Comini: "Ho vinto, ora merito un contratto!"

Il Campione 2015 ha raggiunto il suo obiettivo, ma il futuro è ancora nebusolo. Ripercorriamo l'annata in una intervista esclusiva

Obiettivo centrato. Dopo una faticaccia immane sotto tutti gli aspetti, Stefano Comini ha coronato il sogno di diventare Campione nella stagione inaugurale della TCR International Series.

Pur non essendo classificato come Campionato del Mondo, a tutti gli effetti la nuova categoria turismo messa in piedi da Marcello Lotti lo è, con eventi organizzati in vari paesi del pianeta.

E negli 11 appuntamenti andati in scena in questo 2015, il pilota svizzero è riuscito a dare spettacolo al volante della SEAT León preparata dalla Target Competition, nonostante nel finale abbia dovuto fare i conti con un infortunio al ginocchio sinistro che gli aveva fatto temere il peggio nella lotta per il Titolo.

A Macao, invece, tutto è andato bene. Battuto il suo grande rivale Pepe Oriola, Comini ha potuto festeggiare, sposarsi e recarsi in ospedale per rimettersi in sesto; e proprio dal letto della clinica svizzera che lo ha operato, il ticinese si è concesso in esclusiva a it.motorsport.com per fare un riassunto dell'annata conclusa in modo trionfale e per capire quali scenari futuri si aprono ora per lui.

Allora, come ci si sente da Campioni del Mondo?
"Sinceramente non lo so! E' tutto come prima, a parte il fatto che abbiamo fatto un po' di festa con amici e altra gente. Una cosa un po' improvvisata per divertirsi e riposarsi dopo tanto stress e impegni, fra i quali anche il matrimonio".

Come hai vissuto gli ultimi due mesi di TCR?
"Non sono stati facili. In Thailandia sono andato consapevole dei miei limiti dovuti all'infortunio; l'ho presa con filosofia e sono riuscito a limitare i danni. E' vero che ho vinto, ma avrei voluto fare di più perché sono scattato dalla nona piazza. La mia auto non era perfetta e mi sono anche un po' arrabbiato".

Cosa non funzionava?
"Avevo sempre il solito problema che per tutta la stagione ci ha dato fastidio, ossia la centralina che tagliava potenza proprio nelle curve veloci. In più non potevo accelerare come volevo nel rettilineo più lungo. E' stata una sofferenza perché mi sono dovuto difendere sempre e non ero in grado di attaccare gli altri. Era tutto ambiguo e strano, le vetture della Craft-Bamboo riuscivano a prendere la scia, la mia no. Oriola era più veloce, mi sono troppo insospettito".

A Macao però sei sembrato molto competitivo...
"A Macao la macchina non l'ho fatta toccare a nessuno, soprattutto a quelli della SEAT. Non mi fidavo assolutamente, se non dei ragazzi del mio team. Mi sono portato volante e centralina in camera da letto! Ero davvero tesissimo, la pressione per la vittoria del Titolo era molta. Dall'altro lato, però, ero anche tranquillo perché ormai avevo dimostrato tantissimo durante la stagione; ero cosciente che se perdevo non sarebbe stato di certo per colpa mia. Sapevo quello che valevano Comini, auto e squadra, se non avessimo vinto sarebbe stato perché qualcuno aveva deciso che non dovevo essere io il Campione".

Come te la sei cavata fra i muretti di Guia?
"Ho detto una bugia a tutti, nel senso che avevo promesso di allenarmi al simulatore, ma alla fine ho davvero fatto pochissimo se non qualcosa nei giorni subito prima di partire per Macao. Dal vero la pista è spettacolare e pazza, non avete idea della bellezza di quel circuito. Forse solo il Nordschleife è paragonabile, ma lì qualche via di fuga c'è. E' indescrivibile, muretti, dossi, tornantini, varianti... c'è di tutto, è stato emozionante".

Anche difficile, dato che ti sei sempre dovuto concentrare sugli specchietti per tenerti dietro Oriola...
"A dir la verità preferisco sempre essere davanti ai miei avversari. E' peggio dover concentrarsi per trovare un punto per sorpassare. Ero cosciente di essere in difetto rispetto ad Oriola e questo mi ha aiutato molto. Nel secondo settore andavo più piano per far in modo che lui consumasse le gomme, mentre dal tornantino uscivo più veloce per guadagnare sul dritto, dato che Pepe era molto più rapido e mi riprendeva sempre al "Mandarin". Un paio di volte ho sbandato, ma era tutto sotto controllo. Il vero capolavoro, però, penso sia riuscito a farlo in Qualifica, dove ho completato un giro da paura. Peccato solo che la mia telecamera on-board non funzionasse e non abbia registrato nulla, me lo sarei tenuto come chicca!"

Alla fine il Titolo è arrivato...
"Sì e ne sono molto felice. E' stato un anno pieno di difficoltà, finire così era il massimo che si potesse chiedere. Non avevo nemmeno la forza di festeggiare. Ho ripensato più volte ai vari episodi della stagione. sapete, ho dato il nome alle mie macchine: la prima era "Vanessa", ma è stata uccisa da Morbidelli al Red Bull Ring. Fino a quel momento si era comportata benissimo. Poi è arrivata "Gloria", con lei ho sofferto di più visto che a Singapore è sfumata la vittoria nel finale e a Buriram mi sono ritrovato a centro gruppo dopo le Qualifiche. A Macao sono sceso e mi sono appoggiato al cofano, ero stremato; penso che quella immagine valga più di tante parole".

Hai dato il nome alle tue macchine come Sebastian Vettel...
"Sì, ma io in realtà ho iniziato molto prima di lui!"

A chi dedichi il Titolo?
"Prima di tutti a me! Non avete idea della sofferenza che ho patito. Poi naturalmente alla mia famiglia, alla squadra e ai tifosi che si sono goduti lo spettacolo che sono riuscito a dare. E poi anche ai piloti che come me soffrono e lottano per mettere assieme il budget per correre".

A settembre dicesti che il tuo obiettivo era vincere il Titolo per dimostrare l'ingiustizia del motorsport: a questo punto cosa puoi aggiungere?
"Io in ogni caso ne esco da vincitore e a testa altissima. Tanto per incominciare il mio dovere l'ho fatto e penso di meritarmi un contratto decente per il prossimo anno. Non dovesse accadere, ecco che allora verrebbe dimostrata l'ingiustizia di cui parlavo. Poi sono consapevole di essere un personaggio scomodo, ma penso che la maggior parte del pubblico si identifichi sportivamente nella mia figura. Poi c'è anche chi critica, ma quelli li vorrei invitare a casa mia per una birra perché alla fine non mi conoscono e sono convinto che diventeremmo amici. E comunque chi critica ti dà una ulteriore motivazione per fare bene, così da dimostrargli che ha torto".

Tu corri sempre per il pubblico...
"Penso che il motorsport debba essere questo. Non so cosa dire di più, la cosa che mi riempie il cuore è leggere tutto ciò che la gente mi scrive per ringraziarmi e farmi i complimenti. E' un riscontro umano emozionante. Per questo vado avanti e penso che il motorsport possa farcela a cambiare".

Dove ti vedremo il prossimo anno?
"Ho avuto un paio di proposte in queste settimane, ma non ne sono felice. Una forse potrei prenderla in considerazione, ma al momento è presto per parlarne. La Target Competition non mi ha ancora detto nulla, ho sentito che passerebbero alla Opel e che Oriola dovrebbe essere il pilota di punta, ma di più non so. Il mio obiettivo è restare nel TCR perché sono a mio agio e penso di potermi esprimere in tutto e per tutto per quello che sono. Per quanto riguarda il team, come ho già detto più volte, vado da chi ha bisogno di me, sono cresciuto così non avendo un budget importante e non mi aspetto per forza una riconoscenza, anzi, ho imparato ad accettare se qualcuno non mi rinnova il contratto. L'unica cosa che vorrei è che sul mio futuro possa decidere io e non altri all'apice della TCR, non mi piace essere pilotato e vedere operazioni pilotate".

Ma tu resteresti con una SEAT o cambieresti anche mezzo?
"La priorità è trovare una sistemazione, poi se la vettura è competitiva è meglio. Non dovesse esserlo, non ho dubbi che io e il mio team ce la possiamo fare a rendere un prodotto vincente. Sono disposto a tutto, però al momento le possibilità che ho sul tavolo sarebbero di restare con SEAT, anche per una questione di riconoscenza verso gli sponsor che in un qualche modo mi hanno dato una mano".

Domanda cattiva: se ti proponessero di correre con la Honda assieme al tuo accerrimo nemico Morbidelli?
"Mmm... Non credo che alla WestCoast Racing siano così matti da fare una operazione di marketing così pazza! Però la Civic la proverei volentieri".

Quando pensi di sbrogliare la matassa?
"Mi auguro il prima possibile, ma temo che entro Natale sia difficile arrivare ad una conclusione. Tenete conto che tutti gli accordi li ho firmati attorno a febbraio-marzo, quindi non so se anche in questo caso sarà uguale. Diciamo che le cose avrebbero dovuto iniziare a muoversi almeno da una settimana, invece tutto tace. L'unica certezza è che non pretendo di essere pagato, ma almeno di non dover pagare io con mio budget. A 25 anni debbo cominciare a pensare anche alla mia famiglia, ora che sono sposato, e non posso sempre investire tutto nelle corse, che comunque restano la mia passione primaria, ma che non debbono essere la mia occupazione della vita".

Dopo la tua vittoria sei riuscito ad avere un po' più di spazio a livello mediatico?
"Questo è un tasto dolentissimo, ne avevamo già parlato a settembre. In Ticino sono stato l'unico a vincere qualcosa a livello internazionale, ma come al solito i quotidiani si sono limitati a trafiletti di due righe, o al massimo di una sul televideo! Fra le altre cose non è cambiato nulla nemmeno nelle redazioni; intanto sono ignoranti perché non sanno nemmeno che categoria è la TCR, descrivendolo come "campionato cadetto del WTCC", senza contare che per avere qualcosa bisogna sempre presentarsi con la classica bottiglia di vino. Voglio che questo si sappia anche al di fuori della Svizzera! Mi è anche capitato di giornalisti e TV che mi hanno chiamato per interviste per poi darmi buca all'ultimo minuto dopo che io avevo spostato i miei impegni. Alla fine io ho messo in piedi un ufficio stampa con gente che lavora sodo per produrre comunicati e materiale, poi nemmeno li pubblicano o prendono in considerazione. Da questo punto di vista sono molto deluso, arrabbiato e anche schifato. E la cosa assurda è che sono molto più conosciuto al di fuori del mio paese".

Ora pensiamo a rimetterci in piedi e a trovare una sistemazione...
"Sì, inizierò subito la fisioterapia per essere al top nel 2016, anche se ci vorranno almeno tre mesi. Nel frattempo continuerò a lavorare sotto traccia per trovare il meritato sedile per l'anno prossimo".

 

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A proposito di questo articolo
Campionati TCR
Piloti Stefano Comini
Articolo di tipo Ultime notizie