Comini: "Mi hanno rovinato il campionato, ma io ci credo ancora!"

La penalità inflitta a Stefano Comini in Gara 2 in Malesia ha permesso a Nash di allungare a +17 sul Campione in carica, che nonostante la rabbia non vuole arrendersi e si presenterà all'ultima gara più agguerrito che mai.

Il weekend malese di Stefano Comini si è concluso probabilmente nel peggiore dei modi. Il Campione in carica della TCR International Series aveva accarezzato l'idea di avvicinarsi sempre di più al titolo grazie all'epica battaglia combattuta con Roberto Colciago in Gara 1, con il pilota della Target Competition che ha avuto la meglio sullo svizzero in volata.

Nonostante si presentasse in modalità "difesa" a Sepang, Comini si è ritrovato al via di Gara 2 da leader della classifica e fin dalla partenza ha subito tirato fuori gli artigli per guadagnare altre posizioni e punti.

Purtroppo, però, un contatto con la Honda Civic di Tin Sritrai ha vanificato ogni speranza per il ragazzo della Leopard Racing, punito dai commissari con un drive-through (poi convertito in 30") che lo hanno fatto scivolare fuori dalla zona punti.

"La battaglia con Colciago è stata bellissima e mi sono divertito da matti, probabilmente avrei potuto anche vincere, ma non ho voluto correre rischi inutili che avrebbero potuto influire negativamente sulla mia classifica di campionato", ha detto Comini in esclusiva a Motorsport.com.

Ma la gioia per il secondo posto e la momentanea leadership è durata appena un giorno.

"In Gara 2 sono partito bene e mi sono subito messo all'inseguimento di Sritrai, che scattava in pole. Purtroppo l'ho toccato, è vero, ma non è stato un contatto voluto e soprattutto non è stato ruvido come si è visto in tantissime altre occasioni quest'anno. La penalità secondo me è assurda".

Il problema è sorto quando Sritrai è finito in testacoda.

"E' un ragazzino giovane e probabilmente ancora inesperto, tant'è che non si è girato quando l'ho toccato, ma un bel po' dopo. A conferma che il colpetto che gli ho dato non era nemmeno così forte da farlo finire fuori. Ci tengo a dire che non ce l'ho con lui, ma con chi valuta gli episodi in pista. Guardate il contatto Grachev-Colciago, nessuno ha preso provvedimenti, però Roberto è stato buttato fuori pista molto più ruvidamente".

Nelle corse turismo i contatti sono praticamente d'obbligo, ma ormai la linea che divide la volontarietà dal puro spettacolo sta diventando invisibile.

"Mi dispiace dirlo, ma manca coerenza e una linea guida nel metro di giudizio. In tutta la stagione abbiamo visto incidenti e colpi di ogni genere, ma le punizioni sono state fra le più varie e naturalmente ingiuste. Anche perché chi viene punito, ovviamente, va a valutare la gravità dell'episodio e il nome di chi lo ha commesso, come è capitato a me in Gara 2 sabato".

"Quello che dà fastidio è che non ci sono criteri, in questo modo non ci ho rimesso io, ma anche altri, perché è da inizio stagione che ne abbiamo viste di tutti i colori. Mi chiedo cosa succederà a Macao".

Il Circuito da Guia sarà teatro dell'ultimissimo round stagionale. Comini volerà in Oriente per recuperare i 17 punti da Nash, ma i problemi saranno anche altri.

"L'avevo già detto e lo ripeto: hanno permesso di iscriversi alla gara anche a vetture più potenti, come quelle di BTCC e CTCC, che non c'entrano assolutamente nulla con la TCR International Series. Noi ci stiamo giocando il campionato e rischiamo di vederci rubare punti da gente che non dovrebbe esserci. Io in Malesia ci ho rimesso per un contatto con un giovane della TCR Asia Series, ma qui il problema è ben peggiore. Per tutti! Come funzionerà coi punteggi totali? E per i concorrenti che correranno "ospiti" della TCR? E se uno di questi piloti innesca un incidente e ci andiamo di mezzo noi che lottiamo per il titolo? Non lo trovo giusto."

In ogni caso bisognerà dare il massimo, puntando sul fatto che la SEAT di Nash sarà la vettura più pesante in pista.

"James secondo me quest'anno è stato bravo, ma anche molto fortunato ad approfittare dei problemi altrui. Ho sempre detto di temere di più Pepe Oriola, ma anche lui si è preso delle penalità. Non credo che Pepe aiuterà spontaneamente il suo compagno di squadra. Noi abbiamo il problema che con la Golf soffriamo un sacco in fondo ai rettilinei, a Macao diventerà praticamente durissima arrivare al "Mandarin" o alla "Lisboa" con un buon margine dato che guadagnamo nel misto, ma non abbastanza per avere un buon vantaggio sulle Honda e SEAT. E se dovessimo essere dietro, non parliamo degli eventuali varchi per superare..."

"L'anno scorso arrivai a Macao con 2 punti di vantaggio. Oggi ne ho 17 da recuperare, so che ci sarà da soffrire e sudare, ma io sono un combattente e non mi arrendo. Anzi, ci credo e voglio farlo fino all'ultimo metro di gara. Infatti ho già lanciato sui miei social l'hashtag #OppaCominiStyleIoCiCredo. E facco anche un voto: se vinco corro dal barbiere e mi taglio barba e capelli! Fino ad oggi ho gareggiato pensando molto alla tattica e ai piazzamenti; a Macao sarò in pista col coltello tra i denti, andrò all'attacco e mi giocherò tutto!"

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A proposito di questo articolo
Campionati TCR
Evento Sepang
Circuito Sepang International Circuit
Piloti Stefano Comini
Team Leopard Racing
Articolo di tipo Intervista