Hartley: "Dal Ring dobbiamo cambiare passo"

Brendon Hartley analizza la prima parte di stagione dell'equipaggio campione del mondo 2015 smentendo problemi di affidabilità alla loro 919. Ma ammette che dalla corsa di oggi dovranno arrivare punti importanti

Come da programma Brendon Hartley non ha qualificato la Porsche 919 Hybrid, lasciando il compito a Mark Webber e a Timo Bernhard che nella corsa di oggi scatteranno con il terzo tempo dalla seconda fila dietro alle Audi R18 di Marcel Faessler, che prenderà il via, e di Oliver Jarvis. Sulla vettura del campione del mondo neozelandese il primo stint sarà svolto da Timo Bernhard mentre sulla seconda 919 ci sarà Neel Jani.

Hartley quindi è stato uno spettatore interessato delle qualifiche di una corsa immessa in calendario a poco più di un mese dalla 24 Ore di Le Mans, al contrario di quanto avveniva negli anni passati, quando Le Mans chiudeva di fatto la prima parte del campionato. "Non c'è stato molto tempo per riposarsi perchè dovevamo preparare la nuova aerodinamica. Ammetto che non siamo stati molto fortunati in questo inizio di stagione ma allo stesso tempo sappiamo che la nostra vettura può lottare per la vittoria"

Ti aspettavi un'Audi così in forma?
"Hanno lavorato tanto anche loro, svolto parecchi test, modificato parecchie cose e qui al Ring sono molto veloci. Però noi potevamo fare meglio, non siamo riusciti in qualifica a mostrare tutto il potenziale della 919 perché quando Webber stava andando all'attacco della pole position è iniziato a piovere e le nostre speranze sono naufragate in quel momento. Oggi sarà una corsa molto dura ed equilibrata. Spero che il nostro trio riesce a guadagnare quei punti che abbiamo lasciato per strada nelle prime corse".

Nel 2015 dal Nurburgring è partita la vostra rimonta che poi vi ha portato al titolo mondiale. Accadrà la stessa cosa anche quest'anno?
"Guarda sembra che tutti si siano dimenticati di quanto quella gara per noi fosse stata dura e di quanto l'Audi anche nell'ultima parte della stagione ci abbia reso la vita difficile. Ora il livello qualitativo della concorrenza è migliorato, quindi scordiamoci di usare la parola dominio o favoriti. Non ce ne sono. L'equilibrio è assoluto ed è un bene per tutti quanti".

Troppo spesso la Porsche in questa stagione è stata rallentata in corsa da piccole noie che poi hanno determinato risultati negativi o sofferti. Nei test di Barcellona avete ovviato a questi incovenienti?
"Non è una questione di affidabilità complessiva che c'è e non è messa in discussione. I nostri test sono sempre andati bene e non c'è mai stato alcun riscontro negativo riguardo materiali e sistemi. Purtroppo le corse vivono di episodi anche negativi e a noi sono capitate delle piccole cose che ci hanno impedito di vincere. Bisogna saperle accettare. Il WEC ora non è più come un tempo. Le corse tiratissime, dall'inizio alla fine. A Le Mans tiri dalla prima all'ultima ora. In gare come al Nurburgring di 6 Ore sei nel pieno di una sprint race con stint che assomigliano a Gran Premi. È logico che su vetture così complesse e avanzate tecnologicamente qualcosa possa non funzionare".

Il Nurburgring chiude la prima parte dell'anno. Cosa ti aspetti dalla gara?
"Non mi attendo mai nulla, nel senso che nel WEC è inutile mettersi a sognare, fare pronostici, dire faremo questo o quello. Sono un pilota, sono felice di essere in Porsche, di comporre con Mark e Timo un equipaggio affiatato e che condivide tutto, di avere una vettura che tra prove libere e qualifiche ha dimostrato di avere un passo molto competitivo che ci permetterà di lottare per il podio. Un pilota non si aspetta mai nulla se non di svolgere la propria professione al meglio delle possibilità. Il mio compito è spingere sempre al massimo e puntare alla vittoria. Ma non entro nel gioco dei pronostici".

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Campionati WEC
Evento Nürburgring
Circuito Nürburgring
Piloti Brendon Hartley
Articolo di tipo Intervista