Morbidelli: "La TCR mi diverte e le motivazioni sono ancora altissime!"

Intervista esclusiva a Gianni Morbidelli, uno dei piloti più esperti del turismo e ancora grande protagonista sui circuiti di tutto il mondo con la Honda Civic TCR della WestCoast Racing.

Morbidelli: "La TCR mi diverte e le motivazioni sono ancora altissime!"
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, Honda Civic TCR, West Coast Racing
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, Honda Civic TCR, WestCoast Racing
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, Honda Civic TCR, West Coast Racing in the pits
Gianni Morbidelli, Honda Civic TCR, West Coast Racing
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Race winner Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Race winner Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Race winner Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Podium: Winner Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, WestCoast Racing
Gianni Morbidelli, WestCoast Racing
Gianni Morbidelli, WestCoast Racing
Gianni Morbidelli, West Coast Racing, Honda Civic TCR
Gianni Morbidelli, Honda Civic TCR, West Coast Racing
Gianni Morbidelli, Honda Civic TCR, West Coast Racing

Gianni Morbidelli è forse il pilota più indicato con il quale fare due chiacchiere riguardo a passato, presente e futuro della TCR International Series.

Oltre che per la sua gentilezza, il pesarese si distingue per la grande esperienza come pilota turismo, dunque abbiamo colto l'occasione per incontrarlo nel paddock di Imola e farci raccontare qualcosa in più sulla sua avventura in questa categoria.

In esclusiva per i microfoni di Motorsport.com, il concorrente della WestCoast Racing ha analizzato il mondo TCR sotto vari punti di vista, senza però sbilanciarsi troppo su quello che potrà essere il domani suo e del campionato.

Gianni, sul finale di stagione 2015 siete passati alla Honda Civic TCR "Step 2"; hai sacrificato la lotta per il titolo l'anno scorso per partire forte nel 2016?
"No, qui non si sacrifica nulla e bisogna sempre dare il massimo. La TCR Series un campionato molto equilibrato e il livello si è alzato quest'anno, quindi non credo che ci sia qualcuno che faccia pretattica o che si stia nascondendo. Poi è vero, nel 2015 abbiamo utilizzato due vetture diverse e siamo subito scesi in pista con la "Step 2" per accelerare un po' i tempi, ma la differenza fra i due modelli onestamente non era così grande e le caratteristiche sono più o meno le stesse".

Dove avete lavorato per migliorare la Civic?
"Principalmente sul motore perché il primo modello aveva un aspirato convertito in turbo, mentre questo di oggi è quello derivato dalla produzione per cui il concetto è completamente diverso. Quando lo abbiamo montato per la prima volta si trattava di capire quale fosse il vero rendimento, chiaramente la gestione è diversa in fase di guida perché bisogna dosare diversamente l'acceleratore; questa è stata la più grossa difficoltà secondo me, ma in termini di telaio la "Step 2" è molto simile alla vecchia Civic. Certo, ci sono stati dei miglioramenti, ma piuttosto impercettibili dal pilota sotto il punto di vista della guidabilità, quindi diciamo che più o meno siamo rimasti sulla stessa linea".

Coi test di sviluppo come siete organizzati?
"C'è un programma che stiamo seguendo per apportare ulteriori modifiche e fare passi avanti. Non posso rivelare troppo, ma comunque le aree sono set-up, ammortizzatori, geometrie delle sospensioni e differenziale. Di lavoro da fare ce n'è, ovviamente su queste vetture non si può spaziare più di tanto, ma cerchiamo di darci da fare anche al di fuori dei weekend di gara. I giorni non sono tantissimi, ma quando possiamo sfruttarne qualcuno lo facciamo; ad esempio, siamo stati ad Adria la settimana scorsa per sviluppare la macchina, ma faccio anche presente che non sempre le componenti nuove che vengono montate poi funzionano subito, dunque a volte di ritrovi a dover tornare indietro e ricominciare da capo o prendere altre strade. E' un lavoro che comporterebbe molto tempo e denaro che spesso non abbiamo, quindi molto viene svolto nei weekend di gara dove però ci sono tante altre cose da fare e si corrono dei rischi perché i meccanici debbono concentrarsi anche su altro".

In casa WestCoast Racing avete appena ingaggiato due piloti nuovi; come fate a proseguire un lavoro di sviluppo con tutti questi cambiamenti in corso d'opera?
"Onestamente per quanto mi riguarda il lavoro non cambia perché io parlo coi miei ingegneri e penso a me stesso; ecco, sarebbe molto più difficile e problematico se cambiassero i membri del team, ma i piloti lavorano separatamente. A fine giornata si fa sempre una riunione tecnica dove ognuno condivide le sue sensazioni e idee, ma dopo ognuno porta avanti il programma che ha deciso assieme alla propria figura di riferimento della squadra".

In termini di lotta al titolo che peso hanno questi cambiamenti di compagni, soprattutto pensando ad un gioco di squadra?
"Nel nostro campionato non penso possa esistere il gioco di squadra perché tutti i piloti che vengono a correre qui in realtà non sono ingaggiati dal team in modo vero e proprio, ma attraverso sponsor portano un budget che possa ricoprire quelli che sono i costi. In questo modo ognuno è libero di fare il proprio lavoro e non è obbligato a sottostare a richieste particolari di piazzamenti per favorire qualcun'altro. E poi gli sponsor finanziano la tua partecipazione e non sarebbero certo contenti di vederti nelle retrovie per ordini di scuderia".

Ma all'interno della squadra come vengono vissuti tutti questi cambiamenti?
"Sicuramente è una sensazione strana e un cambiamento può avere pesi positivi o negativi, ma fa parte del gioco. Ovviamente dispiace perdere dopo poche gare dei compagni di squadra, cito ad esempio Kevin Gleason, col quale ho lavorato nel 2015 trovandomi molto bene, al di là dell'episodio accaduto quest'anno in Bahrain quando finemmo fuori dopo un contatto fra noi. Il rapporto è ottimo e spero per lui che possa tornare a correre prossimamente, ma queste sono cose che gestisce il team. Ricordiamoci che noi non corriamo per un costruttore, in quel caso la squadra potrebbe decidere anche l'ordine di arrivo dei piloti, ma perché ha potere decisionale essendo tu una sorta di dipendente, mentre in queste condizioni i piloti finanziano le squadre e corrono per sé. Certamente facendolo nei limiti della correttezza, perché se ci si comincia a buttare fuori a vicenda capite che diventa un problema sotto tutti i punti di vista".

Nel 2016 le vetture TCR sono cresciute molto, come hai sottolineato tu precedentemente; in pista che differenze hai notato?
"Come dicevo prima, il livello delle prestazioni è molto più alto, ma il campionato è anche più equilibrato. Se osserviamo i tempi delle qualifiche siamo sempre tutti molto vicini e questo in termini di spettacolo è sicuramente un bene, ma anche una difficoltà in più per il pilota che si vede costretto ad ottimizzare il tutto. Ogni minimo errore lo si paga a carissimo prezzo, quindi bisogna sempre essere reattivi e concentrati".

Hai un avversario che temi maggiormente?
"Penso che il team più temibile sia la Craft-Bamboo perché è una squadra con grandissime risorse economiche e perché le SEAT sono le vetture cresciute di più rispetto al 2015 per via del passaggio al cambio sequenziale e delle migliorie in termini di aerodinamica. Secondo me loro sono quelli da temere di più, d'altra parte Pepe Oriola, Nash e Afanasyev vanno molto forte".

Da esperto di corse turismo, come giudichi il concetto TCR?
"Mi piace molto, spero che entrino altri costruttori per incrementare interesse e valore della categoria. So che per il futuro le trattative sono già in atto con varie Case, mi auguro che si concretizzi qualcosa".

Pensi che il tuo futuro possa essere in TCR?
"Ammetto che ormai non sono più un pilota di primo pelo, dunque proseguirò solo fino a quando non sarò più competitivo e all'altezza della situazione. Nel momento in cui sentirò che mi mancherà qualcosa, allora penserò ad una eventuale pensione. Ma per ora le motivazioni non mi mancano e ritengo di essere ancora molto veloce, il lavoro mi piace tantissimo e lo faccio con grande passione e professionalità, preparandomi fisicamente e mentalmente ogni giorno. Poi molto dipende anche dalle proposte perché non sempre puoi correre dove vorresti; questo per me è un lavoro e come attività deve anche darmi la possibilità di guadagnare qualcosa. Capisco che al giorno d'oggi non è facile, ma fino a che dura voglio assolutamente andare avanti".

In WestCoast Racing come ti trovi?
"Benissimo, abbiamo un rapporto davvero fantastico e mi sento a mio agio. La ritengo una famiglia e mi piacerebbe poter proseguire con loro, però le condizioni di oggi ti obbligano a ragionare giorno per giorno, o al massimo sul domani, ma mai pensare al dopodomani o alla stagione successiva".

Alla WestCoast Racing hanno anche altre ambizioni, tipo fare un salto di categoria nel WTCC?
"Penso che approdare nel WTCC non debba per forza essere sinonimo di crescita, dipende dai rapporti che le Case hanno coi privati. Magari un costruttore ti può supportare per correre in un certo tipo di campionato puntando a qualcosa di importante, piuttosto che fare da comprimario nel WTCC. Viceversa, non avrebbe senso limitarsi a categorie minori se ci fossero le possibilità di ambire a traguardi più alti. Dipende sempre da ciò che hai sul tavolo. Secondo me la WestCoast Racing è perfetta per la TCR e si merita tantissimo per le qualità tecniche e le risorse umane".

Il tuo amico René Münnich ti ha invitato spesso nel rallycross, ti sei divertito in questa disciplina?
"Sì, moltissimo! Mi piacerebbe davvero ripetere l'esperienza. A Franciacorta 2015 ho avuto la possibilità di correre in casa, purtroppo non mi sono tolto la soddisfazione di farlo in condizioni da pilota pistaiolo perché il 70% del percorso era sterrato con un fondo molto insidioso, anche per via della pioggia. Poi sono andato in Argentina dove però nella prima gara si è rotto il motore, quindi praticamente non ho fatto nulla. Se il buon René mi invitasse ancora sarei prontissimo ad accettare! Io il messaggio gliel'ho lanciato..."

Münnich è impegnato anche nel WTCC, lo fai ancora un pensierino al Mondiale dopo la recente esperienza del 2014 con la sua squadra?
"Adesso no, voglio concentrarmi al massimo sulla TCR, poi vediamo in futuro se si manifestano delle possibilità. Non nascondo che René, da amico quale è, mi aveva offerto la sua Chevrolet RML Cruze TC1 prima ancora di ingaggiare James Thompson, ma ho preferito rifiutare perché non me la sentivo di salire su una macchina che secondo me ormai è a fine ciclo e che può vincere solo in condizioni di estrema fortuna. Poi ripeto, il mio mondo ora è la TCR e voglio dare il massimo per questo impegno".

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