Austin, 6° ora: Porsche una vittoria in apnea

Un guasto ferma la 919 di comando a poco dal termine. Vincono ancora Webber-Hartley-Bernhard

Austin, 6° ora: Porsche una vittoria in apnea
#18 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Romain Dumas, Neel Jani, Marc Lieb
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#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
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#7 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Marcel Fässler, Andre Lotterer, Benoit Tréluyer
#7 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Marcel Fässler, Andre Lotterer, Benoit Tréluyer
#4 ByKolles Racing CLM P1/01: Simon Trummer, Pierre Kaffer
#91 Porsche Team Manthey Porsche 911 RSR: Richard Lietz, Michael Christensen

La doppietta non c'è stata. Quando mancavano poco meno di trentadue minuti alla conclusione della corsa la Porsche 919 Hybrid di Romain Dumas, fino ad allora al comando, si è fermata ai box. Sembrava una semplice operazione di splash and go ed invece è stata spinta nei garage. I meccanici hanno smontato il musetto, raffreddato gli impianti e i sistemi, ma ben presto ci si è accorti che non c'era nulla da fare. Il complesso sistema che controlla  anche l'efficienza in frenata era andato, probabilmente in tilt. Risultato: Dumas sconsolato fuori dalla macchina e vittoria per Brendon Hartley che ha portato la la 919 numero 17 alla seconda affermazione di seguito dopo la vittoria nella 6 Ore del Nurburgring. Una beffa per Jani-Dumas-Lieb i quali, al di là della prestazione personale dello svizzero, avevano goduto della penalizzazione comminata a Webber-Hartley-Bernhard, fermi per un minuto perché un meccanico era intervenuto sulla macchina durante l'operazione di rifornimento ancora in corso.

Un trionfo a metà che lancia in maniera importante la Porsche verso la conquista del titolo mondiale costruttori, anche se con il secondo e il terzo posto ottenuti l'Audi tiene aperta una piccola finestra di speranza. Nelle ultime fasi come era prevedibile Lotterer ha passato Di Grassi per andare a conquistare un secondo posto prezioso soprattutto per la graduatoria riservata ai piloti.

Al di là del ritiro della Porsche numero 18, la 6° ora non ha visto particolari cambiamenti in classifica. In LMP1 privati la CLM di Kaffer e di Trummer è rimasta di fatto da sola, visti i guai che hanno afflitto ancora una volta le due Rebellion. Non ha stupito nemmeno l'affermazione della Ligier della G Drive di Bird-Canal-Rusinov tra le LMP2: i tre, con Bird come sempre velocissimo, hanno anche approfittato di una penalizzazione ricevuta dall'Oreca di Lapierre-Howson-Bradley che ha permesso alla vettura della G Drive di tagliare il traguardo con i rivali, partiti dall'ultima posizione dopo l'annullamento dei tempi delle prove, staccati di oltre un minuto. Terzi gli altri della G Drive Yucaman-Derani-Gonzalez.

Nessun problema invece per Richard Lietz e Michael Christensen nel portare a casa la vittoria tra le GTE PRO davanti ai compagni Makowiecki-Pilet. Con questo risultato Richard Lietz guadagna punti in classifica su Rigon e Calado, terzi ma mai realmente in corsa, e soprattutto su Bruni-Vilander che dopo il guaio alla portiera hanno perso due giri pieni e si sono classificati all'ultimo posto nella classe. Per loro l'obiettivo di ripetersi sul trono iridato inizia a diventare, con sole tre corse alla fine, impossibile . Finale al fulimicotone invece in GTE AM e terza vittoria di seguito per Bertolini-Basov-Shaytar con la Ferrari 458 della Smp. Ma il protagonista dell'ultima ora nella classe è stato Earl Bamber capace di riportare la propria Porsche che divideva con Al Qubaisi e Ried al secondo posto davanti alla 458 di Collard-Aguas-Perrodo.

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