WEC | Ferrari a caccia della riconferma: "Ma prima bisogna capire gomme e crescita dei rivali"
A Maranello è grande la voglia di ripetere i grandi successi del 2025, ma la nuova stagione presenta anche una serie di incognite che, con grande responsabilità, Pier Guidi/Calado/Giovinazzi e Molina/Fuoco/Nielsen affrontano con entusiasmo e voglia di restare al vertice.
Presentazione Ferrari 499P
Foto di: Ferrari
In casa Ferrari la sbornia per la conquista dei Mondiali Piloti e Costruttori è ormai smaltita, lasciando in bacheca gli storici trofei a brillare e indicare la strada in quella che sarà una stagione ancor più importante per la Casa di Maranello nel FIA World Endurance Championship.
La 499P in soli tre anni ha portato a casa tre 24h di Le Mans e nel 2025 anche i titoli, caricando di grinta e responsabilità tutti gli uomini del Cavallino Rampante, impegnati durante l'inverno a recuperare forze ed energie, ma anche a scoprire nuovi punti di svolta per un 2026 che si preannuncia ancor più agguerrito e tosto.
I rivali della Classe HYPERCAR vorranno, per forza di cose, battere i ferraristi e le nuove gomme portate dalla Michelin diventeranno un'ulteriore incognita da affrontare, scoprire e gestire, mentre il trio formato da Alessandro Pier Guidi/James Calado/Antonio Giovinazzi è prontissimo per difendere quel numero 1 in classifica meritatamente conseguito nel novembre scorso.
Presentazione Ferrari 499P
Foto di: Ferrari
"Dopo aver vinto un campionato sei quasi più tranquillo. Per me e James non era il primo, penso che si riparta dallo stesso punto, con la stessa volontà di confermarci, però non sento questo tipo di pressione come negativa; semplicemente c'è la volontà di far bene come ogni anno", ha esordito il piemontese.
"Quando si veste questa tuta di colore rosso, l'obiettivo è sempre vincere. Negli ultimi anni ci siamo riusciti parecchie volte e quindi cercheremo di fare del nostro meglio anche nel 2026. Ovviamente tutti si aspettano tantissimo da noi, ma anche noi stessi ci aspettiamo tanto da noi".
"Penso che abbiamo lavorato bene durante l'inverno, ogni anno riusciamo a migliorare qualcosa e credo che non siamo ancora arrivati al massimo del potenziale, abbiamo ancora un po' di margine di miglioramento rispetto all'anno scorso e questo mi lascia ben sperare per questa nuova stagione".
"Differenze fra i titoli? All'epoca delle GTE, era la Classe principale dei Costruttori, adesso è la HYPERCAR; diciamo che siamo stati fortunati ad essere al posto giusto nel momento giusto, prima in GTE e ora in LMH, dove i Costruttori fanno del loro meglio. Ci riproveremo, ma il valore del titolo è esattamente il medesimo".
Anche Calado, storico compagno di formazione del piemontese, ha ormai la testa sgombra e concentrata sui nuovi obiettivi della stagione, consapevole delle responsabilità che comporta presentarsi al via da Campione in carica.
"Naturalmente ragioniamo un anno per volta: negli ultimi abbiamo avuto molto successo, ma l'obiettivo finale è continuare a migliorare, perché poi le cose diventano sempre più difficili, dunque dobbiamo crescere sempre", evidenzia l'inglese.
"Non sarà semplice, naturalmente il nostro obiettivo è cercare di vincere il quinto Mondiale, oltre alla quarta Le Mans; faremo tutto il possibile, ma ribadisco che potrebbe essere tutto più complicato".
"Il titolo? Non lo tratto diversamente dai precedenti, entrambe le discipline sono molto competitive. Le Mans è stata probabilmente la più difficile che abbiamo mai fatto, chiaramente la Classe HYPERCAR è la più importante, ma non è molto diversa in termini di competizione rispetto a quando eravamo in GTE. Per me sono esattamente la stessa cosa, una forse vissuta più di altre in termini di dominio pubblico, ma è sempre un Mondiale".
Infine è toccato a Giovinazzi partire con il commento riguardo al titolo vinto lo scorso anno: un successo che lo ha galvanizzato ed inorgoglito ancor di più, dandogli la carica in vista di questa stagione, dove anche le gomme avranno il loro ruolo particolare.
"Non mi sarebbe dispiaciuto avere il #1 sulla vettura perché non capita sempre di essere Campione del Mondo e avere l'opportunità di usarlo; diciamo che è stata una scelta di tutti, alla fine va benissimo il #51 che ci ha dato già tantissimo a partire dalla prima Le Mans del 2023 e fino al titolo. Trovo giusto continuare in questa direzione, d'altra parte è anche il numero che hanno sempre avuto Ale e James, è un numero importante".
"Vincere con la Ferrari? Ne sono orgoglioso, già dopo la prima 24h di Le Mans nel 2023, qualcosa di incredibile. Vincere quella gara dopo tantissimi anni che Ferrari non partecipava a livello assoluto e poi l'anno scorso il Mondiale, dopo tantissimi altri anni che non arrivava Maranello. Fin da piccolo ho sempre sognato di vincere con una Ferrari un Mondiale, o almeno una gara importante, quindi sono fiero di quel bambino che ci ha creduto fin dall'inizio ed è arrivato a raggiungere quello che voleva. Quest'anno continuerò anche ad essere pilota di riserva e sviluppo di F1".
"Le nuove gomme? Sono un po' meglio nel giro d'uscita dai box quando sono più fredde e bisogna portarle in temperatura. Cambia leggermente il bilanciamento, però questo lo scopriremo di più durante i test in Qatar perché è una pista dove c'è maggior degrado, quindi dobbiamo scoprire anche lì quale sarà la differenza di usura".
"Le temperature sono più elevate a Lusail, dunque non è la situazione peggiore, mentre a Spa ed Imola sarà diverso. Essendo una gomma nuova ci dà un po' più di incognite, un po' più di punti di domanda che scopriremo solo al primo test e poi alla prima gara".
Presentazione Ferrari 499P
Foto di: Ferrari
Cambiando lato del box, Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina si sono mostrati tirati a lucido e ben concentrati per l'inizio della nuova stagione, dove sulla carta ci sono alcune incognite, ma la consapevolezza di avere tutti gli strumenti per lavorare bene.
"Siamo pronti e non vediamo l'ora di iniziare anche perché la pausa invernale è stata abbastanza lunga, ci manca tornare in pista con la 499P e penso che durante l'inverno abbiamo fatto un buon lavoro al simulatore", sottolinea Fuoco.
"Ci sono state piccole modifiche regolamentari, quindi speriamo di essere riusciti a compensare questi cambiamenti, ma questo lo scopriremo solo quando arriveremo in pista alla prima gara. Tanti nostri rivali hanno una nuova macchina, quindi sicuramente il loro livello sarà cresciuto e non sarà facile lottare se hai cambiato tanto la macchina".
"L'esperienza in Asian Le Mans Series? È stata sicuramente bella, era la prima volta per me e sicuramente un buon allenamento invernale. L'anno prossimo ci saranno le Hypercar e per i piloti Bronze penso che non sarà semplice, soprattutto se andremo in alcune piste dove le condizioni climatiche non sono molto calde. Ricordiamo i problemi di qualche anno fa nel riscaldare le gomme, penso che sia un tema molto importante e abbastanza difficile da gestire per un Bronze, soprattutto con una macchina che magari guiderà lì per la prima volta".
A proposito di gomme, Nielsen è stato uno di quelli che ha svolto i pochi test con le nuove Michelin, il che gli ha cominciato a fornire qualche spunto di riflessione ed analisi.
"Da quello che ho visto, per adesso ci sono piccole differenze, ma nulla di enorme. Dobbiamo aspettare e capire quando andremo su altre piste, come il Qatar, ma per il momento credo che il lavoro da fare sia abbastanza simile agli anni scorsi. Forse rendono un po' meglio su alcune superfici, ma se c'è qualcosa che va un po' meno bene lo dobbiamo ancora scoprire. Direi che la situazione attualmente è gestibile".
A Molina invece stuzzica molto l'idea di seguire quanto fatto dai colleghi della #51 come a Le Mans, ossia imitarli vincendo il Mondiale.
"Questo è l'obiettivo naturalmente, siamo qui per vincere il campionato e quando si comincia una nuova stagione ci sono sempre grandi obiettivi e si cerca di fare il meglio possibile dall'inizio per essere pronti. Quando arriva Le Mans si vuole sempre vincere, riuscirci ti aiuta maggiormente in ottica campionato e il nostro obiettivo è quello, dopo tre anni di fila sul podio. E' l'unico gradino che manca e senz'altro cercheremo di combattere e lavorare per salirci".
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