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Analisi

La buona, la brutta, la cattiva: con Peugeot è svolta Hypercar?

La Casa del Leone ha presentato la sua 9X8, che va ad aggiungersi alle già presenti e attive Toyota e Glickenhaus. Ma le forme definite "rivoluzionarie" del prototipo francese possono portare finalmente a qualcosa di distinguibile e vario nell'endurance e a Le Mans.

Cover Hypercar

E ora siamo a tre: con la 9X8 della Peugeot, la Classe Hypercar per FIA WEC e Le Mans comincia a prendere piede e forma, ma soprattutto ad avere distinzioni molto particolari che ormai erano quasi necessarie in un ambiente dove l'occhio nudo di un semplice curioso fatica a capire certe differenze.

E' ovvio che solo i puri appassionati e veri conoscitori dell'argomento riescono ad accendere la TV e comprendere tutti i dettagli che le F1 di oggi hanno, perché all'apparenza sono tutte pressoché di forme uguali e intuibili solamente per i colori.

Stiamo parlando ovviamente di chi non se ne intende a fondo, che però se cambia canale e becca la Formula E, è messo anche peggio. Ma di categorie con vetture simili ce ne sono varie, citiamo per esempio la IndyCar o il DTM con le monoscocche che ha corso fino al 2020.

Il nuovo regolamento Hypercar che FIA e ACO hanno studiato per rivoluzionare il WEC, ha invece un qualcosa di unico nel suo genere, lasciando quelle libertà in fase di progettazione che tanto amano i disegnatori e gli ingegneri, ma che ormai di rado possono esprimersi al loro meglio.

Logo Le Mans Hypercar

Logo Le Mans Hypercar

Photo by: ACO

Così uguali, così diverse

Le Case stanno scegliendo pian piano come adattare i loro mezzi da corsa alle norme LMH. La Toyota è stata la prima a dichiararsi favorevole e a presentare il proprio prodotto. la Casa giapponese si è distinta come unica vera e propria contendente nell'ultima era LMP1 e da lì è ripartita per ribadire la sua supremazia a livello assoluto.

La GR010 Hybrid in comune con la precedente e gloriosa TS050 Hybrid ha poco, ma molto più di qualsiasi altro, in realtà. A parte la livrea, i nipponici hanno beneficiato di tutta una serie di esperienze e dati che in questi anni li hanno messi senza ombra di dubbio tra i favoriti del lotto.

Discorso diverso per la Glickenhaus, che ha esordito in Portogallo un mese fa e la prossima settimana porterà la sua seconda macchina in pista, a Monza. La gestazione della LMH 007 della squadra tedesco-statunitense è stata ampiamente documentata passo dopo passo dal team sui social, mostrando quello che assieme a Joest Racing e Podium Advanced Technologies veniva compiuto man mano che il tempo trascorreva.

Sembra la classica storia di Davide vs Golia (di cui abbiamo avuto già modo di parlare in un altro pezzo) e l'inizio ha sottolineato quante siano le difficoltà di un team privato nell'intraprendere un percorso che lo metta a confronto con i più ostici rivali e Costruttori abbienti del pianeta.

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Peugeot si è aggiunta al trio questa settimana mostrando le forme della sua 9X8, che però non vedremo in azione ufficialmente prima del 2022, almeno in una gara vera e propria.

Il percorso dei francesi è stato molto diverso da quanto hanno intrapreso tutti gli altri, cominciando dal fatto che non avendo un predecessore su cui basarsi, era necessario sviluppare al computer i primi dati di base. Tant'è che al momento la Hypercar del Leone è stata progettata e realizzata con simulazioni, non tramite prove in circuito.

#7 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Mike Conway, Kamui Kobayashi, Jose Maria Lopez

#7 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Mike Conway, Kamui Kobayashi, Jose Maria Lopez

Photo by: JEP / Motorsport Images

Su il vestito, giù la maschera

La Toyota a livello aerodinamico ha lavorato tanto e il risultato finale è un prototipo di nuova generazione che non si può definire convenzionale, ma sicuramente molto più vicino a quello che si è visto ultimamente.

Lunga 4900mm, larga 2000mm, alta 1150mm, la GR010 Hybrid è spinta da un motore V6 Bi-Turbo 90° da 3,5 litri, con cambio a 7 marce e un sistema ibrido da 200kW (272CV) collegato alle ruote anteriori che la rende a trazione integrale, arrivando ad una potenza massima di 500kW (680CV).

Scomodando il mitico Sergio Leone (e piazzandoci anche in sottofondo le meravigliose musiche di Ennio Morricone), la definiremo "La Buona" perché si è subito distinta per il potenziale (tralasciando Balance of Performance e strategie di pit-stop) e affidabilità, andando a vincere le prime due gare a Spa-Francorchamps e Portimao. Segno che il progetto è nato bene e funziona.

La Glickenhaus ha un aspetto molto... retrò nella parte anteriore, quasi fosse uscita dagli anni '70, ma sicuramente moderno in quella posteriore, con un'ampia ala collegata alla pinna del cofano motore, sotto alla quale c'è un imponente diffusore.

La 007 LMH si differisce prima di tutto per l'assenza di un sistema ibrido, poiché è alimentata dal motore V8 Bi-Turbo Pipo da 3,4 litri che genera 680CV, collegato al cambio Xtrac da 7 marce. Come dimensioni è 5000mm di lunghezza, 2000mm di larghezza e con un passo da 3150mm.

Sembra veramente la fusione del vecchio col nuovo e per questo il termine "La Brutta" non è così immeritato. Ma senza voler offendere nessuno, ci mancherebbe (de Gustibus...), il fatto è che al momento non ha brillato in gara nella prima ed unica uscita e quello che è un brutto anatroccolo attende di capire se potrà trasformarsi in cigno.

Infine arriviamo a "La Cattiva", che è per forza di cose la Peugeot. Cioè quella dall'aspetto più aggressivo e incazzato, creata per far ruggire il Leone in pista. La 9X8 è lunga come la Glickenhaus, ma è più larga rispetto alle sue avversarie perché misura 2080mm, con una altezza pari a 1180mm e un passo di 3045mm.

Anche in questo caso la trazione è integrale, beneficiando di un moto-generatore elettrico da 200kW posto anteriormente, mentre il motore posteriore è più piccolo in confronto alle altre, essendo un V6 Bi-Turbo 90° da 2,6 litri, anch'essa dotata di cambio a 7 marce.

#709 Glickenhaus Racing Glickenhaus 007 LMH: Ryan Briscoe, Romain Dumas, Richard Westbrook

#709 Glickenhaus Racing Glickenhaus 007 LMH: Ryan Briscoe, Romain Dumas, Richard Westbrook

Photo by: JEP / Motorsport Images

Come volare senza... ala!

Se Toyota e Glickenhaus hanno sfornato macchine tutto sommato tipiche della categoria, il prodotto della Peugeot è qualcosa definito dai suoi stessi protagonisti "rivoluzionario".

"Quando la vedi, capisci cosa significa il termine Hypercar", sono state le parole di Kevin Magnussen, che dopo la parentesi in F1 si sta facendo le ossa (e molto bene) coi prototipi DPi in IMSA.

"Abbiamo voluto disegnare una macchina che fosse subito distinguibile come una Peugeot, sia all'esterno che all'interno", ha detto il capo-disegnatore, Matthias Hossan.

E in effetti non si può non essere d'accordo con loro perché Peugeot Sport ha realmente incarnato lo spirito di questa categoria. A livello estetico soprattutto, perché l'impatto visivo è di quelli da mozzare il fiato, ma anche aerodinamico perché la 9X8 è un'altra cosa in confronto a GR010 e 007.

Già il muso è qualcosa di particolarmente "brutale", con un'ampia presa d'aria sopra lo splitter, al centro della quale fa bella mostra il nuovo logo Peugeot, e dove sono visibili le bandelle per incanalare i flussi sul fondo vettura. Per non parlare dei fanali, che riprendono il "graffio" della zampa del felino.

Ma la vera e propria perla i tecnici francesi l'hanno regalata dal centro-vettura in poi. Il cofano motore scende verso il retrotreno e la pinna con esso perché incredibilmente non c'è alcuna ala posteriore alla quale collegarsi. Bensì, la carrozzeria presenta una feritoria sulla parte superiore delle ruote, al fianco della quale ci sono le paratie che si collegano con un la parte terminale di tutta la scocca, leggermente ricurva e sulla quale campeggia la scritta Peugeot.

E questa sarebbe una sorta di mini-ala, il che ha creato un effetto sorpresa in tutti quando la 9X8 si è mostrata nelle sue forme per la prima volta, dopo che i vari rendering digitali la facevano apparire con un vero e proprio alettone posteriore. Non per nulla, se controllate bene le immagini, proprio sul bordino di questo particolare è stata piazzata la scritta "Non volevamo l'ala posteriore". Più chiaro di così...

"Il regolamento ci lasciava molta libertà d'azione, ma l'abbiamo prima di tutto letto molto attentamente per capire come e dove operare nel migliore dei modi. L'obiettivo principale era trovare il carico aerodinamico, quindi ci siamo concentrati subito su questo aspetto. Quello che abbiamo trovato rispetta il nostro target", ha raccontato Olivier Jansonnie, Direttore Tecnico del programma WEC di Peugeot Sport.

"E' poi permesso un solo dispositivo aerodinamico regolabile, senza specificare quale sia. Il lavoro di calcolo e le simulazioni hanno rivelato che le alte prestazioni erano effettivamente possibili anche senza l'ala posteriore, ma abbiamo sfruttato la libertà di progettazione nella carrozzeria e nelle altre componenti per trovare quel carico che necessita il posteriore".

"L'assenza dell'ala è derivata da uno studio particolare di questo componente; volevamo trovare qualcosa che ci garantisse lo stesso bilanciamento, più che prestazioni e proveremo un paio di soluzioni in pista per capire quale sia la migliore a livello di carrozzeria. Al simulatore i piloti non hanno avvertito alcuna differenza dall'assenza dell'ala, ma è chiaro che è un lavoro che andremo a completare in circuito".

"Il regolamento ci lasciava anche una particolare libertà sul design del fondo e della parte posteriore, così come della carrozzeria, quindi abbiamo trovato qualcosa di funzionale in questo senso. Di fatto la macchina è questa, per regolamento va omologata e congelata, dunque potremo solamente intervenire su alcune piccole parti che valuteremo nei prossimi test".

Molto interessanti sono anche le prese d'aria poste nella parte superiore delle pance laterali, così come il fatto che i fanali siano stati studiati come vere e proprie appendici aerodinamiche verticali. Quello che ci si chiede, è come la Peugeot possa generare il carico aerodinamico in assenza di ala, giocando sugli assetti delle sospensioni e l'altezza da terra per avere la massima resa dal diffusore posteriore, senza stressare troppo le componenti meccaniche e specialmente le gomme.

Inoltre va anche detto che del trio Toyota-Glickenhaus-Peugeot, la 9X8 è quella con il motore più piccolo. E come abbiamo visto nelle prime gare del WEC di nuova generazione, ormai l'importanza della gestione dei consumi è fondamentale in termini strategici. Fare meno soste è un obbligo e la chiave per poter lottare per il vertice.

Peugeot Hypercar 9X8, dettaglio

Peugeot Hypercar 9X8, dettaglio

Photo by: Peugeot Sport

La svolta che farà scuola?

A questo punto ci si attende con grande curiosità quello che potrebbero portare Ferrari e ByKolles, ossia gli altri due Costruttori che hanno ufficialmente manifestato la loro intenzione di iscrivere una Hypercar nel WEC e a Le Mans.

Il Cavallino Rampante prima del 2023 non sarà in pista e quindi ha tutto il tempo per prendere atto delle scelte altrui e capire cosa è più adatto al proprio prodotto.

La squadra di Colin Kolles da sempre è stata al centro di polemiche e accuse di far parte di quei pazzi visionari che, senza soldi, compiono il passo più lungo della gamba. Ad oggi le sporadiche uscite in LMP1 si sono rivelate al limite del catastrofico, quindi si spera che almeno con la Hypercar qualcosa cambi.

Qualcuno ha domandato ai tecnici di Peugeot se effettivamente sia presente il rischio di offrire ai rivali idee e spunti per i loro mezzi, presentando così in anticipo una macchina destinata all'esordio solo nel 2022.

"Sappiamo che andremo a scontrarci con avversari fortissimi e preparati, noi dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro, con la consapevolezza che nel motorsport ognuno ha le sue cose cui pensare, ma che gli occhi sono fatti pure per guardare", ha risposto Jansonnie.

Di sicuro la 9X8 si è già distinta da tutte le altre a livello estetico. Ora non resta che attendere in primis che lo faccia anche in pista, provando a dare un seguito alle mitiche 905 e 908, oltre all'arrivo delle altre macchine che andranno a comporre una griglia di partenza di Le Mans dove finalmente avremo tantissime storie da vivere e raccontare, emozionandoci come una volta.

Peugeot Hypercar 9X8

Peugeot Hypercar 9X8

Photo by: Peugeot Sport

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