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WEC | Cannizzo: "Non faremo una macchina nuova, ma useremo i joker per fare un pacchetto integrato di novità"

Si apre il fine settimana di Le Mans e l'Ingegnere Capo di Ferrari Endurance sottolinea quanto sarà importante non sbagliare nulla per poter lottare almeno per il podio contro rivali molto forti, mentre per il futuro la LMH di Maranello verrà rivisitata a tutto tondo e non su una sola area.

Ferdinando Cannizzo, Head of Ferrari Endurance Race Cars

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

24h di Le Mans, Atto IV per la Ferrari 499P, che sul Circuit de la Sarthe si presenta ancora una volta come vettura vincitrice in carica e con tutti i fari puntati addosso.

Lo sanno fin troppo bene a Maranello, dove però non vogliono sentire ragioni riguardo eventuali situazioni di pressioni o a loro favore. Anzi, in questi giorni gli uomini vestiti di Rosso si sono chiusi negli uffici per analizzare a fondo i dati raccolti nel Test Day per trovare le soluzioni migliori per continuare ad essere della partita, allontanando ogni ipotesi che quella emiliana sia la squadra da battere in partenza.

"Quest'anno è forse la 24 Ore di Le Mans più difficile che affrontiamo come Ferrari. Il primo anno penso che nessuno puntasse un euro su di noi. Forse anche perché al primo tentativo nessuno si fidava della nostra affidabilità e prestazioni. Al secondo anno qualcuno deve avere pensato: 'L'anno scorso fu la fortuna dei principianti', invece ci confermammo molto solidi vincendo ancora", ha esordito l'Ingegner Ferdinando Cannizzo venerdì mattina parlando coi giornalisti presenti sul Circuit de la Sarthe, tra cui Motorsport.com.

"Il terzo anno è sempre il più difficile, ma ci siamo riusciti ancora. Quest'anno è davvero dura, tutti sono stati messi nella condizione di lottare per vincere. Dai test che abbiamo appena concluso abbiamo capito che noi siamo riusciti a massimizzare le nostre prestazioni, siamo molto soddisfatti".

"Rispetto allo scorso anno i miglioramenti sono davvero netti e decisi e sono molto contento di quello che siamo riusciti a fare. Però non tutto è sotto il nostro controllo. Per lottare per vincere e per il podio dovremo sperare che diverse cose si incasellino nel modo giusto. E non dico altro. Dall'altro, dobbiamo massimizzare tutto quello che abbiamo sotto il nostro controllo".

"La prestazione, l'affidabilità, le operazioni, le strategie e forse essere anche più aggressivi per sorprendere gli avversari, perché sappiamo che su tanti aspetti della prestazione non possiamo competere con loro. Quindi dobbiamo cercare di affrontare la gara in modo un po' diverso. Stiamo pensando a come fare per cambiare le carte in tavola ed essere lì nel momento giusto. Ma non sarà facile per noi".

Foto di: JEP

Situazione che pare essere emersa già nel Test Day di domenica, dove le 499P non hanno mai toccato le posizioni di vertice, mentre altre vetture non hanno voluto mostrare tutto il potenziale, cosa già messa in luce dalle parole del Direttore Tecnico di Toyota, David Floury.

"Il test per noi è andato abbastanza bene. Abbiamo confermato le attese, i miglioramenti rispetto all'anno scorso e abbiamo lavorato per migliorare il set-up e sposarlo bene con le nuove gomme. Abbiamo anche avuto indicazioni importanti sull'affidabilità, perché come avete potuto notare la #51 è rimasta ferma per un'ora. Abbiamo avuto qualche problema da risolvere su tutte e tre le vetture ed è normale quando si spinge al limite. Ma sono problemi risolti. Tutto quello che riusciamo a risolvere in anticipo è buono".

"Nei confronti degli avversari, qualcuno si è coperto in maniera forse inutile, perché i dati sono sotto gli occhi di tutti. La verità è che sappiamo che le prestazioni di alcuni rivali saranno molto difficili da raggiungere, anche se non le hanno mostrate. Sappiamo che sarà una gara molto difficile per noi. Ma, ancora una volta, lavoreremo sui nostri punti di forza".

"Dobbiamo fare bene e stare concentrati, fare tutto al meglio. Perché a volte non è la vettura super veloce che vince, ma quella che interpreta la gara nel modo migliore nell'arco delle 24 Ore".

"Basta guardare i tempi del test per capire i concorrenti forti in certe parti del circuito. Quello racconta un po' tutto. Ma non ci deve spaventare, altrimenti partiamo sconfitti. Posso dire che non partiamo favoriti e non siamo favoriti, anzi, il contrario. Ma la nostra indole è dimenticarci di quello che ci circonda, fare squadra, essere forti, fare in modo che la macchina arrivi in fondo abbastanza in salute, interpretare la gara nel modo giusto e anche più rischiosa per cercare di portare qualche macchina più avanti e provare almeno a lottare per il podio".

"Non sarà facile perché penso che la nostra affidabilità sarà messa a dura prova per cercare di mantenere prestazioni al giusto livello per poter fare bene. Dovremo spingere tantissimo. Ma fa parte del gioco. Noi siamo qui, non molliamo, proviamo a fare bene e l'esperienza accumulata negli anni precedenti potrebbe aiutarci. Abbiamo affrontato sfide sempre diverse, per cui non ci spaventa nulla. Siamo squadra forte e unita, non dovremo sbagliare nulla, anche con i piloti con penalità e cose affini. Dobbiamo puntare sul pacchetto a 360 gradi".

"Tutti si sono accorti che qualche team ha interpretato il test in modo diverso senza far vedere il massimo delle loro prestazioni. Era evidente. E' anche evidente chi sia stato. Ci preoccupa fino a un certo punto. Non cambia nulla per noi. In gara riuscirete a vedere qualcosa che vi sorprenderà un po'. Ma mi fermo qua..."

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

Foto di: Marc Fleury

Come spesso accade, l'aspetto interessante deriverà dalle tre tipologie di pneumatici che Michelin ha portato e con un fine settimana che si preannuncia a temperature alterne, morbide-medie-dure potranno essere montate in tutti i momenti.

"Queste nuove gomme hanno migliorato l'aspetto del riscaldamento, ma non hanno risolto la situazione in modo completo. Le gomme partono fredde e vanno curate in un certo modo per poter spingere fino in fondo. Quindi un passo avanti ma non completamente. Non è come partire con le termocoperte o scaldoni alle gomme".

"In generale, hanno portato grandi cambiamenti sulle rigidezze, dunque sull'aspetto meccanico e della temperatura di funzionamento. C'è ancora un po' da capire ma il quadro è abbastanza chiaro. Questa è una delle prime Le Mans in cui si potranno usare tutte e tre le mescole, visto che ci sarà caldo ma di notte le temperature dovrebbero essere molto basse".

"Sin dal giorno di test abbiamo lavorato per cercare di capire come sfruttare al meglio le gomme negli stint. I risultati sono stati positivi. E' un aspetto importante. E' chiaro che continueremo a lavorare nelle Libere di oggi e domani per capire meglio le gomme e come sfruttarle al massimo per la gara".

"La gara sarà completamente asciutta, temperature elevate durante la giornata. Sarà la chiave importante da leggere nel modo giusto".

Ferdinando Cannizzo, Head of Ferrari Endurance Race Cars

Ferdinando Cannizzo, Head of Ferrari Endurance Race Cars

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Infine il responsabile delle Ferrari impegnate nelle corse Endurance ha potuto anche descrivere il tipo di lavoro che con i suoi collaboratori sta portando avanti per aggiornare la 499P con i Joker Evo che ancora restano a disposizione, dopo l'unico speso a metà 2024.

"Attualente la situazione non ci dispiace e siamo fiduciosi del piano che abbiamo messo in atto. Come sempre procediamo un po' alla volta ma spediti. Sapevamo che quest'anno avremmo avuto gomme nuove rispetto allo scorso anno e abbiamo deciso di affrontare questa sfida con un pacchetto che già conoscevamo".

"Sapete bene quanto io punti sull'integrazione della vettura, deve funzionare tutto bene. E questa ci è sembrata la strada giusta per arrivare con un pacchetto strutturato. Invece di giocarci un Joker alla volta, arriveremo con un pacchetto di evoluzioni che sia una vera grande integrazione".

"Abbiamo messo insieme una serie di Joker Evo che, come nostra filosofia progettuale, ogni sistema è integrato con l'altro. Se cambiamo la sospensione posteriore impatta sul cambio, sul motore e tante altre cose, aerodinamica compresa. Ci è parso corretto aggredire le aree della vettura in modo integrato. Non abbiamo disegnato un telaio e poi aggiunto motore e un cambio. Ma abbiamo pensato a tutto in maniera sinergica".

"Abbiamo fatto lo stesso con i Joker, individuando quali fossero i punti che ci limitavano, quelle che limitavano la progressione delle prestazioni. Una volta fatto ciò, abbiamo lavorato in modo organico, un pacchetto integrato. Non sarà una vettura completamente nuova, ma ci stiamo lavorando e abbiamo 4 Joker Evo da utilizzare".

 

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