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WEC | Coletta: "Le Mans o Mondiale nel 2026? Intanto vinciamo la 24 Ore, poi vediamo..."

La Ferrari ha celebrato a Fiorano il suo 2025 trionfale nel FIA WEC, nel quale sono arrivati il terzo successo di fila alla 24 Ore di Le Mans ed un titolo iridato che mancava da ben 53 anni. Un anno da sogno, che però gli uomini in Rosso proveranno a bissare nel 2026, come ha lasciato intendere il grande capo Antonello Coletta.

Antonello Coletta, Head of Ferrari Endurance e Corse Clienti

Antonello Coletta, Head of Ferrari Endurance e Corse Clienti

Foto di: Motorsport.com

Il 2025 è un anno che è destinato a rimanere impresso a fuoco nella storia della Ferrari per quanto riguarda le competizioni endurance. Se nel 2023 gli uomini del Cavallino hanno riportato a Maranello il trofeo della 24 Ore di Le Mans, ripetendosi anche nel 2024 ed in questa edizione, quest'anno c'è stata anche la ciliegina del titolo Mondiale, che alla Rossa mancava da ben 53 anni. E, se è vero che il successo è arrivato solo all'ultima gara in Bahrain, si potrebbe anche parlare di dominio, visto che le 499P hanno vinto quattro delle otto gare in calendario e monopolizzato le prime tre posizioni finali nella classifica piloti.

Chiedere di più era praticamente impossibile, ma ora probabilmente viene la parte più difficile, perché bisognerà provare a confermarsi. I ferraristi ne sono consapevoli, ma prima di volgere lo sguardo al futuro era anche giusto celebrare i grandi trionfi di questa stagione trionfale. E per farlo è stata scelta una location suggestiva come la Pista di Fiorano, dove a fare gli onori di casa non poteva che essere Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti.

"Significa molto, è una grande soddisfazione perché siamo partiti con questo progetto da poco. La prima stagione è stata nel 2023, però abbiamo portato a casa dei risultati di tutto il rilievo. Le tre Le Mans sono il primo esempio della concretezza di questo progetto. Nel campionato del mondo abbiamo dovuto imparare parecchio nel 2023. Nel 2024, a mio avviso, avevamo un'ottima competitività, ma anche lì abbiamo commesso qualche errore di troppo", ha detto Coletta.

"Nel 2025 abbiamo capitalizzato tutto quello che avevamo capito nelle due stagioni precedenti e siamo riusciti a partire con il piede giusto, vincendo le prime quattro gare. Una di queste è stata la 24 Ore di Le Mans. Forse ne avremmo potuta vincere anche un'altra, ma ovviamente le gare sono fatte così e ci sono dei momenti dove ci si può toccare, come è successo in America quando eravamo in testa. L'importante era stare lì, stare davanti ed essere sempre tra i protagonisti. Dunque, aver riportato un campionato del mondo, 53 anni dopo, a Maranello, nella categoria che poi è quella che, come tutti gli appassionati sanno, ha reso grande e celebre in questa azienda negli anni '50 e negli anni '60, per tutti noi è un motivo di grande orgoglio".

"Abbiamo avuto un team che ha lavorato in maniera impeccabile, chiaramente con qualche errore perché tutti sbagliamo, però quando abbiamo sbagliato abbiamo cercato di fare tesoro di questi errori, di correggerli e di mettere in pratica subito delle soluzioni alternative per non farne più. I piloti hanno dato il meglio. Anche loro, qualche volta, possono aver fatto qualche errore, però nell'insieme, se andiamo a vedere la classifica, essere arrivati primi, secondi e terzi al campionato del mondo con le tre macchine, credo che voglia dire molto. Significa anche parecchio per tutte quelle persone che continuano a rivolgereci le domande sul come mai non cambiamo i nostri piloti, che vengono quasi tutti dalle competizioni GT".

"Io credo che noi siamo anche in questo caso una testimonianza di cosa significhi la continuità, cosa significhi lavorare bene in squadra, lavorare bene in team e questi ragazzi occupando le prime tre classifiche del mondiale lo hanno dimostrato. Dunque, la migliore risposta a tutte queste domande forse l'hanno data proprio loro. Pertanto, io credo che questa stagione sia la sintesi di tutto quello che abbiamo messo in campo in questi ultimi anni. E' chiaro che adesso arriveranno tempi ancora più difficili perché dobbiamo fare di tutto per rimanere a questo livello".

"I nostri competitor è ovvio che stanno facendo tutti il massimo per poter colmare il divario che c'è stato con noi. Già nella seconda parte della stagione abbiamo visto che la lotta è stata molto più serrata, per cui dobbiamo rimanere molto concentrati, dobbiamo rimanere con i piedi per terra, dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo dimostrato di saper fare senza pensare di essere i migliori. E non essere attaccati alla nostra leadership che in questo momento abbiamo dimostrato di meritare. Dunque il 2025 lo stiamo celebrando, siamo contentissimi, come ho detto più volte siamo orgogliosi, però la testa è già proiettata al 2026", ha concluso, prima che la parola passasse ai giornalisti.

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi, #50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi, #50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen

Foto di: Shameem Fahath / Motorsport Network

Hai parlato di continuità: se dovessi sintetizzarli, quali sono i segreti del vostro successo?
"Noi siamo un team relativamente giovane, però partiamo da lontano, perché abbiamo fatto tanti anni di gavetta nel GT, abbiamo affinato tutte le tecniche dell'endurance, la conoscenza di cosa significhi portare in pista delle macchine in questo campionato, che comunque richiede delle strategie differenti dalle gare sprint o dalle gare non endurance in generale. E siamo partiti da lì, per cui c'è uno zoccolo duro di persone che lavorano assieme da più di dieci anni. Questo è sicuramente qualcosa che credo rappresenti le migliori fondamenta per la squadra Hypercar. Da lì, con questo zoccolo duro, siamo partiti quando è stato deciso di avventurarci in questo progetto ed abbiamo cominciato a mettere assieme una squadra basata sulle competenze, ma anche sui rapporti umani. Dunque, la cosa fondamentale per tutti noi è quella di lavorare in armonia, di lavorare in team, di riconoscere quando anche noi commettiamo degli sbagli. Ma non c'è mai la ricerca del colpevole, non esiste. Alla fine qui o si vince o si perde veramente tutti assieme, non è uno slogan, e questo aiuta a crescere, aiuta anche a sviluppare tutte le competenze interne. Abbiamo avuto parecchi innesti di giovani meritevoli, giovani talenti, e questo ci fa anche per sperare per il futuro perché poi bisogna anche costruire la squadra del domani, non possiamo pensare solo all'oggi. Dunque, la cosa che abbiamo cercato di sviluppare molto è stata fin da subito grande esperienza, con persone che comunque hanno già fatto parecchio nello sport, anche in altre categorie, sempre del motorsport, e dei giovani molto talentuosi. Questo mix sembra che stia funzionando, per cui io credo che la base sia lavorare veramente molto uniti senza andare a creare eventuali orticelli o separazioni in casa, che sono poi quelli che alle volte fanno implodere le squadre stesse".

Quest'anno avete vinto tutto, è chiaro che l'obiettivo sarà provare a ripetersi anche se non sarà semplice. Dovendo rinunciare a qualcosa, preferiresti vincere la quarta Le Mans o confermarti campione del mondo?
"Io dico sempre che scelgo Le Mans, perché siccome il Mondiale arriva dopo, poi cerchiamo di vincere anche quello. Se dovessimo scegliere, in ordine temporale dico prima uno per cercare di vincere anche l'altro. Le Mans probabilmente è la gara, se non la più importante al mondo, sicuramente tra le più importanti al mondo, però io vi assicuro che anche la soddisfazione di vincere il Mondiale è stata importante, perché poi il Mondiale è sempre il Mondiale e bisogna riconoscerne il peso e l'importanza di vincere dopo otto gare, perché questo vuol dire che c'è continuità, che c'è sostanza. Non che se vinci Le Mans non ci sia, ma io mi sono trovato anche a parlare con tante persone che dopo le tre Le Mans danno una chiave tutta loro: lì avete vinto perché quello lì si è girato, perché quello lì ha rotto. A parte che secondo me chi vince ha sempre ragione, a prescindere da questo, Le Mans è una gara fine a se stessa e può dare adito a pensare che magari tu non sia veramente il migliore, ma hai vinto in quella circostanza perché quel giorno eri il migliore. Il Mondiale è la sintesi di otto gare, gare più lunghe, gare più corte, una volta piove, una volta non piove, quindi averne vinte quattro su otto, con una persa per poco, è stata per noi grandissima soddisfazione perché vuol dire che siamo ben strutturati. Però è chiaro che l'importanza di Le Mans vale una stagione, perché l'ho imparato dopo le tante conquistate nel GT, ma ovviamente con un'esposizione mediatica diversa. Ho imparato dopo il 2023 che per un anno continui a parlare di quella vittoria, fino alla settimana che arrivi per disputare l'altra. Per il momento diciamo che siamo molto occupati perché sono tre anni che continuiamo a lavorare a ciclo continuo e speriamo di farlo ancora per lungo tempo".

Adesso che avete vinto sia Le Mans che il Mondiale, è cambiata la vostra percezione all'interno del mondo Ferrari?
"Sono state due le tappe importanti anche internamente, aver vinto Le Mans nel 2023 è stato un momento veramente storico, perché nessuno pensava di poter andare a Le Mans la prima volta e vincere. Sono sincero, il nostro sogno era prima finirla, poi se l'avessimo finita speravamo di essere sul podio. L'ho ricordato più volte, noi non avevamo mai finito una simulazione di 24 ore prima della gara del 2023. Siamo arrivati veramente in corsa, perché tutto quello che si rompeva prima siamo riusciti a non farlo rompere nel momento che serviva. Poi questa vittoria del Mondiale è stato il secondo momento dove il percepito è cresciuto molto, perché come sempre l'uomo si abitua: vinci Le Mans la prima volta è una roba stratosferica, la vinci la seconda, la vinci la terza, è quasi normale. Mi aspetto che se arriveremo secondi, magari l'anno prossimo sarà un disastro. Invece credo che sono tutte e tre delle imprese a loro modo importanti, però se devo andare ad identificare i due momenti che hanno fatto crescere la consapevolezza della realtà di questo progetto sono la vittoria del 2023 e la vittoria di questo Mondiale. Alla fine abbiamo vinto sia il piloti che il costruttori".

 Ferrari AF Corse team

Ferrari AF Corse team

Foto di: Shameem Fahath / Motorsport Network

Affrontare una stagione nuova avendo vinto tutto non sarà semplice: su cosa state lavorando e in cosa pensate di poter ancora migliorare?
"Per prima cosa, noi adesso siamo tornati tutti in galleria del vento per riomologare le macchine. Siamo andati in una galleria del vento americana, tutti i costruttori, per cui tutti i parametri di performance sono stati riscritti e dunque ci sarà un riallineamento di tutte le vetture. Per cui dovremmo lavorare su quello che sta emergendo da queste nuove sessioni che sono appena terminate. Poi sai, con delle macchine omologate devi lavorare sempre di fino, non è che puoi cambiare cose troppo importanti. Devi lavorare sui margini che ti concede il regolamento e noi stiamo cercando come sempre di interpretare questi margini nel migliore modo possibile. E poi dobbiamo lavorare molto sull'esecuzione, nell'essere più razionali e veloci possibile nel cambiare una strategia durante la gara, dunque cercare di migliorare sempre di più la capacità di leggere le gare. A Le Mans sulle tre macchine ne abbiamo fatti più di cento di pit stop, dunque quante volte abbiamo cambiato la strategia lo sappiamo solo noi e gli altri competitor che erano là con noi. Dunque, devi essere veramente svelto, veramente veloce, perché ti cambiano le condizioni in ogni momento, ti può uscire una safety o una neutralizzazione di una zona della pista, quindi riuscire a leggere sempre meglio questi fatti possono farti cambiare l'esito di una gara. Questa esperienza è ovviamente qualcosa che non puoi acquistare, non puoi acquisire soltanto pensando di studiare qualcosa in più. Devi fare tanta esperienza, tanta analisi, rileggerti tutte le gare passate e andare a rivedere quello che è stato, quello che avrebbe potuto essere e cosa sarebbe cambiato. Dunque, c'è parecchio studio dietro, c'è un impegno costante che non deve mai venire meno e torno a ripetere che adesso che abbiamo vinto tanto è il momento in cui dobbiamo essere ancora più bravi a continuare a studiare".

Cosa nei pensi dei commenti che il presidente Elkann ha fatto sui vostri successi paragonandoli alle difficoltà della Scuderia in F1?
"Io posso soltanto essere soddisfatto che il nostro presidente abbia apprezzato il nostro modo di lavorare. Lui era con noi a supportarci, lo è stato anche a Le Mans e quando può viene alle gare. Credo che proprio seguendoci da vicino abbia potuto vedere tutto quello che ho evidenziato prima, questa capacità di lavorare molto uniti, veramente in team. Non dico niente per quello che riguarda la Formula 1, perché io non sono responsabile del lavoro nel team di Formula 1 e me non piace fare paragoni. Io devo rimanere concentrato su quello che è il mio lavoro, quello che è il nostro lavoro e quello che dobbiamo assicurarci noi. Per cui il nostro impegno deve essere quello di continuare a far sì che il nostro presidente, tutto il nostro top management e tutti i nostri tifosi continuino ad essere contenti del lavoro che stiamo facendo".

Guardando ai vostri equipaggi, c'è qualcuno dei piloti che ha mostrato una maturazione particolare in questa stagione?
"Come dicevo prima, i nostri piloti sono con noi da tanto tempo e se andiamo a vedere queste tre stagioni, ogni stagione ha avuto uno o due protagonisti che si sono distinti proprio per aver migliorato le loro prestazioni o semplicemente il loro approccio al weekend di gara. Se vi dovessi dire chi sono i due che maggiormente si sono distinti per quanto sono migliorati nel 2025, e ripeto che io non guardo soltanto la prestazione sul giro perché nell'endurance bisogna guardare un po' tutto, sicuramente penso a Giovinazzi nell'equipaggio 51 e a Nielsen nell'equipaggio 50, perché tutti e due hanno fatto una crescita importante. Questo non vuol dire assolutamente, e ci tengo a sottolinearlo, che gli altri non siano stati all'altezza. Semplicemente, sono maturati prima, in altre situazioni o in altri frangenti, però quest'anno credo che, dividendo le due macchine, loro due abbiano concretizzato ancora di più le loro esperienze delle stagioni precedenti".

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