Di Grassi: "Abbiamo bisogno di un salto di qualità"

Il brasiliano come gli altri piloti dell'Audi è poco ottimista in vista del Fuji

Di Grassi: "Abbiamo bisogno di un salto di qualità"
Podio: i vincitori della gara Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley, Porsche Team, al secondo
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
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Podio: i vincitori della gara Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley, Porsche Team, i secondi c
#7 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Marcel Fässler, Andre Lotterer, Benoit Tréluyer
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis

È inutile nasconerlo:a livello di prestazione pura ci si attendeva qualcosa di più dalle due Audi R18 e Tron Quattro. A Ingolstradt forse ci si può accontentare del doppio podio di Lotterer-Faessler-Treluyer e di Di Grassi-Jarvis-Duval ma la differenza sostanziale con le due 919 Hybrid è stata anche qui notevole. Meglio del Nurburgring, peggio dei quanto  ci si immaginava dalle prime battute di gara. Perché Di Grassi riusciva a tenere il passo della 919 di Jani, alle prese con il traffico e soprattutto con problemi alle gomme, e il suo compagno Jarvis, con un buon doppio stint, stava offrendo la migliore esibizione individuale della stagione.

Purtroppo anche negli Usa la differenza di prestazione è venuta fuori: le Audi si fermavano prima delle Porsche, perdevano quindi qualche secondo prezioso nel gioco delle soste e a poco a poco si sono ritrovate fuori da qualsiasi gioco. Complice anche la penalizzazione ricevuta dalla R18 più veloce per una disattenzione di un meccanico-può accadere-durante un pit stop.

Ora la stuazione, a tre corse dal termine del WEC, è davvero critica in entrambe le classifiche. Non può essere di parziale consolazione il fatto che Lotterer,Faessler e Treluyer restino al comando della graduatoria del mondiale piloti. Il prepotente ritorno con una doppia affermazione del trio Webber-Hartley-Bernhard ha ridotto ulteriormente vantaggio in classifica iridata, e per mantenerlo- sono solo dieci i punti di differenza, 113 contro i 103 dei porschisti-bisognerà reagire- Come non si sa. I volti, alla fine della 6 Ore statunitense, erano rabbuiati, non certo sereni.

"Non posso essere felice-ha spiegato Lotterer-perché all'inizio ho perso tempo al via duellando con la Toyota e perdendo il contatto con il terzetto di comando, poi non c'era proprio la potenza necessaria per reggere il passo delle due Porsche. Le cose sono migliorate a mano a mano che la gara proseguiva ma a quel punto più di tanto non potevamo fare se non puntare sulla regolarità. Siamo stati fortunati a salire in seconda posizione ma è chiaro che per il Fuji è necessario effettuare un salto di qualità, altrimenti sarà davvero molto dura".

Gli ha fatto eco Loic Duval ."Senza il minuto perduto per lo stop and go ,avremmo senz'altro potuto fare meglio perché la qui  la macchina non è andata male. Molto meglio rispetto alla trasferta tedesca. Purtroppo ci manca sempre quel qualcosa in grado di stare più vicini alle due 919. Tutti quanti dobbiamo dare il massimo e sappiamo che non sarà facile". Meno ottimista Lucas Di Grassi in prospettiva Fujj:" "In Giappone ci sarà da soffrire ancora. Anche là ci sarà da mettere sul piatto della bilancia la nostra mancanza di potenza che ci impedisce di reggere il passo di chi ci sta davanti. È chiaro che finire sul podio, dopo un periodo non molto fortunato per il  nostro equipaggio, sia una soddisfazione. Non abbiamo sbagliato nulla, abbiamo fatto il nostro dovere e nelle prime fasi siamo  riusciti a stare in coda alla seconda Porsche nonostante i tanti problemi di traffico in pista. Ho preso anche qualche rischio ma il problema non è quello. Purtroppo la situazione è chiarissima: abbiamo bisogno di un salto di qualità. Oggi non possiamo lamentarci di nulla, se non della penalizzazione".

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