Al via la nuova era delle GT turbo

Ferrari e Ford con la 488 e la GT saranno le osservate speciali tra le GTE PRO. Resta però l'incognita del BoP che potrebbe far rientrare in lizza per il titolo l'Aston Martin Vantage. Porsche correrà in difesa puntando a Le Mans.

Saranno tredici, divise tra GTE Pro e GTE Am, le vetture Gran Turismo che prenderanno parte alla 6 Ore di Silverstone. Tra tutte le categorie del WEC,  quella riservata alle GT è decisamente la più misteriosa sul fronte dei pronostici della vigilia. Nel corso dell'inverno, infatti, le tre Case presenti ufficialmente, Ferrari, Ford e Aston Martin, si sono nascoste e i tempi ottenuti nel prologo del Paul Ricard alla vigilia di Pasqua non hanno fornito alcun indizio su chi sia realmente più competitivo.

Per quanto riguarda le prestazioni velocistiche ci si può forse riferire alla serie statunitense Weather Tech dell'Imsa dove però il BoP delle protagoniste è differente e dove le Corvette e le Porsche sono schierate ufficialmente. Nel WEC le prime si vedranno solo alla 24 Ore di Le Mans e le seconde saranno presenti  sotto i colori del team Proton Dempsey, al quale è stata girata dalla Casa di Weissach la coppia formata dal campione del mondo della categoria Richard Lietz e dal suo compagno fisso nella seconda parte del 2015 Michael Christensen. Purtroppo per i portacolori della Giumenta di Stoccarda sarà molto difficile riuscire a ripetere l'impresa dell'anno passato, quando grazie a un'ividiabile affidabilità della vettura e a una perfetta organizzazione del team Matnhey,  Lietz riuscì a "beffare" le favorite Ferrari 458 Italia di Bruni-Vilander e Rigon-Calado,  rimaste in lizza per il titolo costruttori e piloti fino alla tappa del Bahrein.

Porsche infatti non ha un prodotto nuovo e pur avendo evoluto la propria 991 GT3 RSR, che godrà di alcuni favori in materia di Bop, vivrà questa stagione puntando sulla regolarità e soprattutto  al massimo risultato alla 24 Ore di Le Mans, gara in cui nel 2015 la prestazione delle curatissime e immarcescibili 911 fu annichilita da una serie incredibile di contrattempi tecnici.

Ferrari ha già evoluto il proprio motore

A contendersi i favori del pronostico già a Silverstone saranno quindi le altre tre contendenti della serie iridata. La Ferrari, sempre attraverso l'AF Corse, ha cambiato vettura e rimescolato le coppie di piloti. La 488 GTE è stata la più veloce nei test francesi del Ricard ed è reduce da un inverno di prove che a parere della squadra italiana sono state molto positive. Rispetto alla 458 Italia, la nuova GT del Cavallino rappresenta uno step in più in ogni settore.

L'aerodinamica è stata sviluppata, evoluta e pur sfruttando appieno le tante opportunità offerte dal regolamento in materia di estrattori, deviatori di flusso e ali, la vettura mantiente intatto il proprio stile originario. Non è insomma un progetto che sullo stravolgimento delle linee ha basato la propria forza. Piuttosto, anche a detta dei piloti, è il nuovo propulsore l'area dove ancora c'è da migliorare.

Il V8 di 3,9 litri sovralimentato ha già ricevuto dai primi collaudi estivi dell'anno passato ad oggi varie evoluzioni che ora permettono alla 488 di essere meno nervosa in materia di ritardo di risposta del turbo e quindi di essere alquanto docile e guidabile in accelerazione in uscita di curva.

È chiaro che le perfomance assolute dipenderanno dal famigerato, per tutti quanti, BoP: a Silverstone le due 488 GTE affidate a Gimmi Bruni-James Calado e Sam Bird-Davide Rigon peseranno 1240kg e potranno imbarcare 86 lt di benzina. Al regime di 7100 giri il boost dell'apparato di sovralimentazione dovrà essere di 1,10atm.

Ford GT con aerodinamica estrema

La Ford, peserà 1260Kg: in compenso potrà avere un serbatoio di 90 litri mentre la pressione di sovralimentazione del suo  3,5 biturbo ecoboost originario è, sempre al regime di 7100 giri, di 1 atm. Rispetto alla Ferrari, la vettura americana è molto più eccentrica. Già nata in versione stradale come gt ala con un forte caratterizzazione, una volta trasformata in GTE è diventata un vero e proprio prototipo dove l'abbondanza delle soluzioni aerodinamiche estreme la contraddistinguono. I risultati, stando almeno a quanto accaduto fino ad oggi nell'Imsa, sembrano non premiarla.

Nei test del Ricard il team Ganassi, che in Europa viene guidato dall'ex Lola, ProDrive e Aston Martin, George Howard Chappell, che è l'uomo di riferimento della Multimatic- azienda britannica che ha avuto gran peso nella realizzazione della Ford GT- si è nascosto inanellando tantissimi giri e proseguendo anche nei giorni successivi le proprie prove.

Curiosi gli equipaggi scelti. Sulla prima vettura ci sarà il terzetto composto da Olivier Pla, Stefan Mucke e William Johnson mentre sulla seconda siederà un pilota di assoluto affidamento e dal glorioso passato come Andy Priaulx accompagnato dal talentuoso Harry Tincknell e dall'affidabile, anche se non velocissimo, Marino Franchitti

Per Aston Martin gomme Dunlop e più litri

Come la Porsche anche l'Aston Martin Vantage V8 è in sostanza la derivazione della vettura che è sempre stata velocissima nel 2015 ma che alla fine ha raccolto soltanto le briciole. Il fatto di essere team ufficiale della Dunlop potrebbe assicurare un piccolo vantaggio teorico alla Casa britannica che ha confermato il promettente Richie Stanaway- due vittorie in GP2 l'anno passato- che farà coppia con il brasiliano Fernando Rees, gentleman cresciuto moltissimo nelle ultime stagioni, e Jonathan Adam.

A Silverstone sull'altra vettura il terzetto, molto compatto e sulla carta forte, sarà composto da Nicki Thiim, l'ex formulista Marco Sorensen e da un altro pilota che non ha bisogno di presentazioni: Darren Turner. Le Aston hanno probabilmente perduto con le nuove regole quella bellezza oggettiva che le contraddistingueva in passato.

Si vede ad occhio nudo che è una vettura rimodellata per nuove normative. Nella factory inglese hanno lavorato sodo cercando di alleggerire tutto quanto e di trovare la forma aerodinamica migliore e sebbene il risultato estetico non sia dei migliori sembra dai test svolti che ci siano buone speranze di essere competitivi.

Il Bop riservato alle Vantage non è malvagio: 1.230kg, restrittori di 29,8mm di diametro e 95 lt di capacità potrebbero consentire alle vetture inglesi di compensare la perdita di prestazioni assolute nei confronti di Ferrari e Ford giocando con minori soste ai box, sempre a patto che il team non cada negli errori spesso fatali che ne hanno caratterizzato i risultati nel 2015. Quanto alla Porsche il peso di 1240kg è sicuramente un handicap mentre i restrittori sono di 30mm e anch'essa gode dei 90lt.

Ruberti e Ragues possibili sorprese in GTE AM

Da seguire infine la lotta in GTE AM, dove sarà assente il trio detentore del titolo formato da Andrea Bertolini-Victor Shaytar-al debutto in LMP2 con la BR01-e Alexey Basov. La classe dovrebbe essere molto equilibrata. Come potenzialità anche di vettura la Chervolet Corvette C7 del Larbre Competition potrebbe essere la guastafeste per gli equipaggi che gareggiano con Porsche, Aston Martin e Ferrari 458 a patto che la squadra francese sia più compatta rispetto al 2015.

Paolo Ruberti, uno dei nostri migliori piloti, sarà affiancato da un uomo esperto, protagonista da anni di tante battaglie in LMP2, del calibro di Pierre Ragues. L'incognita è rappresentata dal giapponese Yamagishi che potrebbe pagare anche lo scotto di non conoscere tutte le piste. Sono infatti i piloti bronze e silver che fanno la differenza più che i capisquadra. 

La teoria vorrebbe che i favoriti possano essere Pedro Lamy-Paul Dalla Lana-Mathias Lauda con l'Aston Martin ufficiale e l'equipaggio della Ferrari, Af Corse, con Emmanuel Collard-Rui Aguas-Francois Perrodo. Ma Porsche può contare su tre piloti ufficiali come Henzler, Long e Barker che andranno a dare man forte ai cosiddetti gentleman, tra i quali una ex stellina del motorismo britannico del calibro di Adam Carroll.

 

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