Motorsport.com - All - Storie http://it.motorsport.com/ Motorsport.com | Notizie di Gara, Risultati di Gara - F1, NASCAR, IndyCar e altro Tue, 13 Oct 2026 15:42:16 +0000 F1 | Hamilton: "Ho mancato l'ingresso dei box" è il segno che Hamilton aveva già il malessere? https://it.motorsport.com/f1/news/f1-hamilton-ho-mancato-lingresso-dei-box-e-il-segno-che-hamilton-aveva-gia-il-malessere/10864977/ Lewis si è assunto la colpa di non aver seguito Leclerc nel pit stop doppio al giro 39 mentre c'era la VSC, ma il ferrarista ha dato la sensazione che abbia voluto fare di testa sua, come nella scelta delle medie al via, mentre il team aveva scelto le rosse. E se, invece, ha pagato un leggero calo di concentrazione nel momento decisivo del GP? Lewis si è assunto la colpa di non aver seguito Leclerc nel pit stop doppio al giro 39 mentre c'era la VSC, ma il ferrarista ha dato la sensazione che abbia voluto fare di testa sua, come nella scelta delle medie al via, mentre il team aveva scelto le rosse. E se, invece, ha pagato un leggero calo di concentrazione nel momento decisivo del GP?

“Ho mancato l’ingresso”. La chiamata radio di Lewis Hamiltn è stata lapidaria, come l’ordine che il muretto del Cavallino aveva impartito ai due piloti: “Ragazzi, fermatevi ai box durante la VSC”. Questa conversazione è avvenuta al giro 39 del GP di Singapore. La strategia del Cavallino era quella di effettuare il doppio pit per difendere il secondo e terzo posto conquistato in pista da Charles Leclerc e Lewis Hamilton. 

Questo episodio ha scatenato molte polemiche sull’insubordinazione del sette volte campione del mondo che, dopo aver criticato le scelte precedenti della squadra ha dato la chiara sensazione di voler fare di testa sua. In effetti la scelta di partire con la mescola media è stata del 41enne britannico, contravvenendo le indicazioni degli strateghi che, invece, avrebbero voluto due SF-26 aggressive alle spalle del poleman Max Verstappen. 

Al netto, quindi, dell’errore iniziale che è subito costato caro a Lewis perché non ha mai avuto un buon passo, tanto da spingerlo ad aprire la sequenza dei pit stop al giro 18 con una sosta molto anticipata (le previsioni Pirelli davano il cambio gomme con le gialle fra il 25esimo e il 31esimo giro). Nonostante tutto Hamilton è riuscito a mantenere una posizione da podio che poteva confermare il risultato della gara Sprint del sabato. 

Lo scenario poi è cambiato in occasione della neutralizzazione della gara per la Virtual Safety Car causata dallo stop di Lance Stroll con l’Aston Martin senza frizione. Fred Vasseur, nel dopo corsa, ha spiegato: "La decisione di rimanere in pista è stata di Lewis. Noi abbiamo richiamato entrambe le monoposto ai box sotto VSC. Lewis ha mancato l'entrata ed è stato un peccato, perché sarebbe stato terzo e avrebbe terminato lì". 

"Non sono arrabbiato. Nel complesso questo è stato un buon fine settimana. Ieri abbiamo fatto secondo e terzo nella Sprint e oggi secondo e sesto nella gara lunga. Ma oggi c'era l'opportunità di fare secondo e terzo ed è un peccato perdere punti in questo modo. Dobbiamo discuterne con Hamilton per cercare di evitare altre situazioni del genere in futuro". 

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Jayce Illman / Getty Images

Per quanto il team principal sia un assertore del motto “Si vince e si perde tutti insieme”, questa volta il francese ha voluto prendere le difese della Scuderia più che attaccare il pilota. Ma stando alle informazioni raccolte da Motorsport.com c’è un aspetto importante che non è venuto fuori: Lewis sarebbe già partito per il GP più impegnativo della stagione, condizionato da alte temperature (30 gradi di aria e 43 gradi di asfalto) e da un gradiente di umidità molto elevato, che non era in perfetta forma fisica.  

La VSC al giro 7 (per la rottura del cambio dell’Audi di Gabriel Bortoleto) la bassa velocità di percorrenza ha creato un ristagno di aria ad alta temperatura (negli abitacoli c’erano oltre 50 gradi) che ha messo in crisi anche i piloti più giovani come Kimi Antonelli e può aver reso le cose più complicate ad un quarantenne come Hamilton che già non era al suo meglio della forma. Il sudore non si asciuga e per questo effetto aumenta la disidratazione creando del malessere. 

Lewis nel momento decisivo della corsa ha ammesso di aver... mancato l’ingresso dei box. Una dichiarazione che non presupponeva il rifiuto del pit stop come scelta strategica. Evidentemente a Hamilton è mancato un attimo di concentrazione: “...e poi ho deciso di restare in pista e provare a mantenere la posizione in classifica fino alla fine, ma negli ultimi giri ho lottato con il degrado delle gomme e ho perso tre posizioni, il che non riflette il passo che avevamo in macchina oggi”.  

Senza il cambio gomme c’è stato il crollo prestazionale tanto da subire gli attacchi di Kimi Antonelli e delle due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri. E non è affatto casuale che, giunto in parco chiuso, il ferrarista abbia accusato un malessere che ha richiesto l’intervento dei dottori del Centro Medico, tanto da chiedere l’esenzione di partecipare agli incontri media, cosa che la FIA gli ha ovviamente concesso. 

Hamilton è un pilota che si tiene in perfetta forma con una preparazione psico-fisica molto curata ed attenta, ma a Singapore ha concluso la corsa in uno stato evidente di spossatezza. L’errore per il mancato pit stop c’è stato, ma non è detto che non sia stato involontariamente indotto... 

Leggi anche:F1 | Mercedes conferma: sia Antonelli che Russell useranno il nuovo pacchetto di aggiornamenti ad AustinF1 | Red Bull ha scavalcato Mercedes? Ora la RB22 sembra il nuovo riferimento del CircusF1 | La pagella la fate voi: date i vostri voti ai piloti nel GP di SingaporeF1 | Red Bull, Mekies avverte: "Possiamo vincere ovunque, ma gli altri continueranno a sviluppare"F1 | Antonelli, 4 track limit ma niente penalità: la FIA ha scagionato Kimi perché c'era un guasto ai freniF1 | Leclerc: la chance mancata non è stata al via, ma quando non ha attaccato Max in difficoltà con la PUF1 | Analisi post GP Singapore: Ferrari al suo top con Leclerc, ma non basta. Perché?F1 | McLaren: Norris si scusa per l'errore di sabato, ma Stella invita a proseguire le riflessioni all'interno del teamF1 | Verstappen e il potere della reputazione: così Max condiziona i suoi rivaliF1 | Mercedes, Antonelli vede il titolo ma la W17 resta un rebusF1 | Max, la prima vittoria a Singapore va oltre le insidie: in partenza e nei primi giri ha avuto problemi con la PU]]> 10864977-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 15:36:20 +0000 Franco Nugnes F1 | Mercedes conferma: sia Antonelli che Russell useranno il nuovo pacchetto di aggiornamenti ad Austin https://it.motorsport.com/f1/news/f1-mercedes-conferma-sia-antonelli-che-russell-useranno-il-nuovo-pacchetto-di-aggiornamenti-ad-aust/10864896/ Mercedes vuole continuare a raccogliere dati sul nuovo pacchetto introdotto a Sepang e capire come estrarre il potenziale che sembra esserci. Le parti, infatti, potrebbero costituire la base della W18, la monoposto del 2027. Mercedes vuole continuare a raccogliere dati sul nuovo pacchetto introdotto a Sepang e capire come estrarre il potenziale che sembra esserci. Le parti, infatti, potrebbero costituire la base della W18, la monoposto del 2027.

Toto Wolff e Andrea Kimi Antonelli lo avevano già detto nel post gara di Singapore: ad Austin, quasi certamente, entrambe le W17 verranno equipaggiate dal nuovo pacchetto introdotto da Mercedes a Sepang, sede insolita del Gran Premio del Bahrain. E così sarà.

Ad annunciare l'intenzione da parte della Stella a tre punte di scendere in pista al Circuit of the Americas con entrambe le W17 dotate delle novità provate a Singapore dal solo Antonelli è stato Bradley Lord.

Il vice team principal della Mercedes, nel solito appuntamento di recap post fine settimana di gara, ha confermato quanto già detto da Wolff e da Antonelli.

"Singapore è stato per noi un fine settimana di esperimenti e abbiamo imparato cose molto utili. Abbiamo deciso di fare l'esperimento il più presto possibile dopo Sepang perché avevamo le componenti disponibili, sebbene sia stato un duro lavoro per i meccanici, ossia due giorni di lavoro per loro. Abbiamo guardato i dati e abbiamo potuto capire dove non siamo riusciti a mettere la macchina nella giusta finestra di bilanciamento". 

"In qualifica, infatti, siamo riusciti a estrarre più potenziale dal nuovo pacchetto, infatti le nostre performance non state più buone. Ci siamo qualificati comunque in una posizione tutto sommato avanzata. Poi, in gara, Kimi è stato in grado di tenere un ottimo passo. Forse non quello di Verstappen, ma certamente competitivo rispetto a quello delle altre vetture in pista". 

"La Red Bull ha trovato una grande forma, ma noi pensiamo di avere iniziato a trovare la giusta direzione con il nuovo pacchetto di aggiornamenti per la W17. La finestra in cui le novità funzionano è ancora stretta, dunque per i piloti è come correre sul filo del rasoio. Per il momento, se il bilanciamento è giusto la macchina è veloce. Ma la macchina può andare rapidamente fuori dalla finestra ottimale ed è per questo che dovremo continuare a lavorarci sopra in modo importante nel corso dei prossimi fine settimana di gara". 

"Ma siamo fiduciosi di usare due vetture dotate di aggiornamenti già ad Austin per continuare il processo di apprendimento e continuare a spingere".

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

Ma perché Mercedes continua a spingere in modo evidente su questo pacchetto (considerando che, invece, quello usato a Spa-Francorchamps è stato accantonato in pochissimo tempo)? La domanda trova una risposta già nelle parole pronunciate sia da Antonelli che da Wolff nei debriefing post gara di Marina Bay. 

“Sì [userò ancora questo pacchetto]. Credo che torneremo tutte e due con il pacchetto nuovo. È importante capire qual è la finestra giusta dove mettere la macchina. Il potenziale di questo pacchetto c'è, ma è giusto continuare a usarlo perché dobbiamo capire in quale direzione andare per il prossimo anno”, ha detto il leader del Mondiale.

Wolff ha aggiunto: "Credo inoltre che, nell’ottica del lavoro di sviluppo per il prossimo anno, sia la direzione giusta da seguire. Ma lo dico prima che i nostri gruppi di lavoro si riuniscano domani e dopodomani per analizzare la situazione e stabilire se sia effettivamente questa la strada che vogliamo intraprendere".

E' chiaro che la filosofia introdotta a Sepang sulla W17 possa essere una base di partenza per la W18. Ecco perché trovare la finestra di utilizzo delle novità e capire come estrapolare il massimo possibile sia per Mercedes una priorità assoluta, soprattutto potendo contare su vantaggi talmente ampi nelle classifiche iridate da avere margine per provare cose in vista della prossima stagione.

Leggi anche:F1 | Red Bull ha scavalcato Mercedes? Ora la RB22 sembra il nuovo riferimento del CircusUfficiale: la Formula 1 torna in Africa, accordo di dieci anni con il Ruanda F1 | Red Bull, Mekies avverte: "Possiamo vincere ovunque, ma gli altri continueranno a sviluppare"F1 | La pagella la fate voi: date i vostri voti ai piloti nel GP di Singapore]]> 10864896-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 13:45:40 +0000 Giacomo Rauli WEC | Alex Quinn debutta sulla Peugeot alla 6h di Barcellona https://it.motorsport.com/wec/news/wec-alex-quinn-debutta-sulla-peugeot-alla-6h-di-barcellona/10864919/ Confermato come nuovo pilota ufficiale del Leone per il 2027, il 25enne britannico sarà al volante della 9X8 #93 con Di Resta e Cassidy già in Spagna e alla successiva 6h di Monza. Confermato come nuovo pilota ufficiale del Leone per il 2027, il 25enne britannico sarà al volante della 9X8 #93 con Di Resta e Cassidy già in Spagna e alla successiva 6h di Monza.

Peugeot Sport ha ufficializzato che Alex Quinn farà il proprio esordio sulla 9X8 in occasione della 6h di Barcellona che si terrà nel fine settinana.

Era già noto che al penultimo evento della stagione 2026 del FIA World Endurance Championship, la Casa del Leone si sarebbe presentata senza Stoffel Vandoorne, il quale ha terminato la sua esperienza dopo il Fuji per concentrarsi sulla preparazione con Jaguar in Formula E.

Nell'aria era già abbastanza chiaro che Quinn avrebbe dunque avuto l'occasione di anticipare il suo debutto da pilota ufficiale, dopo l'annuncio della sua promozione in vista del 2027, confermato all'inizio della settimana scorsa.

Il britannico andrà quindi a condividere il volante della LMH #93 assieme ai titolari Nick Cassidy e Paul Di Resta, con cui sarà in azione anche alla 6h di Monza, in attesa poi di affrontare la nuovissima sfida con la versione aggiornata del prototipo francese.

"Sono davvero entusiasta di scendere in pista a Barcellona; mi sento già a casa con il team Peugeot, ma l’obiettivo sarà quello di inserirmi nel programma di gara nel modo più fluido possibile. Sarà un momento di orgoglio nella mia carriera, quindi voglio fare un buon lavoro per la squadra, ma anche divertirmi!"

Il Team Principal, Emmanuel Esnault, ha aggiunto: "Pur concentrandoci sul finale di stagione, ci stiamo anche preparando per il futuro, quindi inserire Alex nella formazione della #93 è stata una decisione ovvia. Sapendo che sarà uno dei nostri piloti a partire dal 2027, tutta l’esperienza che potrà acquisire a Barcellona e a Monza sarà molto preziosa per il futuro".

"La rimonta della #94 fino al sesto posto a Fuji ci ha dato ancor più motivazione per ottenere un risultato migliore a Barcellona. Il team ha avuto l’opportunità di effettuare dei test su questa pista e la maggior parte dei nostri piloti conosce bene il circuito, avendovi già corso in altri campionati nel corso della propria carriera. Credo che siamo pronti".

 

 

]]> 10864919-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 13:19:49 +0000 Francesco Corghi MotoGP | Pressioni gomme: Acosta propone una soluzione, secondo Pirelli non ci saranno problemi in futuro https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-pressioni-gomme-acosta-propone-una-soluzione-secondo-pirelli-non-ci-saranno-problemi-in-futu/10864842/ Dopo la controversa gara in Indonesia, dove una marea di piloti hanno sofferto alterazioni nei parametri delle Michelin, lo spagnolo ha espresso un suo parere per evitare che si possano verificare altre noie simili, mentre il fornitore di pneumatici 2027 si dice tranquillo in merito. Dopo la controversa gara in Indonesia, dove una marea di piloti hanno sofferto alterazioni nei parametri delle Michelin, lo spagnolo ha espresso un suo parere per evitare che si possano verificare altre noie simili, mentre il fornitore di pneumatici 2027 si dice tranquillo in merito.

Nel 2023 la MotoGP ha introdotto una modifica al regolamento tecnico, obbligando i piloti a mantenere una pressione superiore a un determinato valore per un tempo minimo durante la gara. Attualmente, la norma prevede che quella della ruota anteriore debba essere stabile al di sopra di 1,80 bar (1,68 bar per quella posteriore) per il 60% dei giri di un GP, e del 30% nelle Sprint, con sanzioni per inadempienza rispettivamente di 16 e 8 secondi.

Michelin, fornitore unico di pneumatici della Classe regina, ha sviluppato un sistema per monitorarla durante gli eventi ed eventualmente poter applicare sanzioni ai piloti che non rispettano la regola. Proprio domenica scorsa, per citare un esempio, Maverick Viñales è stato penalizzato di 16" per non aver mantenuto la pressione minima per il tempo stabilito.

Ma a Mandalika, lo stesso problema ha colpito vari piloti, tra cui Jorge Martín sabato, e Marc Márquez e Pedro Acosta, domenica. Questi ultimi due hanno trascorso metà gara a superarsi e farsi superare a vicenda, per poter stare l’uno dietro all’altro e far salire la pressione. Il risultato è stato che hanno rallentato così tanto il ritmo che negli ultimi giri è arrivato Ai Ogura, scavalcando entrambi.

Sabato, Martín ha avuto un problema simile: partiva quinto in griglia e aveva regolato la pressione degli pneumatici pensando di dover stare dietro ad altri piloti, quindi la pressione era leggermente superiore al minimo. Tuttavia, alla prima curva, il ragazzo di Aprilia si è ritrovato in testa, con aria pulita davanti a sé, e dopo otto giri ha dovuto attendere Márquez, che lo seguiva, per lasciarlo passare e far salire la pressione.

 

L’indicatore sul display della moto del madrileno gli ha segnalato che era fuori limite fino all’ultimo giro dello Sprint e quando ha cercato di recuperare, non solo non ci è riuscito, ma ha perso due posizioni andando leggermente largo in una curva. Marc ha vinto e si è portato in testa al Mondiale, anche se il giorno dopo 'Martinator'  ha riconquistato il primo posto in classifica generale.

Acosta propone una soluzione

"La regola della pressione è la più grande assurdità del campionato - ha dichiarato domenica Acosta dopo aver dovuto lasciar passare ben tre volte Márquez, nonostante avesse un ritmo di gran lunga superiore a quello della Ducati - Non puoi lottare per il titolo e poi trovarti in una situazione del genere".

"Capisco che dovremmo avere una pressione minima prima di partire per la gara, ma non si può decidere cosa succede durante il suo svolgimento. Ad esempio, ieri è successo con Martin: immagino che la sua gara fosse stata pianificata con pensando a Bezzecchi e Marc davanti. Non si può controllare ciò che fanno gli altri in questo caso". 

Pedro Acosta y Marc Márquez se dejaron pasar uno al otro varias veces el domingo debido a las presiones de los neumáticos

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Per Acosta esiste una soluzione che potrebbe essere più pratica ed eviterebbe questo tipo di situazioni.

"Se avessimo tutti una pressione standard in griglia, sarebbe più facile. Andare con la pressione troppo alta è addirittura pericoloso. In questo modo, Michelin potrebbe stabilire un intervallo di pressione per la ruota anteriore prima dell’inizio della gara, e verificare in griglia che tutti abbiano la stessa pressione; è una cosa che si fa in un attimo, dopo puoi concentrarti solo sul cercare di vincere".

Con Pirelli non succederà

Uno dei motivi per cui la MotoGP non è preoccupata in questo momento per la questione è che l’arrivo di Pirelli nel 2027 come fornitore unico al posto di Michelin impedirà che si verifichino situazioni del genere.

Motorsport.com ha parlato con Giorgio Barbier, direttore delle competizioni motociclistiche di Pirelli, lo scorso luglio, dopo che Joan Mir (Honda HRC) aveva perso il podio al GP dei Paesi Bassi a causa della pressione dello pneumatico anteriore.

Barbier ha spiegato che Pirelli manterrà la norma sulle pressioni a partire dal 2027: "Dobbiamo avere grande rispetto per l’attuale fornitore della MotoGP (Michelin). Se dopo undici anni ha stabilito una regola, insieme a Dorna, perché ritiene che correre a pressioni basse possa costituire un pericolo, non posso dire che tale pericolo non esista. Perché non conosco ancora a fondo le MotoGP".

Tuttavia, il dirigente italiano aggiunge: "Con i nostri pneumatici abbiamo una finestra operativa di pressioni piuttosto ampia. Ogni pilota può scegliere. Il comportamento della gomma non cambia molto da una pressione all’altra”.

Questo lasciando intendere che con Pirelli non ci saranno problemi con la pressione degli pneumatici né sanzioni ai piloti ore dopo la fine di una gara: “Non possiamo continuare a vedere cose del genere”.

 

Leggi anche:MotoGP | Tardozzi: "Non è assolutamente vero che Marquez si è fatto la Ducati per lui, sono discorsi da bar"MotoGP | Ecco perché Jorge Martin non è stato sanzionato per partenza anticipata in IndonesiaMotoGP | Razgatlioglu si sottoporrà ad un controllo alla spalla: "Spero di non dovermi operare"MotoGP | Aprilia apre agli ordini di scuderia: "Ad un certo punto bisogna dare un peso agli obiettivi"MotoGP | I piloti si oppongono alla multa per mancata presenza agli eventi coi tifosiMotoGP | Finalmente Bezzecchi rompe la maledizione, ma forse è tardi: sarà solo l'arbitro tra Martin e Marquez?MotoGP | Di Giannantonio: "C'era un buco nella gomma anteriore, sono stato fortunato a finire"]]> 10864842-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 10:20:17 +0000 Germán Garcia Casanova Drudi tra i cinque 'supermen' che si divideranno tra WEC a Barcellona e GT World a Portimão https://it.motorsport.com/wec/news/drudi-tra-i-sei-eroi-che-si-divideranno-tra-wec-a-barcellona-e-gt-world-a-portimao/10864810/ La concomitanza con l'ultima gara di Endurance Cup di SRO e il Mondiale ha trovato ottime risposte da parte dei Costruttori nella composizione degli equipaggi. Ma qualcuno sarà comunque costretto a fare avanti e indietro tra Spagna e Portogallo. La concomitanza con l'ultima gara di Endurance Cup di SRO e il Mondiale ha trovato ottime risposte da parte dei Costruttori nella composizione degli equipaggi. Ma qualcuno sarà comunque costretto a fare avanti e indietro tra Spagna e Portogallo.

Alla fine saranno cinque i piloti che dovranno dividersi i compiti tra FIA World Endurance Championship e GT World Challenge Europe nel fine settimana che vedrà le due serie di scena in concomitanza, rispettivamente, a Barcellona e Portimão.

Come già noto da tempo, SRO Motorsports Group aveva anticipato al sabato sera la gara di 3h valida come ultimo round di Endurance Cup della stagione 2026, in modo da consentire a tutti i protagonisti impegnati anche nel Mondiale di fare la spola tra Spagna e Portogallo, considerando anche che - all'epoca di queste decisioni - la lotta per i titoli era ancora apertissima.

Team e Costruttori si sono organizzati in base alla situazione del campionato promosso dall'organizzazione di Stéphane Ratel e l'unica richiesta fatta pervenire a FIA WEC e ACO era stata quella di modificare il programma del Circuit de Catalunya, dividendo le attività con precedenza alle vetture di Classe LMGT3 e poi lasciando spazio alle HYPERCAR.

Con la pubblicazione dei due elenchi iscritti, abbiamo quindi il quadro della situazione completo e, come prevedibile, sono proprio tutti i concorrenti di LMGT3 a dover volare all'Algarve International Circuit per la corsa di sabato 17.

#10 Garage 59 McLaren 720s GT3 EVO: Antares Au, Thomas Fleming, Marvin Kirchhofer

#10 Garage 59 McLaren 720s GT3 EVO: Antares Au, Thomas Fleming, Marvin Kirchhofer

Foto di: FIA WEC / DPPI

Tra questi spicca senz'altro il nome di Mattia Drudi, che in quanto pilota ufficiale di Aston Martin Racing prima dovrà difendere i colori di Heart of Racing a bordo della Vantage LMGT3 #27, per poi cambiare tuta e vestire quella di Comtoyou Racing nel GT World sulla Vantage #7, dove al posto del titolare Marco Sørensen (che rimane sulla Valkyrie nel WEC) la Casa inglese ha messo a disposizione Ross Gunn, con Nicki Thiim che completa il terzetto.

I più 'colpiti' dalla concomitanza sono i ragazzi della McLaren e il team Garage 59: Thomas Fleming e Benjamin Goethe prima guideranno le 720S LMGT3 #10 e #58, rispettivamente, poi voleranno in Portogallo per condividere il volante della #58 di Classe GOLD CUP con Louis Prette. Il marchio britannico ha invece 'risparmiato' Marvin Kirchhöfer, il cui posto sulla 720S #59 di PRO CUP all'Algarve verrà preso da Jack Hawksworth, schierato assieme ai titolari Dean Macdonald e Joseph Loake.

In casa BMW-WRT anche Darren Leung dovrà fare avanti e indietro per gli impegni con la M4 LMGT3 #32 e la GT3 bavarese #991 del suo team Paradine Competition, con cui prende parte alla categoria BRONZE CUP della serie di SRO.

C'è poi un quinto concorrente che inizialmente non era fra i potenziali candidati alla cosiddetta 'doppia': si tratta di Rui Andrade, portacolori di Mercedes-Iron Lynx nel WEC e chiamato dal team Motopark per salire sulle AMG GT3 #19 di SILVER CUP a Portimão.

#93 Ziggo Sport Tempesta Racing, Porsche 911 GT3 R (992) EVO: Eddie Cheever, Peter Dempsey

#93 Ziggo Sport Tempesta Racing, Porsche 911 GT3 R (992) EVO: Eddie Cheever, Peter Dempsey

Foto di: Davide Cavazza

Tutte le altre situazioni intricate sono state risolte nei seguenti modi. La notizia più importante, come ormai noto da diversi giorni, è la scelta di Max Verstappen di scendere in pista con la Mercedes #3 della propria squadra, dato che Daniel Juncadella e Jules Gounon rimarranno, rispettivamente, con Genesis ed Alpine a Barcellona. Oltre a Chris Lulham, con l'olandese della Red Bull ci sarà Ben Barnicoat, molto legato al team 2Seas Motorsport che si occupa della preparazione della vettura della Stella.

Rimanendo sempre in Mercedes, anche Maxime Martin rimarrà con Mercedes-Iron Lynx nella Classe LMGT3 della serie iridata, con Ralf Aron pronto a sostituirlo sulla #17 di GetSpeed Performance nella categoria PRO del GT World.

In Ferrari e AF Corse hanno sbrogliato la matassa senza grossi patemi: non essendo più in corsa per i titoli GT World PRO, Nicklas Nielsen ed Alessio Rovera manterranno i propri ruoli a bordo di 499P e 296 LMGT3, sostituiti in Catalogna da Lorenzo Ferrari e Nicola Lacorte sulla 296 #51 PRO, dove il neo Campione Sprint GOLD CUP rimane Tommaso Mosca. 

Sulla #50 di Maranello non potrà infine esserci Sean Gelael, impegnato in LMGT3 con BMW-WRT, per cui la scelta è ricaduta su Albert Costa come compagno dei titolari Lilou Wadoux ed Arthur Leclerc.

#32 Team WRT BMW M4 LMGT3 EVO: Darren Leung, Sean Gelael, Augusto Farfus

#32 Team WRT BMW M4 LMGT3 EVO: Darren Leung, Sean Gelael, Augusto Farfus

Foto di: FIA WEC / DPPI

E parlando appunto di BMW M Motorsport, anche qui le cose si sono sistemate in fretta lasciando Raffaele Marciello sulla M Hybrid V8 #15 e Dan Harper ed Augusto Farfus sulle M4 #69 e #32 di WRT in LMGT3.

All'Algarve, i posti del Campione svizzero e del brasiliano sulla M4 #98 di Rowe Racing verranno presi da Philipp Eng e Marco Wittmann per supportare Jake Dennis, il britannico lascerà il volante della M4 #46 a Neil Verhagen, nuovo collega di Valentino Rossi e Max Hesse.

All'ultimo momento, Peter Dempsey ha invece scelto di rimanere a Barcellona per correre con la Corvette-TF Sport #34: vinto il titolo Sprint in Classe BRONZE CUP del GT World, il grande veterano irlandese (fra l'altro reduce dal successo con la Maserati GT2 in GT America) lascerà il sedile della Porsche-Tempesta Racing #93 a Lucas Wolf.

Infine, Antares Au e Riccardo Pera resteranno in Spagna con McLaren-Garage 59 e Porsche-Manthey, dunque il team Rutronik Racing ha rinunciato a schierare la sua 911 #97 di BRONZE CUP all'ultima gara Endurance di SRO.

FIA WEC: Elenco Iscritti Barcellona

Leggi anche:GT World e WEC nello stesso weekend: cosa faranno team e piloti impegnati su entrambi i fronti?

 

]]> 10864810-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 10:08:14 +0000 Francesco Corghi Ufficiale: la Formula 1 torna in Africa, accordo di dieci anni con il Ruanda https://it.motorsport.com/f1/news/ufficiale-la-formula-1-torna-in-africa-accordo-di-dieci-anni-con-il-ruanda-/10864823/ La Formula 1 ha annunciato un accordo decennale per riportare il Mondiale nel continente africano, assente dal calendario dal 1993. Il Gran Premio si disputerà su un nuovo circuito permanente a Bugesera, a circa 40 chilometri da Kigali, la cui realizzazione è prevista per i primi anni del prossimo decennio. Domenicali: "Un momento storico per la F1". La Formula 1 ha annunciato un accordo decennale per riportare il Mondiale nel continente africano, assente dal calendario dal 1993. Il Gran Premio si disputerà su un nuovo circuito permanente a Bugesera, a circa 40 chilometri da Kigali, la cui realizzazione è prevista per i primi anni del prossimo decennio. Domenicali: "Un momento storico per la F1".

La Formula 1 tornerà a correre in Africa. Dopo oltre trent'anni di assenza, il continente africano ritroverà un posto nel calendario del Mondiale grazie a un accordo decennale annunciato oggi da Formula 1 e governo del Ruanda. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo circuito permanente a Bugesera, circa 40 chilometri a sud della capitale Kigali, che ospiterà il Gran Premio d'Africa a partire dai primi anni del prossimo decennio.

Si tratta di un annuncio di grande rilevanza per il futuro della Formula 1, che raggiunge così uno degli obiettivi strategici perseguiti da tempo da Stefano Domenicali. L'Africa era infatti l'unico continente abitato ancora assente dal calendario del Mondiale, una lacuna che risaliva al 1993, anno dell'ultima edizione del Gran Premio del Sudafrica disputata sul circuito di Kyalami.

Il ritorno della Formula 1 nel continente africano è stato oggetto di trattative e valutazioni per diversi anni. La scelta è infine ricaduta sul Ruanda, Paese che ha avviato un ambizioso programma di investimenti nelle infrastrutture sportive e turistiche, con l'obiettivo di rafforzare il proprio ruolo nell'organizzazione di eventi internazionali.

L'accordo avrà una durata di dieci anni, ma per conoscere la data esatta della prima edizione del Gran Premio bisognerà attendere il completamento del nuovo circuito. La struttura sarà realizzata secondo gli standard FIA di Grado 1, requisito indispensabile per ospitare una gara del Mondiale di Formula 1.

Un nuovo circuito a 40 chilometri da Kigali

Il progetto sarà coordinato dal Rwanda Development Board e si inserirà in un più ampio piano di sviluppo infrastrutturale, commerciale e turistico. Il nuovo impianto sorgerà nella regione di Bugesera, nelle immediate vicinanze del nuovo aeroporto internazionale di Kigali, un elemento destinato a facilitare la logistica di un evento che richiederà collegamenti con il resto del mondo.

Secondo le prime indicazioni, il tracciato sarà progettato sfruttando le caratteristiche naturali del territorio, in particolare i dislivelli presenti nell'area. L'obiettivo è realizzare un circuito tecnicamente impegnativo, capace di offrire opportunità di sorpasso e una buona visibilità agli spettatori, integrandosi al tempo stesso nel paesaggio circostante.

L'impianto non sarà destinato esclusivamente alla Formula 1. Il progetto prevede infatti una struttura utilizzabile durante tutto l'anno per altre competizioni motoristiche, eventi internazionali, congressi e manifestazioni di intrattenimento. Una scelta che risponde alla volontà di rendere economicamente sostenibile l'investimento anche al di fuori del weekend del Gran Premio.

Domenicali: "Un momento storico per la Formula 1"

Per Stefano Domenicali, presidente e CEO di Formula 1, l'accordo rappresenta il completamento di un percorso di espansione geografica che negli ultimi anni ha portato il Mondiale a rafforzare la propria presenza in diversi mercati.

“Oggi è un momento storico per la Formula 1 - ha dichiarato Domenicali - con l'ingresso del Ruanda nel calendario a partire dal prossimo decennio, il nostro sport correrà in tutti i continenti abitati, avvicinando il Mondiale ai tifosi di tutto il mondo. L'Africa ha sempre fatto parte del futuro della Formula 1 e fin dall'inizio eravamo determinati a tornare nel modo giusto, con il partner giusto, un impegno a lungo termine e una visione chiara per creare un impatto significativo”.

Il CEO della Formula 1 ha sottolineato come l'accordo vada oltre l'organizzazione di una gara. “Si tratta di molto più che ospitare un Gran Premio. Insieme possiamo creare benefici economici e sociali duraturi attraverso il turismo, gli investimenti, lo sviluppo delle competenze e la crescita delle imprese locali, assicurando che l'impatto positivo di questo evento possa essere percepito per generazioni”.

Un elemento importante nella strategia della Formula 1 è rappresentato dal potenziale del pubblico africano. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, il continente conta già oltre 100 milioni di appassionati, con una percentuale di tifosi sotto i 35 anni vicina al 60% nei principali mercati dell'Africa subsahariana.

Kagame: "Non vogliamo soltanto un weekend di gara"

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Ruanda, Paul Kagame, che ha presentato l'accordo come un investimento destinato a produrre benefici ben oltre l'ambito sportivo.

“Oggi è il giorno dell'Africa - ha dichiarato Kagame - per oltre tre decenni il campionato automobilistico più importante del mondo ha corso senza questo continente, e con questo accordo la situazione cambierà. Il Ruanda è orgoglioso di ospitare il Gran Premio d'Africa e di condividere questo momento con oltre 100 milioni di appassionati africani, molti dei quali sono giovani che meritano di vedere questo sport a casa propria e di immaginare un futuro al suo interno, come ingegneri, tecnici, imprenditori e, un giorno, piloti”.

Il presidente ha poi ribadito la portata economica del progetto: “Il circuito di Bugesera, insieme al nuovo aeroporto internazionale, porterà posti di lavoro, competenze, turismo e nuove opportunità commerciali al nostro Paese e alla regione per i decenni a venire. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di organizzare un singolo weekend di gara, ma creare benefici duraturi per la nostra popolazione”.

La FIA seguirà lo sviluppo del nuovo impianto

Anche Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, ha accolto positivamente l'annuncio, confermando il coinvolgimento della Federazione nella realizzazione del circuito.

“Il ritorno del Campionato Mondiale FIA di Formula 1 in Africa è un momento storico per il nostro sport e un passo importante nella continua crescita globale del motorsport - ha dichiarato Ben Sulayem - il Ruanda ha dimostrato un forte impegno nel voler realizzare un

evento di livello mondiale e la FIA lavorerà a stretto contatto con FOM e con i nostri partner affinché il nuovo circuito venga sviluppato secondo i più elevati standard internazionali”.

Il presidente della Federazione ha inoltre evidenziato le opportunità che l'arrivo della Formula 1 potrebbe offrire allo sviluppo del motorsport africano, soprattutto attraverso la formazione di nuove competenze e la creazione di percorsi destinati alle giovani generazioni.

L'annuncio rappresenta dunque il primo passo concreto verso un ritorno atteso da decenni. Restano ancora da definire le tempistiche precise dei lavori, la data inaugurale e i dettagli organizzativi del Gran Premio, che saranno comunicati successivamente.

La certezza, dopo oltre trent'anni di assenza, è che la Formula 1 ha finalmente definito il percorso per tornare in Africa, aggiungendo un nuovo capitolo alla propria espansione internazionale.

Leggi anche:F1 | Red Bull, Mekies avverte: "Possiamo vincere ovunque, ma gli altri continueranno a sviluppare"F1 | La pagella la fate voi: date i vostri voti ai piloti nel GP di SingaporeF1 | Antonelli, 4 track limit ma niente penalità: la FIA ha scagionato Kimi perché c'era un guasto ai freniF1 | Leclerc: la chance mancata non è stata al via, ma quando non ha attaccato Max in difficoltà con la PUF1 | Analisi post GP Singapore: Ferrari al suo top con Leclerc, ma non basta. Perché?]]> 10864823-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 09:26:17 +0000 Roberto Chinchero MotoGP | Martin pronto per il rush finale: "Ora sento che non farò più fatica" https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-martin-pronto-per-il-rush-finale-ora-sento-che-non-faro-piu-fatica/10864741/ Il pilota dell'Aprilia può anche essere stato battuto sia da Bezzecchi sia da Fernandez a Mandalika, ma ritiene di essere ben posizionato per la fase finale della stagione. Il pilota dell'Aprilia può anche essere stato battuto sia da Bezzecchi sia da Fernandez a Mandalika, ma ritiene di essere ben posizionato per la fase finale della stagione.

Il leader della classifica iridata della MotoGP, Jorge Martin, è fiducioso di poter rimanere competitivo negli ultimi cinque round della stagione, insistendo sul fatto che le sue difficoltà sono ormai alle spalle.

Lo stato di forma del pilota dell'Aprilia è oscillato molto da circuito a circuito nel corso dell'anno, con diverse prestazioni solide intervallate da weekend in cui era inspiegabilmente fuori ritmo.

Dopo il rientro dalla pausa estiva, ha subito ritrovato la forma con una vittoria ed un secondo posto a Silverstone, per poi arretrare ad Aragon e perdere ulteriore terreno a Misano a causa dell'arm pump.

Tuttavia, "Martinator" ha concluso gli ultimi tre Gran Premi sul podio, con il terzo posto ottenuto domenica scorsa a Mandalika che gli ha permesso di riprendersi la leadership su Marc Marquez della Ducati.

Anche se non è riuscito ad eguagliare il ritmo dei suoi compagni di marca Marco Bezzecchi e Raul Fernandez, primo e secondo sull'isola di Lombok, Martin ha tratto incoraggiamento dal suo risultato in Indonesia e ritiene di essere ben posizionato nella volata per il titolo.

"Sono felice di aver conquistato il mio terzo podio consecutivo con Aprilia; è davvero bellissimo", ha detto il campione 2024. "Sento di avere la fiducia per essere veloce in tutte le gare che restano. Di sicuro, ci sono state gare in cui pensavo che avrei faticato e, in effetti, ho faticato".

"Ora sento che non farò più fatica. Sarò davvero competitivo e sono molto concentrato su ciò che verrà". Martin era emerso come favorito per la vittoria nella sprint di Mandalika dopo che sia Bezzecchi sia Fernandez erano stati eliminati nella mischia del primo giro.

Tuttavia, la pressione della gomma anteriore calata al di sotto dei valori minimi imposti dalla Michelin ha compromesso pesantemente la sua gara, prima che un errore nel finale mettesse fine ad ogni possibilità di vittoria. Alla fine ha chiuso quarto, mentre il rivale per il titolo ha ottenuto una vittoria inattesa su uno dei circuiti più sfavorevoli alla Ducati.

Sebbene Martin fosse deluso per l'occasione mancata, ha sottolineato che stava solo diventando più veloce con il progredire della stagione.

"Ho perso una grande occasione per vincere la Sprint, ma queste sono le corse; a volte vinci e a volte impari", ha detto. "Domenica è stata una grande giornata. Ci siamo ripresi la leadership. Mancano ancora cinque gare. Sento di essere ogni volta più veloce per lottare per il titolo".

Perché Martin è stato la seconda Aprilia più lenta

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Photo by: Gold and Goose Photography / Getty Images

Sebbene Martin fosse entusiasta del suo risultato di domenica, soprattutto con Marquez soltanto sesto, ha sprecato un'occasione per allungare sul suo rivale in classifica. In effetti, Jorge non ha guadagnato nemmeno un punto su Marc nell'intero weekend, con il distacco tra i due che è rimasto lo stesso di prima dell'Indonesia.

Se il risultato della Sprint ha avuto un ruolo, Martin ha anche accusato per tutto il weekend una mancanza di passo rispetto ai suoi compagni di marca Bezzecchi e Fernandez, e ha chiuso il Gran Premio a quasi sette secondi dalla vetta.

Avendo saltato il GP d'Indonesia dello scorso anno per infortunio, lo spagnolo ha detto che la mancanza di esperienza sulla RS-GP a Mandalika lo ha messo in difficoltà.

"Sembra che nelle curve veloci loro riuscissero a portare più velocità con meno spin, mentre io pattinavo come un matto. È per questo che cercavo di prendermi dei rischi, cercavo di recuperare tempo", ha spiegato.

"Di sicuro, sono migliorato molto durante il weekend rispetto al primo giorno, ma mi sono mancati un po' di giri. Forse la scorsa stagione loro avevano già fatto un passo avanti, e questo fine settimana io cercavo di raggiungerli. A volte sento che quando non ho corso su una pista l'anno prima, faccio fatica ad eguagliare la loro velocità. Ma altre volte non soffro".

"Quindi, questa è andata così. Non ho tirato fuori quel qualcosa in più dall'Aprilia, che stava andando benissimo, ma sono felice del risultato".

Martin spera che l'ultimo briciolo di prestazione che gli è mancato non gli costi caro nella lotta per il campionato.

"La costanza sarà molto importante, la velocità sarà super importante, e anche essere intelligenti", ha detto. "Manca qualcosa in ogni gara, manca un pochino in ogni gara. Spero che questo non sia ciò che mi rimpiangerò dopo la fine della stagione, ma siamo sempre lì, facciamo sempre punti, quasi sempre sul podio".

Leggi anche:MotoGP | Tardozzi: "Non è assolutamente vero che Marquez si è fatto la Ducati per lui, sono discorsi da bar"MotoGP | Ecco perché Jorge Martin non è stato sanzionato per partenza anticipata in IndonesiaMotoGP | Razgatlioglu si sottoporrà ad un controllo alla spalla: "Spero di non dovermi operare"MotoGP | Aprilia apre agli ordini di scuderia: "Ad un certo punto bisogna dare un peso agli obiettivi"MotoGP | I piloti si oppongono alla multa per mancata presenza agli eventi coi tifosiMotoGP | Finalmente Bezzecchi rompe la maledizione, ma forse è tardi: sarà solo l'arbitro tra Martin e Marquez?]]> 10864741-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 09:06:16 +0000 Rachit Thukral La Maserati GT2 debutta in America con Risi Competizione e vince subito ad Indianapolis https://it.motorsport.com/gt-america/news/la-maserati-gt2-debutta-in-america-con-risi-competizione-e-vince-subito-ad-indianapolis/10864746/ La Casa del Tridente, insieme al team Risi Competizione e al pilota Peter Dempsey, conquista due vittorie assolute oltre alla pole position di domenica nella classe SRO3 nel round conclusivo del campionato GT America. La Casa del Tridente, insieme al team Risi Competizione e al pilota Peter Dempsey, conquista due vittorie assolute oltre alla pole position di domenica nella classe SRO3 nel round conclusivo del campionato GT America.

La Maserati GT2 celebra il debutto nella GT America con due vittorie assolute all’Indianapolis Motor Speedway. Schierata dal team Risi Competizione e affidata al pilota Peter Dempsey, la vettura #100 ha vinto entrambe le gare da 40 minuti disputate sabato 10 e domenica 11 ottobre. 

La Maserati GT2 ha potuto iscriversi nella classe SRO3 grazie al kit GT2+, pacchetto che rende la vettura idonea a correre con le altre GT3.

La Casa italiana ha celebrato con una doppietta il ritorno sul leggendario Brickyard, dove Wilbur Shaw, al volante di una Maserati 8CTF, conquistò due vittorie consecutive alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e nel 1940. Risultato ancor più rilevante in quanto Maserati resta l’unico brand italiano ad essersi imposto in quella competizione.

Nel 2025, Maserati GT2 era stata esposta e ammirata dagli spettatori proprio a Indianapolis. Nel 2026 il doppio successo e il numero scelto di iscrizione, il 100, celebrano il centenario dell’iconico logo del Tridente apparso per la prima volta su una Maserati durante una corsa.

Peter Dempsey, Risi Competizione, Maserati GT2

Peter Dempsey, Risi Competizione, Maserati GT2

Foto di: SRO

Gara 1 ha visto Dempsey scattare dal fondo della griglia, dopo l’annullamento del miglior tempo ottenuto nella qualifica di venerdì. Nonostante questa situazione il pilota irlandese è riuscito a recuperare posizioni fino a superare il campione 2026 della SRO3, Memo Gidley, a meno di tre minuti dalla conclusione.

Giunto al comando, Dempsey ha quindi tagliato il traguardo per primo con un vantaggio di 0"307 e ha registrato il giro più veloce, assicurandosi così la pole position per Gara 2.

Nella prova di domenica, Dempsey ha trasformato la pole position in una seconda vittoria, conducendo in testa dall’inizio alla fine e passando sotto la bandiera a scacchi con un vantaggio di 2"702 su Gidley. Dempsey ha inoltre segnato il giro più veloce, completando un weekend strepitoso per Maserati e Risi Competizione.

Peter Dempsey, Risi Competizione, Maserati GT2

Peter Dempsey, Risi Competizione, Maserati GT2

Foto di: SRO

Sviluppato in accordo con SRO, il kit GT2+ rende la Maserati GT2 conforme alla classe SRO3 nel campionato GT America, permettendole di correre con le vetture GT3. 

Il pacchetto aumenta la deportanza e la potenza grazie ad aggiornamenti aerodinamici e a una calibrazione rivista del motore Nettuno, con adattamenti agli ammortizzatori e all’impianto frenante. 

I clienti possono ordinare il kit con una nuova GT2 oppure acquistarlo separatamente per convertire una vettura già in loro possesso.

Ad oggi la Maserati GT2 è ammessa a oltre 20 campionati in cinque continenti. La Casa del Tridente sta collaborando con i promotori negli Stati Uniti e in Europa per estendere l’ammissibilità del kit GT2+ ad altri campionati, con piani per un supporto tecnico dedicato in pista e un servizio di ricambi in loco. 

Le vittorie a Indianapolis seguono il terzo titolo consecutivo, dopo quelli conquistati nella Classe AM nel 2024 e nel 2025, oggi denominata Masters Cup, conquistato da Philippe Prette nella GT2 European Series al volante di una Maserati GT2 del team LP Racing.

Peter Dempsey, Risi Competizione, Maserati GT2

Peter Dempsey, Risi Competizione, Maserati GT2

Foto di: SRO

“Vincere entrambe le gare al nostro debutto in GT America a Indianapolis è un momento di orgoglio per tutti noi di Maserati. Peter e il nostro partner Risi Competizione hanno offerto una prestazione eccezionale, e questi risultati dimostrano il potenziale della nostra Maserati GT2", ha commentato Vincent Biard, Capo di Maserati Corse.

"Tornare su questo circuito proprio mentre celebriamo i 100 anni sia del logo del Tridente sia del debutto agonistico di Maserati rende questo risultato particolarmente significativo. Vogliamo offrire ai nostri clienti maggiori opportunità di gareggiare con Maserati, e questo fine settimana rappresenta un passo fondamentale in questa direzione”.

Ad Indianapolis, Maserati ha inoltre coinvolto gli appassionati di corse attraverso attività in loco supportate dal concessionario partner, Napleton Maserati di Downers Grove. 

Nella Fan Zone erano esposte la GT2 Stradale, la GranTurismo Trofeo e la Grecale Trofeo, collegando il successo agonistico del weekend alla gamma di auto stradali Maserati.

 

Leggi anche:Biard: "Felicissimo per Prette Campione, con una Maserati GT2 forte in tutte le condizioni"GT2 | Ginetta domina a Zandvoort, Prette Campione Masters con la MaseratiMaserati omaggia la mitica livrea 'Eldorado' facendola rivivere sulla GT2Maserati GranTurismo Project GT4: vi raccontiamo la nuova arma del Tridente per le corseRatel spinge Maserati: "La GranTurismo Project GT4 arriva al momento giusto, c'è bisogno di novità"Biard: "La Maserati GT2 ha dimostrato di essere competitiva e potrà lottare per il titolo nelle prossime gare"]]> 10864746-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 08:30:20 +0000 Redazione Motorsport.com WEC | Toyota preoccupata per Barcellona: "BMW ci ha girato nei test, avrà un vantaggio" https://it.motorsport.com/wec/news/wec-toyota-preoccupata-per-barcellona-bmw-ci-ha-girato-nei-test-avra-un-vantaggio/10864748/ Il Mondiale affronta la sua prima 6h in Catalogna, ma alcune squadre conoscono già bene il tracciato spagnolo avendolo sfruttato per provare, cosa che invece i giapponesi non hanno avuto modo di organizzare. Il Mondiale affronta la sua prima 6h in Catalogna, ma alcune squadre conoscono già bene il tracciato spagnolo avendolo sfruttato per provare, cosa che invece i giapponesi non hanno avuto modo di organizzare.

In Toyota si prevede che la BMW avrà un vantaggio in termini di prestazioni in occasione della prima tappa del FIA WEC a Barcellona, dove la Casa tedesca ha effettuato un test privato in vista della gara.

Il Mondiale 2026 si concluderà con due gare di sei ore in Europa, dopo che gli eventi originariamente previsti in Qatar e in Bahrain hanno dovuto essere annullati a causa del conflitto in Medio Oriente.

Mentre i team della Classe HYPERCAR conoscono già molto bene Monza, che era in calendario fino al 2023 e torna come gran finale di stagione l’8 novembre, la tappa di Barcellona di questo fine settimana rappresenta un importante salto nel buio. A parte una sessione di test “Prologo” in vista della stagione 2019/2020, il WEC non si è mai avventurato sul circuito di 4,56 km situato alla periferia della seconda città più grande della Spagna.

Ma BMW, Cadillac e Genesis hanno prenotato il Circuit de Barcelona-Catalunya il 27 agosto, facendo girare i propri prototipi LMDh sull’intero tracciato da Gran Premio per prepararsi alla penultima gara della stagione.

La Toyota non è riuscita a organizzare un test simile nel lasso di tempo di due mesi tra le gare di San Paolo e Austin, e ritiene di trovarsi ora in una posizione di svantaggio rispetto ai rivali in campionato.

"Quando è stato annunciato che Barcellona sarebbe stata inserita nel calendario, è stato difficile organizzare un test lì perché avevamo già la logistica in Brasile, in viaggio verso il Fuji - ha dichiarato il direttore tecnico della Toyota, David Floury - Quindi è stata un po’ una situazione complicata. Non siamo riusciti a organizzare un test lì".

"Faremo del nostro meglio. Lavoreremo sul simulatore prima della gara per prepararci. Dobbiamo sfruttare al massimo le prove libere per diventare più competitivi. Di sicuro, le BMW dovrebbero avere un vantaggio in termini di prestazioni".

#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TR010: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

Toyota Gazoo Racing n. 8 Toyota TR010: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

Foto di: JEP

Nyck De Vries, che quest’anno ha vinto la 24h di Le Mans insieme a Mike Conway e Kamui Kobayashi a bordo della TR010 Hybrid #7, ha fatto eco alle parole di Floury, sottolineando che la mancanza di test è stata tutt’altro che ideale per i preparativi.

“La maggior parte dei nostri rivali ha potuto effettuare alcuni test a Barcellona e Monza. Noi no, il che, a mio avviso, non è l’ideale.  Non è il massimo sapere che i nostri avversari hanno avuto la possibilità di girare su quei circuiti, ma è vero anche che non è mai semplice in termini di logistica, tempistiche, disponibilità dei circuiti, e via dicendo".

La risposta della BMW

Andreas Roos, responsabile del reparto corse BMW , ha riconosciuto che il marchio di Monaco ha tratto vantaggio dai test a Barcellona, ma si aspetta che questo fine settimana la competizione rimanga molto equilibrata.

"Abbiamo effettuato dei test a Barcellona, quindi disponiamo di un punto di riferimento piuttosto valido. Quando è stato chiaro che quest’anno ci sarebbe stata una gara, siamo riusciti ad andare lì per i test. Ma oltre a noi, c’erano anche altre squadre a provare a Barcellona". 

“Non è un circuito sconosciuto, direi. Di sicuro, per la categoria HYPERCAR è una novità, ma come Costruttore siamo già stati abbastanza spesso a Barcellona, sia con la LMDh che con le GT3. Quindi, alla fine, sarà una gara serrata".

Il pilota ufficiale BMW Sheldon Van Der Linde, presente al debutto in pista e alla successiva giornata di test a Barcellona, afferma che le prime sessioni hanno permesso al team ufficiale WRT di analizzare il comportamento della vettura sul circuito spagnolo ad alto carico aerodinamico.

“Sono contento che siamo andati a provare lì. Abbiamo molti strumenti a disposizione per dare il meglio nel weekend di gara. Sappiamo cosa aspettarci, su cosa lavorare, conosciamo i nostri punti deboli e i punti di forza proprio su quel circuito".

“Quindi abbiamo sicuramente fatto il nostro dovere e continueremo a farlo fino al weekend di gara. Ma siamo fiduciosi di avere gli strumenti giusti".

 

Leggi anche:WEC | Sfuma l'accordo Alpine-Geely per avere ancora le A424 in griglia nel 2027?WEC | United, Forestier-Panis, APR, CLX e TF Sport si aggiudicano un invito a Le Mans 2027WEC | Ecco programma e orari TV per la 6h di BarcellonaVideo WEC | Scopriamo come funziona il lavoro in Ferrari prima di una gara con le 499PWEC | Porsche aumenta il controllo su Manthey fino al 67%Cadillac non introdurrà altri aggiornamenti per le V-Series.R di WEC ed IMSA nel 2027WEC | Peugeot promuove Alex Quinn a titolare nel 2027WEC | Crescita Ford secondo i piani: da Monza due LMDh in pista, poi test endurance]]> 10864748-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 08:16:14 +0000 Rachit Thukral F1 | Red Bull ha scavalcato Mercedes? Ora la RB22 sembra il nuovo riferimento del Circus https://it.motorsport.com/f1/news/f1-red-bull-ha-scavalcato-mercedes-ora-la-rb22-sembra-il-nuovo-riferimento-del-circus/10864824/ La squadra di Milton Keynes con l'ultimo pacchetto di aggiornamento introdotto a Baku ha iniziato un dominio tecnico che ha permesso a Verstappen di vincere due GP di fila e una garetta. Scopriamo come lo staff di Pierre Waché ha invertito una tendenza negativa che sembrava condizionata dall'esodo di diversi ingegneri di spicco. La squadra di Milton Keynes con l'ultimo pacchetto di aggiornamento introdotto a Baku ha iniziato un dominio tecnico che ha permesso a Verstappen di vincere due GP di fila e una garetta. Scopriamo come lo staff di Pierre Waché ha invertito una tendenza negativa che sembrava condizionata dall'esodo di diversi ingegneri di spicco.

Chi andava sostenendo che gli sviluppi nell’arco della stagione 2026 sarebbero stati determinanti nel risultato finale, non si è sbagliato di molto. Kimi Antonelli nel GP degli Stati Uniti ad Austin potrebbe chiudere la partita mondiale con cinque gare d’anticipo.

Non sarebbe un record perché Michael Schumacher nel 2002 con la Ferrari F2002 liquidò i conti iridati nel GP di Francia a Magny Cours quando mancavano ancora sei gare alla fine. 

Il bolognese, finora vincitore in otto delle diciassette gare disputate, ha capitalizzato la superiorità tecnica della Mercedes W17 che, specie nella prima parte del campionato, ha dominato il campo con una netta superiorità della power unit associata ad un ottimo telaio e una valida aerodinamica. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Jayce Illman / Getty Images

La squadra di Brackley, a dispetto degli altri tre top team (Ferrari, Red Bull e McLaren) che hanno cercato di parcellizzare gli aggiornamenti con frequenti pacchetti evolutivi, ha preferito raccogliere gli interventi più corposi in pochi momenti della stagione: il primo è stato in Canada, il secondo più modesto in Belgio e l’ultimo in Azerbaijan. Il pacchetto da basso carico portato a Spa-Francorchamps non ha entusiasmato i piloti di Toto Wolff e non si è più visto a Monza, mentre quello che è apparso a Baku, almeno inizialmente, non era previsto nei piani della Stella.  

Lo staff diretto da James Allison e Simone Resta ha preferito anticipare alcuni concetti che sarebbero stati destinati al 2027 nel tentativo di contenere quella che, in estate, era parsa l’inizio di una rimonta della McLaren che si era imposta con Lando Norris in Ungheria e Olanda. 

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

La squadra di Woking, invece, sembra aver perso il... filo dello sviluppo con l’ultimo aggiornamento che ha cambiato la filosofia aerodinamica della MCL40 grazie a pance più svasate di nuovo disegno, associate a fondo, bargeboard e cofano motore rivisti. Lando Norris e Oscar Piastri imputano alla vettura papaya di essere diventata difficile da guidare e che per cercare il limite rischiano di commettere più errori. 

Chi è salita in cattedra, invece, è la Red Bull: Max Verstappen dal GP d’Italia è il pilota che ha totalizzato più punti. L’olandese ha raccolto 109 lunghezze, facendo meglio anche di Kimi Antonelli, secondo a 98 punti, seguito da Charles Leclerc terzo con la Ferrari a 60 e da George Russell a 55, mentre Lewis Hamilton si è fermato a 46 punti, con la coppia “gambero” della McLaren che non è andata oltre 42 punti con Norris e 32 con Piastri. 

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Daniel Ceng / Anadolu via Getty Images

Il quattro volte campione del mondo ha infilato una splendida sequenza da podio: terzo a Monza e poi due secondi posti a Madring e Baku, prima del ritorno alla vittoria di Sepang e Singapore. Un crescendo rossiniano che è culminato nella capitale azera con l’introduzione dell’ultimo pacchetto di novità: se la McLaren ha toppato l’evoluzione della MCL40, la Red Bull ha trovato la retta via. La drastica riduzione di peso (la RB22 era nata con più di 15 kg in sovrappeso, che costava almeno mezzo secondo al giro) associata allo sviluppo dell’aerodinamica ha permesso alla squadra di Milton Keynes di trovare un buon bilanciamento che ha consentito a Verstappen di tornare a vincere due GP e una garetta.  
 
La Red Bull, in questo momento, rappresenta il nuovo punto di riferimento tecnico del Circus. E a dirlo senza mezzi termini è Giorge Russell. Il sorpasso sulla Mercedes è misurabile: la Stella ha cercato di reagire con un aggiornamento che non ha dato nell’immediato i risultati attesi, anche se ha in pancia tre decimi di prestazione pura. È verosimile che la Mercedes abbia anticipato delle soluzioni che sarebbero state pensate per una prima versione della W18 del 2027.  

La Mercedes W17 a Singapore ha provato brevemente una nuova ala anteriore (in basso)

La Mercedes W17 a Singapore ha provato brevemente una nuova ala anteriore (in basso)

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

Antonelli sulla nuova versione della W17 ha sperimentato per un paio di run della FP1 di Singapore un’ala anteriore inedita che poi è stata rimessa in frigorifero, perché destinata per Austin. Negli Stati Uniti anche la Ferrari avrà l’ultima evoluzione della SF-26 per questa annata, per cui la rossa conta di fare il salto di qualità per ambire alla terza affermazione, ma la Red Bull può contare sull’aver trovato un prezioso equilibrio che le consente non solo di valorizzare Super Max, ma anche far togliere delle soddisfazioni ad Isack Hadjar.

Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

E non lo nasconde nemmeno Laurent Mekies, team principal di Milton Keynes: “Possiamo vincere ovunque – ha ammesso il francese – ma gli altri continueranno a sviluppare. Abbiamo avuto la velocità necessaria per puntare al successo e i circuiti (Sepang e Singapore) sono sufficientemente diversi tra loro da far pensare che la monoposto possa essere competitiva anche su altre tipologie di pista. È quello che pensiamo anche noi, considerando quanto abbiamo dimostrato”. 

La Red Bull è riuscita nel portare al vertice la sua power unit al debutto solo al 16esimo GP: i “bibitari”, come erano stati definiti quando da parvenu sono entrati nel Circus, hanno saputo costruire monoposto vincenti con l’ingegno di Adrian Newey, oscurando marchi storici dell’automotive. Con il regolamento 2026 si sono trasformati in Costruttori di motori e subito si sono visti riconoscere dalla FIA il ruolo di benchmark per il 6 cilindri endotermico, ritenendo il DM01 realizzato in collaborazione con Ford, il riferimento in base al quale concedere l’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) agli avversari.

Ecco la power unit della Red Bull RB22

Ecco la power unit della Red Bull RB22

Foto di: AG Photo

 
Red Bull, acquisendo l’esperienza Mercedes con l’arrivo di Ben Hodgkinson e dei suoi accoliti da Brixworth, ha centrato un vero e proprio miracolo. La RB22 è nata male, ma ora è diventata la vettura di riferimento, trovando doti troppo a lungo rimaste nascoste. 
 
Verstappen si candida a un’ennesima rimonta per ambire al secondo posto nel mondiale piloti, (George Russell è solo a 17 lunghezze) mentre la squadra di Milton Keynes può aspirare al sorpasso della McLaren nel mondiale Costruttori per il terzo posto, visto che è lontana solo sette punti. 
 
La Red Bull sembrava avesse sbagliato la macchina per il nuovo regolamento, avendo tolto forse troppo tempo allo sviluppo della RB22 per seguire alla fine dello scorso anno l’ultima vettura a effetto suolo nell’inseguimento a Norris, ma il gruppo tecnico di Pierre Waché ha ritrovato la strada maestra. E se consideriamo che a Milton Keynes stanno ultimando la nuova galleria del vento che andrà a sostituire quella obsoleta di Bedford (nata negli Anni ‘40), è facile aspettarsi una squadra molto aggressiva. 

Leggi anche:F1 | La pagella la fate voi: date i vostri voti ai piloti nel GP di SingaporeF1 | Antonelli, 4 track limit ma niente penalità: la FIA ha scagionato Kimi perché c'era un guasto ai freniF1 | Red Bull, Mekies avverte: "Possiamo vincere ovunque, ma gli altri continueranno a sviluppare"F1 | Leclerc: la chance mancata non è stata al via, ma quando non ha attaccato Max in difficoltà con la PUF1 | Analisi post GP Singapore: Ferrari al suo top con Leclerc, ma non basta. Perché?F1 | McLaren: Norris si scusa per l'errore di sabato, ma Stella invita a proseguire le riflessioni all'interno del teamF1 | Verstappen e il potere della reputazione: così Max condiziona i suoi rivaliF1 | Mercedes, Antonelli vede il titolo ma la W17 resta un rebusF1 | Max, la prima vittoria a Singapore va oltre le insidie: in partenza e nei primi giri ha avuto problemi con la PUF1 | Ferrari, Singapore a metà: Leclerc secondo convince, mentre Hamilton spreca il podioF1 | Hamilton non rispetta la chiamata al pit stop e perde il podio. Ecco cos'è successo a SingaporeF1 | Antonelli conferma: "Anche ad Austin avrò il nuovo pacchetto. È importante anche in ottica 2027"F1 | Leclerc non ha dubbi: "Ho fatto bene a non rischiare con Max, altrimenti saremmo finiti a muro"F1 | Vasseur: "Il pit era per entrambi, ma Lewis ha mancato l'entrata. Dovremo parlarci. Oggi la prestazione c'era"F1 | Verstappen re a Singapore: vince ancora davanti a Leclerc e Antonelli. Russell nono]]> 10864824-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 07:59:26 +0000 Franco Nugnes MotoGP | Di Giannantonio: "C'era un buco nella gomma anteriore, sono stato fortunato a finire" https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-di-giannantonio-cera-un-buco-nella-gomma-anteriore-sono-stato-fortunato-a-finire/10864750/ Dopo un sabato molto positivo, nel quale è tornato in prima fila e sul podio nella Sprint, il pilota della Pertamina Enduro VR46 ha dovuto fare i conti con un problema inatteso nella gara lunga del Gran Premio d'Indonesia, riuscendo a concluderla solamente in ottava posizione. Dopo un sabato molto positivo, nel quale è tornato in prima fila e sul podio nella Sprint, il pilota della Pertamina Enduro VR46 ha dovuto fare i conti con un problema inatteso nella gara lunga del Gran Premio d'Indonesia, riuscendo a concluderla solamente in ottava posizione.

Il fine settimana di Mandalika era stato probabilmente uno dei migliori dopo la pausa estiva per Fabio Di Giannantonio. Per la prima volta dal Gran Premio di Germania, l'ultimo prima del break, il pilota della Pertamina Enduro VR46 è riuscito a ritrovare la prima fila e a salire sul gradino più basso del podio nella Sprint.

Un sabato che lasciava intravedere la speranza di poter fare qualcosa di importante anche domenica, proprio in quella che è una seconda gara di casa per la squadra di Tavullia, essendo quella del suo main sponsor.

Tuttavia, la livrea speciale con il Garuda, figura mitologica induista e buddhista, che è anche il simbolo nazionale dell'Indonesia, non ha portato bene al pilota romano, che si è dovuto accontentare di chiudere ottavo, a quasi 20 secondi dal vincitore Marco Bezzecchi. Un risultato però condizionato da un problema inatteso.

"Ero di nuovo in una buona situazione per mantenere, diciamo, la mia posizione e il mio ritmo. Sapevamo che le Aprilia erano più veloci di noi, quindi il nostro obiettivo era quello di stare il più vicino possibile a loro. Ma poi, dopo il decimo giro, la gomma anteriore ha iniziato a consumarsi ed abbiamo avuto delle vibrazioni fortissime", ha detto Di Giannantonio ai giornalisti presenti a Mandalika, tra cui quelli di Motorsport.com. 

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

"Siamo stati davvero fortunati a non cadere e a portare a termine la gara. Abbiamo scoperto che c'era un buco nella gomma anteriore. È stata dura, ma a parte questo ci siamo stati. Quindi ci sono molti aspetti positivi e ora guardiamo avanti", ha aggiunto.

Quando poi gli è stato chiesto se avesse avuto delle avvisaglie nel corso del weekend, ha proseguito: "Assolutamente no. Stavo mantenendo il mio ritmo con calma perché sapevo che la gara era lunga. Così mi sono detto: 'Ok, ora è il momento di spingere, è il momento di fare 30"2, 30"3'. Poi al decimo giro ho avuto un front lock molto pesante e da quel momento la mia gara è finita".

In ogni caso, il bilancio del Gran Premio d'Indonesia rimane positivo per "Diggia": "Credo che sia stato uno dei migliori weekend di quest'anno: la prima fila e poi, ieri, il podio. Con queste Aprilia così competitive, penso che anche qui abbiamo dimostrato di avere un buon ritmo. Quindi sono davvero contento. Abbiamo avuto solo quel problema con la gomma anteriore in gara, ma a parte questo siamo stati in gioco. Quindi dobbiamo essere orgogliosi", ha concluso.

Leggi anche:MotoGP | Tardozzi: "Non è assolutamente vero che Marquez si è fatto la Ducati per lui, sono discorsi da bar"MotoGP | Ecco perché Jorge Martin non è stato sanzionato per partenza anticipata in IndonesiaMotoGP | Razgatlioglu si sottoporrà ad un controllo alla spalla: "Spero di non dovermi operare"MotoGP | Aprilia apre agli ordini di scuderia: "Ad un certo punto bisogna dare un peso agli obiettivi"MotoGP | I piloti si oppongono alla multa per mancata presenza agli eventi coi tifosiMotoGP | Finalmente Bezzecchi rompe la maledizione, ma forse è tardi: sarà solo l'arbitro tra Martin e Marquez?]]> 10864750-it.motorsport.com Tue, 13 Oct 2026 07:18:00 +0000 Matteo Nugnes F1 | Red Bull, Mekies avverte: "Possiamo vincere ovunque, ma gli altri continueranno a sviluppare" https://it.motorsport.com/f1/news/f1-red-bull-mekies-avverte-possiamo-vincere-ovunque-ma-gli-altri-continueranno-a-sviluppare/10864762/ Le prestazioni di Baku, Sepang e Singapore confermano il salto di qualità della Red Bull, tornata a lottare stabilmente per la vittoria. Mekies riconosce il potenziale della monoposto, ma avverte: lo sviluppo della vettura 2026 è terminato, mentre gli avversari preparano nuovi aggiornamenti. La sfida sarà difendere la competitività ritrovata. Le prestazioni di Baku, Sepang e Singapore confermano il salto di qualità della Red Bull, tornata a lottare stabilmente per la vittoria. Mekies riconosce il potenziale della monoposto, ma avverte: lo sviluppo della vettura 2026 è terminato, mentre gli avversari preparano nuovi aggiornamenti. La sfida sarà difendere la competitività ritrovata.

La Red Bull è tornata. Non è più soltanto una sensazione alimentata dalle ultime vittorie di Max Verstappen, ma una valutazione che trova riscontro nelle prestazioni mostrate dalla monoposto di Milton Keynes su circuiti dalle caratteristiche molto differenti. Baku, Sepang e Singapore hanno restituito lo stesso verdetto: la Red Bull è tornata a disporre di un pacchetto in grado di puntare alla vittoria in qualsiasi condizione. Una trasformazione significativa rispetto alla prima parte della stagione, quando la competitività della squadra era stata condizionata dalle caratteristiche dei singoli tracciati.

A riconoscerlo sono stati anche gli avversari. George Russell, in particolare, ha indicato la Red Bull come il nuovo riferimento tecnico della Formula 1. Un'investitura che Laurent Mekies accoglie senza nascondere la soddisfazione per i progressi compiuti, ma accompagnandola con una considerazione destinata ad assumere un peso importante nelle prossime settimane: proprio nel momento in cui è tornata al vertice, la squadra ha concluso il proprio programma di sviluppo della monoposto 2026.

“Il dato di fatto è che nelle ultime tre gare abbiamo avuto il passo per vincere e, in effetti, ne abbiamo vinte due su tre - ha spiegato il team principal - per la prima volta in questa stagione abbiamo avuto la velocità necessaria per puntare al successo. I tre circuiti sono sufficientemente diversi tra loro da far pensare che la monoposto possa essere competitiva anche su altre tipologie di pista. È quello che pensiamo anche noi, considerando quanto abbiamo dimostrato”.

Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

È un'ammissione importante, perché certifica il superamento di uno dei principali limiti incontrati dalla Red Bull nel corso del campionato. La monoposto è diventata più versatile e, soprattutto, sembra aver raggiunto una finestra di funzionamento che permette a Verstappen di esprimere il proprio potenziale su piste differenti.

Il problema, semmai, è capire quanto a lungo questa situazione potrà essere mantenuta. Mekies non dimentica quanto rapidamente siano cambiati i rapporti di forza durante la stagione e, soprattutto, è consapevole che gli avversari non hanno ancora esaurito le proprie possibilità di sviluppo.

“Nulla è mai scontato. Quest'anno abbiamo visto moltissimi esempi. La McLaren ha conquistato vittorie consecutive, salvo poi attraversare una fase più difficile. La Mercedes ha avuto periodi di grande dominio, seguiti da altri nei quali ha incontrato maggiori difficoltà. Ogni weekend è una battaglia per riuscire a estrarre tutto il potenziale dalla monoposto. Se ci riusciamo, crediamo di poter lottare per la vittoria”.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Jayce Illman / Getty Images

Red Bull ferma gli sviluppi, gli avversari no

È qui che emerge un aspetto singolare della situazione attuale. La Red Bull ha impiegato buona parte della stagione per recuperare competitività, ma proprio quando sembra aver raggiunto il vertice ha deciso di non introdurre ulteriori aggiornamenti sostanziali. Una scelta legata alla necessità di concentrare le risorse sul progetto 2027, che potrebbe però esporre la squadra al ritorno degli avversari.

“Abbiamo completato il nostro programma di aggiornamenti per questa stagione - ha confermato Mekies - gli attuali rapporti di forza potrebbero cambiare molto rapidamente se alcuni, o molti, dei nostri avversari dovessero introdurre nuovi sviluppi”.

Non si tratta di un'ipotesi remota. Andrea Stella ha già annunciato l'arrivo di aggiornamenti McLaren nelle prossime due gare, mentre anche Ferrari si prepara a introdurre novità ad Austin. La Red Bull, invece, affronterà l'ultima parte del mondiale puntando sostanzialmente sul materiale già disponibile.

"No, no - ha risposto Mekies alla domanda su una possibile reazione agli sviluppi McLaren - non ci saranno aggiornamenti sostanziali sulla monoposto. Ma questo non significa che smetteremo di lavorare intensamente per migliorare. Continueremo a spingere al massimo e a sfruttare ogni gara rimasta per imparare qualcosa di utile, sia per questa stagione sia per la prossima”.

La distinzione è importante. Interrompere lo sviluppo aerodinamico non significa rinunciare a cercare prestazione. Il lavoro proseguirà sull'ottimizzazione del pacchetto esistente, sulla comprensione del comportamento della vettura e sulla capacità di sfruttarne il potenziale nelle differenti condizioni. Un percorso che assume anche un valore strategico in vista del prossimo campionato.

“Abbiamo concentrato le nostre risorse sul 2027, ma crediamo che ci sia ancora moltissimo da imparare dalla monoposto del 2026 e che queste conoscenze possano esserci utili per il prossimo anno”, ha sottolineato Mekies.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images

La forza di una squadra che non si accontenta

Dietro il recupero della Red Bull c'è anche un metodo di lavoro sul quale il team principal insiste particolarmente. Mekies ha voluto riconoscere il contributo dei gruppi tecnici guidati da Pierre Waché e Ben Hodgkinson, sottolineando come il progresso sia stato il risultato di un lavoro complessivo che ha coinvolto telaio e power unit.

Ma c'è un altro aspetto che emerge dalle sue parole. Anche dopo un weekend nel quale Verstappen ha conquistato due pole position e due vittorie, all'interno della squadra l'attenzione è già rivolta agli aspetti che non hanno funzionato.

“Abbiamo un approccio di assoluta, quasi brutale, sincerità. Non nascondiamo nulla quando si tratta di cercare il prossimo margine di miglioramento sul tempo sul giro. Se provaste a complimentarvi con uno qualsiasi dei nostri ragazzi, probabilmente vi risponderebbe elencando tutte le cose che ancora non funzionano e che dobbiamo sistemare”.

In questa filosofia si inserisce anche il contributo di Verstappen, che Mekies considera un riferimento fondamentale non soltanto per le prestazioni in pista, ma anche per la capacità di indirizzare il lavoro degli ingegneri.

“La sua sensibilità tecnica è straordinaria. Probabilmente non ha eguali. Possiede la capacità di individuare con grande precisione ciò che sta limitando la prestazione della monoposto. Purtroppo questo non significa che, quando ci indica un problema, abbiamo immediatamente una soluzione a disposizione. Ma almeno sappiamo quale sia il problema. Ed è un aiuto enorme per la squadra”.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Alessandro Giberti / Anadolu via Getty Images

La Red Bull si presenta quindi alla fase conclusiva del mondiale con una certezza e un'incognita. La certezza è di aver ritrovato una competitività che le permette di affrontare ogni weekend con l'obiettivo della vittoria. L'incognita riguarda la capacità di difendere questo livello mentre gli avversari continueranno a sviluppare le proprie monoposto.

Austin rappresenterà il primo banco di prova di questo nuovo confronto. Da una parte una Red Bull che ha finalmente trovato la strada giusta, dall'altra squadre che proveranno a modificare gli equilibri attraverso gli ultimi aggiornamenti della stagione. Mekies sa che il vantaggio acquisito non costituisce una garanzia. E forse è proprio questa consapevolezza, più ancora delle vittorie, a spiegare perché a Milton Keynes nessuno sembri intenzionato ad accontentarsi.

Leggi anche:F1 | La pagella la fate voi: date i vostri voti ai piloti nel GP di SingaporeF1 | Leclerc: la chance mancata non è stata al via, ma quando non ha attaccato Max in difficoltà con la PUF1 | Analisi post GP Singapore: Ferrari al suo top con Leclerc, ma non basta. Perché?F1 | McLaren: Norris si scusa per l'errore di sabato, ma Stella invita a proseguire le riflessioni all'interno del teamF1 | Verstappen e il potere della reputazione: così Max condiziona i suoi rivaliF1 | Mercedes, Antonelli vede il titolo ma la W17 resta un rebusF1 | Max, la prima vittoria a Singapore va oltre le insidie: in partenza e nei primi giri ha avuto problemi con la PUF1 | Ferrari, Singapore a metà: Leclerc secondo convince, mentre Hamilton spreca il podioF1 | Hamilton non rispetta la chiamata al pit stop e perde il podio. Ecco cos'è successo a SingaporeF1 | Antonelli conferma: "Anche ad Austin avrò il nuovo pacchetto. È importante anche in ottica 2027"F1 | Vasseur: "Il pit era per entrambi, ma Lewis ha mancato l'entrata. Dovremo parlarci. Oggi la prestazione c'era"F1 | Caos SQ1: i piloti non avevano piena potenza per un pop-up ignorato su un PC. La FIA si scusa e cerca soluzioniF1 | McLaren, Stella durissimo dopo il contatto nella Sprint: "Il bicchiere è vuoto"]]> 10864762-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 17:07:13 +0000 Motorsport FE | Cupra Kiro: svelata la livrea per la Gen4, ma la sorpresa è l'addio di Ticktum e l'arrivo di Hughes https://it.motorsport.com/formula-e/news/fe-cupra-kiro-svelata-la-livrea-per-la-gen4-ma-la-sorpresa-e-larrivo-di-hughes-e-laddio-di-ticktum/10864754/ Al Salone dell'auto di Parigi, Cupra Kiro ha svelato la nuova coloarazione per la stagione 2027, in cui finalmente potrà anche disporre dell'ultima specifica del Powertrain Porsche. Tuttavia, la grande novità (e sorpresa) è l'addio di Dan Ticktum, ritenuto anche internamente tra i migliori, dopo tanti anni assieme per far spazio a Jake Hughes. Al Salone dell'auto di Parigi, Cupra Kiro ha svelato la nuova coloarazione per la stagione 2027, in cui finalmente potrà anche disporre dell'ultima specifica del Powertrain Porsche. Tuttavia, la grande novità (e sorpresa) è l'addio di Dan Ticktum, ritenuto anche internamente tra i migliori, dopo tanti anni assieme per far spazio a Jake Hughes.

Nuova livrea, nuovi piloti, nuove ambizioni. Il 2027 di Cupra Kiro è iniziato al Salone dell’auto di Parigi, dove ha svelato la coppia di piloti per la nuova stagione, con l’arrivo di Jake Hughes per affiancare Pepe Martì al posto di Dan Ticktum, oltre alla nuova colorazione con cui correrà nella prossima stagione.

Dopo anni trascorsi insieme, prima sotto le insegne di NIO e successivamente in quelle di ERT e CUPRA KIRO, le strade tra Ticktum e il team di Silverstone si sono separate. Una decisione che può sorprendere considerato il valore del britannico, ma che in realtà era già nell’aria da diverse settimane.

Il team si era infatti preso un periodo di riflessione al termine del campionato, valutando attentamente non solo le prestazioni ma anche alcuni episodi che, nel corso degli anni, avevano visto l’inglese sotto la lente di ingrandimento per comportamenti non sempre impeccabili, sia dentro sia fuori dalla pista.

Cupra Kiro Gen4

Cupra Kiro Gen4

Foto di: Cupra

L'obiettivo dichiarato di Cupra Kiro per la stagione appena conclusa era quello di portare Ticktum nelle prime cinque posizioni della classifica piloti, traguardo ambizioso ma ritenuto alla portata di uno dei talenti più veloci della griglia, specie quando si tratta di gestire l’energia. Un risultato che non è arrivato, ma non è stato l’unico punto a spingere verso una direzione differente.

Per aprire il ciclo GEN4, il team ha così deciso di puntare su Jake Hughes, pilota che negli ultimi anni si è costruito una reputazione come uno dei migliori qualificatori della categoria. Il britannico debuttò in Formula E con McLaren nella stagione 2022/23, conquistando addirittura la pole position già alla sua terza gara nella serie.

Dopo l'esperienza con Maserati nel 2024/25, culminata con un podio a Jeddah, Hughes ha trascorso l'ultima stagione nel ruolo di pilota di riserva, continuando però a mantenersi competitivo anche nelle gare endurance. Hughes affiancherà Pepe Martí, già confermato dalla squadra, formando una coppia che unisce esperienza e gioventù in un momento di crescita del team.

Cupra Kiro Gen4

Cupra Kiro Gen4

Foto di: Cupra

L'ingresso della GEN4 rappresenta infatti uno spartiacque per l'intero campionato, non solo perché sarà la vettura più veloce di sempre in Formula E, ma anche perché per Cupra Kiro sarà anche la stagione in cui finalmente avrà a disposizione l’ultimo Powertrain realizzato da Porsche, mentre negli ultimi 2 anni ha sempre potuto contare solo su una specifica più vecchia.

In parallelo all'annuncio della nuova line-up, CUPRA KIRO ha anche svelato la livrea che accompagnerà il team nella nuova era. La vettura conserva gli elementi distintivi che hanno caratterizzato il marchio e il team Kiro, mantenendo il giallo fluorescente come colore dominante e abbinate le tradizionali tonalità rame della casa spagnola.

Pur restando fedele alla propria identità visiva, il progetto presenta un'evoluzione evidente. Le linee sono più aggressive e marcate, con un design pensato per enfatizzare il carattere della GEN4, la monoposto più potente nella storia del campionato elettrico.

Leggi anche:Opel presenta la GSE 27FE con un messaggio chiaro: arriva in FE con l'ambizione di vincereFE | Svelate le nuove gomme Bridgestone per la Gen4: sono prodotte con il 65% di materiali riciclati e rinnovabiliCitroen svela la nuova livrea Gen4 e rinforza la squadra con figure chiave direttamente dalla FEFE | Nissan: ecco come si prepara la Gen4 tra i test in notturna (montando i fari) e il nuovo simulatoreFE | Da fornitore di batterie alla pista: Fortescue rileva Penske, entra con un suo team e rinforza il blocco Jaguar]]> 10864754-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 16:20:37 +0000 Gianluca D'Alessandro Kart Republic conquista la FIA Karting World Cup In OK-NJ con Niccolò Perico https://it.motorsport.com/kart/news/kart-republic-conquista-la-fia-karting-world-cup-in-ok-nj-con-niccolo-perico-/10864699/ Il giovanissimo pilota italiano, già Mercedes Junior, ha conquistato il titolo con quasi sei secondi di vantaggio sul secondo classificato. Il giovanissimo pilota italiano, già Mercedes Junior, ha conquistato il titolo con quasi sei secondi di vantaggio sul secondo classificato.

Dopo il doppio successo di agosto nel campionato europeo, Kart Republic conquista un nuovo trofeo nel panorama FIA Karting grazie al giovanissimo Niccolò Perico, che ha dominato il weekend della Coppa del Mondo e vinto il titolo nella categoria OK-NJ.

Il weekend del giovane portacolori di Kart Republic e del programma Mercedes Junior è stato praticamente perfetto, con la qualifica conclusa in terza posizione, due vittorie nelle manche del sabato, il successo nella superheat della domenica mattina con conseguente pole position per la gara finale ed il netto successo nell’ultima e decisiva sessione, terminata con 5.949 secondi di vantaggio.

“Voglio ringraziare il team KR, Dino Chiesa, Mercedes, i miei genitori e tutti quelli che mi hanno supportato - ha dichiarato Perico -. Mi godo questo momento, sono davvero contentissimo, avevo davvero tanta fiducia e alla fine siamo riusciti a prenderci la vittoria”.   

Niccolò Perico

Niccolò Perico

]]> 10864699-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 16:02:37 +0000 Redazione Motorsport.com MotoGP | Tardozzi: "Non è assolutamente vero che Marquez si è fatto la Ducati per lui, sono discorsi da bar" https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-tardozzi-non-e-assolutamente-vero-che-marquez-si-e-fatto-la-ducati-per-lui-sono-discorsi-da-/10864719/ Tracciando un bilancio tutto sommato positivo del weekend di Mandalika, visto che Marc è ancora a 2 punti da Martin come alla vigilia, nonostante il poker delle Aprilia, il team manager della Ducati respinge al mittente le accuse di chi ritiene che la Desmosedici GP sia andata troppo in direzione dei 9 volte iridato, penalizzando gli altri piloti. Tracciando un bilancio tutto sommato positivo del weekend di Mandalika, visto che Marc è ancora a 2 punti da Martin come alla vigilia, nonostante il poker delle Aprilia, il team manager della Ducati respinge al mittente le accuse di chi ritiene che la Desmosedici GP sia andata troppo in direzione dei 9 volte iridato, penalizzando gli altri piloti.

L'Aprilia ha lasciato Mandalika al termine di una giornata storica, che le ha visto piazzare per la prima volta quattro RS-GP davanti a tutti nella gara lunga. Tuttavia, il Gran Premio d'Indonesia di MotoGP ha sorriso alla Ducati più di quanto possa sembrare. E' chiaro, una scoppola come quella di domenica si fa sentire sempre, ma se si guarda alla classifica, Marc Marquez è ripartito dall'isola di Lombok con gli stessi 2 punti di distacco su Jorge Martin che aveva alla vigilia.

Considerando che, dopo il Gran Premio del Giappone, il team manager Davide Tardozzi aveva evidenziato che perdere una decina di punti sarebbe stato un buon risultato su una pista da sempre poco nelle corde del #93 e della Desmosedici GP, ecco spiegato perché il bilancio del fine settimana può essere tutto sommato soddisfacente per gli uomini in Rosso. 

"Se guardiamo al risultato puro, cioè arrivare a -2 e andare via a -2, per noi è un successo. È chiaro che rimane il problema vero, che l'Aprilia ha dimostrato di essere decisamente superiore. Soprattutto in questa pista lo sapevamo, però speravamo un po' meno. Questa è la verità", ha detto Tardozzi dopo la gara ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

"Dopodiché, le altre piste ci diranno di più, soprattutto Phillip Island, dove onestamente ci sono degli altri curvoni che secondo me possono essere favorevoli all'Aprilia, per il grip al massimo angolo di piega. Vediamo, se lì ci difendiamo, io credo che il mondiale sia assolutamente ancora gestibile. Vediamo gara per gara. Ci sono ancora 185 punti e siamo a -2", ha aggiunto.

In casa Aprilia non hanno avuto problemi ad ammettere che tra qualche gara potrebbero anche prendere in considerazione l'idea di chiedere agli altri piloti del marchio, compresi quelli del Trackhouse Racing, di dare una mano a "Martinator" nella battaglia con Marc. Cosa che non sembra affatto stupire il manager romagnolo.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

"A casa d'altri io non so cosa fare. Loro hanno tutto il diritto di dare ordini ai loro piloti. Non ho dubbi che lo faranno, prima o poi, perché mi sembra anche giusto e logico. Io lo farei, mi sembra ovvio. Poi è chiaro che noi in passato abbiamo sempre dimostrato che abbiamo dato tutto ai nostri piloti satellite quando eravamo in lotta con loro. Per noi l'ovvietà era tenere tutti i nostri piloti sulla stessa linea, senza fare preferenze. Qui loro invece sono in lotta con un'altra Casa, quindi mi aspetto che possano fare una mossa del genere".

C'è un dato però che stupisce a questo punto della stagione, ovvero il fatto che nella top 5 della classifica iridata ci sia solamente Marc Marquez tra i piloti che guidano una Ducati. Un qualcosa che stride parecchio con quanto visto negli ultimi anni e che in tanti imputano al fatto che la Desmosedici GP possa essere andata troppo nella direzione del nove volte campione del mondo, penalizzando magari gli altri piloti del marchio. Possibilità che però Tardozzi smentisce categoricamente.

"Semplicemente, è così perché ci sono tutte le Aprilia davanti. Detto questo, io non credo e sono totalmente contrario a chi afferma che Marc Marquez ha portato lo sviluppo della moto verso se stesso. Non è assolutamente vero. Io ho visto cosa è stato portato, cosa hanno deciso gli altri piloti, quindi non è assolutamente vero che Marquez si è fatto la moto per lui. Questi sono discorsi da bar. Chi partecipa allo sviluppo della moto, sa perfettamente cosa è stato fatto per lui e cosa abbiamo provato a fare per gli altri. Ad esempio per Pecco, anche se poi non è andato bene".

"Noi abbiamo sempre avuto la possibilità e la capacità di fare lo sviluppo per ogni pilota. Cioè, non è che se la moto va bene a Marquez, adesso è quella per tutti. Per esempio, Pecco usa una carena diversa rispetto a quella di Marc, tanto per dirne una. Ha usato un'aerodinamica del forcellone diversa da Marquez per tanto tempo. Quindi ognuno dei piloti ufficiali, e ci metto dentro anche Alex Marquez e Di Giannantonio, ha la possibilità di scegliere le sue cose. Noi non facciamo la moto per Marc Marquez e quella va bene tutti, non è così", ha concluso.

Leggi anche:MotoGP | Ecco perché Jorge Martin non è stato sanzionato per partenza anticipata in IndonesiaMotoGP | Razgatlioglu si sottoporrà ad un controllo alla spalla: "Spero di non dovermi operare"MotoGP | Aprilia apre agli ordini di scuderia: "Ad un certo punto bisogna dare un peso agli obiettivi"MotoGP | I piloti si oppongono alla multa per mancata presenza agli eventi coi tifosiMotoGP | Finalmente Bezzecchi rompe la maledizione, ma forse è tardi: sarà solo l'arbitro tra Martin e Marquez?MotoGP | Márquez soddisfatto: "È stato un weekend perfetto"MotoGP | Bagnaia cade a Mandalika: "Dovevo tenere su la pressione della gomma davanti e ho chiesto troppo alla moto"]]> 10864719-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 15:25:24 +0000 Matteo Nugnes F1 | Antonelli, 4 track limit ma niente penalità: la FIA ha scagionato Kimi perché c'era un guasto ai freni https://it.motorsport.com/f1/news/f1-antonelli-4-track-limit-ma-niente-penalita-ecco-perche-la-fia-ha-assolto-kimi/10864731/ L'italiano ha superato la linea bianca in 4 occasioni a Singapore, senza però ricevere alcuna penalità. Gli steward hanno infatti correttamente valutato che l'ultimo "track limit" in curva 7 sia stato infatti causato da un surriscaldamento dei freni, quindi senza una responsabilità del pilota, quindi non è rientrato nel conteggio. L'italiano ha superato la linea bianca in 4 occasioni a Singapore, senza però ricevere alcuna penalità. Gli steward hanno infatti correttamente valutato che l'ultimo "track limit" in curva 7 sia stato infatti causato da un surriscaldamento dei freni, quindi senza una responsabilità del pilota, quindi non è rientrato nel conteggio.

C’è stato un momento della corsa in cui Andrea Kimi Antonelli sembrava destinato a dover scontare una penalità di cinque secondi per aver superato i track limit in quattro occasioni differenti, al punto che la McLaren aveva anche indicato a Lando Norris di provare a tenersi entro una certa distanza per provare a sfruttare la situazione a loro favore.

Tuttavia, alla fine in realtà non è arrivata nessuna penalità da scontare nonostante, in effetti, Kimi abbia superato il limite della pista in quattro occasioni, una volta in più del consentito. L’ultimo è stato quello in curva 7 dopo la Virtual Safety Car, ma è stato anche quello che non ha fatto scattare la sanzione, dato che la FIA ha valutato la situazione come un’uscita di pista dovuta a un problema di natura tecnica senza trarne vantaggio.

La Federazione ha infatti un sistema che rileva automaticamente quando una vettura va oltre i limiti del tracciato e li segnala per una revisione al personale dell’organo di governo, oltre ad essere inviato poi ai team che, a partire da quest’anno, ricevono anche le immagini per ogni infrazione individuata. In questo caso è stata segnalata l’infrazione, ma analizzando il contesto non è stato considerato un track limit.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Antonelli era infatti finito largo oltre la linea bianca in curva 7 perché aveva accusato un problema con i freni subito riportato via radio. Con il progressivo surriscaldamento dell'impianto frenante, il pedale aveva infatti iniziato ad allungarsi, riducendo la capacità di decelerazione. “Alla ripartenza dopo la VSC, quando ho frenato, non è successo nulla, avevo poca potenza frenante, e ho quasi finito per andare a muro”, ha spiegato Kimi.

“È stata davvero una gara molto complicata, e inoltre il pedale del freno aveva una corsa molto lunga. Però era anche qualcosa che ci aspettavamo. Avevo trascorso circa tre quarti della gara dietro a un'altra vettura nell'aria sporca e, ovviamente, con temperature così elevate. In più, avevamo un problema al sensore dei freni, quindi non disponevamo nemmeno dei dati relativi all'impianto frenante”.

In effetti, già in griglia Antonelli aveva avuto un problema al sensore che legge la temperatura dei freni anteriori, tanto che il dato non era presente nemmeno sul volante di Kimi, il che ha fatto sì che il team non avesse una lettura chiara della situazione: “Ci basavamo sulle sensazioni. Ma erano sicuramente molto caldi, perché riuscivo persino a sentirne l'odore”.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Nel caso specifico, Singapore generalmente è una delle piste più impegnative dell'anno su questo fronte, proprio perché ci sono stante staccate ma anche poche opportunità per far prendere aria all'impianto. Solo dopo che Antonelli è riuscito a raffreddare i freni è tornato ad avere più potenza frenante, con la situazione poi tornata sotto controllo.

Il regolamento FIA stabilisce infatti che un pilota debba sempre compiere ogni ragionevole sforzo per rimanere entro i limiti della pista e che non possa oltrepassarli senza una motivazione ritenuta valida. Proprio per questo motivo, la Federazione dispone di una serie di criteri con cui valuta caso per caso le uscite di pista, distinguendo tra quelle ingiustificate e quelle dovute a circostanze particolari.

Nel caso di Antonelli, i commissari hanno ritenuto che il fuori pista in curva 7 fosse la conseguenza diretta del problema ai freni, qualcosa di avulso alle responsabilità del pilota. Un inconveniente tecnico riscontrabile sia dall'analisi delle immagini onboard sia attraverso la telemetria e le comunicazioni radio con il team.

Per questo motivo, non avendo nemmeno guadagnato un vantaggio,  l'episodio non è stato considerato una violazione dei track limit e non è stato aggiunto al conteggio delle infrazioni accumulate dal pilota Mercedes, che è così rimasto fermo a tre segnalazioni evitando la penalità di cinque secondi.

Leggi anche:F1 | Leclerc: la chance mancata non è stata al via, ma quando non ha attaccato Max in difficoltà con la PUF1 | Analisi post GP Singapore: Ferrari al suo top con Leclerc, ma non basta. Perché?F1 | McLaren: Norris si scusa per l'errore di sabato, ma Stella invita a proseguire le riflessioni all'interno del teamF1 | Verstappen e il potere della reputazione: così Max condiziona i suoi rivaliF1 | Mercedes, Antonelli vede il titolo ma la W17 resta un rebus]]> 10864731-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 14:31:17 +0000 Gianluca D'Alessandro MotoGP | Razgatlioglu si sottoporrà ad un controllo alla spalla: "Spero di non dovermi operare" https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-razgatlioglu-si-sottoporra-ad-un-controllo-alla-spalla-spero-di-non-dovermi-operare/10864627/ Quello che prometteva di essere un weekend positivo a Mandalika, si è trasformato in un disastro, con un infortunio alla spalla che ha compromesso la forza di Toprak Razgatlioglu e lo ha costretto ad un ritiro anticipato dalla gara di domenica. Quello che prometteva di essere un weekend positivo a Mandalika, si è trasformato in un disastro, con un infortunio alla spalla che ha compromesso la forza di Toprak Razgatlioglu e lo ha costretto ad un ritiro anticipato dalla gara di domenica.

Toprak Razgatlioglu si sottoporrà lunedì ad una risonanza magnetica alla spalla destra per stabilire se abbia bisogno di un intervento chirurgico, dopo una brutta caduta durante il weekend del Gran Premio d'Indonesia di MotoGP.

Il pilota del Prima Pramac Racing è stato sbalzato violentemente dalla sua Yamaha durante l'ultimo turno di prove libere a Mandalika sabato, con un forte impatto sull'asfalto che gli ha lussato la spalla destra.

Sorprendentemente, Razgatlioglu è riuscito a rimettere l'osso al suo posto e a prendere parte alle restanti sessioni della giornata, qualificandosi 19° e chiudendo nella stessa posizione nella Sprint.

Tuttavia, l'infortunio ha iniziato a pesargli nella gara lunga, ed è stato costretto a concludere anzitempo la sua giornata, dopo appena otto giri.

L'ex star del Mondiale Superbike ha rivelato di aver proseguito la gara nonostante la squadra gli avesse dato la possibilità di ritirarsi prima del via. Ma, pur credendo di poter superare il dolore e tornare in pista, alla fine gli è mancata la forza per concludere la gara.

“Oggi, il mio problema più grande era la spalla, non la moto,” ha detto. “Domenica mattina sentivo la spalla molto male. Sabato non era così male, era una gara breve. Ma quando mi sono svegliato domenica mattina, sentivo davvero molto dolore e il movimento era ridotto.

“Ho preso l'antidolorifico, ma il dolore non è un grosso problema. Il problema più grande è la mancanza di forza dopo l'uscita della spalla".

Toprak Razgatlioglu, Pramac Racing

Toprak Razgatlioglu, Pramac Racing

Photo by: Gold and Goose Photography / Getty Images

“Non sentivo la forza, soprattutto in frenata. A ogni giro andavo sempre più giù, perché nella principale curva a destra la spalla non ha abbastanza forza".

“Stavo parlando con il team prima della gara. Anche loro hanno detto che se mi sentivo male, dovevo semplicemente rientrare o non correre. Io ho solo detto: 'perché siamo qui?’ E se è possibile guidare, proverò semplicemente a fare del mio meglio'. Ci stavo solo provando".

"Non sono un pilota stupido. Se mi sento davvero male, torno semplicemente al box, è facile".

Nonostante l'esito, Razgatlioglu ha detto di non avere rimpianti per aver provato a correre, suggerendo che qualunque altro pilota si sarebbe arreso in una situazione del genere.

“Sono contento di averci provato,” ha detto. “È stato molto difficile. Ad ogni giro peggiorava, soprattutto il cambio di direzione era incredibile. Dalla curva 7 alla 8. E dalla 13 alla 14”.

“Normalmente, quando la spalla esce, in generale nessun pilota guida la moto. Io ci sto solo provando”.

Visita in Turchia per controlli

Razgatlioglu ha ammesso qualche preoccupazione dopo aver avuto la sensazione che la spalla si fosse lussata di nuovo durante la gara di domenica.

Il 29enne tornerà lunedì a casa sua in Turchia, dove i medici effettueranno una scansione completa della spalla destra per stabilire se sia necessario un intervento chirurgico.

Toprak Razgatlioglu, Pramac Racing

Toprak Razgatlioglu, Pramac Racing

Photo by: Gold and Goose Photography / Getty Images

“Sabato ho fatto le qualifiche, non era così male. Nella Sprint stavo semplicemente lottando,” ha spiegato. “Ma nella gara lunga la sensazione alla spalla è cambiata molto, perché quando muovo un po' la spalla, mi sembra che sia già uscita di nuovo. È stato molto strano".

“Ora abbiamo una settimana libera. Lunedì tornerò in Turchia e farò subito la risonanza per controllare la spalla. Spero di non dovermi operare".

“Spero che il riposo sia sufficiente per la prossima gara. Penso che il prossimo weekend tornerò più forte di oggi. Ma vedremo. Per ora devo solo riposare”.

Razgatlioglu ha aggiunto di essere frustrato per come è andato il weekend, dopo aver mostrato un passo da top 15 nelle prove del venerdì, con la Yamaha che sembrava avere un vantaggio sull'altro marchio giapponese, la Honda.

“Sono davvero triste per questo weekend, perché venerdì non abbiamo iniziato così male”, ha detto. “Normalmente miglioro ogni giorno, ma dopo la caduta è cambiato tutto, perché non pensavo solo alla moto, dovevo anche gestire la mia spalla, e il weekend è andato. Abbiamo iniziato davvero bene, ma alla fine, di nuovo, è finita male”.

]]> 10864627-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 13:58:04 +0000 Rachit Thukral WEC | Sfuma l'accordo Alpine-Geely per avere ancora le A424 in griglia nel 2027? https://it.motorsport.com/wec/news/wec-sfuma-accordo-alpine-geely-per-avere-ancora-le-a424-in-griglia-nel-2027/10864686/ Le trattative tra il gruppo cinese e il team Signatech che sembravano essere giunte ormai a buon punto pare abbiano subìto un brusco stop: il termine delle iscrizioni al prossimo anno si avvicina e le cose non sono affatto mese bene per i francesi. Le trattative tra il gruppo cinese e il team Signatech che sembravano essere giunte ormai a buon punto pare abbiano subìto un brusco stop: il termine delle iscrizioni al prossimo anno si avvicina e le cose non sono affatto mese bene per i francesi.

Quando tutto sembrava ormai fatto, ecco l'incredibile colpo di scena: la trattativa che avrebbe dovuto portare Geely Group a rilevare il programma Hypercar di Alpine nel FIA World Endurance Championship pare essere sfumato.

La notizia giunta dal paddock ELMS di Portimão, e riportata subito da Italian-Endurance, è di quelle che lasciano a bocca aperta, anche alla luce delle recenti dichiarazioni dei diretti interessati.

In particolar modo, il team principal dell'Alpine Endurance Team, Philippe Sinault, ai microfoni di Motorsport.com al Fuji aveva affermato che tutto era sotto controllo e che la situazione era ormai a buon punto, tanto da non vedere preoccupazioni in vista del termine delle iscrizioni alla stagione WEC 2027, previsto per il 26 novembre.

A quanto pare, invece, la situazione dietro le quinte ha assunto forme ben diverse che stanno delineando una realtà, a questo punto, concreta ed inevitabile: ossia non avere le A424 LMDh in griglia di partenza l'anno prossimo.

Da quando il nuovo AD di Renault Group ha assunto la discutibile decisione di chiudere i programmi sportivi di Alpine nel WEC, lo stesso Sinault - fondatore del Team Signatech, ovvero la squadra che si occupa delle vetture francesi in pista nel Mondiale Endurance - si era mosso in prima persona per poter salvare il salvabile e dare un futuro ad una attività che vive grazie alla vasta esperienza maturata negli anni in LMP2 e LMP1.

#36 Alpine Endurance Team Alpine A424: Jules Gounon, Victor Martins

#36 Alpine Endurance Team Alpine A424: Jules Gounon, Victor Martins

Foto di: JEP

Inizialmente si era parlato di marchi cinesi in arrivo e il primo indiziato pareva essere BYD, per altro presente con un proprio stand in quel del village della 24h di Le Mans (quindi non proprio una iniziativa economica e a puro scopo pubblicitario, se vogliamo dirla tutta).

A seguire, ha preso corpo invece il nome di Geely Group, che con Renault ha a che fare con collaborazioni nel ramo del prodotto di serie, specialmente in America Latina. Alcuni rappresentanti della Casa di Hangzhou erano anche volati negli stabilimenti di Viry-Châtillon e Bourges per conoscere da vicino l'ambiente sportivo di Alpine in vista di un possibile sbarco nel WEC.

Seppur nessuno di Renault/Alpine e Geely abbia mai confermato nulla al riguardo, gli incontri e i dialoghi erano proseguiti con l'idea di prendere in mano le A424, ribattezzarle secondo le necessità della compagine orientale e continuare il lavoro ben avviato di Signatech e soci. E le stesse parole di Sinault lasciavano intendere che non ci fossero problemi in merito, salvo il ribaltone delle ultime ore.

Se il tutto dovesse essere poi confermato dalle parti in causa, a questo punto diventa praticamente impossibile vedere le LMDh telaiate Oreca tra i partenti del WEC 2027, a meno che non si voglia procedere con calma e prendersi un anno sabbatico, lavorando in vista di un avvento di Geely nel 2028. Ma anche qui, con tanti punti interrogativi che, allo stato attuale, mettono Sinault e Signatech nella ormai sempre più spaventosa e triste possibilità di chiudere i battenti dopo la 6h di Monza del prossimo 8 novembre.

 

Leggi anche:WEC | Trattativa Alpine-Geely, ormai ci siamo: "Annuncio in arrivo da un giorno all'altro"]]> 10864686-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 13:31:05 +0000 Francesco Corghi F1 | McLaren: Norris si scusa per l'errore di sabato, ma Stella invita a proseguire le riflessioni all'interno del team https://it.motorsport.com/f1/news/f1-mclaren-norris-si-scusa-per-lerrore-di-sabato-ma-stella-invita-a-proseguire-le-riflessioni-allin/10864592/ Lando si è scusato con Piastri e con il team, assumendosi la responsabilità dell'incidente tra le due MCL40 durante la Sprint di Marina Bay. Andrea Stella sottolinea come gli interessi del team debbano essere superiori a quelli individuali. Lando si è scusato con Piastri e con il team, assumendosi la responsabilità dell'incidente tra le due MCL40 durante la Sprint di Marina Bay. Andrea Stella sottolinea come gli interessi del team debbano essere superiori a quelli individuali.

Lando Norris ha chiesto scusa. In casa McLaren a tenere banco non sono le deficitarie prestazioni delle MCL40, che anche a Marina Bay hanno faticato a lottare con Red Bull, Mercedes e Ferrari, ma quanto accaduto nella parte finale della Sprint Race di sabato, dove i due piloti papaya si sono resi protagonisti di un contatto che ha fatto perdere loro punti importanti nella lotta al secondo posto nel Mondiale Costruttori.

A 24 ore dal contatto, una volta finita la gara di Singapore, il campione del mondo in carica ha voluto tornare sull'accaduto e lo ha fatto prendendosi la responsabilità.

"E' tutto piuttosto semplice. Non avrei dovuto tentare quella manovra. Non avrei mai dovuto provarci fin dall’inizio, anche se ci fosse stata la possibilità di riuscirci. Devo pensare di più alla squadra che rappresento, anziché a me stesso".

"È stato un mio errore e ho deluso il team. Ho anche chiesto scusa a tutti loro: dovevo delle scuse a ciascuno e la prossima volta farò meglio".

L'errore di cui Lando si è preso le colpe ha portato la McLaren a perdere punti nel Mondiale Costruttori e, dopo la gara corta, il team si è riunito per parlare dell'accaduto. 

Andrea Stella, team principal della McLaren, non aveva usato giri di parole per commentare l'accaduto, definendolo "inaccettabile". Il manager italiano è tornato sull'incidente al termine della gara lunga, dando però un'altra chiave di lettura per via del comportamento avuto dai due piloti.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Clive Mason / Getty Images

Norris e Piastri avrebbero capito l'errore e ricordato quale sia il punto focale che deve spingerli a correre: ovvero quello di mettere il bene del team davanti a quello personale.

"Quello che è successo ieri l’ho definito inaccettabile, una dichiarazione che arriva dal team principal. Ma sono stato molto incoraggiato dal fatto che anche i nostri piloti abbiano espresso molto rapidamente lo stesso concetto. Siamo quindi allineati su come vogliamo guidare questa squadra verso il futuro, attraverso uno sforzo congiunto tra il team e i piloti".

"Le discussioni che stiamo portando avanti non sono ancora concluse", ha rivelato Stella. "Ma non è perché dobbiamo tornare a discutere se Lando fosse affiancato a Oscar, o cose del genere... Non è questo l’aspetto interessante. Per me, la parte più interessante è la riflessione che tutti gli attori coinvolti — il team e i piloti — dovranno fare su come convivere all’interno della squadra".

"Si tratta di mettere costantemente al primo posto, anche quando si è nell’abitacolo, gli interessi del team, riconoscendoli come superiori a qualsiasi interesse individuale".

"E sebbene, da questo punto di vista, le discussioni non siano ancora concluse e ci sia ancora del lavoro da fare per diventare una squadra più unita e ancora più forte, sono soddisfatto del fatto che Lando, a un certo punto della gara, abbia adottato questo modo di pensare".

"È questo che mi aspetto da team principal. È questo che le mille persone che lavorano in McLaren si aspettano dai nostri piloti. Quindi, è positivo che abbiamo avuto questo esempio e mi aspetto sicuramente di vederne altri in futuro, indipendentemente dal fatto che queste situazioni vengano ascoltate via radio, si verifichino a porte chiuse durante le riunioni oppure si riflettano nel modo in cui pianifichiamo le nostre gare".

Leggi anche:F1 | Verstappen e il potere della reputazione: così Max condiziona i suoi rivaliF1 | Mercedes, Antonelli vede il titolo ma la W17 resta un rebusF1 | Max, la prima vittoria a Singapore va oltre le insidie: in partenza e nei primi giri ha avuto problemi con la PUF1 | Ferrari, Singapore a metà: Leclerc secondo convince, mentre Hamilton spreca il podioF1 | Hamilton non rispetta la chiamata al pit stop e perde il podio. Ecco cos'è successo a SingaporeF1 | Antonelli conferma: "Anche ad Austin avrò il nuovo pacchetto. È importante anche in ottica 2027"]]> 10864592-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 13:01:22 +0000 Giacomo Rauli MotoGP | Ecco perché Jorge Martin non è stato sanzionato per partenza anticipata in Indonesia https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-ecco-perche-jorge-martin-non-e-stato-sanzionato-per-partenza-anticipata-in-indonesia/10864655/ Un video virale sui social network ha sollevato dubbi sul fatto che Jorge Martin abbia commesso una "jump start" alla partenza della gara lunga di MotoGP a Mandalika. Tuttavia, il regolamento lo tutela. Un video virale sui social network ha sollevato dubbi sul fatto che Jorge Martin abbia commesso una "jump start" alla partenza della gara lunga di MotoGP a Mandalika. Tuttavia, il regolamento lo tutela.

Jorge Martin è riuscito a dare una svolta al suo fine settimana nel Gran Premio d'Indonesia di MotoGP. Il pilota spagnolo ha perso la leadership della classifica generale sabato, quando un errore dell'Aprilia nello stabilire le pressioni dei suoi pneumatici ed un errore personale mentre cercava di recuperare la prima posizione che aveva dovuto cedere a Marc Marquez lo hanno fatto scivolare al quarto posto. Il tutto mentre il campione in carica si aggiudicava la Sprint.

Ma, domenica, "Martinator" è riuscito ad ottenere un bottino migliore. Anche se il pilota di San Sebastián de los Reyes non è partito bene, nella prima metà di gara è riuscito a rimontare fino al terzo posto. Pur restando nella terra di nessuno, senza poter eguagliare il grande ritmo dei suoi compagni di marca, Marco Bezzecchi e Raul Fernandez, il sesto posto di Marquez gli ha restituito la prima posizione del Mondiale Piloti, con due punti di vantaggio sul pilota di Cervera in vista del prossimo Gran Premio d'Australia.

Tuttavia, la prestazione di Martin nella giornata di domenica è stata vicina ad essere segnata da un altro contrattempo. Un video virale sui social network ha infatti sollevato un polverone, generando dubbi sul fatto che il pilota Aprilia possa essere incorso in una partenza anticipata.

Uno dei migliori amici di Martin, Aleix Espargaró, era presente sul circuito di Mandalika, facendo il suo ritorno in MotoGP per sostituire Joan Mir, ancora alle prese con il recupero dal malessere fisico accusato a Misano, in sella alla Honda HRC. Ma il catalano non ha potuto disputare la gara lunga di domenica, a causa di tutto lo sforzo fisico che ha dovuto compiere in due giorni, dopo essersi infortunato gravemente alla schiena alcuni mesi fa.

Tuttavia, il maggiore dei fratelli Espargaró ha sostenuto da vicino Martin durante la domenica. Il pilota di Granollers è stato vicino al madrileno in ogni momento, compresa la partenza, che è stata ripresa dalla moglie di Aleix, Laura Montero. Lei ha pubblicato il video sui suoi canli social, e molti tifosi si sono concentrati sullo scatto del #89, chiedendosi se abbia commesso o meno un "jump start".

 

Come si può vedere nel video, Martin non è completamente fermo, come di solito accade nelle partenze della MotoGP, ma compie alcuni movimenti fino all'ultimo momento. Detto questo, nel video non viene mai mostrato il semaforo né quando si spegne, un elemento che sarebbe fondamentale per stabilire se il leader del Mondiale commetta o meno un'infrazione.

Allo stesso modo, i movimenti che compie Martin fanno anche sì, come si può notare a occhio nudo, che avanzi poco a poco all'interno della sua posizione di partenza, qualcosa che potrebbe anch'esso configurare una partenza anticipata.

Cosa dice il regolamento, che dà ragione a Martín

Tuttavia, va spiegato che, consultando il regolamento sportivo del Mondiale MotoGP, la verità è che tutela Martin affinché non riceva alcuna sanzione, che in questo caso avrebbe potuto essere una doppia Long Lap Penalty, da scontare durante la gara di domenica in Indonesia.

Per chiarire questa questione, bisogna consultare due articoli dell'ultima versione del Regolamento Sportivo della MotoGP, pubblicata alla data dello scorso 13 settembre. Il primo è l'1.18.13, relativo alla posizione che pilota e moto devono occupare all'interno della loro casella di partenza in griglia.

"Al ritorno sulla griglia di partenza (dopo il giro di ricognizione), i piloti devono posizionarsi con la ruota anteriore della loro moto fino alla linea anteriore e dietro di essa, e tra le linee laterali che delimitano la posizione in griglia, e mantenere il motore acceso. Lo pneumatico anteriore non deve toccare la superficie della pista al di fuori delle linee dipinte", recita il regolamento.

Questo significa che l'unica cosa vietata dalla normativa è superare in modo chiaro la linea bianca che delimita la casella di partenza in griglia, mentre è consentito toccarla, cosa che non viene considerata un superamento della posizione.

Forse l'aspetto più controverso riguardo al fatto che Jorge Martìn abbia anticipato o meno la partenza sono i movimenti che compie appena prima del via della gara. Per verificare cosa dice il regolamento in merito, bisogna fare riferimento all'articolo 1.18.14.

 

Dice quanto segue: "La moto deve essere ferma nel momento in cui si spengono le luci rosse (del semaforo). Si considera che ci sia 'jump start' se la moto si sposta in avanti prima del momento in cui si spengono le luci rosse".

"Nel caso in cui si verifichi un lieve movimento e un successivo arresto della moto mentre le luci rosse sono accese, gli ufficiali designati saranno gli unici incaricati di giudicare se sia stato ottenuto qualche vantaggio", prosegue.

In questo caso, è chiaro che ci sono dubbi evidenti sul fatto che Martín avesse la sua Aprilia ferma nel momento in cui il semaforo si è spento, dato che questo non si vede in nessun momento del video, mentre la sua moto si muove effettivamente in avanti. Ma lo spagnolo ha potuto muovere la moto fino all'ultimo momento, per fermarla proprio nell'istante preciso in cui le luci rosse stavano per spegnersi, rispettando così il regolamento.

Nel caso in cui non lo avesse fatto, l'azione resta soggetta, come spiega la seconda parte dell'articolo, all'interpretazione dei commissari, che in questo caso hanno scelto di non sanzionarlo. In questo caso, la normativa parla del fatto che il pilota in questione abbia guadagnato o meno un vantaggio, qualcosa che avrà molteplici interpretazioni per tutti coloro che vedranno quanto accaduto. Detto questo, va sottolineato che Martin non ha guadagnato posizioni nel percorso verso la prima curva, ma le ha perse: partito quinto, è arrivato alla curva sesto, dopo essere stato superato da Fermin Aldeguer.

Leggi anche:MotoGP | Aprilia apre agli ordini di scuderia: "Ad un certo punto bisogna dare un peso agli obiettivi"MotoGP | I piloti si oppongono alla multa per mancata presenza agli eventi coi tifosiMotoGP | Finalmente Bezzecchi rompe la maledizione, ma forse è tardi: sarà solo l'arbitro tra Martin e Marquez?MotoGP | Aldeguer ha una frattura alla mano destra, verrà operato a BarcellonaMotoGP | Márquez soddisfatto: "È stato un weekend perfetto"MotoGP | Acosta: "La regola sulle pressioni gomme va cambiata, così ci fa sembrare degli asini"MotoGP | Bezzecchi: "Il Mondiale è più perso che vinto, bisogna prendersi qualche rischio. Oggi ha pagato" MotoGP | Martín: "Raúl e Bez superiori oggi, ma ho tenuto duro: solo così posso lottare con Márquez"]]> 10864655-it.motorsport.com Mon, 12 Oct 2026 11:02:55 +0000 Rubén Carballo Rosa