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WEC | Arte e tradizione a Imola: sui cordoli appaiono tortellini e garganelli

Alla curva della Tosa il cordolo interno non sarà solamente tricolore, ma vestirà anche i simboli della gastronomia locale disegnati dall’artista Marco Alpi.

Tortellini e Garganelli sui cordoli di Imola

L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari si arricchisce di un nuovo e originale intervento artistico che unisce tradizione, identità territoriale e passione per il motorsport, con il debutto durante la 6h di Imola del FIA WEC.

Il progetto nasce dalla volontà del Comune di Imola e della direzione dell’autodromo di valorizzare uno dei punti più iconici del circuito, il cordolo interno della curva Tosa, trasformandolo in un elemento capace di raccontare il territorio anche attraverso il linguaggio visivo, che presto ospiterà la Casa degli Eventi all’interno della curva.

Protagonista dell’intervento è l’artista Marco Alpi, che ha ideato e realizzato un’opera direttamente sulla pista, scegliendo di rappresentare due simboli della tradizione gastronomica locale: il tortellino romagnolo e il garganello tipicamente imolese, che dal 2003 ha dato vita anche a un premio: “Garganello d’Oro”, assegnato annualmente nell’ambito della rassegna enogastronomica e culturale “Baccanale” che si tiene nel mese di novembre, con l’obiettivo di valorizzare chef, studiosi e istituzioni che si sono distinti nella promozione della cultura del cibo. 

Le forme dell’opera, dipinte su sfondo tricolore, si susseguono lungo il cordolo in modo alternato, dando vita a un pattern continuo che richiama idealmente la velocità e la traiettoria delle vetture in gara.

L’intervento è stato realizzato utilizzando pennelli, rulli e colori acrilici specifici per superfici da corsa, nel pieno rispetto delle caratteristiche tecniche della pista. 

Complessivamente, l’opera si compone di 50 elementi – 25 tortellini e 25 garganelli – che si sviluppano lungo tutta la curva interna. Ogni singola figura è stata dipinta a mano, con leggere variazioni che rendono ogni elemento unico, proprio come nella tradizione della pasta fatta in casa, dove ogni pezzo, pur nella sua apparente uniformità, conserva una propria identità.

Un lavoro che non è solo decorativo, ma che rappresenta anche un gesto simbolico: portare in pista, nel cuore dell’autodromo, elementi profondamente legati alla cultura e alla quotidianità del territorio. Un modo per rafforzare il legame tra l’impianto sportivo, la Regione e la città, rendendo ancora più riconoscibile e distintiva l’esperienza visiva del circuito non solo in chiave Motor Valley, ma anche Food Valley, espressione del Made in Italy nel suo complesso.

Il tutto a circa quattro mesi dal riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Definita “la cucina degli affetti” e riconosciuta come patrimonio vivente, essa celebra un insieme unico di tradizioni, biodiversità, saperi tramandati e convivialità, rendendo l’Italia il primo Paese al mondo a ottenere questo importante riconoscimento.

“Questa è stata per me un’esperienza molto interessante perché ho potuto vivere l’autodromo in una maniera del tutto nuova, lavorando per due giorni su un supporto davvero singolare – ha dichiarato Alpi - Ho avuto inoltre l’occasione di lasciare, attraverso l’arte, all’autodromo e alla città gli stessi tortellini e garganelli con cui sono cresciuto sin da piccolo”.

Il Direttore dell’Autodromo, Pietro Benvenuti, aggiunge: “Abbiamo il piacere di presentare questa opera, che contribuisce a rendere il circuito sempre più distintivo e riconoscibile anche dal punto di vista visivo".

"L’inserimento di elementi artistici legati al territorio direttamente sulla pista rappresenta un valore aggiunto importante, capace di rafforzare il legame con la città e di offrire un’immagine unica a livello internazionale”.

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