Fredy Lienhard: pilota, collezionista e mecenate

L’instancabile proprietario della ditta Lista spegnerà 70 candeline il 14 settembre. L’abbiamo raggiunto all’interno del suo museo, chiamato “Autobau", luogo sacro per gli amanti dell’automobilismo in Svizzera.

Il 14 settembre Fredy Lienhard, vincitore della 24 Ore di Daytona e grande mecenate dello sport automobilistico elvetico, spegnerà 70 candeline. In vista dell’importante traguardo, Motorsport.com Svizzera lo ha incontrato a Romanshorn (nel Canton Turgovia) all’interno del museo “Autobau”, la più vasta e interessante rassegna d’auto aperta al pubblico della Confederazione Elvetica.

Fredy è un tuttofare. Se tanti lo conoscono per il felice passato da pilota e come apprezzato collezionista (il suo museo annovera più di 120 vetture, tra cui alcune monoposto di Formula 1 oltre ad apprezzabili modelli di Ferrari e Porsche tra i più ricercati), non tutti sono a conoscenza delle sue spiccate doti di imprenditore. 

 

La sua ditta, la Lista, specializzata nel mobilio da ufficio, gli ha infatti permesso di rimanere agganciato al motorsport grazie alla sponsorizzazione di numerosi eventi in Svizzera oltre al mai mancato sostegno a diversi piloti rossocrociati, tra i quali figura Neel Jani, conduttore ufficiale Porsche dal 2013 e campione del mondo nel WEC, nell’ambito del quale ha anche trionfato alla 24 Ore di Le Mans 2016.

Comodamente adagiato sulla poltrona di pelle posizionata alle spalle della collezione Ferrari, Lienhard ha risposto senza indugio alle domande che gli abbiamo sottoposto. “Il primo pilota sponsorizzato? Bruno Eichmann, all’epoca impegnato in Formula Vee. La macchina preferita all’interno del museo? La Porsche RS Spyder”.

Nel momento in cui gli chiediamo come sia scattata in lui la passione per lo sport automobilistico, ci risponde che è stato suo padre, Alfred Lienhard, ex pilota di corse in Salita in Svizzera al volante di una Porsche 356 Pré-A, a trasmettergliela, per poi condurci in una stanza del suo museo non aperta al pubblico.

 

Lì, Fredy ci ha mostrato una foto in bianco e nero che ritraeva suo papà in piena azione alla guida della suddetta vettura di Stoccarda alla cronoscalata Mitholz-Kandersteg. In un angolo poco distante osserviamo un’altra foto di vecchia data. “Ecco, questo sono io in azione”, ci spiega. La prima corsa? “No, io ho cominciato a correre con le Soap Box”, chiarisce Lienhard all’interlocutore.

Essendo rimasto fortemente attaccato ai primi passi, l’ex pilota rossocrociato sponsorizza tuttora il campionato nazionale riservato a queste vetturette senza motore: si tratta del cosiddetto “Autobau Seifenkisten Derby Schweizermeisterschaft”, ma non soltanto.

 “Supporto alla stessa maniera anche il torneo nazionale di Karting, che prende il nome Campionato Svizzero di Karting Autobau”, prosegue Fredy. Ma qual è la ragione per la quale supporta il movimento dei giovani piloti, ovviamente tutti elvetici?

 

“Il motivo è semplice. A inizio carriera, mi sono trovato nella medesima situazione. Accadde quando, nel 1969, creai il Lista Racing Team, il quale schierava Formula V e Porsche. All’epoca ricevere anche soltanto 3000 franchi di sponsorizzazione era qualcosa di fantastico. Il mio impegno, quindi, è diventato quello di aiutare le nuove generazioni a sostenere le spese che il motorsport comporta”.

“In effetti il nostro sport richiede un dispendio economico non da ridere. La somma di denaro che ho investito nelle sponsorizzazioni mi ha permesso però di guadagnare nuovi clienti per la mia ditta, la Lista”, aggiunge l’ex pilota di Herisau. “Per esempio, il nostro miglior cliente in Italia è la Ferrari, così come in Inghilterra è la McLaren”. 

 

Audi, Volkswagen, Bugatti, Citroën, Ford, Lamborghini, Maserati, Mercedes, Opel passando per Peugeot, Porsche, Renault, Toyota, Volvo e molti altri marchi. Al giorno d’oggi quasi tutte le Case automobilistiche utilizzano attrezzature della Lista. Lo stesso vale per le scuderie di Formula 1, quali appunto Ferrari, McLaren e Sauber. E soltanto per citarne tre.

Fredy Lienhard ha sempre mantenuto stretti legami con Peter Sauber, fondatore della scuderia omonima da 25 anni presente nel Circus dei Gran Premi. Proprio quest’ultimo ha deciso di affidare all’Autobau la collezione di monoposto dell’équipe di Hinwil, situata nella nuova sala denominata “Polygon” e inaugurata nell’ottobre 2016. 

“Durante l’inaugurazione dell’ala “Polygon”, nel quale sono esposte anche due monoposto di Neel Jani (una Formula Renault 2.0 e un’A1GP con la quale vinse il titolo di categoria nel 2008) oltre a una dozzina di Formula 1, la madre di Neel mi ha espresso queste parole: “Se mio figlio è arrivato dov’è oggi, lo dobbiamo soltanto a te”. Si tratta di un complimento che mi ha fatto molto piacere. Sono il primo a compiacermi quando un pilota che sostengo diventa un professionista”, esclama Fredy Lienhard. 

Parallelamente a quanto avvenuto con l’atleta di Rorschach, Fredy Lienhard ha avuto occhio lungo nell’individuare in Rahel Frey, Nico Müller e Simona De Silvestro potenziali talenti sui cui investire. 

Podium LMP2: les vainqueurs Fredy Lienhard, Didier Theys et Eric van de Poele
Podium LMP2: les vainqueurs Fredy Lienhard, Didier Theys et Eric van de Poele

Photo de: Linda Mansfield

Quest’ultima è impegnata nel campionato tedesco ADAC GT Masters, mentre Müller gareggia per l’Audi nel DTM. Simona, invece, partecipa al campionato australiano Turismo con la Nissan.

La monoposto IndyCar con cui la De Silvestro corse sugli ovali e sugli stradali negli Stati Uniti è presente in una sala dell’Autobau. “Simona è forse la pilota che ho maggiormente sponsorizzato”, specifica Lienhard.

“Mister Lista” apre in seguito il cassetto dei ricordi, nel quale sono presenti numerosi ritagli di giornale inerenti i piloti patrocinati e aiutati. In particolare ne spunta uno risalente al 2001 intitolato: “Il 18enne Neel Jani, vice campione d’Europa di Formula Renault”.

Subito dopo ci viene fatta notare una fotografia che ritrae l’allora giovanissimo pilota svizzero sul gradino più alto del podio a Estoril, davanti a un certo Lewis Hamilton e a José Maria Lopez.

 

Qualche anno più tardi sappiamo tutti il livello raggiunto dai tre piloti suddetti. Jani si è laureato campione del mondo Endurance, José Maria Lopez nel WTCC, mentre Lewis Hamilton ha portato a tre il numero di titoli in Formula 1.

Anche Neel ha avuto il privilegio di respirare il mondo della Formula 1. Prima nelle vesti di collaudatore Sauber a Vairano in Italia e successivamente in Toro Rosso, dove ha ricoperto l’incarico di terzo pilota per tutta la stagione 2006.

All’epoca, il driver numero tre di una scuderia girava il venerdì nel corso delle prove libere. “Jani avrebbe potuto avere un’ottima carriera nella massima formula. Purtroppo si è trovato nel posto giusto al momento sbagliato”, ricorda Fredy. 

Quando gli viene chiesto se Sauber avrebbe potuto fare di più per lui, come farlo debuttare in Formula 1, il collezionista e imprenditore risponde in maniera molto diplomatica.

“Personalmente mi sarei comportato in maniera diversa rispetto a Peter, ma a lui va riconosciuto il grande e impressionante lavoro svolto nel corso degli anni. Ad oggi la Sauber è il quarto team più longevo nel Circus dietro a Ferrari, McLaren e Williams. Per non parlare della vittoria alla 24 Ore di Le Mans con la Mercedes...”.

“Il fatto di non aver avuto una lunga carriera in Formula 1 non ha comunque proibito a Jani di inseguire i suoi sogni e di diventare una sorta di ambasciatore Porsche, conquistando un titolo iridato WEC”, puntualizza l’interlocutore.

 

Lienhard è stato uno dei promotori di Neel in seno alla Casa di Stoccarda, consentendogli a più riprese di guidare la sua Porsche Spyder RS LMP2 durante alcune sessioni di prove libere.

Proprio la biposto tedesca è definitivamente “la mia preferita tra tutte le auto che ho”. Essa figura all’interno del museo “Autobau” non lontano dalla Dallara-Judd con la quale lo stesso Fredy Lienhard trionfò nel 2002 alla 24 Ore di Daytona.

Motorsport.com Svizzera consiglia caldamente la visita dell’importante rassegna, situata nel comune di Romanshorn (Turgovia), un borgo da diecimila abitanti adagiato sulle sponde del lago di Costanza.

Lo “Autobau” è aperto ogni mercoledì dalle 16:00 alle 20:00 e ogni domenica dalle 10:00 alle 17:00. Le visite private, annunciate in anticipo, possono essere invece effettuate durante tutti i giorni della settimana. 

  

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A proposito di questo articolo
Campionati Vintage
Evento Visita al museo "Autobau" in Svizzera
Sub-evento Evento speciale
Piloti Fredy Lienhard , Neel Jani , Bruno Eichmann , Simona De Silvestro , Rahel Frey , Nico Müller , Alfred Lienhard
Team Sauber , Jenzer Motorsport , Horag Racing
Articolo di tipo Intervista
Tag svizzera, turgovia