Austin,qualifiche: Jani pole all'ultimo secondo

Doppietta Porsche con giallo:lo svizzero all'inizio era rimasto senza sistema ibrido.Dempsey primo in AM

Tiratissime e decise solo all'ultimo secondo: le qualifiche per la 6 Ore delle Americhe hanno come da pronostico visto le due Porsche 919 Hybrid ai primi due posti. Ma non come ci saremmo attesi: per lungo tempo la vettura che ha conquistato la pole position ha viaggiato con Neel Jani lontanissima dai primi, in quarta posizione, staccata dalle due Audi e da quella che sembrava la 919 più in palla, che con Hartley prima e Bernhard dopo aveva fatto segnare agevolmente la provvisoria pole position.

Era successo l'inspiegabile dell'automobilismo moderno: Jani è partito fortissimo nel suo primo giro lanciato. Ottimi i suoi intermedi quando , dopo pochissimo, è stata esposta una bandiera rossa per un problema all'Oreca di Howson alla prima curva. Giro abortito e rientro obbligato ai box: alla ripartenza lo svizzero si è trovato all'improvviso privo del sistema ibrido, ha stretto i denti tanto per cercare un tempo di qualifica ed ha lasciato la vettura a Lieb. Resettati gli apparati la 919 ha ripreso a marciare alla perfezione e così dapprima Lieb è rientrato sul podio dietro alla coppia Bernhard-Hartley e poi Jani ha fatto il resto.

Sono state qualifiche belle e intense per tutte le classi e categorie. Ancora una volta le Audi, che qui in ogni caso sembrano trovarsi meglio che al Nurburgring, sono sul gradino più basso del podio con Duval-Jarvis-Di Grassi e al quarto posto davanti a Lotterer-Treluyer-Faessler. E sebbene accusino un distacco pesante sul giro secco hanno dimostrato di poter reggere il passo gara e di non partire affatto sconfitte per la corsa che scatterà alle 24 di sabato ora italiana (17 dora locale). Sarà una gara difficile: il grip della pista nel pomeriggio è ulteriormente peggiorato rispetto alle prove libere del mattino. Un incoveniente sottolineato dallo stesso Jani e probabilmente dovuto alle numerose corse di contorno che sono state organizzate in terra texana.

Di sicuro sarà una 6 Ore molto vivace e pepata. Perché le lotte ci saanno ovunque, dalla LMP2, dove la classifica è sub judice, alle GTE che hanno fornito risultati a sorpresa.

In GTEPRO, infatti, c'è stato l'exploit dell'Aston Martin del sempre più convincente Richie Stanaway e di Fernando Rees. Il neozelandese ha mantenuto fede alla promessa della vigilia:ama questa pista e riesce a sfruttarla al meglio. Con un set nuovo di gomme è riuscito a ribaltare una situazione che per lunghi tratti aveva visto dominare la Porsche di Lietz-Christensen, autentica favorita della gara, che però non ha usato un secondo set di pneumatici. Male le due Ferrari: Jimmy Bruni ha ottenuto la seconda prestazione assoluta ma per effetto della media dei tempi sarà costretto a partire dietro, alla pari di Rigon e Calado. Il problema è stato nella mancanza di grip, con un sovrasterzo  che ha costretto gli equipaggi dell'AF Corse ad autentici equilibrismi per mantenere le vetture nella giusta traiettoria. Tra le GTE AM, invece, c'è stata la prima pole position nella carriera iridata di Patrick Dempsey: in realtà il tempo l'ha fatto proprio all'ultimo secondo Patrick Long, ma l'attore statunitense ha confermato ancora una volta di essere in fase di crescita.

Quando le LMP1 e le LMP2 patono c'è subito un giallo:appena uscita dai box l'Oreca del team KCMG guidata da Matthew Howson si ferma alla prima curva senza pressione e con il cambio bloccato: bandiera rossa e tutti coloro che avevano appena iniziato il giro di riscaldamento sono costretti a fermarsi ai box. Peccato per Jani che stava cercando subito il tempone. Dapprima viene comunicato che la Oreca non potrà più rientrare, poi i commissari la trainano consentendole la ripartenza, il che renderà poi la classifica delle LMP2 sujudice. Dopo una pausa di cinque minuti le qualifiche iniziano per davvero con Hartley e Jani al volante delle due 919, Lotterer e Jarvis sulle R18 e tron Quattro e Buemi e Conway sulle due Toyota.

È proprio Hartley che subito si lancia per ottenere 1'46"625 davanti a Lotterer, 1'47"007, Jarvis, 1'47"56 e a Jani molto più lento del proprio potenziale, tanto che con 1'48"422 è di soli due decimi davanti alle Toyota di Conway e del campione del mondo Buemi. Ma c'è una spiegazione: nel momento in cui si è rilanciato per il giro buono lo svizzero ha perso il sistema ibrido e quindi la sua 919 non ha né potenza né bilanciamento. Jani è anche il primo a fermarsi ai box: viene sostituito da Lieb mentre Bernhard prende il posto di Hartley. Treluyer sale sulla prima delle due Audi e Duval su quella qualificata per il momento al terzo posto da Jarvis.

La forza della Porsche numero 18 è impressionante:Bernhard infatti migliora il tempo del compagno neozelandese ed ottiene 1'46"125, che per il gioco della media equivale a 1'46"375. Si risveglia anche l'equipaggio della seconda Porsche con Marc Lieb che con 1'46"405 è molto positivo nel  portare la media a 1'47"413 che equivale alla seconda posizione. In LMP2 la lotta è senza quartiere. A tre minuti dalla conclusione la Gibson della Strakka è al comando ma viene attaccata dall'Oreca di Bradley che ha sostituito Howson. E proprio all'ultimo l'inglese piazza il colpaccio e va a comandare davanti alle Ligier di Bird, Yacaman e Daziel.

Tutto finito? Per niente all'ultimo cambio di pilota Jani prende il posto di Lieb e completa l'opera: scende a 1'46"018 e si prende la pole davanti ad Hartley e alla prima Audi, quella di Duval-Jarvis-Di Grassi.

In GTE PRO l'inizio è di quelli che non lasciano spazio ai dubbi: Richard Lietz al primo giro lanciato infrange la barriera dei 2'06 ed ottiene 2'05"964 davanti di poco all'Aston di Marco Sorensen e all'altra RSR di Makowiecki. Più indietro sono le Ferrari di Rigon e Vilander che sembrano avere problemi a scendere sotto il 2'07". Davanti invece la Vantage di Sorensen si avvicina alla Porsche dell'austriaco in provvisoria pole position e gli arriva a soli 35 millesimi di secondo, perché Richard riesce a limare ancora il tempo portando il crono da battere a 2'05"952. Ma la situazione cambia ancora: Makowiecki, sulla seconda vettura del team Manthey quasi eguaglia la prestazione di Lietz, arrivandogli alle spalle per 5 millesimi!

Tutto verrà deciso dalla prestazione dei secondi piloti: sulla Porsche al comando provvisorio sale Christensen, sull'altra Pilet, molto carico per la pole ottenuta mezzora prima nella gara valida per il campionato Imsa. Vilander cede ll posto a Bruni, Sorensen a Nygaard e Rigon a Calado. E le cose sembrano cambiare perché sull'Aston Martin che prima era stata qualificata da Fernando Rees, Stanaway piazza un tempone:2'05"777 che, per l'effetto della media con Rees, lo porta in pole position davanti al duo Lietz-Christensen e a Nygaard-Sorensen. La prestazione globale delle Aston Martin lascia sorpresi tutti quanti perché al quarto posto si trova quella di Turner-Adam che riesce a mettere le ruote davanti a Pilet, la cui resa è decisamente inferiore a quella del compagno Makowiecki. Ma peggio va alle Ferrari: Bruni-Vilander sono sesti, Rigon-Calado settimi. E male vanno le cose in GTEAM dove un'altra Porsche, grazie a un giro monstre di Long proprio all'ultimo riesce a regalare la pole ai compagni Dempsey e Seefried, con alle spalle l'Aston di Hall-Castellacci, bravo a  qualificare la vettura all'inziio e Goethe, alla 458 di Aguas-Perrodo-Collard e alla deludente Aston che Dalla Lana non è riuscito a qualificare nel migliore dei modi. Male anche la Ferrari dei capoclassifica della categoria Basov-Shaytar-Bertolini e la Corvette di Roda-Poulsen-Ruberti, che si sono trovati in pista con la pressione delle gomme totalmente sbagliata, il che ha vanificato le belle prestazioni fornite nelle libere.

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A proposito di questo articolo
Campionati WEC
Evento Austin
Sub-evento Venerdì qualifiche
Circuito Circuito delle Americhe
Piloti Marc Lieb , Romain Dumas , Neel Jani
Team Porsche Team
Articolo di tipo Qualifiche