Hartley: "Siamo tranquilli. Abbiamo il passo gara per vincere"

Brendon Hartley ha confermato dopo le qualifiche che la Porsche ha impostato tutto il week end sulla corsa e non sulla ricerca della pole position. Ed è ottimista perché le 919 Hybrid sul ritmo sono allo stesso livello delle Toyota

Hartley: "Siamo tranquilli. Abbiamo il passo gara per vincere"
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
Brendon Hartley, Porsche Team
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
Timo Bernhard, Porsche Team
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
#2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
#1 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Neel Jani, Andre Lotterer, Nick Tandy, #2 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley

Brendon Hartley si attendeva l'exploit delle Toyota in qualifica. Le premesse delle prove libere lo indicavano e la conferma è puntualmente arrivata. Come se in Porsche si fossero nascosti in vista di una corsa che appare tutt'altro che scontata.

"In effetti nel corso delle prove libere non abbiamo mai cercato di simulare il giro di qualifica, preferendo il lavoro sul set up e sui parametri che verranno usati in corsa.  Non sono stupito dalle prestazioni delle Toyota. Sapevamo che qui sarebbero state molto veloci. Lo avevamo già compreso nel prologo di Monza. Ma le sensazioni per la 6 Ore di domani sono più che positive. Sono molto ottimista. In condizioni normali, quindi se non dovesse piovere, avremo un buon passo. Lo abbiamo dimostrato nelle libere di questa mattina. Io, Timo e Earl abbiamo simulato il ritmo e ti assicuro che il distacco visto in qualifica non sarà più tale. Se poi dovesse piovere cambierà tutto come in ogni corsa bagnata che si rispetti".

Pensi che la regola dei quattro treni imporrà a tutti i piloti un atteggiamento più coscienzioso nelle prime fasi oppure non cambierà molto nella vostra condotta?
"Rispetto al passato abbiamo meno down force e in effetti saremo costretti tutti al doppio stint. Quindi al momento di iniziare la corsa o prendere in mano la vettura al cambio pilota dovremo sempre pensare a cosa potrebbe accadere alla potenziale durata delle gomme. Però nel corso dell'inverno, dei nostri test, abbiamo compiuto dei passi in avanti notevoli sul fronte dello sfruttamento delle coperture. Non sono preoccupato e non credo che cambierà più di tanto rispetto al passato. Dovremo spingere e noi quattro delle LMP1 saremo molto vicini".

La vostra è una configurazione con la coda lunga. Avete meno down force di Toyota ma non così tanto come si vociferava. Perché nel corso delle prove avete cambiato parecchie ali?
"Si è proprio così. Abbiamo la configurazione di Monza che useremo fino a Le Mans e di sicuro non possediamo un carico pari a quello della Toyota perchè la nostra seconda evoluzione aerodinamica si vedrà a partire dal Nurburgring. Però sfruttiamo interamente il carico a nostra disposizione e abbiamo provato diverse soluzioni. Diciamo che è una situazione di compromesso che qui di certo non ci favorisce ma che comunque ci permette di poter lottare per il primo posto".

Come giudichi le prestazioni della Toyota, che addirittura è sotto di quasi 4" rispetto ai tempi ottenuti nella gara del 2016?
"Faccio una premessa: l'anno passato le qualifiche e le prove libere si erano svolte con la pista bagnata o  umida e quindi i tempi non si erano visti. Fanno riferimento quelli della corsa, dove si viaggia sempre più piano che in qualifica. Sono quindi dati relativi. Però non mi aspettavo certo che scendessero sull'1'36". Il che significa che sono molto veloci e hanno fatto progressi importanti da un anno a questa parte. Per noi, con questa configurazione, sarebbe stato difficile sfiorare il tempo di Kobayashi.  Ma lo hai detto tu: la gestione delle gomme sarà fondamentale. La Porsche ha lavorato per quello".

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