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Russo: "Con semplicità e passione la Subaru è ormai al Top (Run)"

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Russo: "Con semplicità e passione la Subaru è ormai al Top (Run)"
Di:
12 set 2017, 07:17

Intervista esclusiva con il Team Manager della Top Run con cui abbiamo fatto il punto della situazione sulla Subaru TCR costruita dalla squadra lombarda, rivelando retroscena ed ambizioni di un interessante progetto nato un paio di anni fa.

Luigi Ferrara e Renato Russo, Top Run Motorsport
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru Impreza STi TCR
Alain Menu e Renato Russo, Top Run Motorsport
Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Luca Rangoni aspetta la sua Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Luca Rangoni aspetta la sua Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
La livrea della Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Alessandro Thellung, BF Racing, Seat Leon-TCR in lotta con Stefano Comini, Subaru STI TCR
Stefano Comini, Subaru STI TCR supera Alessandro Thellung, BF Racing, Seat Leon-TCR
Stefano Comini, Subaru STI TCR
Stefano Comini, Subaru STI TCR
Stefano Comini, Subaru WRX STI TCR, Top Run Motorsport
Stefano Comini, Subaru STI TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru WRX STi TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru WRX STi TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru WRX STi TCR
Subaru WRX STi TCR
Subaru WRX STi TCR
Giacomo Altoè, Subaru WRX TCR
Luigi Ferrara, Subaru WRX TCR
Luigi Ferrara, Top Run, Subaru STI-TCR
Luigi Ferrara, Top Run, Subaru STI-TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru Impreza STi TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru Impreza STi TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru Impreza STi TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru Impreza STi TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru Impreza STi TCR
Luigi Ferrara, Top Run Motorsport, Subaru Impreza STi TCR
Luigi Ferrara, Subaru STITCR, Top Run Motorsport
Luca Rangoni, Top Run Motorsport
Luca Rangoni, Top Run Motorsport, Subaru WRX STi TCR
Luca Rangoni, Subaru WRX TCR, Top Run Motorsport
Luca Rangoni, Subaru STi TCR
Giacomo Altoè, M1RA, Honda Civic TCR

La Subaru WRX STI TCR è ormai sulla buona strada per diventare una vettura protagonista stabilmente nelle serie TCR di tutto il mondo, in primis nell'International Series.

Questo è quanto sostiene Renato Russo, Team Manager della Top Run Motorsport, ovvero l'azienda di Castiglione Olona (Varese) che si è presa l'impegno di costruire e sviluppare una macchina molto particolare facendo il lavoro tutto da sola da un paio di anni a questa parte.

Nell'arco di 24 mesi ne sono successe di tutti i colori, ma il progetto Subaru TCR, che è stato ufficialmente approvato dal direttivo di Subaru Tecnica International in Giappone, pian piano è cresciuto e può ora sognare in grande.

Ad Imola la Top Run ha preso parte alle gare della TCR Italy schierando il Campione Internazionale in carica Stefano Comini e nel paddock Motorsport.com ha incontrato Russo, persona di rara gentilezza e disponibilità, con il quale abbiamo potuto scambiare chiacchiere ed opinioni in quella che è diventata una lunga intervista esclusiva ricca di note curiose e retroscena.

Renato, dopo due anni di lavoro a che punto è il progetto Subaru TCR?
"Abbiamo scelto una strada già in partenza molto difficile perché la Subaru nasce a trazione integrale, mentre il TCR richiede quella anteriore. Per una Casa che ha costruito la propria immagine e la promozione del marchio sul 4WD, chiaramente è dura fargli digerire un cambiamento del genere, soprattutto se parliamo di giapponesi, che come noto hanno una cultura praticamente intoccabile. Di fatti ci hanno anche fatto modificare la livrea che inizialmente doveva riprendere i colori della vetture dei rally, con lo sfondo blu e le stelline sulla fiancata. Siamo andati a parlare con loro e l'interesse per l'iniziativa è stato manifestato, dicendoci anche che in futuro ci sarebbe l'intenzione di aiutarci.

In Giappone c'è il Super Taikyu, campionato endurance nel quale è stata inserita la Classe TCR, un interesse dovrà pur esserci...
"Infatti in Subaru Tecnica International c'è voglia di prendere parte a questa serie. In Giappone si domandano molto perché la Subaru TCR non sia presente. Al momento però siamo nella situazione di studio, dove l'investimento nello sviluppo è a carico nostro. Il nostro livello di competitività è molto cresciuto, non siamo superiori, ma possiamo giocarcela, come visto ad Imola nel TCR Italy, dove piloti e auto forti ce ne sono tanti. Ad oggi posso ritenermi molto contento perché la strada intrapresa è quella giusta".

La Subaru ha sempre dato l'impressione di essere una macchina bella, veloce, ma piena di problemi; quali sono ancora i punti deboli?
"Abbiamo sofferto molto nell'ambito della trasmissione, ma con il nostro partner tecnico Modena Engineering pensiamo di aver trovato la strada giusta. Purtroppo ci abbiamo messo più del previsto perché la loro sede è in Australia e pensare di fare una rivoluzione su una vettura passando dalle 4WD alle 2WD è risultato molto impegnativo. Inoltre è servito un sacco di tempo per capire quali fossero i punti deboli e come risolverli cambiando direzione. Il nostro rapporto morale e di riconoscenza sportiva con Modena Engineering è sempre stato fantastico, per cui abbiamo preferito non cambiare e attendere. Oggi pensiamo di essere a posto e ci riteniamo molto contenti. Le ultime componenti le abbiamo usate proprio qui ad Imola".

Sul tracciato del Santerno avete fatto un'ottima figura, soprattutto con la rimontissima di Stefano in Gara 2...
"Non siamo venuti ad Imola per fare una comparsata. Comini ci ha chiesto cosa dovesse fare; io gli ho risposto subito che volevamo vincere vincere perché avere un pilota del suo calibro e con la passione che indossa, non aveva senso risparmiare l'auto e ottenere un piazzamento solo per vedere se tutto funzionava bene. Non dovevamo salvare l'immagine di Top Run Motorsport. Purtroppo in Gara 1 ha incontrato Kralev, che in maniera molto discutibile lo ha messo fuori causa. In Gara 2 ha invece fatto un capolavoro rimontando dal 13° posto; peccato abbiamo mancato il podio per un soffio, ma per me è come se ci fosse salito perché oltretutto ha fatto vedere che l'auto va forte pure sul bagnato, condizione in cui non avevamo mai corso prima".

Per il 2018 c'è la possibilità di vedervi in International Series oppure si pensa alla partecipazione ad una delle serie TCR nazionali?
"Al momento è presto per dirlo. Certamente l'internazionale è la vetrina per eccellenza nella quale ci si può confrontare con tutte le altre Case costruttrici al top della gamma come sono SEAT, Volkswagen, Audi ed Honda tramite JAS Motorsport, alle quali non possiamo paragonarci. I livelli di esperienza e di budget sono ovviamente enormi, però ci siamo già affacciati su questa realtà e l'idea è quella di essere assieme a loro in futuro".

Il TCR ha rivoluzionato il mondo delle corse turismo, voi avete sposato questo progetto con grande entusiasmo...
"Sicuramente il concetto ideato da Marcello Lotti è stato fantastico perché venuto fuori da una persona che ha una marcia in più. Lo considero un artista delle corse turismo, con sensibilità e capacità di guardare avanti. Ha creato un modello che, a mio parere, non ha pari e sarà sicuramente il futuro di questo sport. Ci crediamo fino in fondo ed è per questo che facciamo sforzi immensi per continuare nel nostro progetto, proprio perché abbiamo fiducia in Marcello, nella sua idea e nella sua capacità manageriale di gestirla. Anzi, si è trattato di una cosa talmente bella che è esplosa rapidamente in tantissimi paesi, probabilmente andando anche ben oltre ogni aspettativa. E' un giocattolo veramente stupendo, anche per merito di Nunzia, che è il braccio destro di Lotti e svolge un lavoro manageriale davvero incredibile e di qualità".

Quante Subaru avete preparato?
"Al momento ne abbiamo due complete: quella utilizzata ad Imola da Comini è la #000, ovvero il primo prototipo che ha preso parte anche all'International Series nel 2015, e la #001 guidata da Luigi Ferrara in TCR Middle East. In azienda da oltre un anno ci sono poi quattro telai già pronti per essere assemblati e completati, ma qui voglio rivelare un fatto: abbiamo ricevuto numerose richieste di acquisto, proprio perché Subaru è un marchio molto importante che attira parecchio, ma non abbiamo voluto prendere alcun tipo di impegno fino a quando non saremo totalmente certi di poter garantire un mezzo affidabile e competitivo. Fino ad ora non c'è stata possibilità di mettere insieme molti km in pista, come invece hanno fatto altri, nonostante chiunque ci abbia dato una mano lo abbia fatto con grande competenza. Ci siamo incollati da soli un'immagine di un'auto fragile e ci vorrà un po' per levarcela, ma ora come ora dal punto di vista tecnico siamo molto contenti".

Sicuramente non giova all'immagine dell'azienda fornire un prodotto di qualità non eccellente...
"Certo, ma non solo. Per motivi contrattuali tutti i clienti vanno rispettati e noi non saremmo certamente in grado di garantire un'assistenza per vetture che magari vengono acquistate in Thailandia o Giappone. Ci costerebbe molto di più nei vari spostamenti, quindi è questo il motivo per cui il progetto è ancora tutto in mano nostra. A volte ti verrebbe voglia di mollare tutto guardando gli enormi sforzi che facciamo, anche economici. Finché riusciamo andremo avanti".

Da quante persone è formata Top Run Motorsport?
"Il gruppo è numeroso perché è nato nel mondo dei rally e continuiamo a fornire assistenza in questa categoria. Il progetto TCR è limitato ad una cerchia ristretta di persone perché non vogliamo disperdere le energie e desideriamo mantenere il gruppetto di lavoro unito per crescere. Avere poca gente ti permette di sapere ogni minimo dettaglio e come intervenire nei vari cambiamenti da effettuare; il TCR richiede queste attenzioni e un team dedicato appositamente, mentre per i rally è un discorso diverso. Fra l'altro segnalo che questo è l'anno del 30° anniversario di Top Run, dato che siamo nati nel 1987. Il nostro team è molto improntato sui contenuti tecnici e la passione, proprio come è il concetto TCR".

Nei due rientri a livello internazionale che avete fatto, ovvero Thailandia 2016 e Dubai 2017, si sono verificati ulteriori problemi nonostante aveste passato molto tempo a sviluppare l'auto; cosa è successo?
"Si è trattato di due situazioni diverse. 15 giorni prima di partire per Buriram, Antonio Aniello, ossia colui che ha inventato la macchina, purtroppo ha avuto un problema di salute e non è potuto partire con noi. Al suo posto è venuto un nostro amico e collaboratore inglese che si occupava di elettronica, ma che si è trovato catapultato in una realtà che non conosceva così bene da garantire una continuità nel lavoro. Siamo stati sicuramente sfortunati, ma essendo piccoli non è facile sostituire una figura così importante come quella di Antonio all'interno del gruppo di lavoro. Il risultato è che alcune cose non hanno funzionato a dovere e ci siamo ritirati. A Dubai ci ha tradito ancora una volta la trasmissione. Il sensore del nuovo cambio con selettore al volante si è leggermente sfilato, una sciocchezza che però ci ha mandato a monte la gara e impiegato parecchio lavoro per scovarla".

Fino ad oggi sono stati cinque i piloti che hanno guidato la Subaru: Luca Rangoni, Alain Menu, Luigi Ferrara, Giacomo Altoè e Stefano Comini. Quali di questi ti hanno dato di più in termini di sviluppo?
"E' una domanda difficilissima perché ognuno è diverso. In generale abbiamo sempre cercato gente che avesse voglia di condividere ogni momento assieme, dalla cena al fare tardi di notte nei box per preparare l'auto. Rangoni è stato il primo a credere nella famiglia Agnello, un collaudatore fantastico e una persona eccezionale. L'altro che ha dato di più al progetto è stato Ferrara; Gigi vive praticamente in simbiosi con gli Agnello, qualsiasi cosa gli affidino lui la guida al meglio. E' stato preziosissimo e con lui ci troviamo benissimo. Menu è stato un sogno, un'icona del turismo che si è rivelata anche una grande persona della quale sono ottimo amico ora. Poi Altoè, che ci ha regalato il primo podio e si è integrato perfettamente con il team. E' un ragazzo d'oro, di un'educazione splendida, non so se è più bravo come persona o come pilota. Se avessi dei soldi da scommettere li punterei su Giacomino, lo ritengo un grandissimo prospetto perché va forte già ora che non ha esperienza. Con Comini l'amicizia è nata fin da subito perché siamo tutte persone semplici ed appassionate. Viviamo vicino e viene a trovarci spesso, dandoci una grande mano sia tecnicamente che a livello emozionale. Ci ha trasmesso entusiasmo e indicazioni su come migliorare, stiamo facendo una vera e propria rifinitura del mezzo. Il suo stile di guida è molto aggressivo e anche questo è stato utile perché abbiamo visto che l'auto ha retto benissimo quando l'ha messa alla frusta".

Messa in archivio Imola, quali sono i vostri programmi futuri?
"Abbiamo diverse idee, stiamo valutando se andare a Monza e Vallelunga per i prossimi round del TCR Italy, ma cerchiamo di capire se riusciremo a fare anche le ultime gare dell'International Series. Inoltre c'è l'ipotesi del TCR Middle East, ma dobbiamo ancora organizzarci per via delle varie concomitanze e scadenze per l'invio delle vetture. Qualcosa comunque faremo sicuramente, non possiamo stare fermi. La mia idea è di andare con due auto, poi si vedrà".

Infine una domanda di curiosità: il vostro debutto in TCR è stato piuttosto movimentato, con una trasferta a Singapore piena di gialli e colpi di scena. Ce la racconti?
"Ancora oggi mi viene da ridere! Partiamo all'ultimo momento con grande entusiasmo, Lotti ci organizza il viaggio aereo e arriviamo a Singapore. Il problema che sorge è un altro e ben più complicato da risolvere: quando c'è di mezzo la Formula 1, della quale eravamo gara di supporto, tutti i voli Jumbo vengono praticamente riservati a lei prendendosi tutte le priorità. La nostra Subaru è arrivata a Singapore dopo un viaggio interminabile, mentre noi abbiamo atteso tre giorni ai box senza avere nulla da fare e con Rangoni che stava ormai pensando di tornare a casa. L'auto è arrivata in Malesia dopo una partenza ritardata da Milano-Malpensa, è stata caricata su un camion e portata a Marina Bay scortata dalla polizia, che le ha consentito di accedere al circuito perché ovviamente era tutto chiuso per via del Gran Premio, con una dichiarazione che non si trattava di un mezzo illegale poiché non corrispondevano numeri del telaio. Per forza, era la prima in assoluto! Insomma, ci hanno concesso una deroga, abbiamo fatto giusto in tempo a montare le gomme e schierarci in griglia. Luca ha ottenuto un 15° posto senza nemmeno fare Prove Libere e Qualifiche; per quanto mi riguarda, è stato un successo esagerato data la concomitanza di sfortune! La nostra storia è sempre stata un po' turbolenta, è ora che la Dea Bendata ci dia una mano!"

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