Comini: "Vinco e dimostro l'ingiustizia del motorsport!"

Esclusiva intervista-fiume con lo svizzero della Target, il quale ci racconta passato, presente e il futuro che ha in mente.

Una delle bellissime realtà della nuovissima TCR International Series è Stefano Comini, leader della classifica piloti e in lotta con Pepe Oriola, Jordi Gené e Gianni Morbidelli per il Titolo.

Abbiamo sentito in esclusiva il pilota svizzero della Target Competition, il quale ha parlato a cuore aperto del passato, del presente e del futuro. Quello più immediato significa andare ad affrontare gli ultimi due eventi della serie, in Thailandia e a Macao.

"Sono in un periodo davvero incasinato, il lavoro è tantissimo e il tempo libero disposizione è limitato..."

Ma almeno ti vedremo combattere per il gran finale della TCR International Series?
"Assolutamente sì, come ho detto prima di Singapore il budget c'è, quindi sarò al via di queste due gare."

Sei il leader della serie, che voto ti daresti fino ad oggi? Facciamo da 1 a 10...
"12! Soprattutto per tutto quello che ci sta dietro. Credetemi, ho fatto i mesi estivi senza andare in vacanza pur di lavorare e trovare le risorse per correre. Ho saputo che sarei volato a Singapore solo una settimana prima dell'evento, quindi vi lascio immaginare quanto ho dovuto girare per parlare con gente che mi desse una mano."

Sappiamo che sei sempre impegnato in diverse iniziative...
"Sì, infatti. Fra il mio lavoro e gli eventi ogni occasione è buona per raccattare il denaro necessario. Anche con il team abbiamo lavorato tanto sotto questo aspetto."

Continui con la gavetta, insomma. Come sono stati i tuoi inizi di carriera?
"Ho sempre lavorato nella ditta di famiglia, fra stufe, camini ed estintori; il weekend invece di andare al mare in vacanza io andavo in pista! Nella mia carriera ho sempre dovuto girare parecchie squadre, partendo da quelle che possiamo definire anonime. Cito l'Oregon Team nel 2010, con il quale vinsi la prima gara e il campionato l'anno successivo. Nel Trofeo Cadetti gli unici due a proseguire siamo stati io e Francesco Sini, ma prima i piloti erano tanti, comunque la gavetta me la sono fatta. Ho partecipato anche alla Formula Renault 2.0, ma diciamo che la mia stazza fisica non mi ha mai aiutato molto con le monoposto, figuratevi coi kart. Meglio le auto a ruote coperte!"

Con la Target Competition come ti sei trovato quest'anno? Conoscevi già qualcuno?
"Con Target ci siamo conosciuti nel 2013 nella Clio Cup Bohemia, il campionato probabilmente più infimo della Clio. Corremmo al Nordschleife andando là con il minimo indispensabile e vincemmo. Sono ricordi bellissimi. Oggi mi trovo molto bene, seppur il nostro team sia piccolo. Per esempio, la Craft-Bamboo LUKOIL ha tante risorse in più rispetto a noi. Fin da inizio stagione ho parlato tanto con Andrea Belicchi, Michel Nykjær e il nostro capo ingegnere per sistemare l'auto, mentre se guardate il loro box hanno una persona per ogni vettura, praticamente come nel WTCC. Idem la WestCoast Racing."

Quindi siete una sorta di "Cenerentola"?
"Loro hanno molte più risorse, è vero. Però con Target siamo cresciuti tanto e ogni weekend di gara la mia vettura è molto competitiva, quindi non posso lamentarmi."

Che rapporto avete con SEAT Sport?
"Il loro obiettivo è vincere il campionato, per ora davanti ci siamo io, Pepe Oriola e Jordi Gené, quindi per loro va bene così. Tenete conto che la TCR è una serie senza squadre ufficiali, magari potrei storcere il naso nel pensare che ho dietro a me due piloti spagnoli, ma alla fine abbiamo dimostrato più volte di andare più forte."

Come ti sei trovato con la León?
"L'avevo guidata lo scorso anno in Eurocup. Dico subito che la macchina è uguale da inizio campionato, a parte qualche piccolissimo accorgimento sull'impianto frenante rispetto alla versione che avevo nel 2014. Poi credo che le mappature e l'elettronica siano differenti. Hanno migliorato molto anche il launch control, cosa che un anno fa non avevo e del quale mi potevo vantare perché in partenza sono sempre andato benissimo!"

I primi tre della classifica hanno una vettura uguale?
"Sì, direi che è così. Poi come ho detto prima, altri team hanno possibilità maggiori rispetto a noi."

Difetti della tua León?
"Quando a Valencia ho utilizzato il nuovo launch control ho fatto una partenza che è meglio dimenticare, da 3° mi sono ritrovato 8°, vabbè. Un problema è legato al cambio DSG, il quale limita un po' lo show perché se sei in scia a qualcuno l'elettronica taglia il 5% di potenza, mentre se superi i 117°C la potenza cala del 15%. Questo è frustrante per un pilota, ma d'altra parte corriamo sempre in posti dove fa un gran caldo, quindi ci si adegua."

È il problema che hai avuto a Singapore?
"In realtà no. Io ero davanti, tenevo il finestrino abbassato per rinfrescare l'abitacolo e cambiavo circa 1000 giri sotto il dovuto per mantenere le temperature basse, stando molto attento anche alle gomme, tant'è che alla fine sembravano come nuove. D'improvviso l'auto ha iniziato a dare segni di cedimento, come se stesse andando ad un cilindro in meno. Ho dovuto fare un reset d'urgenza, ovvero spegnere iniezione e quadro, ma su questa macchina quando lo fai il cambio scatta automaticamente in folle, per cui ho dovuto riscalare tutte le marce. Mi sono stupito che con questo problema alla fine abbia perso solo una posizione e che nel finale abbia potuto comunque tornare sotto a Kevin Gleason."

Una vettura complicata, quindi...
"Per guidare una SEAT devi praticamente essere un ingegnere. Non è il fatto che sia complicata, semplicemente devi riuscire a capire subito cosa fare. A Singapore mi sono arrabbiato molto perché avrei potuto lottare per vincere, ma con il reset mi è sfumato tutto. Tenete conto che il nostro cambio è quello di serie, non quello da corsa; inoltre bisogna seguire una procedura manuale per attivare l'opzione "sport". Quindi io mi sono trovato con il cambio come se dovessi guidare in città!"

È una frecciatina alla SEAT?
"Io non ho alcun problema a dire che questo tipo di cambio è limitante per un pilota. Non tanto in termini di velocità, quanto per i corpo a corpo. Ne risente lo show, le SEAT non possono mai stare in scia ed è un problema. In Qualifica devi pensare a preservare l'auto e si fanno pochi giri, mentre in gara sei costretto a tirare dall'inizio alla fine, ma con il rischio che salti tutto. Non si può aspettare tanto per effettuare un sorpasso."

Con i tuoi avversari come ti sei trovato quest'anno?
"Sempre molto bene. Pepe Oriola è quello che stimo di più a livello di velocità pura e di intelligenza nelle strategie di gara."

Chi è che temi di più nella corsa la Titolo?
"Oriola, è cambiato tanto da quando era nel WTCC. All'inizio mi preoccupavo più per le sue doti velocistiche, mentre dopo si è dimostrato forte anche dal punto di vista psicologico, per questo lo ritengo una minaccia. È molto maturo e pronto come professionista, sta correndo un campionato in modo davvero furbo. Si è sempre sudato ogni gara, quando ha vinto lo ha fatto combattendo. È stato bravo anche ad accontentarsi e prendere solo alcuni punti. "Temere" è un termine forse azzardato per quello che è il mio carattere, dico che è quello che stimo di più e col quale penso che lotterò fino alla fine."

A Singapore però lo hai beffato...
"Lì forse è stato ingenuo. Se dietro sai che ci sono io, devi aspettarti un attacco se commetti un errore. Fosse stato davanti ora saremmo pari in classifica, sinceramente non ho capito perché mi abbia servito tutto su un piatto d'argento."

Niente Gené e niente Morbidelli, dunque...
"Jordi ha sempre vinto in Gara 2, ma è partito in Pole solo una volta. È bravo a farsi trovare lì sfruttando la fortuna. Morbidelli è il mio rivale per eccellenza, ma con lui proprio non ci siamo presi."

Fra voi ci sono state scintille...
"A Monza mi ha toccato e ho concluso 4°, ma potevo vincere. Al Red Bull Ring quello che ha fatto è stato grave. In più il massimo della sfortuna che mi poteva capitare è avvenuta in Gara 2, quando gli si sono rotti i freni e mi ha distrutto la macchina. Magari non l'ha fatto apposta... però proprio lui! E proprio a me che non ho budget! Quando deve andare male..."

La sfortuna c'è chi dice che non esiste...
"Quest'anno però ho avuto una stagione difficile. A Portimão in Gara 2 mi è esplosa una gomma, a Monza l'incidente con Morbidelli. A Salisburgo potevo vincere e invece ho dovuto risparmiare benzina. Ma sono abituato a queste cose."

Quali sono le piste che ti sono piaciute di più quest'anno?
"A me piacciono le piste storiche come Silverstone e Spa, ma non le abbiamo in calendario. Monza la considero casa mia, ho corso lì quasi metà delle gare che ho fatto in carriera e posso dormire a casa! Singapore è molto bella, ma le altre non le conoscevo, a parte Salzburgring e Spielberg. Gli altri sono tracciati da F1 e non mi piacciono. Un altro bel problema è stato il caldo, in Malesia ad esempio abbiamo sputato sangue! Ma anche in Cina e a Valencia. Invece a Salisburgo e Spielberg eravamo in montagna, quindi casa mia."

Ti alleni al simulatore?
"Uno dei miei lavori riguarda uno studio dentro al quale ne ho allestito uno. Non lo uso moltissimo, ma per le ultime due gare mi darò da fare per ore."

Ma l'anno prossimo cosa farai?
"Ad oggi sinceramente non mi interessa assolutamente nulla, ma ho una convinzione..."

Sentiamola...
"Ho capito che un personaggio come me difficilmente troverà spazio da professionista nel motorsport. Forse dovevo nascere 50 o 60 anni fa perché oggi i piloti sono tutti "soldatini", mentre il mio carattere non è adatto al motorsport odierno. Io sono nato fra i monti, con principi e orgoglio davvero ferrei. Forse sono più adatto a campionati di livello inferiore, piuttosto che una TCR, che alla fine è una serie Mondiale a tutti gli effetti."

Quindi pensi di essere stato limitato dal tuo carattere?
"Per metà è anche motivo di budget, ma per l'altro 50% probabilmente sì. Mi ricordo i primi anni, quando ero senza pressioni o vincoli particolari legati al "politically correct". Oggi mi debbo un po' adeguare, ma faccio fatica a tenere una certa posa. Questa cosa mi ha davvero stancato, oggi sono in mezzo a dei burattini che non hanno personalità, io vorrei fare quello che mi pare nel paddock, viverlo e godermelo. In macchina starei tutto il giorno, ma appena scendo mi rendo conto che l'ambiente è marcio. Ci sono squadre che tappano la bocca ai loro piloti e a me questo non piace per niente. Fortunatamente nella TCR abbiamo un ambiente amichevole e alla mano, naturalmente in pista siamo tutti bastardi, ma è il gioco."

Questo è uno dei motivi per cui non sai ancora cosa farai il prossimo anno?
"Voglio vedere come si comporterà il mondo del motorsport con me. Vincere il campionato TCR è una vera missione per dimostrare a tutti quanto questo mondo oggi sia ingiusto. Io non sono l'unico messo così, che ha dovuto sudarsi tutto andando a lavorare per tutta la settimana per guadagnarsi il weekend di gara. Sicuramente c'è chi merita anche più di me, ma io voglio farmi da portavoce per chi ha un carattere come il mio, che non sono un burattino e mai lo vorrò essere. Il pubblico lo deve capire. So che ai tifosi piaccio così e così voglio rimanere."

Con i tifosi che rapporto hai?
"Io corro solo per il pubblico, oggi. Sono lì per i tifosi, non vedo l'ora di essere in pista e dare spettacolo, per poi tornare a casa e leggere i commenti di chi mi ringrazia. A Singapore un marshall mi ha detto che era da tempo che non si divertiva così. Sono cose che ti riempono il cuore e ti danno la spinta per andare avanti. E sto male quando vedo scene come quelle di Monza, quando qualcuno è sceso dal podio e ha addirittura rifiutato un autografo ad un bambino..."

E con la stampa?
"I giornalisti della TCR sono molto bravi a filtrare tutto perché se avessero scritto ogni parola che ho detto in ogni weekend di gara, forse a quest'ora le polemiche sarebbero infinite. Penso alle schermaglie con Morbidelli, non tutto è stato riportato fedelmente nelle varie occasioni. Ma certe cose mi fanno davvero infuriare e non le mando a dire. Così come se l'auto ha dei difetti, non vedo perché non possa esprimere il mio parere. Chiaramente ho grande rispetto per la mia squadra, è la mia famiglia, quindi certi problemi vanno risolti a quattr'occhi. Coi media sono sereno, soprattutto con le testate on-line come OmniCorse.it e Motorsport.com, dei siti che seguo molto e che mi piacciono. I quotidiani locali svizzeri invece mi fanno arrabbiare..."

Eppure corri in un campionato di livello Mondiale; non ti danno spazio?
"Nel Ticino abbiamo tre testate per 70.000 abitanti, però leggiamo delle pagine intere sulle bocce! A livello internazionale io e il mio amico Alex Fontana siamo gli unici rappresentanti della regione e mi tocca sempre andare nelle redazioni a consegnare pezzi scritti da me pur di avere spazio. Questo non è possibile, è assurdo! Ho fatto una sfuriata recentemente, ma non so se è servita di più quella o la bottiglia di vino che mi è toccato portare in omaggio..."

E dire che in pista sei un combattente nato...
"A me piace il motorsport cannibale, sfrontato. Con frenate al limite pur di passare, un po' come faceva il mio idolo Gilles Villeneuve! Qualcuno mi ha anche paragonato a lui. A me piace correre così."

E il tuo stile?
"Sono un mix di tanta gente. Hanno anche detto che assomiglio ad Hunt, ma io mica mi drogo! Diciamo che sono un pilota da anni '80-'90. Oggi non mi ci trovo."

Dei piloti di oggi c'è qualcuno al quale ti ispiri?
"Faccio fatica a dirtene uno. Io seguo molto le categorie minori, la F1 non la seguo perché mi addormento! Magari mi gusto Solberg nel Rallycross, MotoGP e Motocross. Se vado a vedere una gara è solo per gustarmi il paddock. Oppure guardo i video su internet, soprattutto quelli degli incidenti. So che non è bello, ma a volte sono spettacolari!"

Per concludere, la tua agenda cosa dice in vista della prossima gara?
"Manca un mese è ho tante cose da fare. Posso dirvi che ci risentiremo magari fra un paio di settimane per notizie fresche e interessanti. Per ora penso positivo!"

Un grosso in bocca al lupo!
"Crepi, ne ho tanto bisogno! Continuate a seguirmi!"

 

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A proposito di questo articolo
Campionati TCR
Piloti Stefano Comini
Articolo di tipo Intervista