2025, tra applausi ed emozioni di vario genere.

Vedere Robert Kubica ottenere un risultato del genere è stato sicuramente commovente, conoscendo la storia del polacco, così come da inchino le prestazioni ottenute da Yifei Ye e Phil Hanson, sottolineando la grandissima prova di tutto il box di AF Corse.

Perché se tutti pensavano che potesse imporsi una delle due Rosse ufficiali, la bella storia del Cavallino Rampante si è invece arricchita del successo ottenuto dalla Giallo Modena privata che va a mettere in risalto la tripletta maranelliana con tre vetture differenti sul gradino più alto del podio in altrettanti anni.

Qualcuno già nel post-gara si è affrettato a commentare che aveva vinto la cosiddetta 'Ferrari sbagliata', ma l'affermazione è subito stata respinta dal grande capo Antonello Coletta, che invece ha voluto rimarcare la bontà di un progetto nato solamente da pochissimi anni e già competitivo nelle mani di tutti, ufficiali e clienti.

#83 AF Corse Ferrari 499P: Robert Kubica, Yifei Ye, Philip Hanson, #51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

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Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

"L'avevo già detto in diretta TV prima del via: la Gialla è una Ferrari come quella Rossa: se merita di vincere, vincerà. E' capitato, ma lo abbiamo visto già anche nel passato: pensate alla storia della Ferrari, vincevano Scuderia NART, Filipinetti e Francorchamps. Questa è la storia, i tempi chiaramente cambiano, ma è la testimonianza che la Ferrari dà macchine uguali a tutti. Ed è qualcosa che non tutti possono dire di aver fatto", ha detto il Capo di Ferrari Endurance e Corse Clienti ai microfoni dei giornalisti nel post-gara.

"Penso che abbiamo gestito le situazioni al meglio per ottenere il massimo per la Ferrari, e alla fine ha vinto la Gialla perché è stata la più consistente. E se non ci fosse stata la #83, avrebbe vinto la Porsche, visto che le Rosse avevano avuto più problemi".

"Io e tutte le persone che lavorano con me ne andiamo molto orgogliosi, dal GT alla LMH; sono macchine esattamente uguali a quelle ufficiali. Quindi perché dire che ha vinto la Ferrari sbagliata? Per me no, alla fine c'è anche un pilota ufficiale nostro. E meno male che c'era, aggiungo! Abbiamo vinto tre Le Mans con tre macchine diverse e tre piloti diversi: credo sia un risultato davvero fantastico, per noi e per il motorsport".

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

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Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Citati dal manager romano, i problemi accusati durante la grande cavalcata francese sono stati subito oggetto di analisi e discussione, mettendo in evidenza che già nei giorni prima del semaforo verde c'era una strategia improntata sulla corsa, ma vissuta non senza grattacapi.

"Dobbiamo riportare le vetture in fabbrica e smontarle per analizzare bene tutto, ma quando le gare sono tirate dall'inizio alla fine come accaduto oggi, credo sia normale incontrare difficoltà. Abbiamo avuto sia qualche problema meccanico che di elettronica; tante piccole cose nate e sviluppate durante la notte. Al mattino ci hanno poi rallentato nell'esecuzione di tutto quello che stavamo facendo, in quel momento veramente qualcosa di unico".

"Sembra veramente tutto semplice quando sei nei primi tre posti, ma in realtà non è proprio così. Anche Spa è stata una vittoria difficilissima, ognuna ha la sua storia. Poi ci sono quelle gare che vengono bene dall'inizio alla fine, ma qui la competitività è molto alta".

"E qui non è stata una passeggiata, ma una gara complicata e come molte volte accade, vedendole da fuori, sembra che tutto fili liscio; per un certo periodo è andata molto bene, eravamo primi, secondi e terzi, nonostante partissimo molto indietro a causa di qualche problemino accusato già in Qualifica".

"Tutti hanno detto che la Ferrari si era nascosta e non voleva farsi vedere, in realtà non era così, e spiego perché: per prima cosa non eravamo da Pole Position e comunque si è visto anche in gara che non eravamo i più veloci in assoluto, e secondo perché abbiamo avuto veramente qualche grattacapo".

"Inoltre Fuoco, che era l'unico a non aver accusato problemi, ha trovato traffico andando fuori pista e ci ha lasciato 5-6 decimi. In gara siamo venuti su bene perché abbiamo lavorato tanto sul passo, cercando di metterci nella condizione di affrontare la corsa nella maniera più forte possibile, ma purtroppo sono usciti qualche problemini di affidabilità".

"Non hanno ridotto le prestazioni, ma cambiato un po' lo scenario; tra un problema e l'altro si rimescolavano le posizioni. La #51 ne ha avuti un bel po', ma queste macchine sono talmente complesse che ne saltano sempre fuori da ogni parte, dunque bisogna tenere alta l'attenzione. Ma anche la #83 che ha vinto ha dovuto gestire delle emergenze, per cui non è stata una passeggiata di salute".

"Infatti la Porsche, domenica in tarda mattina, si è rifatta sotto, mentre prima eravamo riusciti a tenerla un po' a distanza. Se andiamo a vedere, c'è stata solo una Safety Car, ma eravamo consapevoli che se si fosse avvicinata sarebbe stato un problema, come poi è stato".

#83 AF Corse Ferrari 499P: Robert Kubica, Yifei Ye, Philip Hanson

#83 AF Corse Ferrari 499P: Robert Kubica, Yifei Ye, Philip Hanson

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Analizzando i fatti, l'Ingegner Ferdinando Cannizzo è quindi entrato in dettaglio su cosa ha dato maggior lavoro al muretto di Maranello.

"I problemi non erano chiaramente previsti, ma il fatto che abbiamo corso una gara sprint per 24 ore, e con una temperatura molto alta, potrebbe spiegare il tutto. C'era il rischio che qualcosa si potesse rompere, quindi abbiamo deciso di smorzare in qualche modo l'utilizzo della vettura, ma per fortuna senza perdere così tante prestazioni, infatti i tempi erano da vertice", ha spiegato il Responsabile delle vetture Endurance del Cavallino Rampante.

"Quest'anno è stato completamente asciutto, quindi la velocità media era molto alta; probabilmente le stranezze sono derivate da ciò, ma non si è trattato di qualcosa in particolare, bensì di una somma di aspetti. I sensori hanno rilevato più cose e quindi ci siamo prefissati di tagliare il traguardo senza problemi e correndo prudenti.

"La strategia comunque è stata adottata con la stessa filosofia, diciamo correndo più rischi su una vettura piuttosto che sulle altre. La #51 è quella che ha sofferto di più e le prestazioni non erano così buone, ecco perché non siamo riusciti a conquistare la seconda posizione, ma è comunque stato un risultato eccellente nel complesso".

"Non eravamo i più veloci in rettilineo, alcune delle velocità massime credo siano state chiaramente influenzate dal fatto che si corre molto in scia. Ma quando eravamo da soli sul rettilineo, penso che il tempo sul giro e la velocità massima non fossero le migliori del gruppo. Comunque abbiamo trovato il modo di essere competitivi, ma di sicuro non è stato facile, soprattutto in certe condizioni".

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen, Miguel Molina

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen, Miguel Molina

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Questo dato anche dal fatto che i rivali non hanno mai mollato, specialmente la Porsche, la quale ha corso una gara pressoché perfetta con la 963 #6 infilandosi davanti alle 499P #51 e #50 domenica mattina, andando a prendersi la piazza d'onore.

"La Porsche ha fatto una grande gara, con un'ottima strategia e i piloti hanno guidato molto bene, senza errori, e ci hanno inseguito stint dopo stint, soprattutto nella seconda metà di gara, quindi chiaramente era la macchina con cui stavamo lottando di più - dice Cannizzo - Ce l'aspettavamo, non hanno avuto un inizio di stagione brillante, ma sapevamo che si stavano preparando per la grande sfida, quindi si sono concentrati maggiormente su Le Mans piuttosto che sulle altre gare. Almeno, questa era la sensazione che avevamo, perché dal punto di vista ingegneristico, sicuramente Porsche avrebbe potuto essere competitiva anche nelle prime tre gare della stagione".

"Anche la Toyota era lì con la #8, ma ha avuto un problema, i piloti hanno commesso degli errori e alla fine sono usciti dalla competizione o dalla lotta per il podio. Ma comunque mi hanno sorpreso perché ce li aspettavamo più forti, invece non lo sono stati, e non so il perché. Spero tornino presto a competere come in passato, perché sono una grande squadra. Se guardiamo al BoP di quest'anno, non dovrebbe esserci una grande differenza che favorisce maggiormente la Toyota rispetto alla Ferrari, ma non abbiamo visto le stesse prestazioni. E questo ci sembra strano".

"Credo che all'inizio la gara sia stata davvero fantastica, c'erano molte vetture in lotta tra loro, e devo dire che il nostro ritmo era molto forte, quindi siamo riusciti a recuperare la posizione dopo le qualifiche e a mantenere la testa della corsa. Ma era chiaro che le altre stavano solo aspettando, le vedevamo a pochi secondi da noi, quindi hanno aspettato fino alla fine per lottare e mostrare le loro prestazioni. Poi, per diversi motivi, alcuni Costruttori hanno perso terreno e se ti allontani non è facile recuperare".

#83 AF Corse Ferrari 499P: Robert Kubica, Yifei Ye, Philip Hanson

#83 AF Corse Ferrari 499P: Robert Kubica, Yifei Ye, Philip Hanson

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

La Ferrari ha confermato per l'ennesima volta che sa sfruttare al meglio le gomme, tant'è che tutte e tre le Hypercar emiliane hanno spesso condotto i loro stint tenendo le medesime coperture per molte tornate.

"C'erano molti scenari, ma alla fine quello di base era il triplo stint con gomme medie, perché sulla nostra macchina erano davvero costanti nelle condizioni che abbiamo trovato all'inizio - prosegue Cannizzo - La temperatura della pista non era così alta, qualche grado in più rispetto all'ambiente, e questo ci ha permesso di fare un triplo stint perfetto. Anche nell'ultimo stint eravamo competitivi senza alcun calo e degrado.

"Le morbide le abbiamo montate solo sulla #50 facendo più di uno stint e il passo era esattamente lo stesso, ma i piloti si sentivano meno sicuri con questa mescola, quindi abbiamo deciso di tornare alle medie, un po' come tutti. La Toyota ho visto che usava diverse combinazioni mischiando morbide e medie, mentre noi abbiamo optato per qualcosa di molto più semplice, dato che avevamo lavorato molto su quella specifica configurazione o combinazione di gomme".

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Coletta ha invece voluto fermamente difendere Alessandro Pier Guidi, che domenica mattina si è reso protagonista di un singolare errore finendo in testacoda mentre rientrava ai box.

"Non ci sono stati danni in quel frangente, ma purtroppo abbiamo perso del tempo. A lui ho detto: 'Tutti siamo umani e tutti sbagliamo, per una volta hai sbagliato anche tu'. Era il primo deluso, molto triste e arrabbiato con sè stesso, ma penso anche a tutto ciò che ci ha fatto vincere; è un ragazzo al quale dobbiamo tantissimo, è il pilota che ha vinto di più con una Ferrari nel mondo dell'Endurance. E parlo di tutti i tempi, non solo di adesso. Ha sbagliato, peccato, però può capitare".

In conclusione, la 93a edizione della 24h di Le Mans ha fornito non solo indicazioni sul futuro della Ferrari con il progetto 499P, ma anche tanto riguardo il mondo del FIA WEC, sempre più in espansione e proiettato verso vette altissime.

"Abbiamo affrontato questa Le Mans con l'obiettivo di cercare di essere competitivi, quindi non siamo arrivati qui senza lavorare sodo; volevamo capire come migliorare le nostre prestazioni - dichiara Cannizzo - L'anno scorso era stata una gara eccellente, sapendo che la concorrenza era sempre più alta e con molte vetture. E questa è una cosa che abbiamo imparato: se lavoriamo su ciò che abbiamo, ma con l'approccio o la mentalità di migliorare tutto, penso sia la prova che i risultati possono arrivare".

"Infine dobbiamo lavorare ancora più duramente per rendere le nostre auto più forti, perché durante le 24 ore, come già visto negli anni scorsi, abbiamo incontrato problemi; anche se si riducono di numero, significa che dobbiamo ancora lavorare sull'affidabilità e rendere la nostra auto molto più robusta, per concentrarci non solo sulla gestione dei problemi, ma potendo cercare di essere sempre più competitivi".

Coletta chiosa: "Vincere ogni anno Le Mans dà soddisfazione, anche perché continuiamo a battere nuovi avversari, oppure quelli che già c'erano e stanno crescendo tantissimo. Sono i colossi del mondo dell'automotive, questo deve far riflettere: è un mondo che credo possa crescere veramente molto, di più di quello che è oggi, Se tutti quanti facciamo la nostra parte, credo che una bella parte del futuro automobilistico si svilupperà proprio qua nell'Endurance".

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