Comini: "Come mi confermo Campione? Correndo con testa e palle!"

Lo svizzero lo scorso weekend si è divertito come un matto correndo in TCR Benelux, ma ora si concentra per la corsa al titolo internazionale, che passa per Sepang, Macao e... gli attributi di ciascun concorrente!

Siamo a quattro gare dal termine della stagione 2016 e, come lo scorso anno, il titolo della TCR International Series è in ballo fra diversi piloti.

In piena lizza per la corona iridata c'è anche il Campione in carica Stefano Comini, che con la sua Volkswagen Golf GTI TCR occupa la seconda posizione della graduatoria generale a -2 dal leader James Nash.

Il pilota della Leopard Racing è ovviamente fra i favoritissimi, ma preferisce mantenere i piedi per terra e pensare al puro divertimento, come è stato fino ad oggi e come sarà (almeno secondo lui) fino a Macao, dove probabilmente avremo il vincitore finale.

E a proposito di divertimento, lo svizzero lo scorso weekend ha corso (e vinto) le gare della TCR Benelux a Colmarberg. Una esperienza che ha voluto descrivere in primis nell'intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com, per poi fare una analisi di quella che è la stagione corrente e delle possibilità di confermarsi il migliore del mondo fra i piloti TCR.

Tornato da Singapore sei subito ripartito per il Lussemburgo per questa gara "di contorno": come è stata questa esperienza?
"E' stato un evento stupendo, mi sono sentito nuovamente immerso nel motorsport come lo intendo io! Tutto da ricordare, livello di competizione buono fra gente umile e con passione da vendere, gli organizzatori fanno un lavoro incredibile e mi sono divertito come un bambino. Appena sono arrivato mi hanno accolto tutti a braccia apertissime, ho conosciuto un sacco di gente e bevuto birra con ciascuno si fermasse con me a fare due chiacchiere: piloti, commissari e meccanici, senza dimenticare i fan!"

Cose d'altri tempi...
"Assolutamente sì! Soprattutto il circuito, con la prima chicane provvisoria che era incredibile. E' un tracciato di vecchissima generazione, con asfalto diverso ad ogni curva, carreggiata strettissima e saliscendi continui. E quando sbagli la frenata di mezzo metro non c'è margine per recuperare, finisci nell'erba e non sai dove e quando ti fermi. Insomma, dove ci vogliono le... palle! Cose che al giorno d'oggi non si vedono più, purtroppo".

Nel complesso hai corso tre gare, più le prove...
"In realtà ho corso anche con la VW Fun Cup, mi sono venuti in mente i tempi del trofeo cadetti, competizione "old style" in tutto e per tutto. Trazione posteriore e grandi traversi dando spettacolo per il pubblico, i meccanici e chiunque fosse lì, come dovrebbe sempre essere. Un piacere favoloso!"

Tu corri sempre per il pubblico, hai trovato gente interessata?
"Ce n'era tanta e non me l'aspettavo nemmeno troppo. Fra l'altro a Colmarberg da ogni angolazione si vede la pista. Famiglie con bambini, appassionati di vecchia data che sono venuti apposta a godersi uno spettacolo da toccare con mano, incontrando anche i piloti di persona. Ho fatto notte fonda con gente che si fermava anche solo per una foto. Ad alcuni ho anche descritto la macchina, brillavano gli occhi a me e a loro! E intanto ci bevevamo una birra assieme, cioè il massimo!"

Il format della TCR Benelux è diverso rispetto all'International Series, come lo valuti?
"E' tutto particolare, ma assolutamente spettacolare. Era da tempo che non condividevo il volante della stessa vettura con un compagno di squadra; lì ho conosciuto Maxime Potty, un ragazzino molto interessante che secondo me potrebbe anche correre in International Series senza problemi. In generale ho trovato vera competizione allo stato puro. Mi piacerebbe ripetere questa esperienza perché mi ha fatto ricordare le vere emozioni di essere un pilota e il perché del nostro lavoro. Per questo ci tengo a ringraziare Vincent Vosse e René Verbist del Team WRT, e Leopard Racing per avermi offerto questa bellissima occasione".

Peccato per l'incidente in Gara 4 alla famigerata prima chicane...
"E' stato un incidente di gara, eravamo appaiati in tre e abbiamo frenato assieme, poi ci siamo toccati e ho tentato ugualmente di fare la chicane, ma ormai eravamo tutti lì e non c'è stato molto da fare. Purtroppo il botto è nato da un mio errore nella partenza lanciata, mi sono trovato risucchiato nel gruppo e questo mi dispiace molto. Ma rifarei tutto uguale altre 100 volte perché è una variante troppo bella e toglierla sarebbe un delitto, fa parte dello spettacolo e preferisco finire fuori per incidente piuttosto che tagliare una chicane per poi vedermi recapitare una penalità per non aver rispettato i limiti della pista. E' un controsenso atroce, è la genuinità dell'automobilismo. E poi dopo l'incidente ho subito scherzato con un commissario, mi sono seduto sul muretto che era a tre metri dalla pista a fumarmi una sigaretta e tutti gli altri piloti mi salutavano mentre erano dietro la Safety Car. Troppo bello!"

A proposito di "track limits": a Singapore ne abbiamo viste delle belle da parte dei commissari, vi hanno penalizzato non poco...
"E' un argomento che al momento preferirei non affrontare perché ci sono cose che non mi sono andate giù. Dico solo che io il regolamento lo rispetto e mi piacerebbe che così facessero tutti. Ma il problema è farlo rispettare, cosa che a volte sembra venga fatta e altre volte no..."

Dopo un anno sei ancora nella stessa situazione: due weekend di gara da affrontare e piena lotta per il titolo...
"Quest'anno sono in una situazione generale un po' diversa rispetto al 2015. La mia VW Golf soffre le velocità di punta degli altri e debbo cercare di raccogliere il più possibile con grinta e utilizzando la testa. Il campionato è molto più serrato e siamo in tanti a giocarcela. Sono convinto che tutto si deciderà a Macao. Sono molto determinato a vincere per dimostrare a tutti che sono stato in grado di crescere, incrementando la mia esperienza prendendo spunto anche dalle qualità dei miei avversari. Un pilota spettacolare, deciso e istintivo, professionale al massimo, corretto e rispettoso delle regole".

Sei preoccupato per le prestazioni della tua Golf?
"Sinceramente non ho la macchina per vincere, ma non è che nel 2015 fossi messo meglio. A Sepang avremo 20kg di zavorra, quindi sarà una difesa a denti stretti. Comunque siamo cresciuti moltissimo durante l'anno. Le classifiche parlano da sole, ad ogni gara c'è un protagonista diverso e la griglia è davvero competitiva".

Che percentuale di vittoria di daresti contro avversari di tutto rispetto come James Nash e Pepe Oriola?
"Sulla carta ovviamente, direi che siamo attorno al 63,5%! Ma mentalmente ci credo al 100%. Però continuo a temere più di tutti Pepe Oriola, mentre Nash è più simile a me come strategia. Ci sarebbe anche il mio compagno di squadra Vernay, ma non credo possa fare di più. Vediamo. In tutti i casi ho la certezza di avere qualcosa in più di tutti loro, perché siamo come pugili: non si sale sul ring senza la convinzione di poter vincere".

Visto che hai tirato in ballo Vernay, secondo te Jean-Karl potrebbe darti una mano a vincere il titolo?
"Ordini di scuderia per noi non ce ne saranno. Nel nostro campionato ognuno corre per sè, infatti basta ricordare come lui mi ha attaccato a Buriram. E poi a me non piacciono questi giochini, mentre invece sono assolutamente a favore del lavoro di squadra, tipo aiutarsi con le scie o condividere i dati nei box. Ma è una cosa molto diversa dallo scambiarsi le posizioni o fare da tappo con altri. Non so se le altre squadre potranno pensare ad ordini di scuderia. Penserei di no, però non si sa mai. L'anno scorso, a Macao, Jordi Gené cercò comunque di dare una mano a Pepe".

A Macao rischiate di ritrovarvi in griglia le vetture del BTCC e CTCC, visto che sono state aperte le iscrizioni anche alle 2 litri turbo della FIA e non solo...
"Siamo in una fase molto delicata del campionato, ma non mi è piaciuto che a Macao sia stato aperto l'ingresso alle vetture più potenti. Non ha senso e va a ledere l'immagine e il risultato di noi piloti del TCR. Fossi fra gli organizzatori della serie mi rifiuterei di correre. Al momento però nessuno nel paddock ha detto niente, certo sarebbe un peccato non poter salire sul podio di un evento così grande come Macao perché ci sono "altri" piloti".

Quindi ora partenza per Sepang, dove comunque si deciderà una fetta di campionato...
"Intanto andiamo in Malesia, dove penso che soffriremo molto di più per via della zavorra. Lì, come già detto, correrò in difesa, poi darò tutto a Macao. Spero di farcela. Voglio sopperire alle difficoltà con i... coglioni, come faccio sempre!"

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A proposito di questo articolo
Campionati TCR
Piloti Stefano Comini
Team Leopard Racing
Articolo di tipo Intervista