Alpine a basso carico aero: "Tante novità, ma senza ingegneri F1"

La A480 #36 rappresenta una sfida totalmente nuova per i tecnici di Signatech: la squadra si è ampliata per capire meglio la gestione di una LMP1 che il trio Lapierre-Negrão-Vaxivière è convinto di poter portare a lottare con le Hypercar.

Alpine a basso carico aero: "Tante novità, ma senza ingegneri F1"

L'Alpine si mostra carica e convinta di potersela giocare nella stagione 2021 del FIA WEC.

Alla presentazione della A480 'Hypercar' LMP1, l'atmosfera era rilassata nonostante il mezzo sia di "vecchia" generazione e destinato a combattere contro le nuove Toyota e Glickenhaus.

In casa Signatech, una volta acquisito il telaio Oreca dalla Rebellion, ci si è messi subito a capire come affrontare un passaggio di categoria da LMP2 a LMP1 (oggi LMH) che comporta necessariamente sforzi e aggiornamenti a livello di "sapere".

"Non avrei mai immaginato di vivere una avventura del genere in questi anni, arrivando a partecipare alla categoria principale - ha dichiarato il team principal Philippe Sinault in una conferenza stampa cui ha preso parte anche Motorsport.com - Con lo staff tecnico di Alpine abbiamo parlato tanto del futuro nell'endurance. Questo è il passo avanti che facciamo e siamo concentrati nell'affrontarlo con le tante novità che ci aspettano".

Dopo i successi in LMP2 tra WEC, Le Mans e ELMS, è chiaro che il binomio Alpine-Signatech oggi è chiamato ad una montagna da scalare per nulla semplice, che ha richiesto una riorganizzazione della squadra a tutto tondo.

"Abbiamo preso tre nuovi ingegneri e qualche meccanico, oltre a persone che si occupano della gestione del team. Questa è una sfida nuova e quindi avevamo diverse cose da scoprire, ma anche da gestire in maniera diversa rispetto a quelli che eravamo. In questo momento stiamo cercando di cavarcela da soli, ma sono consapevole che esiste il team Alpine di F1. Se avremo bisogno, chiamerò a Viry".

Faranno parte della squadra, ovviamente, i tre piloti destinati a condurre la A480 #36, ossia Nicolas Lapierre, André Negrão e Matthieu Vaxivière, con Sinault che ha pensato per lungo tempo a chi affidare il volante del suo prototipo.

"Quando abbiamo detto che avremo corso in LMP1 mi hanno chiamato e scritto in tanti per capire se avrebbero avuto un posto. Il mio lavoro è difficile anche per questo, ossia trovare le persone adatte a questo ruolo. Penso che ci siamo riusciti. Quando ho fatto questa scelta ho guardato dritto negli occhi ogni mio pilota perché volevo capire se condivideva le nostre stesse sensazioni e ambizioni".

"Ci tengo a dire che non c'è un numero uno fra loro. André, Nico e Matthieu fanno parte di un team. Sono tre personalità diverse che si completano a vicenda, quindi sono tutti considerati alla pari. Abbiamo trovato la giusta combinazione e spirito con loro e sono contento".

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Altro aspetto importante riguarda le tante caratteristiche del mezzo che i tecnici hanno dovuto cominciare a conoscere in inverno. Un lavoro che Sinault ha definito "tosto", ma anche stimolante.

"Il telaio è molto simile alla LMP2, questa macchina è un po' più larga e quindi abbiamo dovuto capire meglio l'assetto aerodinamico, ma il problema principale all'inizio è stata l'elettronica. Per quanto riguarda gli sviluppi, prima bisognerà capire bene anche come verranno applicati i regolamenti in termini di BoP. Una volta compreso tutto a livello di elettronica e della gestione del mezzo, allora potremo pensare a quali novità introdurre".

Il citato Balance of Performance sarà la chiave fondamentale per la Classe LMH, anche perché la Alpine è decisamente differente dalle vetture rivali.

"Il BoP è in via di definizione e sono convinto che la FIA riuscirà a fare bene anche questo lavoro, che so benissimo quanto sia duro. L'obiettivo è che tutti nella categoria principale possano giocarsela alla pari, specialmente alla 24h di Le Mans. Ci sono piste diverse nel calendario e quindi il BoP cambierà fra una gara e l'altra. Anche questa è una novità sulla quale dovremo prepararci bene".

"Nonostante ci siano a disposizione due configurazioni, useremo il kit Low Downforce, ossia quello a basso carico aerodinamico, perché il BoP di fatto che lo impone. Credo che avremo abbastanza carico da sfruttare ugualmente, quindi non sono preoccupato e penso che gestiremo bene questa cosa. A volte il BoP è difficile da capire e regolare, noi dovremo pensare alla potenza del motore, energia e trazione. Personalmente è dura comprenderne tutti i parametri, ma abbiamo i tecnici che lavorano per questo".

André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere, Alpine A480 LMP1

André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere, Alpine A480 LMP1
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Foto di: Alpine

Lapierre-Negrão-Vaxivière convinti del potenziale: "Possiamo giocarcela"

I tre piloti che si alterneranno in abitacolo sulla A480 #36 saranno Lapierre, Negrão e Vaxivière.

Per Lapierre, dopo anni passati in LMP2, si tratta di un ritorno importante nella primissima Classe del WEC, dove con la Toyota aveva già avuto modo di fare esperienza.

"Siamo qui per vincere, da pilota è bello riuscirci nel WEC e a Le Mans, ma è chiaro che avere la possibilità di farlo nella prima categoria è particolare, visto che in passato ho avuto la possibilità di correrci".

"Rispetto ai miei anni in Toyota, qui non disporrò di un sistema ibrido, il che ci renderà la vita più facile pensando alle strategie. Chiaramente non avremo il vantaggio in termini di potenza ibrida, però potremo gestire meglio benzina e gomme. E comunque è bello vedere una lotta fra diverse tecnologie in pista".

Lapierre è stato portacolori di Signatech-Alpine e quindi ha pure il vantaggio di conoscere bene chi lavora ai box e in azienda.

"Per lavorare su questa macchina sono state prese nuove persone nel team perché è un po' più complicata dal punto di vista elettronico, ma lo staff principale della Signatech è rimasto quello e sono molto contento perché avrò la possibilità di rapportarmi con le stesse persone con cui ho già vinto in passato".

"Da francese è un orgoglio far parte di un progetto così importante. Sono piuttosto giovane e non ho avuto modo di vedere Alpine correre in passato, ma l'obiettivo è ovviamente quello di ottenere grandi risultati come allora. Siamo qui per questo e in famiglia ho mio padre e uno zio appassionati di endurance che già mi stanno pressando!"

Transalpino è anche Vaxivière, che non sta nella pelle in questa nuova avventura con gli uomini della Signatech.

"Sono veramente felice e orgoglioso di correre per un marchio francese come Alpine, ma soprattutto di passare alla categoria principale con questo programma rimanendo con la stessa squadra".

"Per me è un sogno essere pilota Alpine, quando ho visto la chiamata di Philippe ho temuto un po' perché non sapevo se mi avrebbe detto che avrei fatto parte del team o meno. Sono qui e mi godo il momento, con la speranza di divertirmi e fare bene coi miei compagni".

L'affiatamento con Negrão e Lapierre non pare essere stato un problema e i test svolti in queste settimane hanno messo parecchio buon umore e Vaxivière.

"La cosa bella è che nei test che abbiamo fatto, tutti e tre siamo riusciti a dare le medesime indicazioni sul comportamento della macchina. Rispetto alla LMP2 l'elettronica è un po' più complicata, ma direi che abbiamo fatto in fretta ad adattarci".

Anche Negrão si mostra particolarmente carico per una avventura completamente nuova che aggiunge un capitolo al suo percorso di pilota endurance.

"Tutti i piloti quando cominciano sognano di arrivare in F1, è un percorso a tappe che bisogna provare ad affrontare con calma e senza ignorare cosa c'è attorno. Quando mi proposero di correre nell'endurance ho accettato la sfida e debbo ammettere che mi sono trovato subito benissimo. Poi sono arrivate anche le vittorie e alla fine questo è un campionato perfetto per me, quindi sono contentissimo di farne parte".

"Detto ciò, per me è una sfida nuova, ma ho esperienza in questa serie e quindi non sono preoccupato di passare alla categoria principale. Ho due compagni che conosco bene da tempo e che hanno esperienza, oltre una serie di ingegneri che mi daranno una mano in questo passaggio di categoria. So che bisognerà fare un passo per volta, senza fretta".

Il brasiliano ha anche la missione di portare gioie e soddisfazioni al proprio pubblico, dato che è l'unico del suo paese che potrà incrociare le armi coi migliori del lotto.

"Nessun brasiliano ha mai vinto Le Mans e io ne avrò la possibilità, però il primo obiettivo sarà finire la gara. E' chiaro che la sfida è durissima e bisognerà contare su diversi fattori, ma ci proveremo".

"Ho provato la macchina nei test, peccato che all'inizio abbiamo trovato un meteo instabile che ci ha fatto perdere un po' di tempo, però mi sono trovato bene. E' chiaro che questa avventura è totalmente nuova e le difficoltà derivano dalla messa a punto, ma la macchina ha dimostrato di essere affidabile e competitiva, anche a Le Mans, quindi credo che saremo pronti per andare a giocarci il successo sia alla 24h che nelle altre gare".

André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere, Alpine A480 LMP1

André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere, Alpine A480 LMP1
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Foto di: Alpine

Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere

Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere
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Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere

Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere
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Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere

Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere
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Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere

Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere
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Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere

Alpine A480 LMP1 con André Negrão, Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxiviere
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