Austin, libere 2: Bernhard in extremis

Il tedesco proprio nelle ultime battute ha portato la Porsche davanti all'Audi di Di Grassi.

Austin, libere 2: Bernhard in extremis
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#7 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Marcel Fässler, Andre Lotterer, Benoit Tréluyer
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#7 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Marcel Fässler, Andre Lotterer, Benoit Tréluyer
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#7 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Marcel Fässler, Andre Lotterer, Benoit Tréluyer
#92 Porsche Team Manthey Porsche 911 RSR: Frédéric Makowiecki, Patrick Pilet
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#17 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#71 AF Corse Ferrari 458 GTE: Davide Rigon, James Calado
#47 KCMG Oreca 05-Nissan: Matthew Howson, Richard Bradley, Nicolas Lapierre
#47 KCMG Oreca 05-Nissan: Matthew Howson, Richard Bradley, Nicolas Lapierre
#71 AF Corse Ferrari 458 GTE: Davide Rigon, James Calado, Olivier Beretta e #53 Riley Motorsports Do
#71 AF Corse Ferrari 458 GTE: Davide Rigon, James Calado, Olivier Beretta

È di Timo Bernhard, al volante della Porsche 919 che divide con Brendon Hartley e Mark Webber, il miglior tempo della seconda sessione di prove libere della 6 Ore delle Americhe. Ma, rispetto a quanto accaduto nelle prime prove libere del pomeriggio, la superiorità della vettura di Weissach è stata meno evidente. Non è un caso che al secondo posto si trovi la prima delle due Audi R18 e tron Quattro che con Lucas Di Grassi è stata al comando per lungo tempo prima di essere battuta, nei minuti finali, dalla rivale. E anche l'altra Audi, rallentata da problemi all'alternatore nel primo turno, è nello stesso secondo della Porsche 919 numero 18, terza con Marc Lieb-Romain Dumas-Neel Jani. Quinta e sesta le due Toyota, entrambe punite con uno stop and go di ben 5' per avere più volte superato il limite del tracciato.

È chiaro che questa sia stata una sessione più improntata al ritmo di gara che alla qualifica vera e propria. Le squadre hanno collaudato le due differenti mescole di gomme portate dalla Michelin e le risultanze sembrano essere state positive, anche se va ricordato che in serata le temperature all'asfalto dai 42 gradi del pomeriggio sono scese ai 33. Domani mattina, partenza alle 17,30 italiane, il terzo turno in preparazione delle qualifiche, che inizieranno a mezzanotte e quindici ora italiana, dirà di più sul reale potenziale delle forze in campo.

Austin, pista che richiede un forte carico aerodinamico e un bilanciamento ottimale nei numerosi e secchi transitori veloci delle sue esse, sembra poter offrire una gara più combattuta rispetto a quella del Nurburgring di fine agosto. Prova ne è il ritmo della sessione: sia Porsche sia Audi hanno girato una molto vicina all'altra nella media ed è chiaro che qui, ancora più che da altre parti, i consumi delle gomme saranno fondamentali nella gestione della corsa.

Molto vicine sono anche tutte le altre categorie: tra i privati della classe maggiore ha svettato ancora una volta la Rebellion di Heidfeld-Beche-Prost di pochissimo davanti alla CLM di Kaffer-Trummer, in netto miglioramento dopo Le Mans, e all'altra Rebellion di Imperatori-Abt-Kraihamer, protagonista di un testacoda alla curva numero 18, dove è stata evitata per un pelo da chi la seguiva ad alta velocità

In LMP2 a svettare è stata la Ligier della G Drive di Sam Bird  avanti di 5 decimi alla Oreca di Lapierre e di un secondo e mezzo all'Alpine di Panciatici con le protagoniste della prima sessione, le Ligier dell'Extreme Speed, molto indietro perché entrambi gli equipaggi  statunitensi si sono concentrati sulla corsa, disinteressandosi dei rilevamenti assoluti.

È cambiata anche la situazione in GTE. Tra i PRO il fresco della sera ha consentito alla Porsche 991 RSR di Makowiecki di scendere dai tempi del pomeriggio e di portare il limite di giornata a 2'06"041, di pochissimo , un decimo, davanti alla Ferrari di Calado e Rigon e di tre decimi alla seconda Porsche ufficiale del team Manthey di Christensen e Lietz. Quarta, ma a soli sei decimi, la Ferrari dei campioni del mondo Bruni-Vilander che nelle due ore e quarantacinque di pausa tra una sessione e l'altra è stata smontata e rimontata per l'ennesima volta nel tentativo di comprendere i problemi alla centralina che la stanno affliggendo dalla corsa del Nurburgring. Con il "fresco", se così si può definire una temperatura vicina ai 30 gradi, la 458 ha marciato con regolarità. In generale per tutti gli equipaggi della GTE si è avvertita la mancanza di grip. Miglior tempo ferrarista, infine, tra le GTE AM con i dominatori delle ultime due corse Bertolini-Basov-Shaytar davanti alla Porsche di Long-Dempsey-Seefried e all'altra Ferrari di Rui Aguas. Il tempo del pluricampione mondiale GT Fia è anche il quarto assoluto tra le vetture della GTE.

La sessione inizia con un clima molto più mite del pomeriggio. Si è in notturna; il fascino delle luci che fendono il buio rendono magica l'atmosfera di questo splendido e difficile tracciato. Subito le Porsche sembrano dettare legge con Marc Lieb che sale provvisoriamente al primo posto, mentre l'Audi numero 7 inizia finalmente a girare con regolarità dopo i guai all'alternatore avuti nel corso della prima sessione. Dopo una ventina di minuti l'Oreca che Nicolas Lapierre ha portato al primo posto tra le LMP2 s'insabbia alla curva 11, quella che porta al rettifilo più lungo della pista ma riesce a ripartire. Sulla Porsche numero 17, che nel pomeriggio era stata rallentata da un problema all'asse anteriore, sale Hartley al quale montano le nuove gomme Michelin. Il ritmo per tutti è alto e il vantaggio che Porsche pareva avere nel corso del pomeriggio sembra scemare con temperature più fresche. È infatti,  Lucas Di Grassi , con la R18 che divide con Oliver Jarvis e Loic Duval che a mezzora dalla fine scende a 1'47"684 alla media di 184,400kmh posizionando la vettura di Ingolstadt davanti alle due 919 di Bernhard-Webber-Hartley e di Lieb-Janis-Dumas. Fanno quello che possono le due Toyota alle quali  manca la potenza necessaria per reggere il passo delle rivali tedesche. E come beffa arriva anche la penalizzazione di uno stop and go di 5' per la 040 affidata a Conway-Sarrazin-Wurz, già sanzionata in precedenza con una bandiera bianco nera per avere superato i limiti della pista. In realtà all'uscita della penultima curva, quella di ritorno dal doppio curvone, che poi porta alla staccata finale, Conway si era trovato davanti l'Aston Martin di Sorensen e l'aveva superata percorrendo un tratto di una trentina di metri con le ruote oltre il cordolo esterno. Poco dopo stessa sorte tocca anche alla numero 1 dei campioni del mondo Buemi-Davidson che era già stata richiamata con bandiera bianco nera per lo stesso motivo: avere superato i limiti del tracciato.

Mentre tra le LMP2 al comando sale la Ligier della G Drive di Sam Bird cambia la fisionomia in cima alla classifica assoluta proprio allo scadere. Timo Bernhard sulla Porsche 919 migliora in extremis il tempo di Di Grassi: 1'47"442 che chiude le danze della prima giornata di prove libere e della sessione notturna.

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