Porsche punta al doppio titolo

In netto vantaggio tra i costruttori ora l'ambizione è di colmare il piccolo distacco nella classifica piloti

Porsche punta al doppio titolo
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#18 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Romain Dumas, Neel Jani, Marc Lieb
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#18 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Romain Dumas, Neel Jani, Marc Lieb and #17 Porsche Team Porsche
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#18 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Romain Dumas, Neel Jani, Marc Lieb
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#18 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Romain Dumas, Neel Jani, Marc Lieb

220 punti contro i 184 dell'Audi. Cinque corse, tre vittorie nel momento più importante della stagione. È impressionante il ruolino di marcia della Porsche nel WEC 2015 ed è difficile che ad Ingolstadt possano rispondere in modo adeguato. La sensazione dopo la trasferta statunitense è che la serie iridata per i ragazzi dell'Audi sia solo un affare da prendere in considerazione nel 2016, quando molte cose cambieranno e molto verrà messo in discussione.

Perché, come avevamo già sottolineato ed è comunque un dato oggettivo, il problema dell'Audi ormai è di propulsore e di sistema, di appartenenza a una classe energetica inferiore a quella di Weissach  e di un progetto che ormai è arrivato al capolinea.

Non verrà cestinato il telaio della R18 che sta svolgendo ancora egregiamente il proprio dovere. Dalla raffinatezza costruttiva e stilistica della vettura verrà preso tutto il meglio. A livello puro di vettura, infatti, l'Audi resta lo stato dell'arte del WEC. Ma è la differenza motoristica-quindi di propulsore tradizionale unito al sistema ibrido- che sta pesando enormemente sui risultati delle R18.

In attesa di ulteriori sviluppi e novità sul fronte dei rivali, la Porsche può iniziare non tanto ad abbassare la guardia quanto a respirare con maggiore serenità in vista degli ultimi tre appuntamenti. Anche ad Austin, come già accaduto al Nurburgring, la superiorità delle 919 è stata schiacciante. C'è stato il problema alla vettura partita in pole position che ormai è da tre gare preda di acciacchi più o meno misteriosi e che dipendono principalmente dalle bizze della complessa elettronica che governa i vari sistemi.

La ragione delle differenti prestazioni tra le due 919 durante la gara e le difficoltà di Jani a reggere il passo di Webber risiedono nel tipo diverso di gomme scelte dai due equipaggi. La soft per le alte temperature, portata per la prima volta qui dalla Michelin, e quella tradizionale. Entrambe hanno funzionato bene ma con il suo primo set il pilota svizzero ha incontrato diversi incovenienti, soprattutto quando si trattava di districarsi tra i doppiati che procedevano spesso l'uno attaccato all'altro.  La gomma si sporcava, perdeva prestazioni e per farla ritornare all'optimum era necessario trovare la pista sgombra e infilare giri veloci. È stato quello il momento più difficile della corsa perché nonostante Jani-Dumas-Lieb avessero programmato di fermarsi dopo l'esemplare gemello, seguendo la filosofia delle strategie diversificate, il distacco già al primo stop ai box era consistente e poco colmabile se la 919 di Webber-Hartley-Bernhard non fosse incappata nella penalizzazione di un minuto per l'irregolarità verificatasi al pit stop. Poi sono arrivate le magagne alla numero 18 e la vittoria è ritornata, in modo equo visto l'andamento complessivo delle 6 Ore, all'equipaggio che sul campo aveva dimostrato di essere più veloce.

Certo la Porsche non può dire di avere chiuso i giochi. Ora di fronte ha anche un altro obiettivo:la conquista del doppio titolo. L'operazione aggangio al trio Audi formato da Lotterer-Faessler-Treluyer, che dopo Le Mans ormai viaggiano sempre più lenti di Di Grassi-Duval-Jarvis a causa dell'unico propulsore rimasto loro a disposizione, non è impossibile. Webber-Hartley-Bernhard sono soltanto a dieci punti di distacco, hanno due vittorie come i rivali e possono anche rosicchiare qualcosa in qualifica, visto che i punticini riservati alla pole position difficilmente potrnno essere appannaggio della R18.

Per farlo, visto il sistema di punteggio, avranno bisogno di quella affidabilità assoluta la cui mancanza sembra essere l'unica vera spada di Damocle sul capo degli uomini di Weissach. Sia chiaro i piccoli incovenienti sono all'ordine del giorno per tutti in una corsa lunga 6 Ore. Ma si trasformano in pietre micidiali se avvengono nelle fasi conclusive e, soprattutto, se privano un team di una vettura in grado di sottrarre punti ai rivali e ai suoi piloti la possibilità di restare in lizza per il campionato. Perché se Jani-Lieb-Dumas avessero vinto la situazione nel mondiale conduttori li avrebbe visti distaccati di soli 7 punti dal trio di comando dell'Audi e in vantaggio di 6 su i compagni di squadra , che sarebbero arrivati a toccare con il secondo posto quota 96 punti  contro appunto i 102 dei ragazzi della numero 18 e i 110 di Lotterer-Jarvis-Duval, ipotetici terzi ad Austin. 

Ora quindi cambiano le gerarchie in seno allo squadrone Porsche: gli uomini di punta e da favorire a tutti i costi dovranno essere Webber-Bernhard-Hartley. A malincuore Jani-Dumas e Lieb dovranno svolgere il mestiere dei gregari di << lusso >>, un po'quello che stanno facendo Di Grassi-Duval-Jarvis aiutando Lotterer, Faessler e Treluyer.

condivisioni
commenti
Di Grassi: "Abbiamo bisogno di un salto di qualità"
Articolo precedente

Di Grassi: "Abbiamo bisogno di un salto di qualità"

Prossimo Articolo

Ferrari: terza e delusa

Ferrari: terza e delusa
Carica commenti
WEC-IMSA: che scenari si aprono con la convergenza Hypercar-LMDh Prime

WEC-IMSA: che scenari si aprono con la convergenza Hypercar-LMDh

Dopo che FIA ed IMSA hanno raggiunto l'accordo per fare correre le Hypercar del FIA World Endurance Championship contro le LMDh in IMSA WeatherTech SportsCar Championship dal 2023, vediamo quali scenari si possono aprire per team, piloti, Case, calendari e format di gara.

WEC
17 set 2021
Il futuro GT di Valentino Rossi: cervello e pazienza, non pretese Prime

Il futuro GT di Valentino Rossi: cervello e pazienza, non pretese

Valentino lascerà l'amato mondo delle 2 ruote per... raddoppiare e salire sulle 4. La voglia di essere protagonista anche nelle GT3 è tanta e si può fare un percorso serio con la Ferrari, ma dovrà essere capace di calarsi nella parte e non voler tutto subito. Vediamo come e perché.

Le Mans 1991: Mazda e un successo a sorpresa. Per tutti... Prime

Le Mans 1991: Mazda e un successo a sorpresa. Per tutti...

La mitica Mazda 787 è considerata una delle più popolari auto vincitrici della 24 Ore di Le Mans, ma fino al suo successo a sorpresa di 30 anni fa, non era mai stata considerata come favorita. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza un nuovo partner tecnico, alcune astute manovre politiche e un curioso 'autogol' di un rivale.

WEC
14 ago 2021
Toyota a Quota 100: ecco il percorso... Mondiale coi prototipi Prime

Toyota a Quota 100: ecco il percorso... Mondiale coi prototipi

Nel fine settimana della 8 Ore di Portimao del FIA World Endurance Championship, la Toyota ha raggiunto le 100 gare nel Mondiale coi suoi prototipi. Ecco le principali pietre miliari di un percorso che era iniziato quasi 40 anni fa nel Gruppo C.

WEC
8 ago 2021
Ferrari Hypercar ancora senza nome: F255 è la sigla di progetto Prime

Ferrari Hypercar ancora senza nome: F255 è la sigla di progetto

L'Hypercar di Maranello che farà il suo ritorno a Le Mans nel 2023 per vincere la classifica assoluta è ancora tutta sulla carta: per ora è filtrato solo il numero di progetto, perchè il nome della vettura non esiste. Lo staff tecnico diretto dall'ingegner Ferdinando Cannizzo si sta formando: Antonello Coletta, che è a capo del progetto, vuole unire tutte le esperienze aziendali pescando risorse dal GT ma anche dalla F1, dalla gestione industriale e dal... mercato.

WEC
26 lug 2021
Analisi Peugeot: la 9X8 fa sembrare vecchie le altre Hypercar Prime

Analisi Peugeot: la 9X8 fa sembrare vecchie le altre Hypercar

In questo nuovo video di Motorsport.com, Francesco Corghi e Beatrice Frangione raccontano in dettaglio la nuovissima Hypercar della Casa del Leone: scopriamola assieme con tutte le immagini raccolte durante la presentazione.

WEC
23 lug 2021
Le Mans: Alpine e LMP2 possono sgambettare le Hypercar! Prime

Le Mans: Alpine e LMP2 possono sgambettare le Hypercar!

Le Hypercar di Toyota e Glickenhaus saranno le grandi protagoniste della 24h di agosto, ma la 'vecchia' Alpine LMP1 e le Oreca 07-Gibson della seconda categoria hanno molte carte a loro favore. Scopriamo quali e perché.

Le Mans
21 lug 2021
La buona, la brutta, la cattiva: con Peugeot è svolta Hypercar? Prime

La buona, la brutta, la cattiva: con Peugeot è svolta Hypercar?

La Casa del Leone ha presentato la sua 9X8, che va ad aggiungersi alle già presenti e attive Toyota e Glickenhaus. Ma le forme definite "rivoluzionarie" del prototipo francese possono portare finalmente a qualcosa di distinguibile e vario nell'endurance e a Le Mans.

WEC
11 lug 2021