Toyota ha rischiato ma Porsche ha fatto un errore di valutazione

Il team giapponese ha battuto quello tedesco proprio per aver compreso in anticipo la china che avrebbe preso la corsa. Restano i dubbi sulla quantità di carburante presenti sulla TS050 vincitrice. Mondiale apertissimo in GTE PRO

Toyota ha rischiato ma Porsche ha fatto un errore di valutazione
Kazuki Nakajima, Sébastien Buemi, Toyota Racing
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050-Hybrid: Sebastien Buemi, Stepane Sarrazin, Kazuki Nakajima
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Podio: i vincitori della gara #8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050 Hybrid: Anthony Davidson, Sébastie
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley, #8 Toyota Gazoo Rac
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
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#51 AF Corse Ferrari 488 GTE: James Calado, Alessandro Pier Guidi
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#31 Vaillante Rebellion ORECA 07-Gibson: Julien Canal, Nicolas Prost, Bruno Senna, #13 Vaillante Reb
LMP2 podium: winners Julien Canal, Nicolas Prost, Bruno Senna, Vaillante Rebellion
#31 Vaillante Rebellion ORECA 07-Gibson: Julien Canal, Nicolas Prost, Bruno Senna
#91 Porsche GT Porsche Team 911 RSR: Richard Lietz, Frédéric Makowiecki

La 6 Ore del Fuji è stata  anomala o se vogliamo una " non corsa " che ha mandato in tilt qualsiasi tipo di strategia preventiva. L'insieme di situazioni surreali  ha premiato i padroni di casa della Toyota intuitivi nel comprendere la china che avrebbe preso la gara stessa.

In condizioni normali era possibile la rimonta di Neel Jani

È vero che in condizioni normali la Porsche avrebbe potuto rimontare il gap nei confronti delle due TS050 perché se non ci fosse stata la seconda bandiera rossa, la 919 Hybrid di Neel Jani avrebbe allungato il proprio stint e contemporaneamente la Toyota di comando si sarebbe fermata ai box per rifornire. Non è nemmeno certo se in caso di ripartenza-in ogni caso la corsa sarebbe stata interrotta alle 17 per motivi di sicurezza- alle 16,50 Nakajima avrebbe potuto disporre della quantità di carburante sufficiente per tagliare il traguardo. Pascal Vasselon dopo la gara ha dato una risposta affermativa; i suoi piloti, l'inutilizzato Anthony Davidson in primis, hanno nutrito qualche dubbio.

Eppure con i se e i con i ma non si vincono né si perdono le corse. La realtà del Fuji ha detto che la Toyota ha compiuto l'impresa necessaria per riprendere fiato dopo un lungo periodo di crisi. Con due gare da disputare, Shanghai il 3 novembre e Bahrain il 16, il distacco di Nakajima-Buemi - a Davidson non si sa se verrà assegnato il punteggio, come accaduto per la classifica LMP2 a chi non ha pilotato in Giappone- è di 39 punti da  Hartley-Bamber-Bernhard. E per il mondiale costruttori Toyota è salita a 211,5 contro i 270 della Porsche. Imprese entrambe molto complesse, soprattutto la seconda.

Per Porsche un doppio calcolo errato

La Porsche è stata battuta nella comprensione degli eventi, in quello che fino ad oggi, a livello strategico, era il suo punto forte.  Al Fuji  l'errore è stato quello di eliminare di fatto la vettura più competitiva, quella di Earl Bamber che era al comando della corsa in modo tutto sommato agevole, quando la safety car è entrata in pista al 29.giro. E così mentre le due Toyota si fermavano al 33.passaggio e la 919 gemella al 34., i box Porsche hanno continuato a tenere in pista la vettura di punta. C'è stato un doppio calcolo errato: il primo quello di aver tergiversato sul momento della sosta. Si è fotocopiata la prima strategia della Toyota per la 919 di Lotterer-Jani, sulla quale doveva essere sostituito il musetto danneggiato dall'urto del tedesco contro la TS050 di Buemi al primo giro, e si è preso tempo con Bamber. La logica avrebbe voluto la 919 entrare nei due giri successivi. Questo però avrebbe ricompattato il gruppo e probabilmente fatto perdere al neozelandese o chi lo avrebbe sostituito alla guida il primo posto. Così si è voluto rischiare di tenerlo in pista oltre ogni limite, ben dieci giri, otto in più dei rivali ed è apparso chiaro che quando è stata esposta la bandiera rossa la corsa della 919 Hybrid numero 2 era di fatto conclusa perché alla ripartenza avrebbe dovuto effettuare il proprio pit stop. Tra i due mali si è scelto il peggiore.

Al resto ci ha pensato il problema con la temperatura delle gomme che ha oggettivamente rallentato entrambi gli equipaggi della Porsche e in misura maggiore proprio quelli della vettura di punta-sono Hartley-Bamber-Bernhard che devono vincere il mondiale piloti- trovatisi in mezzo al traffico, impossibilitati a tenere un ritmo tale da poter far raggiungere alle gomme la massima efficienza. Una giornata no per la Porsche che a quel punto aveva solo Lotterer, Jani e il bravissimo Tandy-davvero efficace sul bagnato- in grado poter puntare all'affermazione. I tre, nonostante la miglior forma delle Toyota sul bagnato,  c'erano quasi riusciti e in ogni caso sarebbero rimasti in lotta fino alla conclusione prevista per le 17. La bandiera rossa finale ha chiuso i giochi.

Anche la RSR di Richard Lietz penalizzata dai box

Lo stesso errore lo hanno commesso gli uomini che seguono le RSR in GTE PRO sempre con la vettura che appariva più veloce, quella di Richard Lietz. Mentre le due Ferrari 488 sono rientrate per il pit stop al loro 30.passaggio come d'altronde il compagno Christensen, l'austriaco è stato tenuto in pista. Il fatto che lui e il compagno Makowiecki siano riusciti a rientrare nei giochi per la vittoria di categoria dipende sia dalla competitività della vettura sul bagnato-qui a livello di prestazione pura le RSR erano le più veloci- sia dai tanti eventi che hanno caratterizzato la gara delle GTE con Kevin Estre che è stato rallentato da un'assurda manovra di Priaulx-già penalizzato di un minuto e doppiato- che lo ha centrato mandandolo in testacoda e facendogli perdere tempo sia per i due emergency stop ai quali sono stati costrette le due Ferrari 488 che hanno favorito entrambe le GT di Weissach. La battaglia per la leadership in GTE resta in ogni caso apertissima: tra Pier Guidi e il fresco papà Calado e Priaulx-Tincknell ci sono 17,5 punti di vantaggio da parte del duo ferrarista. In mezzo a loro sono saliti Makowiecki e Lietz, secondi a cinque punti e l'altro duo Ferrari composto da  Rigon e Bird a 15. Sarà una grandissima lotta fino alla conclusione del WEC con l'AF Corse che  sta dando una netta dimostrazione di pragmatismo non sbagliando mai tattica e sfruttando le doti di una vettura come la 488 che è la più costante del gruppo in ogni condizione e su ogni tracciato.

Vivace sarà anche il finale di stagione delle LMP2 con tre equipaggi con Jarvis-Tung-Laurent e Senna-Canal divisi da soli 10 punti e lo spauracchio Menezes-Negrao e Lapierre hanno punteggi inferiori rispetto al compagno di di guida in Signatech-pronto a sfruttare l'occasione a 25. Una categoria questa sempre vivace-a volte fin troppo-dove inizia a sorgere la polemica per la prima concreta decisione tecnica presa dall'ACO e dalla FIA circa il futuro. L'aver consentito a Dallara, Riley e On Roak-ovvero Ligier- di evolvere l'aerodinamica in entrambe le configurazioni per il 2018, ha mandato su tutte le furie l'Oreca a cui, essendo il punto di riferimento prestazionale, questa possibilità è stata negata.

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