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Intervista

Wadoux, gioiello Ferrari che brucia le tappe: "Amo combattere!"

Intervista esclusiva di Motorsport.com alla ragazza francese pilota del Cavallino, che ci racconta la sua storia partendo dai kart scoperti per caso e arrivando a soli 20 anni al WEC senza ritenersi pronta. Ora con la 296 GT3 affronta l'ennesima sfida, sempre col coltello tra i denti.

Lilou Wadoux, Ferrari

Regola numero uno: combattere sempre, in ogni situazione e disciplina. Questa è Lilou Wadoux, pilota ufficiale Ferrari, riassunta in due poverissime parole, ma che ne evidenziano un carattere invidiabile e da mastino.

E' così che ha colpito subito i vertici della Casa di Maranello, che dopo un solo anno nel FIA World Endurance Championship non se la sono fatta scappare. Perché al di là della giusta curiosità che può suscitare una ragazza al volante di una macchina da corsa, è pur vero che a soli 23 anni la francesina ha messo insieme un percorso tutt'altro che semplice e scontato, centrando subito obiettivi e traguardi importanti in un tempo ristrettissimo.

L'ultimo di questi è arrivato un paio di settimane fa a Watkins Glen, dove ha ottenuto la prima vittoria su una LMP2 nell'IMSA SportsCar Championship, primissima pure per una donna nella serie americana. Questa perla le era già riuscita nel 2023 come portacolori del team Richard Mille AF Corse nel FIA WEC, al volante della Ferrari 488 GTE Evo #83 condivisa con Alessio Rovera e Luis Pérez Companc, nell'anno di debutto con la Rossa in Classe LMGTE AM.

Oggi, oltre alla sopracitata IMSA, i suoi impegni si dividono tra Europa e Giappone; qui è in azione con la Ferrari 296 GT3 della Ponos Racing nel Super GT, mentre si rende disponibile anche per altre gare GT, ultima delle quali la 24h di Spa che l'ha vista arrivare a podio di categoria con la 296 #93 della Sky Tempesta Racing.

E proprio in Belgio, Motorsport.com ha potuto parlare in esclusiva con la nativa di Amiens, ripercorrendo fin dai primissimi giorni la sua esperienza al volante che la sta vedendo compiere passi avanti ogni giorno. Bruciando le tappe, come in effetti ha sempre fatto da adolescente ad oggi...

Lilou Wadoux, Ferrari

Lilou Wadoux, Ferrari

Foto di: Ferrari

Lilou, quando inizia la tua passione per il motorsport?
"La mia storia è un po' diversa e strana rispetto agli altri piloti perché praticavo tennis come sport principale, ma a 13 anni mi sono dovuta fermare a causa di un infortunio alla schiena. Un giorno i miei genitori mi hanno messo su un go-kart per una garetta tra amici, giusto per divertimento. Da lì ho scoperto una cosa che mi piaceva molto e pian piano ho continuato a girare, pur non essendo stata, da bambina, una super appassionata di motorsport".

In casa non seguivate qualcosa?
"Ogni tanto guardavo la F1, ma non sempre. Mio padre faceva alcune gare rally e lo seguivo, ma non era una cosa che mi attirava particolarmente. Invece il go-kart mi ha attratta subito e da lì ho cominciato a pensare sempre più a questa cosa, volendo fare altre gare".

Una sorta di sorpresa...
"Dopo alcuni mesi i miei genitori ne hanno comprato uno per un campionato nazionale e per un paio d'anni ho corso su quello, poi a 16 anni ho avuto l'occasione di salire sulla Peugeot 308 Racing Cup e nel 2019 ho corso alcune gare sia nella serie TCR che in Renault Clio Cup France".

#83 Richard Mille AF Corse Ferrari 488 GTE EVO: Lilou Wadoux

#83 Richard Mille AF Corse Ferrari 488 GTE EVO: Lilou Wadoux

Foto di: Eric Le Galliot

Hai bruciato le tappe fin da subito...
"Dopo due anni mi ha contattata il team manager della Alpine Europa Cup, dicendomi che secondo lui ero pronta ad affrontare quella sfida. L'ho accettata e nel 2020 e 2021 ho preso parte al campionato. Alla fine dell'ultima stagione, mi hanno informata che Richard Mille avrebbe voluto farmi provare la LMP2 nei Rookie Test del WEC in Bahrain, dopo che mi aveva visto correre".

Il salto nel Mondiale te lo aspettavi?
"A quanto pare l'avevo colpito in positivo perché una settimana dopo la prova mi ha ricontattata dicendomi che avremmo potuto mettere insieme il programma per il 2022. E alla fine di quello mi ha chiamata la Ferrari e sono diventata pilota ufficiale a partire dal 2023. Entrare nel gruppo degli ufficiali di Ferrari è stato un traguardo straordinario per la mia carriera e, allo stesso tempo, l’inizio di un nuovo percorso fondamentale per me".

Una ragazza pilota non si vede tutti i giorni: i tuoi amici cosa dicevano?
"Loro mi conoscono fin da quando giocavo a tennis e sanno che a me piace la competizione e lottare sempre per vincere. Sicuramente all'inizio è stato strano, guidavo una macchina prima di avere la patente e non è una cosa che si vede tutti i giorni. Ma alla fine sapevano chi ero e cosa volevo fare, dunque è diventato normale per loro. Conoscevano la mia passione e siamo rimasti amici anche per quello".

#1 Richard Mille Racing Team Oreca 07 - Gibson: Lilou Wadoux, Sébastien Ogier, Charles Milesi

#1 Richard Mille Racing Team Oreca 07 - Gibson: Lilou Wadoux, Sébastien Ogier, Charles Milesi

Foto di: JEP / Motorsport Images

La LMP2 è una vettura totalmente diversa da quelle su cui eri cresciuta, come ti sei trovata?
"Al primo test mi sono sentita davvero... persa! Passare da una GT4 ad un prototipo è qualcosa di davvero unico, un’esperienza forte, a maggior ragione se, come me, non hai avuto esperienza con le monoposto. Però alla fine penso di aver fatto bene, ho pensato solamente a lavorare a modo senza strafare. C'erano altre 3-4 ragazze che dovevano provare l'auto, con esperienze su monoposto. Ma penso di aver dimostrato di aver del potenziale per migliorare. Ma il primo giro mi sono davvero chiesta cosa facessi su quella vettura, perché è stato difficilissimo. Davvero un grandissimo salto in avanti".

Alla fine ti hanno comunque scelta per la stagione 2022 del WEC...
"E' andata bene perché hanno voluto veramente aiutarmi fisicamente, mentalmente e tecnicamente a crescere. Ma quando mi fecero la proposta, sinceramente, non mi sentivo affatto pronta; avrei pensato che, dopo il test, avrei potuto provarci dopo qualche anno, non subito".

Era anche la prima volta che condividevi l'abitacolo con altri piloti...
"Esatto, non mi era mai capitato prima. Per me era tutto nuovo, il modo di correre nell'endurance e di gestire tutto il traffico che ti si presenta durante le gare, qualcosa di completamente differente rispetto a ciò che avevo visto fino a quel momento. Onestamente, credo sia andata molto bene anche perché non avevo nulla da perdere. Uno dei migliori anni della mia carriera perché ho potuto imparare tantissimo. E da lì non mi sono più fermata".

Con te c'era anche un grande Campione come Sébastien Ogier: come ti sei trovata?
"Molto bene, sia come persona che come pilota. Mi ha aiutata tantissimo, nonostante fossimo entrambi degli esordienti in quel momento. Abbiamo imparato a condividere tanto, è un ragazzo molto umile che lavora tanto, e anche con Charles Milesi c'era un bel spirito di squadra".

Lilou Wadoux, Ferrari Competizioni GT

Lilou Wadoux, Ferrari Competizioni GT

Foto di: Ferrari

E al termine di quella prima stagione è arrivata la telefonata della Ferrari; te l'aspettavi?
"Sinceramente no. Ricordo che appena terminata la gara del Fuji il mio manager disse che la Ferrari voleva parlare con me. In quel momento dissi semplicemente 'ok', ma stavo vivendo già il sogno di guidare una LMP2 nel Mondiale, quindi non ci ho pensato molto. Al termine della stagione ho cominciato a realizzare cosa stava succedendo. Ed è accaduto!"

La transizione da LMP2 alle Ferrari GTE e GT3 com'è stata?
"Per nulla facile perché non avevo mai guidato una GT a quei livelli, ho dovuto adattarmi. Però l'annata è stata un po' più semplice rispetto alla precedente, in generale. Attorno avevo persone che volevano aiutarmi a crescere, oltre al fatto che avevo cominciato a fare esperienza con il traffico e la gestione delle varie fasi di gara, dunque dovevo solamente pensare a guidare".

Di fianco avevi Alessio Rovera, un grande pilota ufficiale che Ferrari ti ha affiancato per aiutarti a crescere...
"Assolutamente sì, anche con il team Richard Mille AF Corse l'atmosfera era bellissima. Alessio è davvero una grande persona e anche Luís Pérez Companc che era con noi, credo che lo spirito di squadra fosse ottimo, mi sono trovata benissimo".

#83 Richard Mille AF Corse Ferrari 488 GTE EVO: Luis Perez Companc, Lilou Wadoux, Alessio Rovera

#83 Richard Mille AF Corse Ferrari 488 GTE EVO: Luis Perez Companc, Lilou Wadoux, Alessio Rovera

Foto di: Shameem Fahath

Alla fine del 2023 hai avuto la possibilità di provare la 499P, tornando su un prototipo...
"Sì, è successo alla fine della stagione 2023 quando ho avuto la bellissima possibilità di guidare la Hypercar Ferrari in Bahrina, una vettura straordinaria che, tra l’altro, pochi mesi prima aveva vinto la 24 Ore di Le Mans. Rispetto alla LMP2 è molto più complicata perché ci sono tante procedure da svolgere, per esempio la gestione dell'ibrido. Ovviamente quando si sale per la prima volta su una vettura c'è sempre più difficoltà perché la tua testa deve assimilare una serie di cose nuove. La 499P è più pesante e potente in confronto alla LMP2 e questo l'ho avvertito subito perché fisicamente devi lottare tanto nella guida. Sono tutte cose che si imparano".

Hai avuto modo di correre in campionati diversi, tra WEC, IMSA, GTWC Europe; come ci si trova a cambiare stili e regole?
"Ci sono alcune differenze nelle regole e anche nelle formazioni, perché in alcune serie è previsto il pilota Bronze. Ma alla fine, quando corri nel WEC e a Le Mans, che essendo io francese la reputo la più grande gara, sei pronta a tutto e si tratta solamente di far fronte alle diversità tra una serie e l'altra".

Nel 2024 stai affrontando un'altra nuova esperienza nel Super GT in Giappone: come ti stai trovando?
"Sono davvero felicissima perché è tutto nuovo, ma il campionato è bellissimo e ci sono una ventina di GT3 che possono lottare per vincere. Guidare la Ferrari 296 GT3 in una serie competitiva come questa è davvero interessante e sfidante. Quando incontri la gente per strada, è gentilissima e si nota che è un Paese completamente diverso da quelli europei. Adoro moltissimo lo spirito con cui si corre, sto vivendo un altro sogno e mi piace poter salire in macchina e pensare solamente a lottare. Se non lo fai, ti ritrovi nelle retrovie".

#45 Ponos Racing, Ferrari 296 GT3: Lilou Wadoux, Kei Cozzolino

#45 Ponos Racing, Ferrari 296 GT3: Lilou Wadoux, Kei Cozzolino

Foto di: Masahide Kamio

Torni in Europa al termine delle gare, oppure trascorri qualche giorno in Giappone?
"Torno sempre a casa, anche perché ho tanti impegni a Maranello e pure in IMSA. Viaggio parecchio, ma per me non è un problema".

A proposito di IMSA, hai vinto la tua prima gara a Watkins Glen...
"E ne sono davvero felice perché fin dall'inizio della stagione abbiamo avuto un po' di difficoltà. Ci siamo ritirati sia a Daytona che a Sebring, dove abbiamo avuto problemi meccanici. Il team però ha sempre fatto un grandissimo lavoro e il passo lo abbiamo sempre avuto per lottare, ma purtroppo il nostro impegno non ha mai pagato. Finalmente a Watkins Glen ce l'abbiamo fatta, con un'ottima gara in condizioni davvero complicate, tra asciutto, pioggia, bandiera rossa, umido e così via. In IMSA c'è sempre un momento in cui entra la Safety Car, quindi devi stare pronto. E' stata anche la prima vittoria in LMP2, finalmente! In generale, sono molto contenta di questa esperienza. Sono felicissima anche di essere stata la prima donna ad aver vinto una gara IMSA in classe LMP2, come era capitato nel WEC nel 2023, a Spa, quando fui la prima a ottenere una vittoria, nella classe LMGTE Am".

Con così tanti campionati in agenda, diventa anche difficile gestirli tutti a modo...
"Infatti, ogni volta che salgo sul camion per analizzare i dati devo sempre andare a controllare cosa non va, perché tra IMSA, Super GT e anche GTWC a Spa, tutto è diverso. Non è per niente facile, ma quando prendi consapevolezza di come ragionare, allora le cose vanno bene".

#88 Richard Mille AF Corse ORECA LMP2-Gibson: Luis Perez Companc, Nicklas Nielsen, Lilou Wadoux Ducellier

#88 Richard Mille AF Corse ORECA LMP2-Gibson: Luis Perez Companc, Nicklas Nielsen, Lilou Wadoux Ducellier

Foto di: Jake Galstad / Motorsport Images

Com'è la 296 GT3 rispetto alla 488?
"Credo che sia un po' più complicata per tutti nel trovare il giusto assetto rispetto alla 488, ma consente anche ai gentlemen di migliorare. E' più sofisticata e più simile ad un prototipo perché ha più aerodinamica, mentre nell'abitacolo sono più a mio agio. Personalmente mi ci trovo benissimo e mi piace molto".

Tra tutti questi impegni, a fine stagione quale risultato ti renderebbe felice?
"Probabilmente un podio nel Super GT, perché avendo le gomme confidenziali dobbiamo sviluppare la vettura su quelle e ad ogni gara partiamo da zero, mentre altri hanno già molta più esperienza. Abbiamo già dimostrato di migliorare sempre più, potendo lottare per quel risultato, ma è una serie dove capita anche di vincere solo una gara in stagione, proprio perché è tutto molto aperto e incerto. Credo che il team se lo meriti davvero e me lo auguro vivamente, spero di potergli dare una mano. In IMSA vorrei continuare ad essere in gioco per il vertice, vediamo come andrà a fine anno".

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