Prologo, le Toyota volano: Conway abbassa il primato della Porsche

Mike Conway è sceso di quasi 5" dal tempo della 919 Hybrid nel prologo del 2016. Ma la pista è più veloce per via dell'asfalto nuovo. Dopo 6 ore di test le altre LMP1 accusano distacchi pesanti. Forse troppi per essere credibili

Prologo, le Toyota volano: Conway abbassa il primato della Porsche
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Mike Conway
#7 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Mike Conway, Alexander Wurz, Jose Maria Lopez, Sébastien Buemi, Anthony Davidson
#7 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050
#11 SMP Racing BR Engineering BR1: Mikhail Aleshin, Vitaly Petrov
#17 SMP Racing BR Engineering BR1: Stéphane Sarrazin, Egor Orudzhev, Matevos Isaakyan
#92 Porsche GT Team Porsche 911 RSR: Michael Christensen, Kevin Estre
#67 Ford Chip Ganassi Racing Ford GT: Andy Priaulx, Harry Tincknell

Dopo 6 Ore di prologo, la sessione è unica, le Toyota continuano a stupire: 1’32”662 è il tempo fatto registrare dalla TS050 di Mike Conway; Sebastien Buemi è secondo con 1’34”655. I due si sono scambiati le vetture, mancando in questi test i giapponesi Nakajima e Kobayashi, impegnati nella prima corsa del campionato nipponico Gran Turismo. Il tempone del britannico, che abbassa di quasi 5” l’1’37”445 ottenuto nel prologo del 2016 dalla Porsche 919 Hybrid di Bernhard-Webber-Hartley, ha la spiegazione nel nuovo asfalto della pista francese che ha permesso a tutti quanti di guadagnare parecchio rispetto all’epoca.

La marcia delle Toyota, la numero 7 seconda proseguirà per il long run notturno, non è mai stata messa in discussione fino ad ora da nessuno. Tutte le vetture endotermiche sono sufficientemente lontane e potrebbero essersi nascoste, considerando che tra la prima di esse, la BR1-Dallara a motore AER di Aleshin-Petrov, accreditata di 1’38”128, e la migliore tra le LMP2, che resta la vettura della DragonSpeed pilotata da Pastor Maldonado, ci sono soltanto 2”6, troppo pochi per essere credibili. Tra le LMP1 endotermiche non ha girato la Ginetta di Robertson-Stoneman-Roussel-Simpson che dovrebbe scendere in pista domani.

Tra le GTE PRO molto attive Porsche e Ford

Il prologo quindi conferma, soprattutto in questa formula da sessione unica, di non essere probante a livello generale. Ognuno testa vari particolari, roda, spinge il giusto. E’il caso della Rebellion, per esempio, che rispetto alla vettura che veniva schierata in LMP1 privati nel 2016 ha guadagnato poco meno di 1”5 con Lotterer che l’ha portata vicino alle BR1 con 1’38”469.

Stessa cosa sta accadendo tra le GTE PRO: con la Ferrari che è qui per onore di firma e che gira per verifcare assetto e  cambio, le Porsche RSR e le Ford GT stanno facendo il bello e il cattivo tempo. Le RSR sono al comando con Lietz-Bruni, 1’51”650, che poi sono rientrati ai box con la vettura leggermente danneggiata per un'uscita di strada e al terzo posto con Estre-Christensen; le vetture del Ganassi Racing, le stesse dell’anno passato, si trovano al secondo e quarto davanti alla Ferrari 488 Evo dei campioni del mondo Pier Guidi-Calado e alla prima Aston Martin Vantage di nuova generazione di Adam-Martin. Sul piede del 1’53” girano anche le BMW M8 mentre tra le GTE AM, le RSR di Ried-Andlauer-Campbell e Davison-Wainwright-Barker sono davanti all’esemplare gemello di Giorgio Roda-Matteo Cairoli. Domani, per la maggior parte degli equipaggi, ci sarà la seconda parte del prologo.

Continueranno a girare anche di notte  la Toyota numero 7, le due BR1 a motore AER della SMP, la Rebellion, la CLM BY Kolles, la RSR di Estre-Christensen, la Vantage di Thiim-Sorensen-Turner, ai quali si è aggiunto Alex Lynn, la RSR GTE AM di Bergmeister-Perfetti-Lindsey, le 488 GTE AM di Ishikawa-Cheever-Beretta e quella del Clearwater Racing. Ma la simulazione non sarà continuativa per tutti. Infatti secondo la struttura scelta per questo prologo basta confermare l'effettuazione di alcuni giri dalle 18 in poi per essere ammessi alla simulazione.

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