Ratel: "BoP segreto nel WEC? Serve incertezza sui risultati, non c'è alcun complotto"
Secondo il capo di SRO, la scelta di non mostrare i parametri per livellare le prestazioni delle vetture è giusta e figlia di un sistema che vuole solamente offrire gare combattute, evitando il dominio assoluto di qualcuno che poi allontanerebbe i tifosi.
#94 Peugeot Totalenergies Peugeot 9X8: Loic Duval, Malthe Jakobsen, Theo Pourchaire, #12 Cadillac Hertz Team Jota Cadillac V-Series.R: Norman Nato, Will Stevens
Foto di: Jakob Ebrey / LAT Images via Getty Images
Stephane Ratel, ideatore della categoria GT3, sostiene che le polemiche suscitate dalla decisione del FIA WEC di non rendere pubblici i dati relativi al Balance of Performance riflettano il "costante bisogno di teorie complottistiche" da parte del pubblico.
Il Mondiale ha smesso di pubblicare i dati BoP sia per le Classi Hypercar e LMGT3 all'inizio della stagione 2026, suscitando critiche da parte di alcuni per la mancanza di trasparenza.
Il dibattito ha fatto seguito alla stagione 2025, durante la quale la Toyota ha spesso additato il BoP come causa della propria scarsa competitività, mentre anche la Porsche ha citato lo stesso sistema tra i motivi alla base del proprio ritiro dalla massima serie.
Sebbene il BoP sia sempre stato un argomento controverso, è stato tradizionalmente accettato come un male necessario nelle gare GT3. Tuttavia, ora che il sistema regola la categoria più alta delle gare endurance, l’attenzione sul tutto si è intensificata.
Il BoP per la classe Hypercar è regolato congiuntamente dall'Automobile Club de l'Ouest e dalla FIA, che sono anche i co-promotori del WEC.
Tuttavia, il loro compito è reso più difficile dall'esistenza di due regolamenti distinti - LMDh e LMH - e dalle significative differenze di progettazione tra i costruttori.
Stephane Ratel, CEO SRO
Foto di: Alexander Trienitz
L'organizzazione SRO di Ratel ha aperto la strada all'uso del BoP nelle gare GT e rimane fortemente coinvolta nel bilanciamento delle vetture in vari campionati in tutto il mondo.
Alla domanda su cosa ne pensasse del fatto che il WEC mantenga riservato il BoP quest'anno, Ratel ha difeso la mossa e sottolineato che ogni serie vuole garantire gare serrate e imprevedibili.
“Ho visto alcune critiche. Cosa vuole un promotore? In cosa consiste lo sport? Cosa rende lo sport un successo? Tre elementi: le nazionalità, gli eroi e l’incertezza", ha dichiarato a Motorsport.com.
“L’incertezza è essenziale. Quindi, abbiamo bisogno di incertezza. E il BoP non ha altro scopo se non quello di bilanciare e creare incertezza".
“Se hai il sopravvento, hai la macchina migliore e vinci sempre, come è successo alla F1 ai tempi del dominio assoluto della Ferrari, gli ascolti calano e tutto va a rotoli".
“Quindi, l’obiettivo di ogni promotore, SRO, ACO, IMSA e DTM, è quello di creare incertezze. E possiamo avere incertezza solo se siamo sicuri di bilanciare al meglio delle nostre capacità".
“Quindi, che sia pubblico o meno, dovrebbe essere irrilevante. Purtroppo è il pubblico ad avere un bisogno costante di teorie del complotto. Ma non c’è alcun complotto".
“Il nostro obiettivo, il nostro orgoglio, il nostro successo derivano dal cercare un equilibrio. Se potessimo avere tutte le auto entro un decimo di secondo, saremmo dei supereroi."
“Quello che vogliamo è che tutte le auto siano alla pari per creare una competizione molto serrata, che è più emozionante da guardare, offre vincitori diversi e crea incertezza, che è necessaria per lo sport.Ecco perché la questione di ciò che viene pubblicato o meno non mi interessa.”
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