Fiat Tipo TCR, si lavora sul motore con un occhio al Sud America

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Fiat Tipo TCR, si lavora sul motore con un occhio al Sud America
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La vettura di Tecnodom Sport prosegue il percorso di crescita e il collaudatore Luca Rangoni racconta a Motorsport.com come si sta cercando di far rendere al meglio il 2 litri turbo Multi-Air. Intanto a Cervesina i sudamericani Hites e Varrone provano la macchina per un possibile sbarco in TCR South America nel 2021.

La Fiat Tipo TCR continua a compiere passi verso il debutto ufficiale in pista per una gara di un campionato vero e proprio.

La novità importante è che la macchina costruita dalla Tecnodom Sport ha girato la scorsa settimana a Cervesina nelle mani di due piloti giovani che gli organizzatori del TCR South America vorrebbero al volante della vettura del team veneto per la prossima stagione.

Nicolás Varrone e Benjamín Hites sono stati infatti invitati a svolgere il test dagli organizzatori della serie sudamericana, ma anche dal ramo Fiat di Argentina e Cile (i rispettivi paesi d'origine) perché la Casa terrebbe molto a presenziare nel campionato che partirà nel 2021 con la Tipo.

"L'anno prossimo partirà il TCR South America e quindi sono stato invitato a provare la Tipo, visto che il mio sponsor è Fiat Cile e, come azienda, stanno provando a capire come entrare nella serie - ha detto Hites in esclusiva a Motorsport.com - Con i ragazzi di Tecnodom Sport mi sono trovato molto bene, c'era Luca Rangoni, il collaudatore, a darmi una mano e sono a tutti molto grato per avermi offerto questa opportunità".

"Per me era la primissima esperienza con una macchina turismo e a trazione anteriore, non avevo mai guidato una TCR. Le sensazioni sono state tutte nuove, fino ad ora ho sempre guidato solo le GT, per cui è qualcosa cui avrò bisogno di tempo per abituarmi. Per ora posso dire che mi sono divertito molto e sono curioso di vedere come sarà correre nel turismo, sono corse molto belle e combattute".

Per Hites, impegnato le GT World Challenge e presente lo scorso weekend ad Imola per il GT tricolore, si tratterebbe di un nuovo capitolo della carriera, con trascorsi anche nel Ferrari Challenge.

"Guardo spesso le gare del WTCR e TCR, mi piacciono molto e quindi vedremo se ci sarà possibilità di farne parte perché comunque ho i miei impegni nel GT per ora. So che la Tipo non ha corso alcuna gara ancora, sarà interessante capire come renderà in quelle condizioni. Ora starà a Fiat Cile organizzare la cosa".

Al test erano presenti gli uomini dell'organizzazione del TCR South America, quattro ingegneri e, come detto da Hites, anche Luca Rangoni, che si sta occupando ormai dal 2018 dello sviluppo della Tipo TCR.

"I due ragazzi si sono comportati molto bene, Varrone l'ho visto molto concreto, mentre Hites si è visto che è uno abituato a correre con le GT, che hanno l'ABS e la trazione posteriore, il che richiede uno stile di guida completamente diverso. Però entrambi sono stati molto seri e professionali", ha spiegato il bolognese in esclusiva a Motorsport.com, descrivendo poi come sta portando avanti il lavoro.

"La macchina è completamente rifatta rispetto alla versione della presentazione 2018, quella scordatevela perché non esiste più. E' stata totalmente cambiata per migliorare sotto ogni aspetto. I nostri test stanno andando avanti, di base il problema che stiamo riscontrando principalmente riguarda le temperature del motore perché turbina e collettore sono molto vicini all'intercooler. Di conseguenza, il guaio è che si scalda tutto facilmente. I cavalli di potenza che il regolamento 2020 richiede ci sono, purtroppo però noi li perdiamo facilmente per questo motivo".

"Non è un discorso della presa anteriore, quella l'aria la fa entrare bene; ma se questa non circola nella maniera giusta, poi scalda tutto e quindi anche all'uscita dai box hai già perso 20-25CV perché manca il raffreddamento. Stiamo studiando il modo per eventualmente ricoprire le parti in ceramica, come ad esempio veniva fatto una volta sulle F1. Dobbiamo riuscire ad arrivare ai giri motore che hanno gli altri perché al momento siamo un po' impiccati e rischiamo di rompere ai 7000 giri".

La Tipo di colore arancione (livrea classica di Tecnodom Sport) montava il propulsore della Alfa Romeo Giulietta, mentre ora si è deciso di passare al più potente 2 litri turbo della Giulia.

"Il vecchio motore montato sul primo modello andava molto bene, ma era il 1750cc della Giulietta di Romeo Ferraris, per cui saremmo dovuti andare da loro per tutto; questo capite che non è possibile se vuoi fare le cose per conto tuo. Il 2 litri turbo Multi-Air è già un po' particolare come caratteristiche, a mio avviso fa fortissimo, però con la turbina davanti è complesso e quindi va affinato al meglio".

"Stiamo anche lavorando molto sugli ammortizzatori Bilstein, che hanno la valvola all'interno, per cui richiedono una taratura giusta anche per i rettilinei e gli avvallamenti; essendo molto sensibili, alla minima sollecitazione l'auto perde di carico, il che va contro quella che era la caratteristica ottima della Tipo, che in ingresso curva è sempre stata precisissima".

Rangoni però è convinto che il percorso stia procedendo nella maniera giusta e che manchino solamente piccole cose per poter arrivare al tanto agognato debutto, magari già a fine 2020.

"La vettura è molto divertente e ti dà gusto nel guidarla, reagisce bene alle regolazioni, ora ha l'impianto dei freni giusto ed è efficace in staccata, ma per rendere al meglio bisogna che tutte le componenti del mezzo siano perfettamente assettate e affidabili. Telaisticamente è a posto, mi diverte davvero, poi è chiaro che si possono sempre migliorare tante cose".

"Abbiamo già fatto tutte le verifiche con il Dipartimento Tecnico di WSC per l'omologazione, manca giusto il discorso motore per quanto detto prima; nel caso basterebbe avere le deroghe come hanno in tanti. Ci piacerebbe debuttare nelle ultime gare del TCR Italy, ma bisogna anche essere furbi e farlo quando le temperature saranno più basse perché con i problemi di raffreddamento non è possibile andare in pista ora se hai 40°C. Deve essere una macchina che funziona 12 mesi all'anno, non solo d'inverno, specialmente se c'è l'interesse del TCR South America, visto che là il meteo è sempre caldo e umido. Stiamo studiando qualcosa proprio in questo senso, perché per il resto le soluzioni trovate vanno bene".

Infine l'esperto pilota emiliano fa anche notare l'enorme quantità di lavoro che assieme alla famiglia Giacon (Domiziano - patron di Tecnodom - e i figli piloti, Jonathan e Kevin) si stanno sobbarcando, con tutte le difficoltà che un'azienda privata ha nel dover confrontarsi coi colossi dell'automobilismo.

"Bisogna sottolineare una cosa importante: è una macchina fatta da un costruttore privato, per cui si fa quello che si può e naturalmente non si hanno le stesse risorse e "malizie" delle Case che competono nel Mondiale. Loro fanno tutto al limite del regolamento, ma perché hanno una mentalità improntata sul mondo delle corse ufficiali. Se ragionassimo così anche noi, non saremmo più legati alla filosofia e al concetto del TCR".

"I nostri ingegneri stanno lavorando come dei matti per mettere a punto al meglio la Tipo, sarebbe bello correre anche a livello internazionale, ma con tante Case in giro il rischio è alto perché le risorse sono differenti. A mio avviso andrebbero differenziate le categorie, indipendenti e Costruttori. Chi fa da sè, dispone delle persone e del materiale che si può permettere, ovviamente inferiore rispetto ad un marchio che produce la macchina ufficialmente".

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Nicolas Varrone, Benjamin Hites, Fiat Tipo TCR, Tecnodom Sport

Nicolas Varrone, Benjamin Hites, Fiat Tipo TCR, Tecnodom Sport
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Foto di: Circuito Tazio Nuvolari - Cervesina

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