Di Grassi: pronti ad aiutare l'altra Audi

Il brasiliano ormai fuori dai giochi per il titolo piloti promette il gioco di squadra

Lucas Di Grassi sta attraversando un ottimo periodo di forma. Pur non avendo qualificato la propria Audi R18 e tron quattro, questa volta è toccato a Loic Duval e Oliver Jarvis, il brasiliano è stato nella due giorni di prove libere costantemente il più veloce tra i piloti della Casa di Ingolstadt. Era già accaduto al Nurburgring, segno che forse anche per lui le cose stanno cambando in meglio. È abbastanza contento delle prestazioni della vettura che qui sembra essere più vicina, sul passo gara, alle Porsche rispetto alla trasferta tedesca, dove le Audi hanno rimediato una sconfitta di proporzioni elevate, non tanto per la posizione finale delle due R18 quanto per i distacchi accumulati nei confronti delle due Porsche 919 Hybrid, una delle quali, quella di Jani-Lieb-Dumas, era riuscita a rimontare un distacco che appariva incolmabile.
Austin è pista anche di gomme e le nuove Michelin sembrano avere soddisfatto tutti quanti anche se nel corso delle libere e delle qualifiche le temperature sono state inferiori al previsto.
Non è in realtà una nuova gomma ma una modificata nei confronti di quelle tradizionali che abbiamo usato fino ad ora . È una evoluzione adatta alle alte temperature che potrebbe, e lo sottolineo, far funzionare al meglio le coperture. Ieri nel corso delle prove libere l’abbiamo provata nel turno della notte e siamo più o meno allo stesso livello della gomma standard. La temperatura era più bassa rispetto alle qualifiche. Qui la corsa inizia alle 17 e forse non esiste la necessità di usarla”.
Perché rischiate di avere un maggior consumo?
No non è per quello. Abbiamo diverse soluzioni sulle quali contare. Se la corsa partisse a mezzogiorno o alle due, quindi con temperature molto elevate, andrebbe benissimo ma essendo questa la seconda gara in notturna del campionato forse non ne avvertiamo la necessità. E ad ora non sappiamo quale gomma usare in corsa”.
Secondo i piloti della Porsche qui ad Austin siete messi molto meglio che al Nurburgring. Concordi?
“ Speriamo di si. Non sappiamo quale sia il loro reale livello sul ritmo di gara. Con questa nuovo pacchetto aerodinamico stanno andando davvero molto forte. Per noi vincere qui è molto difficile ma cercheremo di fare del nostro meglio”
Stai attraversando quello che i calciofili definirebbero un ottimo stato di forma. Cosa è cambiato?
“ Ti ringrazio e credo sia così. Ora la mia situazione è migliorata rispetto alla prima stagione nel WEC. C’è come stimolo il duello con la Porsche e la Toyota e ammetto che la Formula E mi sta aiutando molto per il WEC e il WEC mi aiuta per la Formula E. La tecnica di guida tra le due categore è molto diversa, ma la concentrazione, l’obbligo di avere una guida efficiente, di leggere tatticamente la corsa sono trasferibili dall’una all’altra”.
L’esperienza nel WEC ti ha aiutato di più nell’essere grande protagonista in Formula E o il fatto di essere un vincente là e di confrontarti con le problematiche della propulsione alternativa ti aiuta a essere migliore nel WEC?
“È molto diverso ma per una guida efficiente, intendo quella della corsa, il WEC è stato basilare per la Formula E. Il motivo è semplice: nel mondiale resti per tanto tempo alla guida, devi essere consistente, devi controllare molte cose: dai consumi di carburante, all’utilizzo dell’ibrido, ad affinare la guida per consumare il meno possibile sul fronte delle gomme. Per contro la Formula E impone la massima concentrazione. Sei sempre al limite su circuiti cittadini, spesso molto stretti. Esci dalle curve e sei quasi attaccato ai muri o alle barriere. Guidi di fatto al limite e questo mi aiuta per trovare le prestazioni nel WEC”.
Rispetto all’epoca della Formula 1 ti senti un pilota migliore?
“ Si ma non è una questione di velocità. Quella è la stessa della GP2 o della Formula 1 ma è cambiata la mentalità. Sono di sicuro più maturo, vedo meglio la gara , sono più preparato atleticamente. Nel complesso hai ragione, ora sono un pilota migliore di quando ero in Formula 1”.
Tornando al WEC e nello specifico all’Audi credi che la R18 sia alla fine dello sviluppo e che ci sia poco da fare per migliorarla?
“No, non esiste la fine dello sviluppo. Abbiamo sempre piccole cose, che mettiamo non si possono notare, nuove . La vettura viene migliorata di gara in gara, anche perché quello che va bene ad Austin mettiamo è peggiorativo per la corsa del Fuji e quindi siamo costretti a questi cambiamenti. È chiaro che ora siamo arrivati a un punto cruciale della stagione. Siamo in lotta per il titolo e in contemporanea dobbiamo lavorare per il 2016 ed è molto importante”
A proposito della prossima stagione continuerai a essere pilota dell’Audi?
Spero di rimanere in Audi. Ancora non so quali siano le loro intenzioni nei miei confronti e cosa mi faranno fare. In realtà non ho ancora parlato ma penso di avere svolto un buon lavoro in questa stagione, senza sbagli e quindi ci conto. Per me restare in Audi e proseguire con la Formula E rappresenterebbe l’optimun. Meglio della Formula 1 e non scherzo”
Come equipaggio in Audi avete anche un dovere: aiutare Lotterer, Faessel e Treluyer a mantenere il comando nella classifica del mondiale. Loro stanno soffrendo molto la situazione con un solo motore a disposizione per l’ultima parte del campionato senza dover incorrere in penalizzazioni?
Si come è accaduto al Nurburgring. Però le due vetture sono sullo stesso piano sul fronte delle prestazioni. In Germania siamo andati più forte ma l’obiettivo di Audi è vincere il campionato costruttori e quindi non ci trovo nulla di male ad aiutarli per tenerli al comando del mondiale piloti. Noi tre, io, Oliver e Loic, siamo stati davvero molto sfortunati nelle prime tre corse. A Spa abbiamo avuto un problema tecnico, a Le Mans l’incidente; da quella classifica siamo esclusi, non abbiamo possibilità di vittoria".

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A proposito di questo articolo
Campionati WEC
Evento Austin
Circuito Circuito delle Americhe
Piloti Lucas Di Grassi
Articolo di tipo Intervista