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Intervista

WEC | Due Lamborghini? "Non vogliamo andare oltre le possibilità"

Il Capo del Motorsport e CTO, Rouven Mohr, si è detto molto felice di come sta crescendo la SC63, affidabile ed ora alla ricerca delle prestazioni mettendo assieme ogni piccolo dettaglio, ma per un impegno maggiore della Casa del Toro bisognerà valutare tutte le situazioni, inclusa quella organizzativa ed economica.

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

Lamborghini Squadra Corse ha portato a termine anche la terza gara con la sua nuovissima SC63 in una stagione che per il momento sta vedendo l'azienda del Toro fare percorso netto di bandiere a scacchi tra FIA World Endurance Championship ed IMSA SportsCar Championship.

Un aspetto tutt'altro che scontato se pensiamo alla complessità dei prototipi LMDh, come quello telaiato Ligier e gestito da Iron Lynx in pista, e alla durezza delle gare di durata che stanno correndo Mirko Bortolotti, Daniil Kvyat ed Edoardo Mortara nel Mondiale, mentre in Nord America ci sono Matteo Cairoli, Andrea Caldarelli e Romain Grosjean.

Per ora tra Qatar, Sebring ed Imola non ci sono stati grossi guai, mentre dal punto di vista delle prestazioni ci si concentra a cercare di imparare il più possibile per compiere piccoli passi avanti con calma.

Di questo ed altro ha parlato Rouven Mohr, presente alla 6h di Imola dello scorso fine settimana, il quale ha incontrato Motorsport.com ed altri giornalisti per fare il punto della situazione dopo i primi impegni con il prototipo ibrido marchiato del #63.

"Come ho già detto in altre occasioni, in questa prima stagione abbiamo tantissime cose da imparare sulla vettura, set-up, affidabilità e altro da esplorare perché un prototipo ha parecchie differenze rispetto a ciò che siamo stati abituati a fare con le GT. I miglioramenti arriveranno nell'arco della stagione, ma non sarà ovviamente facile", esordisce il Chief Technical Officer e Capo del Motorsport di Lamborghini.

Rouven Mohr, Direttore Tecnico di Lamborghini Squadra Corse

Rouven Mohr, Direttore Tecnico di Lamborghini Squadra Corse

Foto di: Lamborghini Squadra Corse

Come ti stai trovando nel doppio ruolo di CTO e Capo del Motorsport?
"Avendo fatto parte del reparto Ricerca & Sviluppo, ero già connesso con il motorsport. Quando Giorgio Sanna ha dovuto lasciare il suo ruolo gli sono subentrato, ma ormai eravamo già nel pieno sviluppo della LMDh, dunque sapevo quali erano tutte le cose da fare. Al primo posto oggi c'è la gestione dei clienti che richiede molto tempo e attenzione, quindi mi sto riorganizzando. Allo stesso tempo, voglio cercare la persona giusta che possa essere il Capo del Motorsport per il team e tutti i membri di Lamborghini, con la mentalità adatta alla situazione e al ruolo. Servirà attenzione e tempo".

Dal punto di vista dello sviluppo, quali sono i pro e i contro dell'avere una sola auto?
"Sullo sviluppo puro è chiaramente uno svantaggio, ma abbiamo deciso così perché volevamo essere sicuri di impegnarci al meglio sia in IMSA che nel WEC, con cui c'è un legame importante e che ci possono dare la giusta visibilità. Le capacità al momento dell'iscrizione erano per una vettura e dal punto di vista del marchio è stata la scelta giusta. Per quanto riguarda la strategia, lavoro ai box e set-up possiamo agire più rapidamente, poi è chiaro che avere più auto consente di velocizzare l'apprendimento".

Si parla di un WEC che obbligherà le Case a iscrivere due vetture ufficiali, qual è il vostro punto di vista?
"La nostra ambizione è sempre stata di avere due auto in griglia, ma dobbiamo anche ragionare facendo un passo per volta e non andare oltre le nostre possibilità perché sarebbe controproducente. Come dicevo prima, il 2024 servirà per imparare tanto, anche a come gestire il Balance of Performance e il potenziale. Una volta capito tutto, avremo una base da cui poter partire e incrementare il numero di vetture, ma non bisogna correre il rischio di esagerare e perdere la bussola".

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

Foto di: Paolo Belletti

Il potenziale per una seconda SC63 ci sarebbe?
"Al momento stiamo valutando e cercando di capire se ci sono le forze per farlo, anche economicamente. E' troppo presto per parlarne e non vogliamo che le voci possano influenzare e minare la stabilità del team che sta lavorando tanto sull'attuale vettura. Certe scelte avranno delle conseguenze e quindi ne parleremo anche con Iron Lynx per capire bene quale decisione prendere. Per ora ci concentriamo sul programma che abbiamo e sui progressi, il resto dipenderà anche dagli scenari che si presenteranno. Correre in campionati come il WEC richiede spazi e investimenti, per ora non sappiamo cosa potrebbe significare aggiungere una seconda SC63 in griglia".

Avete posto un termine all'impegno?
"No, siamo aperti e vogliamo continuare a correre perché si tratta di una strategia a lungo termine. Al momento la LMDh è una aggiunta alle nostre attività nel motorsport, come il monomarca e il GT3, per il quale stiamo sviluppando anche la nuova auto, e la portiamo avanti perché ci crediamo. Non vogliamo fare come altri marchi che arrivano per uno o due anni e poi spariscono. Certamente, le cose possono cambiare in continuazione, se sarà così allora faremo le valutazioni del caso perché siamo una azienda che muove soldi".

Quali sono gli aspetti della SC63 su cui vi state concentrando maggiormente?
"Sicuramente l'affidabilità, recentemente abbiamo fatto un test a Portimao sul bagnato e questo ha aiutato tantissimo per capirla maggiormente. Al momento ci stiamo concentrando sulla gestione di bilanciamento aerodinamico e i set-up di telaio e meccanica, che poi influiscono sulla trazione, a sua volta improntata su energia e coppia imposte dal regolamento. Sono tutti aspetti molto più impegnativi da capire e gestire rispetto alle GT3, le LMDh sono più pesanti delle LMP1 e hanno più carico aerodinamico. Per questo abbiamo osservato con attenzione come si comportavano i nostri rivali l'anno scorso, in modo da presentarci con idee per cominciare ad imparare bene".

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Cosa vi manca per giocarvela coi rivali?
"Sono tutti piccoli dettagli che messi insieme fanno la differenza, il livello in questa categoria è altissimo e serve tempo per essere al massimo con tutti i parametri. Lo abbiamo visto anche nelle prime due gare, ci sono stati passi avanti e dobbiamo continuare a capirne di più su ogni piccola cosa".

Il regolamento consente un solo test endurance in vista di Le Mans, credi sia sufficiente?
"Il nostro lo abbiamo effettuato a Portimao, purtroppo pioveva ed è ovvio che ci piacerebbe farne altri, ma è così. Se sarà stato sufficiente lo scopriremo a Le Mans, dove fino alla fine può accadere di tutto, anche sull'affidabilità. E correre una gara è diverso che fare un test, per ora siamo piuttosto ottimisti sull'affidabilità, ma non abbiamo certezze".

Come tabella di marcia dei lavori siete a posto?
"Abbiamo cominciato a girare ad agosto e ci sono state tre settimane di stop per l'incidente avuto al Paul Ricard, ma in Qatar siamo riusciti a terminare la gara senza problemi, così come a Sebring ed Imola. Sicuramente le prestazioni non erano all'altezza, ma dal mio punto di vista stiamo facendo tutto bene, anche le simulazioni e i lavori a casa, grazie a cui possiamo arrivare in pista preparati. Per ora sono contento, so che serve tempo e con la limitazione dei test non è semplice".

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Com'è la collaborazione con Ligier?
"Siamo molto contenti, la scelta è stata fatta basandoci sulle loro competenze e ciò che hanno dimostrato nella loro storia. Lamborghini è un'azienda piccola e ci serviva un collaboratore con cui lavorare a stretto contatto, rispecchiando la nostra filosofia di lavoro. Certamente ci sono aspetti che si possono migliorare, ma fa parte dell'evoluzione generale e se non sei felice di quello che fai, non si possono ottenere bei risultati. Vedo molto positivamente questo legame e credo che se la macchina va bene è anche merito loro".

Quali sono i punti di forza dell'auto?
"Oltre all'affidabilità, se guardiamo i tempi sul giro dei vari piloti e come la gestiscono, i parametri sono molto vicini tra loro. Questo significa che la vettura è facile da guidare indipendentemente dagli stili di chi la conduce. Dal punto di vista aerodinamico penso che le prestazioni siano ottime, ma ancora non siamo riusciti a mostrarne il pieno potenziale perché bisogna trovare il giusto compromesso tra aderenza meccanica, aerodinamica e trazione. A volte abbiamo anche dovuto calare potenza per non andare oltre quella consentita, ma è tutta questione di affinare i dettagli".

In IMSA avete un BoP diverso, le informazioni raccolte sono utili anche nello sviluppo per il WEC?
"Non si possono fare grandi paragoni come set-up perché tra IMSA e WEC le configurazioni sono leggermente diverse, ma posso dire che gli aspetti di base sono i medesimi e ogni dato raccolto torna utile. Quando siamo andati in Qatar avevamo alle spalle solo due test legati puramente alle prestazioni, gli altri erano stati improntati sulle funzionalità e per l'omologazione, quindi ogni aspetto può avere un'influenza, così come il BoP".

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