WEC | BoP nascosto: la mancanza di trasparenza è un passo indietro che danneggia tutti
La decisione di non mostrare i parametri per equilibrare le prestazioni delle vetture potrebbe instillare dubbi su come viene gestito il Mondiale. Persa l'occasione di venire incontro a Costruttori, spettatori e addetti ai lavori, che ora si ritrovano senza materiale per analizzare a tutto tondo quel che accade in pista.
Foto di: Sam Bagnall / Getty Images
Il grande tema del primo fine settimana del FIA World Endurance Championship è sicuramente la scelta di non mostrare più i parametri del Balance of Performance per la stagione 2026.
La decisione di FIA ed ACO ha fatto storcere il naso a tutti, sia a chi il famigerato BoP lo deve applicare sulle proprie vetture, sia per chi deve raccontare come vanno le gare del Mondiale, arrivando poi all'utilizzatore finale, dunque tifosi ed appassionati. E' una catena importante che non può permettersi di avere mancanze o interruzioni in quello che è tutto il contesto di un racconto delle varie situazioni.
La spiegazione data dai vertici di FIA-ACO quando ad Imola ci hanno illustrato le motivazioni della loro decisione, da un certo punto di vista, può anche essere condivisibile: non conoscendo i parametri di omologazione delle vetture e come viene effettuata la raccolta dati e successiva analisi, nessuno da fuori può sapere in dettaglio come e perché si arriva a stilare un determinato BoP, rischiando di fare confusione creando incomprensioni.
Il problema è che tale confusione, a questo punto, si va ad alimentare ulteriormente perché, oggettivamente, l'analisi delle gare diventa più complicata senza conoscere determinati aspetti. Qualcosa lo si può notare ad occhio nudo, come velocità, accelerazione e comportamento delle vetture sui cordoli e nei cambi di direzione, ma senza avere una base solida per capire se ciò è dovuto alle caratteristiche del mezzo in questione o se ci sono altre discriminanti. E ovviamente non ci si può ridurre a stilare una semplice classifica dell'ordine di arrivo dicendo chi ha vinto e chi no, senza poi analizzarne i perché.
#79 Iron Lynx Mercedes-AMG LMGT3: Johannes Zelger, Matteo Cressoni, Lin Hodenius
Foto di: FIA WEC / DPPI
Il rischio è di bollare certe macchine (sia Hypercar che LMGT3) come prestazionalmente non adeguate quando non lo sarebbero affatto, ma anche viceversa. Infatti, a nessuno è piaciuta questa novità e, oltre ad alimentare i dubbi su come viene gestito il campionato in tutte le sue sfaccettature, FIA e ACO hanno altresì perso una ghiottissima possibilità di fare un ulteriore salto di qualità in termini di chiarezza e trasparenza.
Da tempo, infatti, la stampa ha invocato la pubblicazione della tabella riguardante l'utilizzo dei Joker Evo, ovvero i gettoni per aggiornare le vetture LMDh e LMH omologate, indicando chi li ha utilizzati e quanti ne restano a disposizione. Tutto questo nasce dal fatto che, in questi anni, abbiamo visto auto cambiare quasi completamente aspetto, ma senza rendere noto il prezzo pagato... all'estetista.
I team dispongono di queste tabelle e quindi sarebbe utile a tutti poter averle in mano per comprendere meglio determinate condizioni che vanno poi a dare il quadro complessivo delle prestazioni in pista. Anziché svelare questi dettagli, ora invece si è deciso di nascondere pure quel poco che avevamo a disposizione, facendo due passi indietro anziché uno in avanti.
Si aggiunga l'aggravante di mettere ancor più in difficoltà gli stessi addetti ai lavori di Costruttori e team, che non possono commentare il BoP e devono pure inventarsi risposte arzigogolate alle domande di natura spinosa sull'argomento, dato che ai partecipanti al campionato tutti i parametri (anche dei rivali) sono ben noti.
#36 Alpine Endurance Team Alpine A424: Jules Gounon, Frederic Makowiecki, Victor Martins
Foto di: FIAWEC - DPPI
Quindi, la bravura non sta solamente nel fatto di poter gestire il BoP che uno ha in mano inventando qualcosa per andare più forte in pista ed essere competitivo con quello che si ha a disposizione, ma anche nel gestire la complicata - ma pur sempre doverosa - situazione di chi chiede spiegazioni su determinati aspetti in merito alla questione.
A questo aggiungiamo che al tifoso, l'appassionato o al semplice curioso, sarebbe doveroso fornire chiarezza e trasparenza su tutti gli aspetti, norme e le decisioni prese; addirittura nel calcio siamo arrivati a dare il microfono agli arbitri per descrivere le motivazioni di determinate scelte.
Se uno non ha nulla da nascondere, si rende disponibile a illustrare le regole del gioco. Dallo scorso fine settimana, invece, in tanti si sono mostrati ancor più dubbiosi su come vengono gestite le situazioni e chiudere la porta non fa che incrementare ancor di più il malessere e le incertezze.
Non fosse altro perché il WEC ha ripreso a viaggiare a vele spiegate con tanti Costruttori proprio grazie ad una piattaforma che funziona se messa insieme e bilanciata con le dovute proporzioni, rendendo avvincente e fruibile il prodotto sia per le Case che per gli spettatori.
Ma ad un marchio serve anche stabilità sul lungo termine e l'applicazione di un BoP non solo può essere stimolo di ingegno su come far funzionare una vettura sviluppandone i concetti per estrarne il massimo potenziale in condizioni sfavorevoli, ma anche un sistema per capire se c'è qualcosa da sistemare nel progetto nel caso in cui sia evidente che l'auto non rende, pur in condizioni buone.
E naturalmente dare modo a tutti di giocarsela alla pari, ognuno con i propri programmi differenti per idee e necessità di mercato, sia nel mondo dei prototipi che in quello delle derivate di serie, come le GT3, invogliando a partecipare e iscriversi, come abbiamo visto sia negli ultimi anni che in quelli che verranno, con altre realtà pronte ad entrare.
Non va dimenticato anche un altro aspetto. I team delle Case ufficiali devono rispondere ai rispettivi consigli d'amministrazione riguardo i risultati che ottengono in pista. Come abbiamo detto poche righe sopra, le squadre sono fornite del proprio BoP, ma anche quello degli avversari, dunque per loro sarebbe possibile giustificare eventuali weekend difficili. Eppure, in un momento in cui le apparenze valgono molto più della sostanza, questi team non possono parlare agli appassionati - e, dunque, ai potenziali clienti delle Case - spiegando loro cosa stia succedendo di negativo (ma anche di positivo) sulle loro vetture. Un controsenso che, se confermato nei prossimi mesi, potrebbe anche indurre Case a chiudere i rubinetti, tagliare investimenti e porre fine a programmi sportivi. Questo, per il WEC, sarebbe deleterio.
La speranza è che FIA e ACO possano trovare un modo per venire incontro a tutti coloro che invocano trasparenza, così come agli stessi addetti ai lavori che devono riportare e informare su quanto accade in pista. Serve cercare e trovare una soluzione che non vada a gettare ombre su un campionato in continua crescita, il quale non merita affatto di perdere Case, quindi pubblico e, di conseguenza, interesse.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments